Nuova campagna informativa per la diagnosi precoce del diabete

Sembrerà incredibile eppure ancora oggi in Italia ci sono bambini e adolescenti che rischiano danni irreversibili o anche la vita per un esordio di diabete non riconosciuto oppure non trattato adeguatamente. Il fenomeno è talmente preoccupante da indurre la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica a intervenire su due linee: una campagna d’informazione su larga scala e l’emanazione di nuove linee guida per il trattamento della chetoacidosi in ospedale.

La campagna, partita a gennaio di quest’anno, prevede la diffusione di materiale informativo nelle scuole e in circa diecimila studi di pediatri. Secondo i dati del Ministero della Salute in Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 (18 mila sono i bambini e ragazzi) e l’incidenza di questa condizione è in aumento in tutto il mondo. Si calcola che il numero dei giovani e dei bambini ai quali viene diagnosticato il diabete di tipo 1 cresce del 3% ogni anno. Eppure molti genitori, insegnanti e anche pediatri non sono ancora in grado di riconoscere i sintomi dell’esordio. E proprio per evitare casi di esordio non riconosciuto dai medici come quello di Plinio o di tanti altri che non sono diventati di pubblico dominio, sono state elaborate queste linee guida.

In base ai dato raccolti dalla SIEDP in 68 centri di diabetologia italiani, almeno il 40% dei bambini arriva in Pronto Soccorso in fase di chetoacidosi, con il rischio che ne comporta.

“Alla chetoacidosi si può associare infatti un edema cerebrale che può essere fatale e si sviluppa di solito entro quattro-dodici ore dall’inizio del trattamento in urgenza in ospedale, anche se in alcuni casi compare prima o nei due giorni successivi – dice Mohamad Maghnie, presidente SIEDP –. Riconoscere e trattare correttamente in Pronto Soccorso la chetoacidosi è indispensabile per evitare complicanze che possono portare alla morte, come è purtroppo successo ad alcuni piccoli pazienti negli ultimi anni. Promuovere la diagnosi precoce è essenziale anche per evitare che i bimbi arrivino in ospedale con sintomi già molto gravi”

download2  Linee guida SIEDP

download2  Campagna d’informazione SIEDP

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Ci siamo! Il Dexcom G5 è prescrivibile in Italia

Dopo aver ricevuto il marchio di conformità Europea nel settembre dello scorso anno, il nuovo sistema di monitoraggio della glicemia CGM Dexcom G5 è finalmente disponibile anche in Italia. Da oggi i diabetologi di tutta la penisola possono prescriverlo sia per gli adulti sia per i bambini a partire dai due anni di età.

Il sistema CGM Dexcom G5 Mobile è un dispositivo di monitoraggio continuo della glicemia indicato per rilevare trend e pattern glicemici nelle persone adulte e sui bambini e ragazzi in età pediatrica (2-17 anni) con diabete di Tipo 1 e Tipo 2 soggetti a terapia insulinica.

Oltre ai vantaggi che un sistema CGM comporta nell’aiuto al trattamento del diabete, Dexcom G5 Mobile si distingue per molte caratteristiche innovative, che vi illustriamo grazie al contributo di Luca Roveron, Sr. Product Manager Diabetes Care presso il distributore ufficiale per l’Italia Theras Lifetech S.r.l.:

  • Visualizzazione delle informazioni glicemiche su smart device;
  • Condivisione in remoto di dati glicemici, informazioni su trend e allarmi/avvisi trasmessi mediante cloud server protetto;
  • primo sistema CGM con MARD a cifra singola grazie ad un nuovo algoritmo che ha consentito un miglioramento dell’accuratezza in ogni range glicemico;
  • ottenimento dell’approvazione ufficiale per l’utilizzo del CGM per prendere decisioni di trattamento senza la necessità di effettuare misure aggiuntive mediante prelievo capillare.

Luca Roveron,  Sr. Product Manager Diabetes Care, ci ha contattato per farci sapere che seguirà da parte di Theras Group una press release ufficiale nel momento stesso in cui avranno disponibilità del prodotto

Quindi, antenne dritte, perché c’è un forte odore di Dexcom G5 nell’aria! E DeeBee.it sarà in prima linea, come sempre.

Diamo ora uno sguardo ravvicinato ai componenti che formano il sistema CGM Dexcom G5 Mobile.

Sensore Dexcom G5 Mobile

Si tratta di un sensore elettrochimico posizionato sotto la cute dell’addome che misura ininterrottamente fino a 288 livelli di glucosio ogni giorno (uno ogni 5 minuti). È provvisto di base di supporto per alloggiamento del trasmettitore Dexcom G5 Mobile e dell’opportuno applicatore che ne facilita l’inserimento e lo rende indolore. Il sensore G5 Mobile, invariato in quanto a caratteristiche ed utilizzabile anche con trasmettitori Dexcom G4, è un dispositivo monouso sterile e ha una durata di 7 giorni.

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Trasmettitore Dexcom G5 Mobile

Il trasmettitore rappresenta il “cervello” del sistema stesso in quanto interpreta ed invia mediante tecnologia LE Bluetooth le informazioni sulla glicemia rilevate dal sensore all’app Dexcom G5 o al ricevitore Dexcom G5 oppure ad entrambi con un raggio d’azione pari a 6 metri. Il trasmettitore e il sensore sono resistenti all’acqua quando sono collegati correttamente. A differenza del trasmettitore Dexcom G4, la cui durata garantita era di 6 mesi,  il trasmettitore G5 ha una durata limitata a 3 mesi. Al cambio sensore non sarà necessario sostituire il trasmettitore (ciò resta quindi invariato rispetto al Dexcom G4).

trasmettitore

Dispositivi di visualizzazione


Per modificare le impostazioni del sistema è necessario scegliere preventivamente il dispositivo (o i dispositivi) di visualizzazione su cui ricevere i dati e gli avvisi inviati dal sistema CGM. Nella fattispecie, si possono quindi utilizzare:
a) solo lo smart device;
b) solo il ricevitore;
c) la combinazione di entrambi.

Smart device con app Dexcom G5 Mobile
L’app Dexcom G5 Mobile, per ora disponibile soltanto sui dispositivi della mela morsicata con sistema operativo iOS, permette di visualizzare i dati glicemici e tutte le informazioni offerte dal CGM e di ricevere quindi allarmi e avvisi sia mediante messaggio a comparsa, quindi nella privacy più totale, sia mediante segnalazioni acustiche, personalizzabili a seconda del profilo selezionato.

Ecco come si presenta la schermata principale dell’app.

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Queste le principali caratteristiche:

  • visualizzazione grafici di trend: è possibili consultare l’andamento dei valori glicemici nell’aro di 1, 3, 6, 12 o 24 ore;
  • frecce di trend: indicano rapide salite/discese (variazione >3 mg/dL/min), salite/discese (fino a 3 mg/dL/min), lente salite/discese (fino a 2mg/dL/min) o glicemia costante (fino a 1 mg/dL/min in salita/discesa);
  • Allarmi di ipoglicemia e ipoglicemia personalizzabili a seconda dei target glicemici del paziente;
  • Avvisi di salita/discesa: informano sulla salita o discesa dei livelli glicemici con una velocità di variazione personalizzabile a 2 o 3 mg/dL/min;
  • Allarme ipoglicemico di sicurezza: caratteristica unica del sistema CGM Dexcom, è costituito da un allarme incorporato non modificabile e non silenziabile che si attiva quando viene raggiunta la soglia di 55 mg/dL e si ripete automaticamente se la glicemia non sale sopra tale livello nell’arco di 30 minuti;
  • Eventi: è possibile inserire alcuni indicatori che possono essere significativi per aiutare ad interpretare il tracciato glicemico nell’ambito di un’analisi retrospettiva. Vi sono varie categorie, ad esempio i carboidrati ingeriti, la quantità di insulina assunta, l’attività sportiva effettuata, ecc…

Per la gioia di molti genitori, utilizzando lo smart device è possibile inoltre attivare la preziosissima funzione Share, che consente la trasmissione in remoto (fino ad un massimo di 5 persone) attraverso il cloud server protetto di Dexcom di tutte le informazioni glicemiche visualizzate dall’app Dexcom G5 Mobile e degli avvisi/allarmi.

Ricevitore Dexcom G5 Mobile
Il ricevitore è un piccolo dispositivo palmare che visualizza le letture di glucosio ottenute dal sensore, le frecce indicanti l’andamento e la velocità di variazione di tali valori e il grafico trend.

ricevitore

Con il ricevitore si possono ottenere le medesime informazioni glicemiche visualizzabile sull’app, impostare allarmi/avvisi e registrare eventi. E’ però sguarnito della funzione Share.

Come il trasmettitore, anche il ricevitore Dexcom G5  è riutilizzabile con diversi sensori ed è garantito 1 anno.

Download dei dati e Diasend

Il download dei dati viene effettuato mediante la piattaforma software online Diasend, secondo una duplice modalità a seconda del dispositivo di visualizzazione utilizzato:

  1. Se si usa lo smart device, è possibile sincronizzare direttamente i dati glicemici dall’app Dexcom G5 Mobile e memorizzati nel cloud Dexcom con il cloud server Diasend. La trasmissione avviene quindi in modo silente ogni 3 ore, e l’utilizzatore non dovrà compiere nessuna azione: pensa a tutto l’app, per la massima comodità;
  2. Se si utilizza il ricevitore Dexcom G5 Mobile, è possibile scaricare i dati in esso contenuti collegandolo ad un PC oppure a Diasend Transmitter, una sorta di centralina che invia i dati ricavati direttamente al cloud server Diasend.

Se si utilizzano entrambi i dispositivi, i dati provenienti dall’uno e dall’altro verranno raggruppati e uniti.

Non solo Apple

E’ prevista per fine 2016 il rilascio dell’app Dexom G5 anche per dispositivi Android. Sono già in corso i test su svariati dispositivi in modo da poter vagliare i diversi protocolli di lettura utilizzati dai vari produttori. Difatti, il panorama del parco macchine Android presenta migliaia di dispositivi differenti e quindi, essendo il Dexcom G5 un dispositivo medico, si rendono necessari molti più test che con i cugini marchiati Apple.

Che fine farà il Dexcom G4?

Sono in tanti a porsi questa domanda per diversi motivi. Ad esempio, c’è chi utilizza il “vecchio” Dexcom G4 in coppia con il microinfusore, chi invece lo usa con Nightscout

Dexcom G4 e Dexcom G5 rimarranno nel mercato italiano in parallelo per qualche anno, soprattutto fino a che non verranno effettuati gli aggiornamenti ai microinfusori, come Animas Vibe, il cui sistema è da tempo integrato con Dexcom G4.

Ieri il G4. Oggi il G5. E domani?

E’ prevista per fine 2016 l’uscita negli USA dell’evoluzione di Dexcom G5 e del nuovo applicatore:

  • Il trasmettitore sarà più sottile, circa i 2/3 dell’attuale Dexcom G4 (che, ricordiamolo, ad oggi resta il trasmettitore più sottile della famiglia) e leggermente più lungo;
  • Sovrasterà completamente il sensore a beneficio dell’ergonomia, poiché non vi saranno (quasi) più spigoli;
  • Memorizzerà tutti e 7 i giorni di durata del sensore, anche quando non avesse nelle vicinanze nessun apparecchio, né smartphone né ricevitore;
  • Il nuovo applicatore sarà più semplice da utilizzare, ad una sola mano e indolore.

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Dexcom G6, invece, inizierà il suo iter di approvazione alla Food and Drug Administration a breve. Visti i tempi record di approvazione di Dexcom G5, ci si aspetta che venga immesso nel mercato statunitense entro il 2017. Le particolarità essenziali della nuova versione saranno tre: una sola calibrazione richiesta al giorno, 10 giorni di durata certificata e  migliore accuratezza.

E se le aspettative saranno rispettate, mettetevi le cinture di sicurezza, perché avrete tra le mani (o sull’addome?) la Ferrari dei sensori…

download2Comunicazione entrata sul mercato Dexcom G5

 

download2        Manuale d’uso Dexcom G5

 

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Scade il brevetto Lantus: arriva anche in Italia la basale Abasaglar

Si chiama Abasaglar la prima insulina glargine biosimilare  approvata in Europa e arrivata in Italia il 9 febbraio. Il nuovo farmaco “Made in Italy” è prodotto da Eli Lilly-Boehringer Ingelheim nello stabilimento di Sesto Fiorentino, il più grande in Italia per i prodotti da biotecnologia e noto per l’utilizzo di tecnologie molto avanzate. Attualmente questo prodotto è stato già lanciato in Gran Bretagna, Germania, Svezia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

L’insulina glargine biosimilare (LY2963016) presenta la stessa sequenza aminoacidica di Lantus, la basale prodotta da Sanofi. Ma cos’è un medicinale biosimilare? Come si può intuire dalla parola stessa e secondo la definizione proposta dalla Società Italiana di Farmacologia, è “un farmaco biologico, nella maggior parte dei casi biotecnologico, approvato dall’Agenzia Europea del Medicinali (EMA), attraverso un comparability exercise con il prodotto di riferimento commercializzato da un’altra azienda”. In altre parole un prodotto dalle caratteristiche simili a un farmaco originario precedentemente brevettato e autorizzato per la commercializzazione da diversi anni. Quest’ultimo viene spesso chiamato “farmaco di riferimento” o “farmaco originatore”.

Se i farmaci generici, prodotti attraverso la sintesi chimica sono identici (con la stessa struttura) al farmaco di riferimento, i biosimilari no. Trattandosi di grandi molecole complesse, ottenute attraverso tecniche di biotecnologia, i farmaci biosimilari non possono essere l’esatta copia, ma solo “comparabili al farmaco di riferimento”. Per sviluppare un farmaco biosimilare e il suo farmaco di riferimento si parte dalla stessa sostanza biologica, ma visto che due linee cellulari sviluppate indipendentemente non possono mai essere identiche, anche le differenze sono inevitabili. Per ottenere l’autorizzazione della Agenzia Europea per i Medicinali un farmaco biosimilare viene sottoposto a un lungo periodo di studio per verificare “la comparabilità in termini di qualità, sicurezza ed efficacia (effetto terapeutico) con il farmaco di riferimento, e di dimostrare l’assenza di significative differenze cliniche rispetto al farmaco di riferimento”.

Da prassi un prodotto nuovo di questo tipo viene immesso nel mercato solo alla scadenza del brevetto, proprio come nel caso specifico. Il 6 maggio del 2015 è scaduto il brevetto per Lantus prodotto dalla francese Sanofi, il terzo farmaco più venduto al mondo, con un fatturato di 7,5 miliardi di dollari nel 2014. Il nuovo prodotto biosimilare di Eli Lilly-Boehringer Ingelheim viene visto quindi come una nuova opportunità sia per i costi ridotti, sia per via della nuova penna che, a detta dei produttori, permette una somministrazione più semplice ed accurata.

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Staminali: stop al diabete nei roditori per sei mesi

174 giorni, quasi sei mesi di stop al diabete. Anche se il diabete è quello dei topi, i risultati raggiunti da un team di ricercatori della Harvard University, guidati dal biologo Doug Melton, vengono considerati molto promettenti.

Era ottobre del 2014 quando sulla prestigiosa rivista Cell venivano pubblicati i risultati della ricerca condotta dal team americano che, dopo quasi dieci anni di studio, è riuscito a generare in vitro cellule beta pancreatiche umane. Trattate con un cocktail di sostanze chimiche, le cellule umane staminali pluripotenti (HPSC) sono state trasformate in cellule beta, pressoché uguali a quelle sane, in grado di secernere insulina e tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue. Per la ricerca sono stati utilizzati aggregati cellulari con un diametro di 100-200 micron, ognuno contenente alcune centinaia di cellule, successivamente differenziati e sottoposti a numerosi test. A fronte del processo di selezione si è arrivato all’identificazione di un protocollo che, con l’utilizzo di 11 molecole di diverso tipo, ha portato quindi all’ottenimento in vitro di cellule che “si comportano” come cellule beta. Doug Melton, il biologo che ha guidato la ricerca, ritiene che per rendere pienamente “operative” le cellule immature ci vogliano fino a tre mesi.

Il passo successivo è stato quello di impiantare queste cellule, racchiuse in micro-capsule, nell’addome di topi diabetici da laboratorio. Per ottimizzare i risultati è stato scelto un ceppo di roditori con un sistema immunitario molto resistente. Le capsule, indispensabili per evitare l’attacco da parte del sistema immunitario, sono state realizzate in collaborazione con il team del bioingegnere Daniel Anderson del MIT (Massachusetts Institute of Technology). E’ stato utilizzato l’alginato modificato, una sostanza ricavata da una varietà di alghe brune, che ha reso possibile l’alimentazione delle cellule con ossigeno, ma soprattutto, ha permesso allo zucchero e all’insulina di fluire tra il corpo e le cellule. Tra le 800 varianti di alginato create dai ricercatori, è stato individuato il triazolo-tiomorfolina biossido (TMTD), il “meno riconoscibile” dal sistema immunitario.

Nei risultati definitivi della ricerca, pubblicati recentemente su Nature, si legge che il sistema immunitario dei topi non ha reagito alle nuove cellule impiantate e che dopo i 174 giorni di attività (tanto è durata l’osservazione in laboratorio) le capsule rimosse contenevano ancora cellule vitali produttrici di insulina.

La prossima sfida sarà quella di replicare questi risultati e verificare se questo tipo di trattamento, che funziona nei topi diabetici, funzionerà anche negli esseri umani. Secondo una nota dell’ Istituto di Ricerca sul Diabete (Diabetes Research Institute – DRI) dell’Ospedale San Raffaele, “considerate le esperienze collezionate da altri gruppi con prodotti a base di cellule staminali embrionali umane, le beta cellule descritte dal gruppo di Harvard probabilmente non potranno essere testate negli esseri umani prima di 4-8 anni”.

 

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Bilancia pesa-carboidrati: svelati i CHO degli 800 alimenti

La bilancia pesa-carboidrati, già più volte in promozione nei supermercati della catena Lidl, ha conquistato le cucine di tantissime famiglie. Oltre al design moderno e al prezzo concorrenziale, offre una funzionalità che permette di alleggerire e rendere più facile la gestione del diabete.

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Avevamo infatti già illustrato il suo punto di forza, che consiste nel poter memorizzare i carboidrati di 200 alimenti, in aggiunta agli 800 preinseriti nel suo database, in modo da poter ottenere in tempi rapidi anche i CHO di piatti fatti in casa o consumati di frequente. Per semplificare la ricerca di questi nuovi codici, DeeBee Italia ha ideato l’apposita  Tabella fai-da-te, da apporre sulla bilancia.

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Oggi vi proponiamo un nuovo aiuto, grazie alla gentilissima Simona Marazzi, del gruppo Facebook di DeeBee.it, che ha condiviso con noi il suo lavoro: vi siete mai chiesti quali fossero i carboidrati attribuiti agli 800 alimenti preinseriti nella bilancia marchiata SilverCrest? “Saranno gli stessi che uso abitualmente?”
Simona ci ha fornito la risposta: la tabella in formato Excel, con gli alimenti e relativi carboidrati, è scaricabile da DeeBee.it.

Piccola curiosità. Simona ha notato come due alimenti siano memorizzati in una posizione non coerente con la categoria di appartenenza; li troverete segnalati con tre punti esclamativi: il petto di galletto senza pelle e la pasta senza uovo. ;)

download2  Tabella codici/Cho bilancia pesa-carboidrati

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FreeStyle Libre: addio lista d’attesa!

Non finiscono le novità in casa Abbott, la produttrice del sistema di monitoraggio Flash FreeStyle Libre, lanciato in sei paesi nell’ottobre del 2014. Dopo l’autorizzazione per uso pediatrico, che verrà annunciato ufficialmente il 4 febbraio a Milano, da oggi il sistema è in vendita liberamente anche per gli utenti non registrati. 

Per quasi un anno, l’acquisto del lettore e dei sensori è stato prerogativa dei soli utenti registrati nel web shop della Abbott. Bisognava prima registrarsi e aspettare la tanto attesa mail di conferma. Attesa che per alcuni è durata anche sei mesi.

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Visto il grande, e forse anche inaspettato successo del sistema, la Abbott ha dovuto stilare delle liste d’attesa e limitare a due il numero dei sensori acquistabili ogni due settimane.

Da oggi, nel negozio on line tutti gli utenti possono ordinare subito fino a 6 sensori per volta, ammortizzando così le spese di spedizione.

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E se numerosi utenti ora possono comprare il tanto desiderato FreeStyle Libre, molti altri non se lo potranno permettere. Il prossimo passo, atteso e sperato, è la mutuabilità di questo sistema anche nelle altre regioni e non solo in Emilia Romagna.

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Flash DeeBee.it: Libre approvato in età pediatrica

Se ne parla da qualche mese e, tra pochi giorni, sembra che diventerà finalmente di pubblico dominio. FreeStyle Libre, il sistema di monitoraggio flash messo sul mercato a fine ottobre del 2014, ha ottenuto l’approvazione per uso pediatrico. Abbiamo cercato, per il momento senza esiti, una conferma della notizia direttamente alla Abbott, l’industria farmaceutica che produce il dispositivo. Ma, secondo fonti autorevoli, l’annuncio ufficiale avverrà proprio il 4 febbraio, durante la conferenza stampa organizzata dalla Abbott in occasione dell’ATTD (9° Conferenza Internazionale sulle tecnologie avanzate e trattamenti per il Diabete), in programma a Milano dal 3 al 6 febbraio 2016.

Non sono pochi i genitori dei bambini affetti da diabete che usano già FreeStyle Libre per i loro figli. Anche se non sostituisce le misurazioni capillari e non è un CGM (monitoraggio continuo della glicemia), il dispositivo è diventato un valido alleato dei medici e genitori nella gestione del diabete. I valori, rilevati dal sensore applicato sul braccio, vengono elaborati grazie a un software – Ambulatory Glucose Profile (AGP) – che memorizza, riassume e visualizza i dati della glicemia in modo chiaro e intuitivo. Secondo le testimonianze dei genitori, molti bambini che usano Libre FreeStyle hanno avuto miglioramenti non solo nella qualità di vita. Grazie alle informazioni più complete fornite dal dispositivo, i diabetologi hanno potuto personalizzare ulteriormente la terapia, ottenendo un miglior controllo glicemico.

In aiuto ai genitori è arrivata successivamente l’app Glimp, che permette di vedere anche a distanza le glicemie rilevate da Libre usando uno smartphone Android (se dotato di supporto NFC) al posto del classico lettore standard. DeeBee Italia è partner ufficiale di Glimp e fornisce tutte le informazioni necessarie per l’installazione e l’utilizzo dell’app.

Attualmente il sistema di monitoraggio flash FreeStyle Libre ha ottenuto il marchio CE 0086 e viene distribuito in Italia, Germania, Francia, Olanda, Spagna, Svezia e Regno Unito.  La casa farmaceutica statunitense, fondata nel 1888 dal dottor Wallace Abbott, è in attesa di un parere da parte della Food and Drug Administration (FDA) per la distribuzione di FreeStyle Libre anche negli Stati Uniti.

L’approvazione del dispositivo per i minori, oltre a rendere ufficiale l’uso fatto fino ad ora da tanti genitori, apre le porte a un altro scenario: la prescrizione gratuita (prevista per il momento solo dalla Regione Emilia Romagna). Tra pochi giorni sapremo se il dispositivo approvato per uso pediatrico sarà lo stesso che viene utilizzato ora. Nella conferenza di presentazione noi di DeeBee Italia ci saremo e in tempo reale vi sapremo dire tutto sulle ultime attese novità.

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«Tommaso, discriminato a scuola a causa del diabete»

Sono passati pochissimi giorni da quando Antonio Cabras, Presidente Nazionale della Federazione Diabete Giovanile, ci aveva inviato un commento critico in merito alla tutela del bambino diabetico nelle scuole italiane. Oggi riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta di una nostra lettrice, Mariana Murru, mamma del piccolo Tommaso di 5 anni. Vivono a Carbonia, in provincia di Cagliari e sono vittime senza colpe della normativa vigente.

A Mariana  va tutto il nostro appoggio. E non solo. Noi della ONLUS DeeBee Italia ci impegniamo a segnalare il caso di Tommaso al Presidente della Federazione Diabete Giovanile e di seguire i successivi, sperati sviluppi.


“Trovo assurdo che nel 2016 mio figlio Tommaso non possa frequentare la SCUOLA MATERNA PUBBLICA in totale sicurezza, in quanto gli viene negato il primo soccorso in caso di ipoglicemia. Una misurazione capillare e la somministrazione di un succo di frutta per lui sono di vitale importanza.”

Questo è ciò che ho scritto sul mio profilo Facebook per denunciare quello che sta accadendo. Oltre la patologia di Tommaso (diabetico), mi ritrovo a dover fare i conti con una disinformazione e un’ignoranza pazzesca.

Ho coinvolto Sindaco, Vicesindaco, Assessore alla pubblica istruzione e dirigenti scolastici. La loro risposta è sempre la stessa: “Nessuno si prende la responsabilità di assistere Tommaso in caso di ipoglicemia. Le maestre non sono obbligate a farlo. Non c’è nessuna legge che le obblighi. Se il bambino sta male chiamiamo lei o l’ambulanza”.

Continuo all’infinito a ripetere che basta una semplice misurazione capillare e la somministrazione di un succo di frutta. Tommaso ha il diritto, come tutti gli altri bambini, di frequentare la scuola materna in totale sicurezza per tutelare la sua salute.

Tommaso senza un primo soccorso potrebbe incorrere in un’ipoglicemia grave, con conseguente perdita di sensi e coma ipoglicemico. In tal caso necessiterebbe l ‘uso del glucagone. Non ci voglio pensare. Non si deve arrivare a questo. Si può prevenire adottando delle semplici norme di sicurezza e un po’ di buon senso.

Ci vuole la giusta collaborazione tra scuola e famiglia per permettere a questi bambini di vivere una vita serena e il più possibile normale. Trovo assurda e inappropriata la posizione dei dirigenti scolastici. La trovo discriminante e trovo che ci sia molta più responsabilità nell’accogliere Tommaso alla scuola materna senza adottare delle norme sul primo soccorso per un bambino diabetico.

E’ ora di finirla!!!

E’ ora di tutelare questi bambini e le loro famiglie.

Non mi importa come… ma devono intervenire immediatamente.

La mamma di Tommaso.virgolette-chiuse


Invitiamo tutti i genitori con figli diabetici a partecipare al primo censimento nazionale delle scuole con alunni diabetici, inserendo l’opinione sulla scuola frequentata, come hanno già fatto Mariana e tanti altri.

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Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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Presidente FDG a DeeBee.it: “Restano i problemi nella somministrazione dell’insulina a scuola”

Ha occupato titoli e pagine di vari giornali nazionali e locali il piano di intervento promosso dalla SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) assieme al Coordinamento tra Associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (AGDI) e all’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO).  Questo piano prende spunto da un altro documento di indirizzo del 2013 – redatto dal  Coordinamento delle Associazioni assieme ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione – e delinea le principali indicazioni su “chi deve fare cosa a scuola e quando lo deve fare”, anzi su “chi dovrebbe fare cosa a scuola e quando lo dovrebbe fare”. Il condizionale è d’obbligo visto che fino ad ora il documento di indirizzo è stato percepito ufficialmente solo dalle Regioni Abruzzo, Umbria, Calabria, Sardegna e Sicilia. Tanto più che, non essendo una legge, ma un semplice documento di indirizzo, non sancisce assolutamente l’obbligo per il personale scolastico di somministrare farmaci o misurare la glicemia. Tutto resta come prima, su base volontaria e a discrezione di ogni insegnante o assistente.

Per capire meglio la situazione abbiamo interpellato il Presidente Nazionale della Federazione Diabete Giovanile Antonio Cabras. Solo qualche settimana fa lui ha indirizzato una lettera al Ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini. Anche nel commento rilasciato appositamente per DeeBee, il presidente Cabras ci ribadisce il concetto e la richiesta della Federazione da lui guidata: delle politiche sanitarie del paese se ne deve occupare prima di tutto il Servizio Sanitario Nazionale.

“L’assistenza e la somministrazione dei farmaci agli alunni portatori di patologie croniche in ambito scolastico sono un problema complicato e di difficile soluzione. Le diverse circolari ministeriali in questi anni non hanno avuto esito positivo. Si conta che gli alunni diabetici nel nostro Paese siano circa 12.000. Nonostante gli sforzi per educarli ad essere autonomi e gestire correttamente il diabete, si riscontrano ancora molti problemi nella determinazione della glicemia e nella somministrazione dell’insulina. Affinché siano assicurate condizioni migliori occorre anche una corretta alimentazione nelle mense scolastiche, oltre che un controllo del pasto consumato dall’alunno; inoltre un adeguato svolgimento dell’attività fisica a scuola, costituendo questa parte integrante della terapia; ancora la gestione di eventuali crisi ipoglicemiche. Anche se il docente assolve pienamente ai suoi doveri, oltre che di insegnamento, di controllo di eventuali campanelli d’allarme, queste funzioni sono competenze del SSN, nato per tutelare la salute e non per soddisfare il prestigio di molti.
Il nostro Ministro della Pubblica Istruzione ha pensato bene di costituire un Comitato Paritetico Nazionale per le malattie croniche e la somministrazione dei farmaci a scuola, composto da rappresentanti del Ministero della Salute del MIUR, da Esperti, ecc…, che ha recentemente prodotto un documento sugli “Aspetti organizzativi e procedurali nella somministrazione dei farmaci per la continuità terapeutica e la gestione delle emergenze“. Il risultato in buona sostanza è che gli interventi previsti per i diabetici, gli asmatici, gli epilettici, vengano eseguiti in forma volontaria dal personale scolastico previa formazione, eludendo le norme di legge in materia art. 348 c.p. Certamente la corretta formazione del personale scolastico è la via attraverso cui si creano le condizioni per una serena e sicura vita scolastica sia per gli operatori scolastici stessi, che per l’alunno con diabete e la famiglia. Ciò non esaudisce i problemi e le necessità che si possono verificare, soprattutto là dove l’alunno non ha un’età sufficiente per operare autonomamente. La Federazione Nazionale Diabete Giovanile vorrebbe che in primo luogo fosse il SSN a guidare la salute delle persone, in questo caso degli alunni con diabete in ambito scolastico, e a guidare tutte le politiche sanitarie del Paese”

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Medtronic MiniMed Connect: la prima recensione

Si chiama MiniMed Connect il sistema ufficiale di Medtronic per il monitoraggio a distanza delle glicemie rilevate dal sensore Enlite. Grazie ad un piccolo uploader, i dati letti dal microinfusore vengono inviati ogni cinque minuti tramite bluetooth all’applicazione installata sullo smartphone. MiniMed Connect funziona con il microinfusore MiniMed 530g o un MiniMed paradigm Revel ed è già in vendita negli Stati Uniti al costo di 99$, a breve dovrebbe essere disponibile anche in altri paesi.

minimed-connect

Nel giugno del 2015 la Medtronic annunciava l’approvazione di questo sistema da parte della Food and Drug Amministration. Qualche mese dopo, nel dicembre dello stesso anno, nel sito Healthline è stata pubblicata la prima recensione firmata dal giornalista statunitense Mike Hoskins.  

Grazie a Medtronic, il trentaseienne affetto da diabete 1 dall’età di cinque anni, ha testato il nuovo sistema MiniMed Connect confrontandolo anche con il Dexcom Share.

Pro di Mike Hoskins:

  • Design: esteticamente molto gradevole, schermo nero con sfondo bianco o colorato, caratteri facili da leggere. Il valore CGM cambia colore in base alla glicemia (arancione per alta, rosso per la bassa, e blu/verde se nel range).
  • L’insulina attiva: l’indicazione della IOB (insulina a bordo) è un enorme vantaggio. Il valore è indicato appena sotto il valore CGM.
  • Scorrimento Touchscreen: si può toccare il grafico del trend in qualsiasi punto per vedere il valore glicemico. E’ possibile scorrere indietro la storia dei dati del CGM come nello schermo del micro, vedere l’attuale tendenza, impostare la visuale a 3/6/12 oppure 24 ore.
  • Avvisi di testo: è possibile impostare  messaggi di testo da inviare ai propri cari e agli operatori sanitari in caso di iper o ipo.
  • Setup: molto semplice e diretto.
  • Ancora più dati:  premendo l’icona nell’angolo in alto a sinistra, si ottengono dati aggiuntivi direttamente dal micro, come la durata della batteria dell’uploader, la vita del sensore e la quantità di insulina rimanente nel serbatoio.
  • Promemoria calibrazione: in alto a destra della schermata dell’applicazione, è possibile impostare un promemoria per ricordare la calibrazione del CGM. Un cerchio si riempie a poco a poco man mano che si avvicina il momento impostato.
  • Durata della batteria: il piccolo dispositivo uploader va caricato per una/due ore al giorno e la connessione non si arresta durante la carica.  Sembra inoltre che non consumi molto la batteria, né del dispositivo mobile né del microinfusore stesso.

app_med

Contro di Mike Hoskins:

  • Uploader: è leggero e non eccessivamente oneroso da portare in giro. E’ stato concepito per essere agganciato ad un portachiavi o addirittura al passante della cintura (collegandolo con una clip), ma questo potrebbe essere scomodo per molti (specialmente quelli che non portano con sé chiavi).  Medtronic afferma che sta lavorando su un guscio per permettere di trasportare insieme uploader e micro.
  • Solo iPhone e iPod Touch: Secondo quanto dichiarato da Medtronic sarebbe in arrivo una versione per Android, ma fino ad allora tutto ciò che possiamo fare è aspettare.
  • Non completa nella condivisione dei dati: l’applicazione non consente un facile accesso da remoto in quanto è necessario eseguire il login su CareLink. Sarebbe più semplice se l’applicazione Connect potesse essere scaricata e visualizzata facilmente da un genitore, coniuge, infermiera della scuola, o il medico, senza necessità quindi di login per accedere ai dati.
  • Segnale debole: I regolari avvisi di disconnessione dell’app Connect sono dovuti soprattutto alla “debolezza” del sistema Enlite. La maggior parte del tempo tali avvisi si verificano anche se l’uploader ed iPod erano uno accanto all’altro e veniva indossato sia il microinfusore che il sensore.
  • Dati sensore Enlite: Basandomi sull’esperienza di tre sensori posizionati su punti diversi dell corpo, il CGM Enlite è risultato molto impreciso per gran parte del tempo, con frequenti perdite di segnale. Questo naturalmente è un difetto fondamentale che limita il potenziale di MiniMed Connect, sistema che si basa proprio su quei dati.
    Per la recensione è stato utilizzato il Medtronic 530G.

app_med_smart

 

 

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