FreeStyle Libre: Veneto e Lazio non seguono L’Emilia Romagna

Se l’Emilia Romagna è diventata la regione apripista nel prevedere la prescrivibilità e rimborsabilità del sistema di monitoraggio flash della glicemia FreeStyle Libre, il Veneto ci ha solo provato. La Commissione Tecnica Regionale per i Dispositivi Medici di questa regione “sentiti anche i clinici esperti in materia non raccomanda l’uso di FreeStyle Libre in sostituzione della misurazione delle glicemie capillari, in attesa dei risultati degli studi in corso”. Quindi, attraverso il decreto 295 del 16 ottobre 2015, il Veneto non si discosta dalle altre 18 Regioni italiane che ancora oggi non hanno reso mutuabile questo sistema di monitoraggio.

Se si legge con attenzione la decisione adottata dalla stessa Commissione il 19 maggio 2015, emerge anche l’aspetto economico che forse ha influito sul parere negativo. Per il Sistema Sanitario Regionale il glucometro non è un costo “in quanto distribuito gratuitamente dalle case produttrici”. L’unica spesa è rappresentata dalla fornitura di 2.580 strisce reattive all’anno per la misurazione della glicemia (mediamente 0,50 € al pezzo, per una spesa annuale di 1.290,00 €). Mentre solo per la fornitura annuale del dispositivo FreeStyle Libre – lettore e sensori – il costo raggiungerebbe 1.621,58 € (senza calcolare la spesa per le strisce, comunque necessarie per il controllo capillare nei casi di necessità).

Nel rapporto della Commissione Tecnica Regionale per i Dispositivi Medici non viene menzionata l’utilità del monitoraggio glicemico, pratica che può portare ad un maggior compenso e quindi alla prevenzione di future complicanze.

Parere positivo sull’utilità dei sistemi di monitoraggio continuo si legge nell’ultimo Piano per la malattia diabetica nella Regione Lazio 2016-2018”, approvato il 14 dicembre 2015.  Il documento, che prevede una radicale riorganizzazione dell’assistenza nell’ottica della rete, riconosce che “Con questi sistemi (di monitoraggio continuo del glucosio CGM-Real Time n.d.r.) la famiglia può seguire costantemente l’andamento glicemico del bambino; la possibilità di impostare allarmi di soglia e anche predittivi per l’ipoglicemia e di avere disponibilità continua del trend glicemico (anche della velocità di variazione della glicemia), rende più sicuri i genitori e più congruo lo schema di trattamento insulinico. Nessun accenno al sistema di monitoraggio flash FreeStyle Libre.

Aggiornamento del 3 settembre 2016: il Lazio approva la prescrivibilità del Libre.

download2   Decreto-n.-295-del-16-ottobre-2015

download2   Seduta del 19 maggio 2015

 

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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FreeStyle Libre Pro: cos’è?

Forse non tutti sanno che il tanto amato e discusso dispositivo FreeStyle Libre, lanciato nell’ottobre del 2014 in Italia e in altri sei paesi europei, ha anche un “gemello diverso”. Si chiama FreeStyle Libre Pro ed è la versione professionale del suo omonimo commercializzato in Europa. Il primo paese ad approvarne l’uso è stato l’India dove, secondo l’International Diabetes Federation, 65,1 milioni di persone sono affette dal diabete. E non solo: per la maggior parte, l’automonitoraggio della glicemia non è una pratica comune.

pro

E proprio per aiutare i medici nella gestione degli innumerevoli pazienti, la Diabetes Care Abbott ha ideato questo dispositivo di monitoraggio “in cieco” (cioè senza che sia visibile la glicemia). Il sensore viene applicato direttamente dal diabetologo e al paziente non viene fornito il lettore. Dopo i canonici 14 giorni di vita del sensore, i dati raccolti vengono scaricati ed elaborati dallo stesso diabetologo che, in presenza di un completo profilo glicemico, può adeguare al meglio la terapia.

Potrebbe sembrare un passo indietro, ma in realtà il dispositivo FreeStyle Libre Pro (“Pro” sta per “Professional”) è stato ideato per colmare anche esigenze diverse dal semplice monitoraggio glicemico. Non solo costi contenuti, poiché il dispositivo non viene portato per lunghi periodi, ma anche meno condizionamenti per il paziente diabetico. Non potendo visualizzare i dati del sensore, non può esserne influenzato e quindi si può ottenere una visuale realistica del suo andamento glicemico.

Ma, come la storia ci insegna, è difficile (ed improbabile) che un sistema, seppur proprietario, sia esente dallo studio della community e del successivo decriptaggio. Ed infatti, pur non essendo ancora sbarcato in Europa, le glicemie rilevate da Libre Pro sono già leggibili grazie a Glimp (che, oltre ad essere made in Italy, è l’unica app del Google Play Store in grado di leggere Libre Pro).

 

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Glucagone: nuovi metodi di somministrazione

L’ipoglicemia è la più frequente complicanza acuta del diabete insulino-dipendente e si verifica quando il glucosio nel sangue è inferiore a 70 mg/dl. In caso di ipoglicemia grave, quando il soggetto non è in grado di assumere zuccheri in modo spontaneo e cosciente per via dell’accentuato stato soporoso, è indispensabile la somministrazione di glucagone.

Glucagone: cos’è e come si presenta?

Il glucagone è un ormone naturale che, come l’insulina, è prodotto nel pancreas ma che ha l’effetto opposto all’insulina, aumentando i livelli di glucosio nel sangue rapidamente. Nelle persone affette da diabete tipo 1 la naturale risposta dell’immissione di glucagone nel sangue è compromessa e può rendersi necessaria la somministrazione esterna. Attualmente la procedura è più complessa rispetto alle canoniche iniezioni di insulina, in quanto il kit in commercio si presenta con un contenitore di glucagone in polvere che dev’essere ricomposto con la fiala di soluzione sterile in dotazione: questo perché la formulazione già miscelata rischierebbe di essere troppo instabile e perdere efficacia nel tempo; in seguito, dovrà essere praticata un’iniezione intramuscolo.

glucagen

Tuttavia diverse aziende stanno testando nuove tipologie di somministrazione. Vediamole insieme.

Glucagone intranasale, di Locemia

Locemia  ha già completato la fase 3 degli studi clinici relativi al sue sistema di somministrazione intranasale (simile a uno spray nasale per raffreddore). Il dispositivo ha una singola dose ed è dotato di un pistoncino sul fondo che, se premuto, rilascia il glucagone in polvere nella narice.  Lo studio ha dimostrato l’efficacia pari ad una iniezione di glucagone standard nel rialzo glicemico, anche se servono circa cinque minuti in più per avere l’effetto desiderato. E’ previsto il lancio nel mercato nel 2016/17.

intranasale

Glucagone patch, di Zosano Pharma

Zosano Pharma ha annunciato qualche mese fa l’iscrizione per il trial di fase 2 inerente un innovativo sistema di erogazione del glucagone tramite un cerotto. I primi studi mostrano che tramite i microaghi inseriti nella patch, tramite cui avviene la somministrazione di glucagone, la glicemia si può alzare altrettanto velocemente che con somministrazione tramite iniezione (circa 5-10 minuti), ma con una semplicità decisamente maggiore. Il cerotto ha le dimensioni di una moneta. Questo studio è ancora nelle fasi iniziali della ricerca, quindi è ancora prematuro dimostrarne l’efficacia e la possibilità dell’azienda di portarlo nel mercato.

patch

Glucagone Biodel

Biodel sta sviluppando un dispositivo semplice che richiede ancora la miscelazione di polvere con acqua , ma il tutto automatizzato dall’apertura della penna rendendo la procedura più semplice. La fase 3 dei test dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno.

biodel

Glucagone Xeris: pronto e minidose

Tra le soluzioni in via di sviluppo, un studio che si distingue è senza dubbio quello portato avandi da Xeris sta progettando due dispositivi: una penna automatica contenente una singola dose di glucagone da 200 unità in formulazione pronta ed una versione mini progettata per consentire microdosi di glucagone. Questa seconda versione è stata pensata per l’autosomministrazione in caso di ipo moderate, in modo tale da non costringere un individuo ad assumere zuccheri per via orale ed evitare anche i rimbalzi glicemici dovuti a correzioni eccessive. I test clinici sono attualmente alla fase 2. Una caratteristica saliente relativa a questo prodotto è l’importanza nell’aver trovato un prodotto premiscelato stabile. Xeris sta sviluppando anche una versione  per l’uso nel pancreas artificiale, utile nel controbilanciare l’erogazione di insulina.

xeris

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FreeStyle Libre: arrivano le prime prescrizioni!

Il FreeStyle Libre è il primo sistema di monitoraggio flash della glicemia, in commercio dall’ottobre 2014 ed acquistabile fino a poco tempo fa solamente online dal sito Abbott.

Da tempo gli utilizzatori attendono la prescrivibilità da parte del SSN e i primi passi sono stati compiuti:  difatti, è stata licenziata una circolare dalla Regione Emilia Romagna Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali per l’Integrazione in cui è stato codificato il Freestyle Libre: la Circolare n.13.

L’Emilia Romagna funge quindi da apripista: è la prima regione in Italia in cui è prevista la prescrizione e rimborsabilità di Abbott Libre FreeStyle.

Quali sono i requisiti previsti?

  • Glicata superiore a 64 mmol/mol (8%)
  • agofobia
  • ipoglicemie innavertite, frequenti o notturne

Ricordiamo che un ulteriore requisito essenziale per la prescrivibilità è la maggiore età, in quanto il FreeStyle Libre non ha ancora ottenuto l’approvazione nell’uso pediatrico. La speranza per i genitori non è comunque perduta: qualora il Libre venisse approvato anche per i minori, la prescrivibilità per questi ultimi è già anticipatamente prevista dalla normativa: complimenti alla Regione Emilia Romagna!

Una volta ottenuto il Libre è però richiesto, dalla stessa circolare, il raggiungimento di un obiettivo specificatamente dichiarato, pena il cessare della prescrizione. La continuità d’uso sarà difatti condizionata dal raggiungimento, a 12 mesi dal primo utilizzo, degli obiettivi specifici che ne hanno determinato l’indicazione:

  • riduzione della glicata di almeno 5,5 mmol/moli (ossia 0,5%)
  • documentata riduzione degli episodi ipoglicemici gravi
  • aderenza del paziente al percorso di cura (regolare frequenza ai controlli specialistici).

Da quanto esposto, si evince che la Regione Emilia Romagna è disposta a fornire gratuitamente Libre al paziente diabetico, non per comodità ma per necessità dello stesso: soltanto, cioè, qualora quest’ultimo abbia uno scompenso glicemico importante, ridotto grazie al Libre.

“Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo”, Lao Tse.

 download2  Circolare numero 13

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Si rivolge al ‘Dottor Google’ una persona con diabete su cinque

E’ il diabete (di Tipo 1 e 2) la patologia che registra la maggior parte delle consultazioni su Google in tema di salute. Il web viene consultato dal 21% degli intervistati prima del medico di famiglia (preferito solo da 9%), mentre il 61% si affida comunque al proprio diabetologo.

Sono questi solo alcuni dei dati emersi durante la presentazione a Roma — alla quale DeeBee Italia, sempre in prima linea nella divulgazione online, non poteva mancare — della rilevazione Diabetes Web Report 2015, condotta su 505 persone con diabete attraverso la somministrazione di questionario on line e 810 medici di diverse specializzazioni che trattano il diabete. Questi ultimi non sempre frenano l’utilizzo di internet per cercare informazioni: per quasi 6 diabetologi su 10 può essere utile, ma ritengono sempre indispensabile il sostegno di uno specialista. Gli stessi medici dichiarano che durante la visita capita che 1 persona con diabete su 6 riporti le informazioni cercate e ottenute su Internet. Infatti dai dati presentati emerge che 4 persone con diabete su 10 navigano da 1 a 3 ore al giorno. Attraverso i questionari si è riuscito ad avere un profilo abbastanza definito della persona con diabete che utilizza internet: prevalentemente di sesso femminile, dai 31 ai 60 anni, con un titolo di studio superiore, per lo più lavoratrice dipendente, con diabete da più di 10 anni nel 21% dei casi e da più di 20 anni nel 31,9%. Quasi la metà degli utilizzatori intervistati (50%) cerca prodotti per la cura, 49% informazioni sull’alimentazione, 48% su stile di vita in generale e 35% cerca informazioni sulle associazioni.

Secondo Ketty Vaccaro, presidente del Diabetes Web Observatory Group e responsabile settore Welfare del Censis, “sulle soluzioni autogestite potrebbe avere un peso anche la difficoltà economica di molti italiani ad accedere alle cure sanitarie”. “Non sempre – conclude Vaccaro – chi si informa su internet ha gli strumenti critici per una decodifica. Può essere emotivamente coinvolto e dare ascolto alle spiegazioni più preoccupanti relative ai propri sintomi, passando dalla lettura delle informazioni, all’autodiagnosi e perfino all’autoterapia”.

Uno dei punti discussi quindi resta la diffusione delle informazioni sul diabete attraverso i social media. Spesso i social fanno per lo più da amplificatori delle informazioni dei news-media “più tradizionali” che ancora oggi hanno più capacità di raggiungere gli utenti. Ma non raramente sono proprio i social quelli che anticipano e diffondono le informazioni prima ancora dei canali tradizionali, non solo on line, ma anche televisione e stampa, diventando veri artefici della notizia.

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Insulina faster-acting in arrivo

Non è stato svelato ancora il nome ufficiale della nuova insulina aspart “faster-acting” per la quale Novo Nordisk ha già chiesto l’approvazione alla commercializzazione. Il 4 dicembre 2015 la multinazionale farmaceutica con sede a Bagsværd in Danimarca ha annunciato di aver presentato richiesta di approvazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dopo soli cinque giorni, anche alla Food and Drug Administration (FDA).

Il vice presidente esecutivo e direttore scientifico di Novo Nordisk, Mads Krogsgaard Thomsen, sostiene che la richiesta di approvazione dell’insulina aspart “faster-acting” è un passo avanti nell’aiutare le persone con il diabete a migliorare il loro controllo glicemico post prandiale. “I trial dimostrano che la nuova insulina aiuta nel migliorare le glicemie postprandiali e può portare a un’ulteriore diminuzione dell’emoglobina glicata e maggiore flessibilità rispetto a Novorapid”.

Le due richieste di autorizzazione si basano proprio sui risultati dei trial clinici che hanno coinvolto 2100 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e 2. Durante le quattro differenti prove è stato dimostrato che le persone trattate con questa nuova insulina ad azione più veloce hanno raggiunto un migliore controllo post-prandiale rispetto alla classica NovoRapid e una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA 1c) pari a quelli trattati con Novorapid.

insulina_fast

Secondo i dati presentati a settembre del 2015 a Stoccolma al Congresso Europeo di Diabetologia (European Association for the Study of Diabetes, EASD) la nuova insulina raggiunge il 50% del picco dopo 20 minuti dall’iniezione (12 minuti prima della classica Novorapid) e dopo 55 minuti raggiunge il suo picco massimo (contro 82 minuti della Novorapid classica). La nuova formulazione, realizzata grazie all’aggiunta di due eccipienti, sembra assicurare un assorbimento anticipato, rendendo la nuova insulina più efficace sia per l’utilizzo con le penne sia con i microinfusori.

 

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Federazione diabete giovanile: lettera al ministro Giannini

La FDG, in relazione all’importantissimo tema della somministrazione dei farmaci a scuola, tiene a rilevare quanto il trattamento del paziente diabetico presenti complessità importanti che lo differenziano dalle altre patologie. Per questo si ritiene che la tematica debba essere affrontata con le adeguate differenziazioni al fine di non escludere i pazienti dal legittimo accesso alla continuità terapeutica e nel contempo tutelarli adeguatamente nella gestione delle emergenze.

Considerazioni generali:
– Il diabete presume una terapia invasiva, quotidiana, discrezionale, ma anche una potenziale emergenza che prevede una terapia a sua volta invasiva.
– Ne consegue che la terapia non discrezionale, invocata nel documento ministeriale, non si adatta al diabete (esiste discrezionalità nel definire la terapia in base al livello glicemico e all’alimentazione). Non ci deve essere discrezionalità neanche da parte del personale infermieristico eventualmente impegnato nella somministrazione insulinica.Il Centro di diabetologia dovrebbe fornire al personale scolastico dei precisi target glicemici e delle indicazioni scritte sulla quantità di insulina da somministrare per qualsiasi circostanza.
– La somministrazione di insulina richiede il possesso di particolari cognizioni sanitarie essendo l’insulina classificata come “Farmaco pericoloso”.
– Si auspica che, seguendo le indicazioni del documento, non vi sia più discrezionalità nella scuola sulle modalità di somministrazione di insulina, che verrà eseguita sotto la guida e la responsabilità del personale scolastico opportunamente formato sull’argomento. In tal modo il bambino (di età noninferiore a 8-9 anni, con esperienza di autogestione maturata e verificata durante la formazione, che avviene generalmente anche in occasione di campi scuola) sarà pienamente inserito nell’ambiente scolastico senza discriminazioni e la famiglia verrà sollevata dal compito gravoso dell’assistenza sanitaria scolastica.
– Non si tratta adeguatamente la casistica legata ai piccoli di età inferiore agli 8 anni.
Per la gestione della loro continuità terapeutica è necessario che le attività di somministrazione dei farmaci siano assegnate perentoriamente al SSN per il tramite delle AASSLL e dei loro servizi di Assistenza Domiciliare o Assistenza Territoriale.

–  Permane il problema della tempistica dell’intervento in emergenza. La valutazione del grado di gravità e la eventuale somministrazione del Glucagone non può essere delegata a personale scolastico (seppure formato e volontario) ma è necessario sia gestita esclusivamente attraverso la chiamata al 118, anche al fine di evitare inutili quanto dannosi ritardi; tutte le linee guida delle emergenze dovrebbero prevedere l’immediato e tempestivo contattato del 118.
– La disponibilità (volontaria) del personale scolastico e la non obbligatorietà nell’intervento, soprattutto nell’emergenza costituiscono una evidente criticità. Il personale scolastico che somministra il farmaco deve usufruire di una copertura assicurativa integrativa a quella prevista nel CCNL con un preciso riferimento alla somministrazione dei farmaci. Se nessuno del personale scolastico fosse disponibile, il documento dovrebbe prevedere con precisione come ci si comporta nella gestione quotidiana e in particolar modo per l’emergenza.
– Indispensabile, come precisato nel documento, come, anche di fronte ad una terapia autosomministrata, un adulto debba comunque verificarne l’adeguatezza terapeutica.
– Non è precisato quanto sia importante il personale scolastico nella vigilanza sulla corretta somministrazione dei pasti; è fondamentale infatti come il bambino, che ha effettuato la terapia insulinica, consumi la propria porzione, senza grandi discostamenti (non lasciare il proprio cibo nel piatto ma neppure prenderne altro dagli altri)
– Il Dirigente scolastico deve preoccuparsi di diffondere l’informazione a tutto il personale della scuola, compresi i supplenti.
– Nel documento, i Centri Regionali di Riferimento, che generalmente svolgono il ruolo principale nella formazione del bambino, della famiglia e del personale scolastico, riteniamo non siano tenuti nella giusta considerazione del ruolo che ricoprono

Considerazioni particolari:

CAP. 3. Aspetti organizzativi e procedurali.
Indicazioni generali
….. omissis…….L’assistenza agli alunni/studenti con allergia/asma, diabete ed epilessia che comporta la somministrazione di farmaci si configura come una attività che non richiede il possesso di particolari cognizioni di tipo sanitario, né l’esercizio di discrezionalità tecnica da parte di chi interviene; tali attività devono comunque essere supportate da una specifica formazione.(L’affermazione è sbagliata in quanto la somministrazione della terapia insulinica RICHIEDE il possesso di particolari cognizioni sanitarie (iniezione) e di fatto esclude il bambino diabetico.

Per garantire la continuità terapeutica in orario scolastico, la somministrazione dei farmaci deve soddisfare tutti i seguenti criteri:
· deve essere prevista dal Piano Terapeutico Individuale;
· deve essere indispensabile in orario scolastico;
· deve essere non discrezionale (da parte di chi somministra il farmaco, né in relazione alla individuazione degli eventi in cui occorre somministrarlo, né in relazione ai tempi, alla posologia, alle modalità di somministrazione e/o di conservazione);

Cade quindi la garanzia della continuitá terapeutica, come prevista in questo documento, perchè i criteri citati non sono applicabili per il diabete (anche per la discrezionalità impiegata nel definire la terapia in relazione al controllo glicemico del momento e della tipologia di alimentazione prevista: es. minestra piuttosto che pasta)-
· deve essere praticabile da parte di personale non sanitarioadeguatamente formato. (Non può essere praticata da personale non sanitario, che non siano i genitori)

Antonio Cabras
Presidente FDG

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Le app che contano!

Quotidianamente ci ritroviamo a contare i carboidrati degli alimenti più disparati e spesso può succedere di non sapere che pesci pigliare! Alimenti nuovi ed imprevisti possono metterci in difficoltà ed in quest’arduo compito ci vengono in aiuto diverse app. Ecco le più usate!

Se utilizzi un’altra applicazione indicacela tra i commenti!

Dizionario alimentare Meteda

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In questa applicazione sono inseriti più di 1000 alimenti e grazie alle foto delle porzioni puoi individuare facilmente la quantità corrispondente a ciò che mangerai. Dizionario alimentare è disponibile sia per sistema Android che iOS.

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Insulin & Food

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Disponibile sia per smartphone che per iPhone, Insulin&Food è un’applicazione studiata appositamente per i diabetici. Oltre a contenere un vasto database, completo di foto e valori nutrizionali, visualizza l’indice glicemico e permette l’inserimento dei rapporti insulina/carboidrati, indicando poi i dosaggi in ogni alimento selezionato.

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Insulin&Food consente di visualizzare il riepilogo dei vari alimenti selezionati (non sostituisce il calcolatore di bolo) e dà la possibilità di inserire alimenti nuovi creando così un database completamente personalizzato. Applicazione a pagamento.

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Conta con il leone

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Conta con il leone è un’app che riprende l’omonimo  libro dell’Ospedale Sacco di Milano creata in primis per i bambini e gli adolescenti con diabete di tipo 1, ma utilissimo anche per gli adulti. E’ disponibile la versione sia per Android che per iOS, è ricca di immagini e suggerisce i tipi di bolo da utilizzare con il microinfusore per le varie tipologie di alimenti.

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FatSecret

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FatSecret contiene al suo interno una ricchissima lista di alimenti, suddivisa anche per marchi e consente la ricerca dei vari prodotti anche tramite scansione del codice a barre.  Per ogni alimento indica la quantità di carboidrati, grassi, proteine, quantità selezionabili a peso ed a porzione.
Disponibile sia per Android che per iOS

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MyFitnessPal

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Sia per Android che per iOS, questa applicazione contiene al suo interno uno dei database più ricchi (circa 5 milioni di alimenti), personalizzabili e selezionabili anche tramite codice a barre. Dà la possibilità di inserire le proprie ricette calcolandone poi i vari nutrienti ed indica con grafici semplici ed intuitivi la percentuale di carboidrati, grassi e proteine ingerite nel pasto.

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Valori Nutrizionali

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La app “Valori nutrizionali”, per Windows Phone, include 7000 alimenti (di varie marche) per i quali si possono visualizzare le tabelle nutrizionali complete (calorie, proteine, carboidrati, grassi, fibre, sodio, potassio) e il grafico della ripartizione delle calorie.

Il calcolo si può fare non solo sulla quantità standard di 100 gr di alimento, ma anche specificando la porzione o la grammatura. Inoltre si possono sommare i valori di più alimenti.

 

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INPS: nuove linee guida

Commissione che vai, valutazione che trovi. Fino a poco tempo fa, per alcune Commissioni INPS un bambino affetto da diabete mellito tipo 1 anche a sei o sette anni non aveva bisogno di essere assistito continuamente dai genitori. Per altri bisognava dimostrare, documenti e grafici alla mano, l’esistenza delle ipoglicemie o delle complicanze. Ma c’erano anche Commissioni che hanno riconosciuto, per i ragazzi diabetici, la necessità di assistenza fino al compimento della maggiore età.

Nel tentativo di rendere omogenei i giudizi delle varie Commissioni Mediche Territoriali dell’INPS, il Dott. Massimo Piccioni – Presidente della Commissione Medica Superiore dello stesso istituto e docente di Medicina Legale all’Università Cattolica di Roma – ha richiesto in pratica la sospensione delle visite di revisione, un vero tormento per la famiglie e, non di rado, anche per gli stessi bambini. Con un documento ufficiale dal titolo “La valutazione a fini di invalidità civile e handicap del minore affetto da diabete mellito tipo 1: Linee guida”, si chiede il riconoscimento automatico di tutte le prestazioni previste dalla Legge 104 (la normativa che prevede l’assistenza alle persone in difficoltà ed ai loro parenti).

Il documento, nella sua prima parte, è strettamente di natura clinica con l’esposizione completa della patologia, la descrizione dei sintomi, le complicanze e le terapia. Dopo aver menzionato il forte impatto della malattia sulle famiglie e sulla vita del bambino, si arriva alla conclusione tanto attesa e sperata:

La Commissione Medica Superiore ritiene che per i minori affetti da diabete mellito tipo 1, si debba:
1. riconoscere in ogni caso la sussistenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, ai fini dello status di “minore invalido” e del conseguente diritto all’indennità di frequenza;
2. riconoscere in ogni caso la sussistenza della condizione di handicap con connotazione di gravità, con previsione di revisione al raggiungimento dell’età adulta.

Le Commissioni Mediche, quindi, sono ora vivamente consigliate (per non dire obbligate) a seguire le linee innovative di questo documento che non vede il riconoscimento delle prestazioni previste dalla Legge 104 come un favore ma, finalmente, come un diritto delle famiglie con bambini affetti da diabete mellito tipo 1.

Non sappiamo ancora se realmente chi aveva in programma la revisione in questo periodo sia stato esonerato dalla fatidica visita. Fatecelo sapere!

download2  Linee Guida INPS

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Come i ricercatori ripristineranno la produzione di insulina

Iniettando miliardi di cellule immunitarie nel corpo aumenta la produzione di insulina, evitando la necessità di iniezioni giornaliere

La fine delle iniezioni quotidiane per chi soffre di diabete potrebbe essere in vista dopo che dei ricercatori  hanno dimostrato che è possibile ripristinare la produzione di insulina per un massimo di un anno, stimolando il sistema immunitario.

Centinaia di migliaia di persone soffrono di diabete di tipo 1 ed hanno la necessità di somministrare diverse iniezioni al giorno per mantenere la glicemia sotto controllo.

Le persone sane hanno miliardi di cellule chiamate “T-reg”, che proteggono le cellule che producono insulina dal sistema immunitario, ma le persone che soffrono di diabete di tipo 1 non ne hanno abbastanza.

“L’intervento T-reg libera le persone come me dalla routine quotidiana della terapia insulinica e dalla costante paura delle  complicazione”
Mary Rooney, paziente diabete tipo 1

Ora i ricercatori della University of California e Yale hanno dimostrato che le cellule T regolatorie “possono essere estratte dal corpo, aumentate di 1,500 volte  in laboratorio e infuse di nuovo nel sangue per ripristinarne la normale funzionalità.

Un test iniziale su 14 persone ha dimostrato che la terapia è sicura, e può durare fino a un anno.

“Questo potrebbe essere una svolta”, ha detto il dottor Jeffrey Bluestone, Professore di Endocrinologia e Metabolismo presso l’Università della California, San Francisco (UCSF). “Utilizzando T-reg al sistema immunitario viene rieducato, potremmo essere veramente in grado di cambiare il corso della malattia. Ci aspettiamo che T-reg diventi in futuro una parte importante della terapia del diabete”

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Non solo può  interrompere la necessità di somministrazioni regolari di insulina, ma impedisce alla malattia di progredire, e quindi preserva da future complicanze.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, il sistema immunitario di solito difende contro le infezioni, ma nel diabete di tipo 1 il processo si inceppa e così  invece di combattere agenti esterni, attacca le cellule del proprio corpo.

In questa nuova procedura, medici hanno prelevato del sangue  contenente circa dai due ai quattro milioni di cellule ‘T-reg’ da 14 pazienti di età compresa tra i 18 ei 43 anni, a cui era stato recentemente diagnosticato il diabete di tipo 1. Le loro cellule ‘T-reg’ sono state separate dalle altre cellule e replicate a mezzo di coltura, prima di essere infuse nuovamente nel sangue.

La psicologa infantile Mary Rooney, 39 anni, a cui è stato diagnosticato il diabete tipo 1 nel 2011, è stata la prima partecipante al test e ha detto che la terapia l’ha resa libera dalle iniezioni quotidiane.

Il team di ricercatori afferma  che il trattamento T-Reg è promettente anche per trattamenti di altre malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus, e anche come terapie per le malattie cardiovascolari, malattie neurologiche e l’obesità.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

Tratto da “The Telegraph – 25 novembre 2015

 

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