Un grido disperato

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È andato via un anno, indifferente si è trascinato con sé quello che mi ha portato via. E ora ne comincia uno nuovo, con un peso insopportabile, il peso di quello che già so che mi porterà via. E tu sei sempre qui signor D, con la tua superbia, con la tua arroganza, non capisci che non posso pensare a te, non voglio pensare a te perché devo essere lucida e pronta, invece tu mi annebbi la mente mi fai pensare a fatica, perché non hai pietà di me, neanche in questo momento. E con un 500 che mi batte nella testa, mi faccio 1000 domande, mi chiedo perché non l’ho mai resa orgogliosa di me e perché ai suoi occhi mi sono sempre sentita sbagliata. E non posso fare più niente posso solo aspettare… aspettare che il mio pianto soffocato diventi un grido disperato.

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