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L’algoritmo del lettore FreeStyle Libre sull’app xDrip+

Fino a ieri, ogni dispositivo non ufficiale che dotava FreeStyle Libre di allarmi visualizzava una glicemia dissimile da quella rilevata dal lettore ufficiale (ossia la famosa “glicemia non filtrata”). Ebbene da oggi, grazie all’utente tzachi-dar di GitHub, chi vorrà potrà invece visualizzare una glicemia molto aderente, se non identica, a quella del lettore ufficiale.

Per farlo, occorre innanzitutto installare sul proprio cellulare xDrip+ e, nella fattispecie, una versione uguale o successiva a quella del 21 maggio 2018. Ciò fatto, è necessario installare sullo stesso telefono anche un secondo file apk chiamato plugin e che, per motivi legali, non è immediatamente scaricabile.
Per ottenerlo, dovrete effettuare alcuni passi. Eccoli, per Windows.

Android Studio

Installate sul vostro PC il programma Android Studio, scaricandolo da qui. cliccando su “Download Android Studio”.

Dopo l’installazione, eseguitelo e seguite tutte le raccomandazioni che compariranno sullo schermo, grazie alle quali verranno eseguiti alcuni altri download in sequenza. Il processo potrebbe venire reiterato più volte e durare anche un’ora o più.
Al termine di questo primo step, andate nella voce di menù “Help” e selezionate “Check for Update”. Anche qui, come sopra, seguite le istruzioni che compaiono sul monitor e procedere sino alla fine.

Se può tornare utile, qui trovate un video che mostra lo stesso procedimento sopra descritto.

Creazione dell’apk

In questo modo, avete installato lo strumento utile alla creazione del file apk, che spiegheremo più avanti come va utilizzato.

Aprite il votro browser Chrome, dal vostro PC Windows:

Navigate in questa pagina, e cliccate “Clone or download”, poi “Download ZIP”.

Cliccate su “Mostra nella cartella”, come vedete in foto.

Cliccate con il tasto destro del mouse e selezionate “Estrai tutto”.

Verrà aperta una nuovo finestra.
Fate doppio click sulla cartella: LibreOOPAlgorithm-master.
Ora doppio click su: windows_create_apk.cmd

Nel caso in cui compaia una finistra in cui viene richiesto il permesso per l’esecuzione di file potenzialmente dannosi, cliccate su “Esegui”

Comparirà una finestra nera in cui si susseguiranno alcune scritte. È il processo di creazione del file apk…

Al termine, come per magia nella cartella, vicino al file che avete cliccato pocanzi, comparirà un file chiamato:

LibreOOPAlgorithm.apk

Installazione sul telefono

Inviate il file apk appena creato, via email oppure collegando il cavo USB al PC, al vostro telefono, e installate l’apk.
Se comparirà il messaggio: “The algorithm worked successfully”, allora significa che avrete fatto tutto nel modo corretto e potete procedere oltre.

Integrazione con xDrip+

Attualmente, sia MiaoMiao che BluCon e il Sony Smartwatch 3, supportano questo plugin.

Per attivare il plugin, aprite xDrip+ poi andate sul menù:

  • Impostazioni
    • Impostazioni Meno Usate
      • Other misc options
        • Out of process libre algorithm

e selezionate la spunta. Se non potete selezionarla, allora significa che avete una versione di xDrip vecchia. Effettuate l’upgrade.

Lo sapevi? L’apk non è legato a chi crea il file, ma “un apk vale per tutti”. Se non riuscissi a crearlo, iscriviti e prova a chiedere a qualche membro della community DeeBee

Considerazioni finali

Se ben interpretato, il valore della glicemia non filtrata offre un valore aggiunto. Pur tuttavia, questo plugin è di indubbio valore per chi non ha dimestichezza con le glicemie non filtrate, per le persone che reputano la differenza tra i due valori come fonte di confusione e per chi preferisce affidarsi ai valori ricalcolati dall’algoritmo.

*Il procedimento è da considerarsi sperimentale e non dev’essere utilizzato per prendere decisioni terapeutiche. Prima di ogni trattamento medico, chiedere consiglio al proprio diabetologo di fiducia.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

Ho pianto nel vedere la mia bimba felice  di leggere di una bimba come lei
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Enjoy!

Abbiamo messo alla prova MiaoMiao, il “gatto portafortuna” per Freestyle Libre

Abbiamo messo MiaoMiao sotto torchio. Gli abbiamo tirato la coda, abbiamo condiviso la sua ciotola con altri due gattini, l'abbiamo persino immerso in acqua calda e fatto passare attraverso i metal detector. Ma lui non ha mai smesso di "miagolare", funzionando alla grande.

Se fosse vero il detto cinese “Padrone felice, gatto felice”, il mio MiaoMiao dovrebbe fare i salti di gioia. Da poco ci siamo separati, dopo una prova durata due settimane durante le quali il gatto venuto da lontano ne ha passate di tutti i colori.

La prova è stata fatta su una normoglicemica con una particolare caratteristica motoria: ogni angolo e spigolo è suo.

E se le prime impressioni  avevano portato a considerare MiaoMiao imbarazzante per le sue dimensioni e l’aspetto, alla fine di queste due settimane, l’imbarazzo è diventato certezza.

Acquisto

Lo store dell’azienda di Shanghai resta per ora l’unica opzione di acquisto. Insieme al MiaoMiao arrivano anche il cavetto per la ricarica e 60 biadesivi. Uno sconto di 10$ per chi inserisce il codice ENERGETIC e possibilità di seguire la propria spedizione. Nello stesso store si possono acquistare separatamente anche solo i biadesivi o il cavetto.

Battezziamolo

Dopo averlo immerso per prova in acqua calda e fredda (il dispositivo è testato per temperature da -10°C a +75°), lo carico con l’apposito cavetto magnetico, come da consiglio in un caricabatterie da 2.1 A. La luce rossa lampeggiante dà il via alle due ore di carica. Ogni 7 secondi pulsa come per dirmi: “ci sono, mi sto preparando per il lungo viaggio“.  E in effetti sarà così; alla fine delle mie due settimane, la batteria del MiaoMiao è ancora a quasi 70% della sua carica che sembra davvero infinita.

Il foro del reset, coperto da uno strato di lattice per non compromettere l’impermeabilità, sarà il punto meno toccato. Una sola volta: la prima. Avranno pensato la stessa cosa i progettisti, che molto coraggiosamente hanno collocato il foro non sopra, ma sotto il dispositivo, proprio nella parte a contatto con la pelle.

MiaoMiao

Il nuovo dispositivo che trasforma il FreeStyle Libre in CGM dotato di allarmi continual il suo lavoro. Adesivo perfetto e funzionamento con xDrip+ che non perde un colpo!Questo il gruppo italiano per avere tutte le informazioni e scambiare esperienze https://www.facebook.com/groups/miaomiaoitalia/

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su lunedì 23 aprile 2018

Applicazione

Per un funzionamento impeccabile è importante il contatto perfetto tra il sensore e il MiaoMiao. Difficilmente ci si può sbagliare, poiché l’arcata del dispositivo ti guida da sola nella collocazione migliore.

Se fossi Forrest Gump direi…
Devono stare insieme e vicini come il pane e il burro

Inizialmente ho usato solo un polsino di spugna per non dover attaccare e staccare in continuazione MiaoMiao, non tanto dal mio braccio, ma dal Libre. Temevo che lo strappo portasse via tutto o semplicemente smuovere il sensore e renderlo poco affidabile, se non inutilizzabile.

Una volta preso confidenza, ho usato l’apposito biadesivo. Insieme al MiaoMiao ne arrivano 60, sufficienti per un paio di anni se è vero che resistono per le due settimane della vita del sensore. Ecco, questo non l’ho potuto verificare. Per poter fare varie prove ho staccato molte volte MiaoMiao dal braccio ma, come per incanto, anche se non perfettamente, il biadesivo ha continuato ad aderire con grande dignità. Negli ultimi giorni, complice una lieve irritazione della pelle, ho concluso con un apposito guscio.

Rimozione residui di biadesivo

Il biadesivo, proprio perché estremamente resistente, una volta tolto può diventare un problema. Residui di colla rendono il candido MiaoMiao un gattino appiccicoso e macchiato. Non voglio usare l’acetone, temo di rovinare la plastica lucida e decido per questi fazzoletti specifici che funzionano perfettamente. Pochi giorni dopo, leggo che la casa di produzione del dispositivo consiglia uno di questi prodotti. In effetti, ripensandoci, spesso si consiglia l’olio di eucalipto per pulizie del genere.

Metaldetector, mare e saune

Il certificato da esibire ai controlli aeroportuali non include il MiaoMiao: il diabetologo ha elencato con cura sensore, microinfusore e materiali di consumo. Ma il dispositivo passa lo stesso sotto i metaldetector senza farsi notare e senza subire nessun danno.

Non sono un tecnico, ma l’idea di immergere nell’acqua del mare un dispositivo che ha dei punti metallici scoperti (dove si ricarica), non mi convinceva. Ho naturalmente evitato e successivamente lo stesso produttore ci ha confermato: non fatelo.

Con le alte temperature, il dispositivo non ha nessun problema strutturale. Il vero problema in queste condizioni sono i valori glicemici rilevati. Mentre l’algoritmo della Abbott, quindi il lettore di Libre,  elabora anche il dato “temperatura”, lo stesso non succede con le varie app usate per MiaoMiao. L’unico accorgimento in questo caso è qualche glicemia capillare e qualche calibrazione in più.

Durata delle batterie

Alla fine delle due settimane il mio MiaoMiao aveva ancora 73% di carica e, secondo molti, la durata delle batterie sfiora i 40 giorni. Ma allora, è proprio vero che tutti i gatti hanno 7 vite…

Foto: Paul Plant

MiaoMiao può essere caricato anche mentre è applicato sul FreeStyle; nessun problema di letture e ricarica andata a buon fine. Si consiglia comunque una ricarica quando il livello delle batterie si avvicina al 30%.

Cellulari compatibili e app

Per poter usare MiaoMiao non serve uno smartphone particolare, basta uno qualsiasi che abbia un Bluetooth 4.0. Ma se si decide di prendere un telefono in grado di eseguire letture anche scansionando il sensore, bisogna sceglierne uno che abbia l’antenna NFC e sia compatibile con Libre.

Il dispositivo, che si collega con uno smartphone per volta, non perde un colpo. Senza bisogno di reset, si associa alla sua app appena rientra nel raggio di collegamento e come per magia inizia le letture. Fino a sei-sette metri di distanza MiaoMiao continua a captare e a trasmettere i valori come se nulla fosse. Mi ricorda molto il Supertelegattone, il “gatto sul tetto che ascolta tutto”.

Per ovvi motivi linguistici non ho usato l’app natia di MiaoMiao. Mi sono cimentata con xDrip+ e Glimp per Android e con Spike per iOS.

L’ultimo giorno della vita di Libre, ho collegato al sensore tre dispositivi MiaoMiao, cortesemente prestati dai vari sviluppatori per qualche giorno. Ognuno era collegato con uno smartphone e app diversa: eravamo curiosi di vedere l’allineamento e la tenuta di Libre in CGM. Il timore principale era quello di ottenere solo un sensore bruciato, dopo essere stato messo sotto torchio da tre dispositivi con letture continue ogni 5 minuti. Non è successo: le letture sono continuate, allineate e senza problemi.

Vuoi essere sempre aggiornato su MiaoMiao? Iscriviti nella community MiaoMiao italiana, dedicata a questo lettore. È un gruppo chiuso, nel rispetto della privacy di ogni membro.

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

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T1

Quando mi risponde che ce l’aveva pure sua nonna, sento come una sorta di malessere all’altezza dello stomaco.
Eppure ci dovrei aver fatto l’abitudine, perché me lo dicevano pure quando avevo 13 anni, che ce l’aveva pure la zia, che pesava più di 90 kg, o il nonno, che però si era sistemato quando aveva smesso di mangiare l’intero barattolo del gelato Sammontana e la trippa prima di andare a letto.
Allora mi sentivo su un altro pianeta, anzi, mi sentivo un altro pianeta.
Ieri un signore allo sgambatoio mi ha detto che ce l’ha pure suo figlio, sui 50, che lui non fa né le iniezioni né prende le pastiglie, ma che una mattina se l’ era trovata a120!
Non è più senso di estraneità, quello che provo ora, è l’avvilente impressione di essere all’anno Zero.
Magari la gente lo dice per farti sentire meno solo
o per farti capire che qualcosa ne sa
o per dire qualcosa, che il silenzio fa paura.

È per questo che lo racconto, da sempre, che ne scrivo, da ancora prima: per fare qualche passo avanti rispetto all’anno Zero.
Per dare un senso a una lettera molto vicina a un numero.
‘T1’.

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Il diabete ai tempi di Chiara Ferragni

È che le malattie ridefiniscono il concetto di identità. Ancor di più se queste compaiono dalla sera alla mattina senza uno straccio di preavviso, tra i corridoi di un ospedale e un team di medici che non sa bene come dirti che qualcosa si è inceppato per sempre. C’è un tampone, ma non la cura. Non si muore ma nemmeno si guarisce.

Sono così diventata diabetica a 26 anni, in un giorno di settembre apparentemente normale. Sono diventata diabetica in quell’età dove, più che ad una malattia, vorresti sposarti o più semplicemente amare qualcuno. Quell’età dove la gente davvero più o meno si sposa, mentre tu incominci una nuova vita, mentre tu  impari a calibrare l’insulina.

Ma io ve lo assicuro, non  mi aspettavo una dichiarazione d’amore all’arena di Verona come Fedez ha fatto per la Ferragni, anche perché io alla Ferragni le invidio bonariamente il visto per gli Stati Uniti e il pancreas, e non di certo il ragazzo e la richiesta di matrimonio.

Ma se è vero che la speranza è l’ultima a morire… e ancor di più, se è vero che toccando il fondo dopo  puoi solo risalire, ho cercato di sforzarmi a vivere secondo queste “quasi leggi della fisica” che con la fisica nulla hanno da spartire.

Che anni ragazzi! I due anni  più intensi della mia vita.

Ho deciso dopo una riflessione durata all’incirca sei mesi, di mettermi lo zaino e il mio pancreas rotto in spalla e di partire alla volta di Praga.

Sono andata a insegnare cultura italiana nella città d’oro. Ho partecipato ad un progetto di insegnamento fantastico insieme ad altri dieci ragazzi provenienti da dieci differenti nazioni al mondo.

Mi sono emozionata quando una mia collega iraniana decise di aiutarmi a portare la borsa frigo con dentro l’insulina su Karlov Most. Io ero piena di bagagli… e lei con tutta la carineria del caso si prese in carico ciò che giornalmente mi salva la vita.

Mangiavamo buttati per strada, o nelle scuole e nelle nostre camere d’ostello. Il diabete si è così tanto adattato a me, tanto da essersi arreso al buon gulasz della repubblica Ceca. La glicemia è sempre rimasta abbastanza stabile.

E fu poi la volta della California: 30 giorni a San Diego, per poi passare all’Oktoberfest a Monaco di Baviera, dove, mi aggiudico sicuramente il primato per essere stata l’unica persona che non ha bevuto nemmeno una goccia di birra nei 4 giorni in cui è stata al festival.

Mi sono poi trasferita in Polonia a Ottobre a fronte di una proposta lavorativa in un’azienda del posto. Perché se a Torino facevo la fame, qui mi si presentava almeno la possibilità di lavorare, di imparare e di far fruttare la mia conoscenza della lingua polacca.

Avete idea di quanto la cucina polacca sia grassa? Il freddo e la povertà passata della nazione, hanno sviluppato un tipo di alimentazione che col pancreas non si sposa bene.

Ma io me ne frego. Io mi compro la roba e me la cucino. E vivo di questa routine fatta  di lavoro, di casa, di piscina, di suoni in lingua polacca, di gente che non usa gli articoli ma che declina nomi ed aggettivi.

Sono arrivata in questa nazione post comunista con il mio piccolo pancreas rotto, e conto di imparare tante cose.

Sono arrivata alla conclusione che le ipo e le iper non possono condizionare il mio percorso di vita. Sono arrivata alla conclusione che le malattie sono tristi, ma anche il  non avere un lavoro dignitoso lo è altrettanto.

Sono arrivata alla conclusione che al di là del diabete c’era la vita. La malattia con me deve rassegnarsi. Deve capire che sono io ad inglobarla all’interno dei miei impegni e della mia volonta’. Non il contrario. La malattia non mi renderà mai così piccola tanto da diventare lei il mio mondo, tanto da inglobarmi all’interno di se stessa.

Valentina Maruca

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Il progetto di Dio

Il buon Dio due anni e 3 mesi fa, pensò bene di raddrizzarmi il cervello e di rendermi meno smemorata. Quel giorno deve essersi alzato e deve aver pensato: “è ora che tu bella bambina, incominci a metterci più testa nelle cose, ad essere meno rincoglionita, più concentrata e capace di prenderti le tue responsabilità”. Deve essersi detto: “Ti regalo una malattia che ti farà capire che la matematica non è un’opinione. Che se a 2 aggiungi a caso un 3, rischi di ritrovarti la glicemia a 30. Ti regalo una malattia da indossare ogni giorno come un vestito, e dovrai trovare il modo che questo sia il tuo miglior vestito… il più bello di tutti, e dovrai prendertene sempre cura. Ti regalo una malattia che pretende di avere tutta la tua concentrazione, così smetterai di avere sempre la testa tra le nuvole. Ti regalo una malattia che ti farà capire che quello che hai nel piatto lo finisci, senza fare la schizzinosa. Una malattia apparentemente indolore, ma che ti farà camminare sul filo di un rasoio fino a che avrai vita… così da valorizzare tutto quello che ti è rimasto e tutto quello che prima schifavi.
Ti regalo cara Valentina, la piu bastarda delle malattie metaboliche, cosicché, quando ti troverai in giro con gli amici e vorrai mangiarti un panino, mentre gli altri si divertiranno tu ti fermerai un attimo, ti imporrai di riflettere di quanta insulina avrai bisogno per poter mangiare.
Questa malattia metterà in discussione tutta la tua esistenza e farà parte di te 24 ore al giorno. Lei pretenderà la tua precisione, per tutte quelle volte in cui nella tua esistenza non lo sei stata. Per tutte quelle volte in cui hai rimandato sfide e responsabilità. Ti regalo questa malattia per tirare fuori di te il meglio che hai.
Ti dono questa malattia per darti il coraggio di andare via, perché da sana, rimarrai a cazzeggiare per sempre a Torino senza concludere nulla, ma tu vali molto di più. Non ne avevi solo la consapevolezza.
Eccoti una malattia che ti renderà organizzata come un soldato, paziente come una madre, gentile come una nonna, disciplinata come hna spia del Kgb. Ti regalo la peggiore rottura di palle al mondo, per un totale di 1400 iniezioni all’anno di insulina, per un totale di forza e di energia come mai ne hai avuto prima ad ora.
Ti regalo una malattia noiosissima, così da imparare a divertirti meglio con ciò che hai nella vita.
Una malattia per imparare a riflettere.
E’ la malattia che fa al caso tuo, quella che tu puoi sopportare… quella che farà di te, la versione migliore che tu abbia mai potuto immaginare”.

Valentina Maruca

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14 novembre

Oggi è domenica. C’è fresco e, seppur velato, è uscito il sole.
Da stamattina presto ho la glicemia molto alta. Chissà perché. Forse gli ormoni o il dolore al fianco. Forse ieri ho esagerato con la maionese. Ma il perché non conta più, da tanti anni.
Mi sento stanca e i pensieri sono lenti. Per fortuna, non essendo giorno di lavoro, posso permettermi di sdraiarmi un po’.
Sto sul divano e continuo a farmi iniezioni, anche se sembra non servire.
Fuori c’è il mondo: la piazza vociante i giornali le passeggiate le campane i motorini le bici le colazioni i capannelli eleganti le pastarelle le foglie gialle al vento gli incontri.
Qui con me l’ allarme sordo del sensore ribadisce a intervalli regolari la persistenza interna del mio veleno.
Da qualche parte, là fuori, un treno è diretto verso una meta. In questo momento io sto giù, immobile.

Ne parlo e ne scrivo da sempre perché si sappia che cosa è il diabete di tipo 1, la mia malattia autoimmune.

Senza fondi alla ricerca sul diabete di tipo 1 il nostro domani non sarà diverso.

-14 novembre 2017 giornata mondiale del diabete-

https://dri.hsr.it/sostienici/

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Oggi

Forse la forza è questa: fare la doccia, vestirsi e truccarsi il viso. Andare al lavoro mentre la glicemia da ore a 300 ti ha
svuotato di energia.
Probabilmente l’eroismo quotidiano è anche questo: ascoltare sforzarsi rispondere, col sensore in borsa che continua a dirti che le tue iniezioni aggiuntive non stanno risolvendo nulla.
Sicuramente il coraggio è gestire questa riunione quando il cervello il corpo la pelle supplicano riposo.
E l’ equilibrio è tenere il cucchiaino in mano senza scagliarlo al muro.
È non lasciarsi andare, è continuare.  È sorridere o non piangere.
Cose piccole e grandissime, pesanti e invisibili. Intime.
Sono io che spezzetto questa giornata in frammenti da tenere in mano, per non farmi avvilire.
Sono io che guardo vicino, per non smarrire gli occhi.
Siamo noi troppo impegnati a farcela per chiederci se ce la faremo.
Noi, ogni sera in cui mettiamo in tasca una giornata vissuta.
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Diabete: l’ultima frontiera è il bolo in lontananza

Con l'app Pumpcontrol è sufficiente spedire un SMS al microinfusore e lui, in automatico, farà il bolo.

Attenzione! Questo articolo parla di sistemi open source, quindi ufficialmente non avallati e sconsigliati dai diabetologi, poiché privi dell’approvazione FDA e potenzialmente pericolosi. Prima di usare i sistemi open di seguito descritti chiedete al vostro diabetologo di fiducia.
DeeBee declina ogni responsabilità per un uso scorretto dell’articolo, che è mero riporto o approfondimento di quanto esposto sul sito androidaps.readthedocs.io

Abbiamo notato un forte interesse suscitato da un post pubblicato sul nostro gruppo Facebook, pertanto riteniamo utile fare seguito alle tante domande pervenute dalla community, con un articolo il più possibile completo, che spiega come fare il bolo a distanza “in automatico”, cioè senza la necessità che “dall’altra parte” ci sia qualcuno a manovrare il microinfusore. Ovviamente, il tutto soltanto ai fini informativi e con il benestare del proprio diabetologo.

Come scrivemmo un annetto fa, il 2020 sarebbe stato l’anno del Pancreas Artificiale commerciale che, dopo un’attesa durata anni, è andato a colmare in parte il divario con i sistemi di Pancreas Artificiale open source. Difatti, dopo Medtronic 670G, sono arrivati in Italia il Medtronic 780G e, soprattutto, il performante Contro-IQ di Tandem. “In parte”, dicevamo, poiché i sistemi non ufficiali sono intrinsecamente sempre un passo avanti, consentendo svariate impostazioni e strategie atte al controllo glicemico attualmente assenti nei cugini forniti dalle ASL.

Il bolo remoto

In questo articolo, però, vogliamo puntare i riflettori su un altro aspetto che è oggi prerogativa esclusiva dei sistemi open source: la possibilità di somministrare insulina comandando il microinfusore mediante un SMS. Sebbene questa pratica sia poco conosciuta in patria, sono centinaia i caregiver che ricorrono a questa funzione nel mondo.

Il bolo remoto offre ai caregiver un grado di libertà inimmaginabile prima del suo avvento

Concettualmente, il sistema con cui questo avviene è abbastanza semplice. Oggi difatti un buon numero di microinfusori possiedono il Bluetooth e possono essere collegati a dispositivi esterni, proprio mediante questo protocollo. Lo sforzo della “community informatica diabetica” è stato quello di riuscire a comandare il microinfusore con uno smartphone, cosa che è riuscita a Milos Kozak il quale per primo si interfacciò con il suo microinfusore, comandandolo dal telefono con un’app Android. Da quel momento in poi, i microinfusori negli anni si sono susseguiti e, oggi, i modelli comandati dall’app sono:

  • Dana RS
  • Dana R
  • Roche Accu-Chek Insight
  • Roche Accu-Chek Combo
  • Omnipod Eros – NB: il modello Dash no!
  • Alcuni vecchi modelli Medtronic

La guida presente in questo articolo utilizzerà il microinfusore Roche Accu-Chek Insight che (insieme ai Dana) è in assoluto il più facile da comandare  distanza. Nel caso foste interessati invece a:

«Io ho un altro modello di microinfusore»

Se avete un microinfusore diverso da quelli sopraelencati…

  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 640G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 670G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Medtronic 780G? No, perché ha un sistema di comunicazione chiuso;
  • Posso fare il bolo via SMS con Tandem? No, e non ne è prevista l’integrazione neppure in futuro.
  • Posso fare il bolo via SMS con Accu-Chek Solo? Per ora no! In futuro forse.
  • Posso fare il bolo via SMS con altri microinfusori? Per ora no, ma se il vostro micro ha il Bluetooth, potrebbe essere un candidato per i prossimi sviluppi!

Se siete interessati al bolo remoto, sappiate che non ci sono alternative valide a quelle presentate in questo articolo: ogni altra app, marca o modello di microinfusore non è utilizzabile per lo scopo. In questo caso, il consiglio è quello di confrontarvi con il diabetologo di fiducia per capire come sopperire a questa mancanza.

Come si fa a fare il bolo via SMS?

L’app per Android di cui parliamo si chiama Pumpcontrol ed è parte integrante del sistema AndroidAPS che, oltre al bolo remoto, può fare tanto altro (tra cui il Pancreas Artificiale). Ma ciò esula dall’argomento “bolo in lontananza” e quindi lo affronteremo in altra sede (una delle quali è la nostra community italiana, presso cui troverete tanti utilizzatori felici e le risposte a tutte le vostre domande!)

Se un caregiver fosse interessato a questa utilissima funzione di bolo in lontananza, vi diciamo subito che il modo in cui tutto ciò funziona è così riassumibile:

  1. Un telefono, che chiamiamo “master”, dev’essere vicino alla persona che porta il microinfusore (massima distanza: 6 metri);
  2. Il caregiver spedisce l’SMS al telefono master, per esempio “fai un bolo di tot unità”;
  3. Il telefono master si collega al microinfusore, dicendogli di fare il bolo;
  4. E alla fine spedisce un SMS di risposta ai caregiver: “Ho fatto il bolo!”.

Volendo, i passi sopra descritti sono anche visionabili da Nightscout, che vi consigliamo vivamente di creare per avere sempre sotto controllo la totalità delle azioni intraprese ai fini terapeutici (ma lo tralasceremo in questa breve trattazione).

Pumpcontrol

AndroidAPS è un’app per Android, tuttavia non è scaricabile dal Play Store. Di essa esistono varie versioni, delle quali a noi interessa soltanto Pumpcontrol, cioè quella che consente di effettuare il bolo a distanza, che è gratuita e pronta all’uso. La trovate qui.

Quindi, scegliete uno smartphone da lasciare al microinfuso e su di esso installate l’apk. Questo telefono, come detto, viene chiamato master. Nulla vieta che il telefono sia lo stesso su cui già eventualmente si ricevono le glicemie di un sensore. Per esempio si possono installare insieme sia l’app Dexcom G6 sia AndroidAPS.

Raccomandiamo di scaricare con il telefono master una delle versioni più recenti di “app-pumpcontrol-release…apk”. Qualora non la vedeste, toccate prima “Assets”. Se, ancora, non trovaste quanto qui descritto, allora attivate la “visione desktop” dalle impostazioni del browser del telefono e soltanto dopo scaricate l’apk.

Nota. Le ultime versioni di AndroidAPS necessitano di un telefono equipaggiato con Android 7+.

Una volta lanciato Pumpcontrol, eseguitela toccando “Apri”.

Entrerete nella Configurazione Guidata. Da notare che, a differenza di tante altre nel settore, questa app è in italiano (grazie al prezioso lavoro di traduzione di Marco Perrone, del gruppo AndroidAPS Italia).

Toccate “Avanti” e procedete sino al bottone “Chiedi l’autorizzazione”, che dovrete pigiare.

Toccate “Consenti”.

E andate avanti. Qualora comparissero altri bottoni analoghi, pigiateli e proseguite…

Arrivati a questo punto, toccate OK. Poi riavviate il telefono e riaprite l’app Pumpcontrol.

Poiché questo telefono verrà utilizzato per comandare il microinfusore, una password sarebbe molto utile! Difatti, a questo punto dovrete inventarne una: questa chiave segreta sarà necessaria per questioni di sicurezza.

Scegliete “mg/dL” e ogni altro parametro a voi congeniale (per esempio le soglie 70 e 180 più in là).

Ciò fatto, vi verranno chieste l’API Secret e il link di Nightscout. Qualora voi non usaste Nightscout, potrete saltare questo passo toccando “Avanti” senza inserire nulla.

Inserite il nome della persona che porta il microinfusore.

Ciò fatto, selezionate la fascia di età. Questo passaggio è molto importante poiché in base a ciò l’app imposterà alcuni blocchi di sicurezza. Per esempio, selezionando “Bambino”, non sarà possibile effettuare boli remoti più grandi di 3 unità. Selezionando “Adolescente”, invece, la soglia si alzerà e così via (fate riferimento alla guida ufficiale per ogni ulteriore dettaglio).

Selezionate la tipologia di insulina (solitamente è sufficiente selezionare la prima opzione e, comunque, questa scelta è irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

Selezionate la fonte del dato glicemico. Potrebbe essere per esempio Nightscout, come in figura. Nel caso non aveste un sensore non importa: potete scegliere “xDrip” (irrilevante ai fini della funzione di bolo remoto).

La videata successiva è dedicata al profilo basale. Potrete selezionare:

  • “Profilo NS”: se usate Nightscout. In tale caso dovrete impostare tutte le fasce basali direttamente dalla vostra pagina;
  • “Profilo locale”: se non usate Nightscout. In tal caso dovrete impostare tutte le fasce basali nel passo successivo.

I valori seguenti sono irrilevanti ai fini della funzione di bolo remoto, tuttavia devono essere inseriti per poter iniziare ad usare l’app. Ecco come potrebbero essere:

L’unica eccezione, importantissima, è relativa alle fasce basali, che dovranno essere impostate secondo la terapia del paziente prescritta dal diabetologo (vedi esempio in foto). Questo perché non disponendo più del telecomando ufficiale, sarà il telefono a impostare le fasce basali del microinfusore.

Toccate su SALVA e poi ATTIVA PROFILO e infine OK e ancora OK. Poi Avanti.

Selezionate il vostro modello di microinfusore, poi toccate “CONFIGURAZIONE MICRO” e seguite le istruzioni utili a collegarlo al telefono (cioè ad accoppiarlo, effettuando il pairing, come spiegato nel paragrafo successivo).

Il Pairing, ossia come collegare il microinfusore al telefono master

Ora dobbiamo creare il collegamento Bluetooth tra il microinfusore e il master e, per farlo, ci riferiremo alla guida ufficiale di AndroidAPS, di cui riportiamo le immagini e i passi principali. Per ulteriori dettagli, fate riferimento ad essa.

Il microinfusore deve essere collegato ad un solo dispositivo alla volta. Perciò, se in precedenza è stato utilizzato il telecomando Insight ufficiale, è necessario rimuoverlo dall’elenco dei dispositivi accoppiati. Per farlo, dal menù del microinfusore, andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Rimuovi dispositivo

Attenzione: prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando! Spegnete e mettete in un cassetto quello ufficiale, che non serve più…

Ora, prendete di nuovo il telefono master e, nell’app Pumpcontrol, dal menù “Configurazione strutturale” selezionate “Accu-Chek Insight”.

Toccate l’ingranaggio per aprire le impostazioni di Insight.

Nelle impostazioni, toccate il pulsante “Insight pairing” nella parte superiore dello schermo. Comparirà un elenco di tutti i dispositivi bluetooth nelle vicinanze (in basso a sinistra).

Prendete il microinfusore, e andate su:
Menu > Impostazioni > Comunicazione > Aggiungi dispositivo.
Il microinfusore visualizzerà la seguente schermata (in basso a destra) che mostra un numero di serie.

Tornate al telefono, toccate il numero di serie del microinfusore nell’elenco dei dispositivi Bluetooth.
Poi toccate “Accoppia” per confermare.

Sia il microinfusore che il telefono visualizzeranno un codice. Verificate che i codici siano gli stessi su entrambi i dispositivi e confermate, sia sul microinfusore che sul telefono.

Ecco fatto! Datevi una pacca sulla spalla per aver accoppiato con successo il vostro microinfusore con AndroidAPS.

Per verificare che tutto sia a posto, tornate al menù “Configurazione strutturale” di AndroidAPS e toccate l’ingranaggio di Insight, per entrare nelle impostazioni del microinfusore. Quindi toccate Insight Pairing.
Si vedranno alcune informazioni relative microinfusore:

Nota: Non ci sarà un collegamento permanente tra la pompa e il telefono. Il collegamento sarà stabilito solo se necessario (ad es. impostazione della velocità basale temporanea, bolo, lettura della storia della pompa…). Altrimenti la batteria del telefono e la pompa si scaricherebbero troppo velocemente. Ma questa è una cosa tecnica, che a voi non interesserà.

Una volta fatto, se compare la videata di “Rilevamento sensibilità”. lasciate l’impostazione proposta e toccate, finalmente, FINE.

Abilitare il bolo remoto sul telefono MASTER

Dalla home dell’app Pumpcontrol, toccate “Configurazione strutturale”.

Scorrete in basso e abilitate “Comunicazioni SMS”. Poi, toccate l’ingranaggio che compare di fianco.

Attiva “Consenti comandi remoti” e inserisci il numero di telefono di chi volete sia abilitato a comandare il microinfusore a distanza. Questa è un’opzione molto importante! Se non inserirete i numeri di telefono, non potrete pilotare il microinfusore.

Ricordate di inserire anche i prefissi “+39” e di separare tutti i numeri di telefono con il punto e virgola!

Noi di DeeBee siamo orgogliosi e contenti di aver dato il nostro contributo proprio nella scrittura di una serie di controlli inerenti la sicurezza, che è per noi LA PREROGATIVA NECESSARIA al buon funzionamento dei boli a distanza.

Abilitare l’app Pumpcontrol a ricevere gli SMS

Potrebbe accadere che dopo il primo avvio, sul telefono master compaia questo messaggio:

In tal caso, l’app vi sta dicendo che non può analizzare gli SMS ricevuti sul telefono. Per cui dovrete abilitarla, seguendo i seguenti passi.

Toccate “Richiesta”. Poi, dalle impostazioni del telefono, accedete all’elenco delle app installate. Toccate “Pumpcontrol”.

Toccate “Autorizzazioni”.

E abilitate l’opzione relativa agli SMS.

Abilitazione dei telefoni follower

Non resta che abilitare i telefoni dei seguaci (detti follower) da cui verranno spediti i comandi per effettuare i boli via SMS!

Dalla videata corrente, toccate “PIN aggiuntivo a fine token” e inserite un PIN segreto da voi inventato. Per esempio: “100”.

Date l’ok e poi toccate “Configurazione Autenticatore”. Verrà mostrata questa immagine quadrata (che si chiama QR-Code).


Ora posate per un attimo il telefono master…
E prendete il telefono del careviger che farà i boli via SMS.

Sul quest’ultimo telefono, installate l’app “Google Authenticator”, cercandola sul Play Store.

Non appena finita l’installazione, sul vostro telefono comparirà l’icona in figura:

Toccate l’icona per aprire l’applicazione e poi “Scansiona un codice QR”.

Nel successivo messaggio di sicurezza, concedete il permesso.

Ora, con il telefono del seguace, inquadrate il QR-Code che è mostrato nel telefono master, simile a questo:

Sul telefono comparirà un codice numerico a 6 cifre. Copiatelo nel telefono master, aggiungendo in coda il codice segreto che avevate scelto (che nell’esempio di sopra era “100”), come mostrato in foto:

Se avete fatto tutto correttamente, di fianco apparirà scritto OK.

Questo procedimento sarà da rifare su ogni telefono che vorrà comandare il microinfusore a distanza (nel caso di più persone che devono gestire il paziente).

Molto bene. Arrivati a questo punto non resterà che fare qualche prova. Il nostro consiglio è quello di staccare la cannula del micro dal set, ed effettuare alcuni boli a vuoto, inviando qualche SMS dal telefono del seguace al telefono master.
Per esempio: BOLUS 0.5 per fare mezza unità (a vuoto).

Effettuiamo i primi boli

Attenzione: ricordate che prima di usare l’app Pumpcontrol è necessario disassociare il telecomando originale dal microinfusore: da questo momento in avanti, il telefono diventa a tutti gli effetti il solo e unico telecomando!

Iniziamo con il differenziare le modalità di esecuzione del bolo, che potrà essere:

  • Un bolo effettuato in presenza, con il telefono master: in questo caso, il telefono funzionerà proprio come se fosse il telecomando ufficiale  del microinfusore;
  • Un bolo effettuato via SMS: in questo caso, invece, il telefono verrà pilotato da lontano e alla ricezione del comando, si collegherà ai micro per effettuare il bolo.

Un bolo non esclude l’altro, per cui potrete fare un bolo da remoto e magari, un’ora dopo, fare un altro bolo in presenza del paziente, questa volta tenendo in mano direttamente il telefono master.

Bolo dal telefono master, stile “telecomando”

Effettuare il bolo dal telefono è davvero intuitivo. Dalla schermata principale di Pumpcontrol:

  1. Pigiate “INSULINA”
  2. Inserite le unità da erogare
  3. Toccate OK
  4. Il bolo verrà erogato
Bolo remoto

Ma la vera, succulenta, novità riguarda la possibilità di effettuare il bolo via SMS.

Se dovrete effettuare un bolo remoto (per esempio 1 unità):

    • Spedite un SMS dal vostro telefono al telefono master, con scritto: “BOLUS 1”
    • Dopo pochi secondi riceverete un SMS in risposta che vi chiederà di rispondere con un codice di sicurezza
    • Rispondete, spedendo al telefono master un SMS con il codice segreto (tra pochissimo, nel paragrafo successivo, spiegheremo come ottenere il codice segreto)
  • Quando il bolo remoto sarà stato erogato riceverete il preziosissimo SMS di conferma.

Qual è il codice segreto per fare il bolo?

Il codice segreto per effettuare il bolo non è sempre lo stesso, ma cambia ogni volta, e potrete conoscerlo soltanto voi. Per capirci, il meccanismo è lo stesso utilizzato da molte banche, quando si fa un bonifico online. Ossia si apre un’app (oppure si utilizza “una chiavetta”, chiamata token), che fornisce un codice segreto usa e getta.

Nel nostro caso, il caregiver che spedisce l’SMS dovrà, per ogni bolo fatto:

  1. Aprire sul suo telefono l’app “Authenticator”
  2. Copiare il codice, facendo seguire al PIN segreto che si era scelto dopo avere installato l’app Pumpcontrol (nel nostro esempio di sopra era “100”).
  3. Rispondere all’SMS di conferma con il codice appena descritto.

Forse una foto rende più di mille parole. Eccola:

Comandi remoti oltre al bolo: basale temporanea e tanto altro!

Oltre al bolo scoprirete presto che questo sistema si presta molto bene a un sacco di altri comandi. Potrete infatti interrompere la basale da remoto, o modificarla per un tempo predefinito, potrete chiedere al microinfusore quanta insulina residua resta, qual è la sua carica residua e tante, tante, tante altre cose! Potrete persino farvi spedire un SMS in caso di ipoglicemia!

Inoltre, se qualcosa non vi convincerà negli SMS ricevuti dal master, DeeBee ha progettato i comandi “SMS STOP” e “SMS DISABLE” per bloccare qualsiasi comando remoto. Per una sicurezza ancora maggiore!

Ecco qui la lista completa dei comandi!

Diabete e bambino. Cosa succede quando mangiamo? La vera storia del cibo dalla bocca agli zuccheri, grazie al lavoro di Fata Insulina.

Da Padre a padre, dico grazie all'autore per aver fatto sorridere la mia bambina. Ci ha relagato uno sprazzo di magia

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