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GNSentry, il lettore per FreeStyle Libre: l’app e le risposte alle prime domande

Applicazione e allarmi

Diversamente dal più diffuso MiaoMiao, il prodotto spagnolo è stato lanciato corredato da subito con una sua app gratuita, scaricabile da qui per Android e da qui per gli amanti della mela morsicata.

Questa è la nostra prima rilevazione con un sensore Libre appena messo. L’app prevede un solo tipo di allarme, un gallo che canta a squarciagola, oppure semplicemente una vibrazione in caso di glicemie fuori range e di disconnessione del segnale Bluetooth.

A questi avvisi si aggiunge inaspettatamente un altro: l’app avverte quando la batteria dello smartphone si sta scaricando.

I valori gliemici limite previsti vanno da 44 a 299

Nei report è possibile visualizzare le ultime 8 ore, l’ultima giornata, l’ultima settimana o mese, oppure si può selezionare un intervallo di tempo personalizzato.

Le domande più frequenti

Posso usarlo solo di notte o solo in alcuni momenti della giornata?

GNSentry offre la possibilità di applicarlo e toglierlo secondo le necessità. Proprio perché non viene ancorato con adesivo o colle, è ancora più flessibile nell’uso. Si indossa e si toglie con estrema facilità senza mettere a rischio la stabilità del sensore.

Devo avviare il sensore con il suo lettore ufficiale? Posso usare il lettore anche se sto indossando il “braccialetto”?

Sì e sì. Una volta avviato il sensore con il lettore ufficiale Abbott, questo è “leggibile” dal GNSentry, che comunque non impedisce le  normali scansioni.

Come si ricarica e quanto durano le batterie?

Il dispositivo di ricarica con un normale cavetto micro USB e dopo una settimana di utilizzo senza sosta è ancora al 75% di carica.

L’app permette calibrazioni e glicemie al polso?

Per ora no. L’app è ancora giovane e in via di arricchimento e integrazione con altri progetti, anche open.

Posso monitorare a distanza le glicemie?

L’app prevede la visione da remoto, con possibilità di invitare altri 4 seguaci che riceveranno l’ultima glicemia rilevata dal dispositivo e gli allarmi. Gli sviluppatori stanno ultimando il passaggio successivo: vedere l’intero grafico e la freccia di tendenza.

GNSentry è compatibile con Libre 2?

Per ora no. Il team è al lavoro, poiché la seconda generazione dei sensori Abbott, per ora in uso solo per alcuni pazienti in Germania,  utilizza una codifica dati diversa da quella precedente.

Quali sono le differenze con MiaoMiao e Blucon?

Pensato per un sensore applicato al braccio, GNSentry risulta più facile da portare, con meno rischi di distacco e di perdita del dispositivo. Ciò non toglie la possibilità di applicarlo sul Libre inserito in siti alternativi, come gambe o addome, sacrificando però in parte la comodità.

Le letture vengono effettuate solo ed esclusivamente dall’apposita app, quindi per chi è abituato a xDrip+, Glimp o Spike ci sarà da aspettare. Ma d’altro canto GNSentry è compatibile con quasi tutti gli smartphone presenti sul mercato e non a caso la sua app è stata concepita nell’ottica dell’estrema facilità di utilizzo.

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GNSentry, il lettore per FreeStyle Libre che non ti aspetti

Era nell’aria da tempo, complice la necessità di avere un Libre con letture continue e allarmi, e un dispositivo piccolo, leggero e facilmente portabile senza dover fare acrobazie e usare particolari accorgimenti per evitare distacchi, disconnessioni e configurazioni complesse.

Se Blucon e MiaoMiao giungevano da noi dopo un lungo viaggio intercontinentale, GNSentry è stato prodotto in Spagna, precisamente a Valencia, ed è acquistabile da qui per ora ad un prezzo di lancio. Insomma un lettore latino, pulsante e caldo, che dietro ha una storia di amicizia e impegno. Il progetto, messo a punto dopo un lavoro lungo e prove durate tre anni, è nato per aiutare un amico con una figlia affetta da diabete di Tipo 1. Tre amici, esperti nel campo dell’informatica, hanno provato e riprovato senza sosta, hanno cercato con tenacia la migliore soluzione per dotare Libre con allarmi e letture continue. Le versioni del “braccialetto” e della sua app sono cambiate nel tempo, per arrivare a quello che oggi sembra un leggero nido per far dormire Libre e genitori.

Confezione

Il lettore, spedito a DeeBee dal produttore per i test, arriva in fretta, in una scatola munita di sigillo. Buon segno!

Contenuto

Oltre al lettore, nella scatola troviamo un cavetto micro USB (ebbene sì, si ricarica mediante la classica presa), una graffetta per resettare, simile a quelle usate per togliere la SIM dagli smartphone, le istruzioni d’uso e tre fasce di diverse misure dotate di velcro.

Non servono adesivi (che sono a rischio di allergie), né gusci, tantomeno fasce aggiuntive. Il lettore ospita il sensore Libre al suo interno, riparandolo anche da urti e strappi. Ha un foro per il reset che serve almeno la prima volta dopo averlo caricato, pronto per metterlo in funzione.

Peso e dimensioni

Se a prima vista sembra più grande dei suoi predecessori, Blucon e MiaoMiao, messo a confronto, risulta essere non solo meno ingombrante, ma una soluzione molto più facile da portare, almeno sul braccio.

MiaoMiao con Kiwi e GNSentry a confronto

Ormai la leggerezza si gioca sui grammi.

Impermeabilità

Il dispositivo, con un bel nome complicato, ma da noi già battezzato “el gato“, sembrava sensibile all’acqua visto il normalissimo lo slot di ricarica.

Invece, oltre alla certificazione CE, ha anche quella IP67. Quindi  resistente all’acqua dolce a 1 metro di profondità per 30 minuti.

Compatibilità

L’app messa a punto dal team spagnolo è compatibile con quasi tutti i cellulari Android e iOS. Per ora, come d’altronde tutti i suoi concorrenti, il lettore dialoga con FreeStyle Libre, in attesa di decriptare Libre 2, per ora disponibile solo per alcuni pazienti in Germania.

Dopo averlo caricato cominciamo a provarlo, per ora solo ed esclusivamente con la sua app.

Non resta che darci appuntamento al prossimo articolo, con i primi test sul campo…

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La prof.ssa Irace all’ATTD 2019: «Vi presento il sensore impiantabile»

L’Italia è in prima linea verso il futuro. Difatti si attesta la seconda nazione al mondo per numero di sensori Eversense impiantati. L’onore di presentare all’ATTD di Berlino i risultati di uno studio di sei mesi su pazienti che portano questo sensore, è toccato a Concetta Irace, Professore Associato di Scienze Tecniche Applicate alla Medicina all’Università degli Studi Magna Græcia Catanzaro, che opera presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini. È passato circa un anno dall’intervista concessa per DeeBee e con quasi 90 interventi tra impianti e rimozioni, è considerata tra i maggiori esperti in materia.

Un ringraziamento particolare per averci dato la possibilità di ospitare nelle nostre pagine il suo apprezzatissimo studio.

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Sensore Eversense: elenco delle strutture italiane in cui impiantarlo

Ormai si può dire ad alta voce: il sensore sottocutaneo Eversense sta facendo innamorare migliaia di persone adulte affette da diabete. Le testimonianze dei pazienti, espresse anche nel gruppo specifico, e l’interesse sempre maggiore per questo gioiello di tecnologia, parlano chiaro.

Spesso ci è stato chiesto quali siano i centri che lo impiantano, se in una certa regione è arrivato oppure no. Per dare una risposta completa alle molte domande, in collaborazione con Roche Italia, abbiamo raccolto in un unico elenco tutti i centri italiani abilitati ad impiantare il sensore Eversense, quello che per molti viene considerato uno strumento che  cambia il modo di gestire la patologia.

Ruota il dispositivo per una visione migliore
RegioneProvinciaCittàIndirizzoStruttura
LombardiaBergamoBergamoPiazzale OMS 1 BergamoOspedale Papa Giovanni XXIII
LombardiaBergamoTreviglioPiazzale Ospedale, 1Ospedale di Treviglio
LombardiaBresciaBresciaPiazzale Spedali Civili, 1Spedali Civili
LombardiaCremonaCremonaLargo Emilio Priori, 1ASST Centro Diabetologico Cremona
LombardiaMilanoMilanoVia Livigno, 9ASST Nord Milano Poliambulatorio
LombardiaMilanoMilanoPiazzale Principessa Clotilde, 3Ospedale Fatebenefratelli
LombardiaMilanoMilanoPiazza Ospedale MaggioreOspedale Niguarda Ca' Granda
LombardiaMilanoMilanoVia Giovanni Battista Grassi, 74Ospedale Sacco
LombardiaMilanoMilanoVia Olgettina, 60Ospedale San Raffaele
LombardiaMilanoMilanoVia Sforza, 35Fondazione Ca' Granda Policlinico
LombardiaMilanoRhoCorso Europa, 250Ospedale di Rho
LombardiaMilanoRozzanoVia Alessandro Manzoni, 56Ospedale Humanitas
LombardiaMonza e BrianzaMuggi•Via De GasperiPoliambulatorio
LombardiaPaViaPaViaPiazzale Camillo Golgi, 2Policlinico San Matteo
LombardiaVareseGallarateVia Eusebio Pastori, 4Ospedale Sant'Antonio Abate
PiemonteAlbaAlbaVia Pietrino Belli, 26Ospedale San Lazzaro
PiemonteAlessandriaAlessandriaVia Venezia, 16Ospedale Civile di Alessandria
PiemonteCuneoCuneoVia Carle,5 - Confreria ? CUNEODiabetologia Confreria
PiemonteCuneoSaviglianoVia Ospedali ,9 SAVIGLIANODiabetologia CN1 Savigliano
PiemonteTorinoChivassoCorso Galileo Ferraris, 3Diabetologia Chivasso
PiemonteTorinoOrbassanoRegione Gonzole, 10Ospedale San Luigi
PiemonteTorinoTorinoVIA Monginevro 130 - TORINOAmbulatorio
PiemonteTorinoTorinoVia Farinelli, 25 - TORINOASL TO1 Valletta
PiemonteTorinoTorinoVia Cibrario, 72 - TORINOOspedale Maria Vittoria
PiemonteTorinoTorinoCorso Turati , 72 - TORINOOspedale Mauriziano
PiemonteTorinoTorinoVia Cavour, 31 - TORINOA.O.U. Citta della Salute e della Scienza di Torino - Ospedale Molinette
PiemonteTorinoChieriVia De Maria, 1 - 10023 CHIERIOSPEDALE MAGGIORE
Emilia RomagnaBolognaBolognaVia Giuseppe Massarenti, 9Az.Osp. Sant'Orsola
Emilia RomagnaBolognaImolaVia Montericco, 4Ospedale Nuovo, S. Maria della Scaletta
Emilia RomagnaFerraraFerraraCorso della Giovecca, 203Diabetologia AUSL Ferrara
Emilia RomagnaForlì-CesenaCesenaViale Giovanni Ghirotti, 286Ospedale Bufalini
Emilia RomagnaForlì-CesenaForlVia Carlo Forlanini, 34Ospedale Morgagni Pierantoni
Emilia RomagnaParmaParmaViale Antonio Gransci, 14Ospedale Maggiore di Parma
Emilia RomagnaRavennaRavennaVia Fiume Abbandonato, 134A.Usl della Romagna
Emilia RomagnaReggio EmiliaMontecchio EmiliaVia Bruno Barilla, 16Diabetologia AUSL Reggio Emilia
Emilia RomagnaRiminiRiminiViale Luigi Settembrini, 2Ospedale "Infermi"
Friuli Venezia GiuliaGoriziaMonfalconeVia Luigi Galvani, 1Ospedale di Monfalcone
Friuli Venezia GiuliaPordenonePordenoneVia Montereale, 24Ospedale Santa Maria degli Angeli
Friuli Venezia GiuliaTriesteTriesteVia Giacomo Puccini, 48Centro diabetologico
Friuli Venezia GiuliaUdineSan Daniele del FriuliViale Trento e Trieste, 33Ospedale
Friuli Venezia GiuliaUdineUdineP.le S. Mosericordia, 15Ospedale S.Maria della Misericordia
MarcheSenigalliaSenigalliaVia Benvenuto Cellini, 11/AOspedale Senigallia
San MarinoSan MarinoSan MarinoVia Scialoja, 20Ospedale
Trentino Alto AdigeBolzanoBolzanoVia Lorenz Boehler, 5Ospedale di Bolzano
Trentino Alto AdigeBolzanoMeranoVia Gioacchino Rossini, 5Ospedale di Merano
VenetoPadovaPadovaVia Nicol• Giustiniani, 2Azienda Ospedaliera-Universit… di Padova
VenetoPadovaPadova ColliVia dei Colli, 4UOC Diabetologia e Dietetica AULSS 6 Euganea
VenetoVeronaVeronaPiazzale Aristide Stefani, 1Ospedale Borgo Trento
LiguriaGenovaArenzanoVia del Giappone, 3Ospedale La Colletta
LiguriaGenovaGenovaLargo Rosanna Benzi, 10ASL3 Ospedale San Martino
LiguriaGenovaChiavariVia Giovanni Battista Ghio, 9ASL 4 Chiavari
LiguriaImperiaImperiaVia Sant?Agata, 57Ospedale di Imperia
LiguriaLa SpeziaLa SpeziaVia XXIV Maggio, 139Ospedale Civile S.Andrea
LiguriaLa SpeziaSarzanaVia Santa CaterinaOspedale San Bartolomeo
LiguriaSavonaPietra LigureCorso XXV Aprile, 38Ospedale Santa Corona
AbruzzoChietiChietiVia dei VestiniASL 2 Lanciano Vasto Servizio di Diabetologia 2ø piano
AbruzzoL'AquilaAvezzanoVia Giuseppe Di Vittorio, 1Presidio Ospedaliero ?SS.Filippo e Nicola? UOS diabetologia 3ø piano
AbruzzoL'AquilaL'AquilaVia Vetoio, 1Ospedale Regionale San Salvatore UOS Diabetologia piano terra
AbruzzoL'AquilaSulmonaViale Giuseppe Mazzini, 100Osp. SS. Annunziata UOS Diabetologia 1ø piano
AbruzzoTeramoAtriViale del RisorgimentoOspedale Civile S.Liberatore UOS Diabetologia-Endocrinologia 3ø piano ala "A"
LazioFrosinoneCassinoVia San PasqualeOspedale Civile "Santa Scolastica" UOS Diabetologia c/o Medicina 4ø piano
LazioFrosinoneFrosinoneVia Enrico Fermi, 15Cittadella della Salute Servizio di Diabetologia e Endocrinologia Pediatrica
LazioFrosinoneFrosinoneVia Enrico Fermi, 15Cittadella della Salute Servizio di Diabetologia 1ø Piano
LazioLatinaTerracinaVia FirenzeOspedale Fiorini Amulatori Diabetologia piano terra
LazioRomaAnzioVia Cupa dei Marmi sncOspedale "Faina" Ambulatorio Diabetologia piano terra
LazioRomaAricciaVia delle Cerquette, 2Ospedale Spolverini Ambulatorio Diabetologia 1ø piano
LazioRomaMarinoViale XXIV Maggio sncOspedale San Giuseppe UOS Diabetologia piano terra
LazioRomaRomaViale Angelico, 28Ambulatorio Diabetologia 1øpiano
LazioRomaRomaVia Antistio, 15Ambulatorio Don Bosco Casa della Salute servizio di Diabetologia 3ø piano
LazioRomaRomaVia di Ponte Quattro capi, 39Fatebenefratelli Isola Tiberina Ambulatorio Diabetologia (piano terra)
LazioRomaRomaViale di San Paolo, 15Ospedale Bambin Ges— Ambulatori Servizio di Diabetologia 1ø piano
LazioRomaRomaVia Cassia, 600Ospedale Fatebenefratelli
LazioRomaRomaVia Dei Monti Tiburtini, 385Ospedale Sandro Pertini UOC Diabetologia e Dietologia palazzina "C" piano terr
LazioRomaRomaCirconvallazione Gianicolense, 8Ospedale San Camillo Padiglione Antonini Diabetologia 2ø piano
LazioRomaRomaVia di Grottarossa, 1035Ospedale Sant'Andrea UOC Diabetologia
LazioRomaRomaLargo Agostino Gemelli, 8Policlinico Gemelli UOS diabetologia 1ø piano
LazioRomaRomaLargo Agostino Gemelli, 8Policlinico Gemelli Divisione di Endocrinologia e malattie del metabolismo 3ø pi
LazioRomaRomaViale Oxford, 81Policlinico Tor Vergata U.O.C. Endocrinologia e Diabetologia Torre 8 2øpiano
LazioRomaRomaViale del Policlinico, 154Policlinico Umberto Istituto 2ø Clinica Medica 1ø piano Day Hospital Diabetolog
LazioRomaRomaViale del Policlinico, 155Policlinico Umberto I Dipartimento di Medicina sperimentale (5ø clinica medica
LazioRomaRomaViale Regina Elena, 324Policlinico Umberto I Centro regionale di diabetologia Pediatrica Edificio "A" 2ø
MoliseCampobassoCampobassoContrada Tappino sncOspedale Campobasso UOS Diabetologia e Malattie del Metabolismo piano ter
UmbriaPerugiaCitta' di CastelloVia Luigi Angelini, 10Ospedale civile Citt… di Catello Struttura semplice di Diabetologia
UmbriaPerugiaFolignoVia dell?Ospedale, 6Servizio Diabetologia ASL Umbria2
UmbriaPerugiaGubbioLargo Unit… d'Italia LOC. BRANCAOspedale Gubbio-Gualdo Tadino Centro Anti Diabetico
UmbriaPerugiaPerugiaPiazzale Giorgio Menghini, 1Universit… degli Studi Perugia Clinica Pediatrica Ambulatorio Diabetologico
UmbriaPerugiaPerugiaPiazzale Giorgio Menghini, 1Universit… degli Studi Perugia MISEM
UmbriaPerugiaPerugiaPiazzale EuropaPoliambulatorio Europa Servizio di Diabetologia ASL Umbria1
UmbriaPerugiaSpoletoVia della Madonna di Loreto, 3Ospedale San Matteo degli Infermi Servizio di Daibetologia
UmbriaTerniOrvietoVide dei Sette Martiri, 7Ospedale Santa Maria della Stella Centro Antidiabetico
UmbriaTerniTerniViale Tristano Di Joannuccio, 1Ospedale Santa Maria Struttura complessa di Diabetologia Dietologia e Nutrizio
UmbriaTerniTerniViale Donato Bramante 37Servizio di Diabetologia ASL Umbria2
CampaniaAvellinoAvellinoContrada AmorettaOspedale Moscati
CampaniaCasertaMarcianiseVia SantellaOspedale di Marcianise
CampaniaNapoliNapoliVia Sergio Pansini, 5AOU Federico II
CampaniaNapoliNapoliVia Antonio Cardarelli, 9Ospedale Cardarelli
CampaniaNapoliNapoliViale delle MetamorfosiOspedale del Mare
CampaniaNapoliNapoliVia Porta Medina, 41Ospedale Vecchio Pellegrini
CampaniaNapoliNapoliPiazza Miraglia, 2Universit… Vanvitelli
CampaniaSalernoCava dei TirreniVia Enrico De MarinisDiabetologia Cava dei Tirreni
CampaniaSalernoOliveto CitraVia Michele ClementeOspedale di Oliveto Citra
CampaniaSalernoSalernoVia San Leonardo, 1Azienda Osp. Univ. Ruggi
SiciliaCataniaCaltagironeVia Porto Salvo, 2Ospedale Caltagirone
SiciliaCataniaCataniaVia Messina, 829Ospedale Cannizzaro
SiciliaCataniaCataniaVia Palermo, 636Ospedale Garibaldi Nesima
SiciliaCataniaCataniaVia Santa Sofia, 78Policlinico Gaspare Rodolico
SiciliaEnnaNicosiaVia S.Giovanni, 22Basilotta
SiciliaMessinaMessinaVia Consolare Valeria, 1Policlinico G. Martino
SiciliaPalermoPalermoVia Messina Marine, 197Ospedale Buccheri La Ferla
SiciliaPalermoPalermoVia del Vespro, 129Policlinico Giaccone
SiciliaPalermoPartinicoVia Circonvallazione, 1Ospedale Civico
SiciliaSiracusaAvolaContrada Chiusa Di CarloOspedale
SiciliaTrapaniMarsalaVia SalemiOspedale Paolo Borsellino
SiciliaTrapaniMazara del ValloVia Salemi, 187Osp. Abele Ajello
BasilicataPotenzaPotenzaVia del Gallitello, 100Poliambulatorio di Potenza
CalabriaCatanzaroLamezia TermeVia Arturo PeruginiOspedale Giovanni Paolo II
CalabriaCatanzaroCatanzaroViale Pio X, 83Ospedale Ciaccio
CalabriaCosenzaCosenzaVia Antonio Meucci, 1Poliambulatorio Gabriella DEMAIO
CalabriaReggio CalabriaGioia TauroVia Madame CurieOspedale Civile Giovanni XXIII
CalabriaReggio CalabriaReggio CalabriaVia Giuseppe Melacrino, 21Osp. Morelli Reggio Calabria
CalabriaReggio CalabriaReggio CalabriaVia Renato Willermin, 1Poliambulatorio di diabetologia
CalabriaReggio CalabriaReggio CalabriaVia Cardinale Portanova, 130Policlinico Madonna della Consolazione
CalabriaVibo ValentiaVibo ValentiaVico Carmine, 1Asp Vibo Valentia
PugliaBariBariPiazzale Giulio Cesare, 11Policlinico di Bari
PugliaBariBariPiazzale Giulio Cesare, 11Universit… degli studi Aldo Moro
CalabriaCatanzaroCatanzaroViale Europa, 100AOU Mater Domini
PugliaBrindisiBrindisiVia MesagneOspedale Perrino
PugliaBrindisiCisterninoVia Regina Margherita 80Ospedale Cisternino
PugliaFoggiaFoggiaViale Luigi PintoOspedali Riuniti
PugliaFoggiaSan Giovanni RotondoViale CappucciniOspedale Casa Sollievo della Sofferenza
PugliaFoggiaSan SeveroVia Mascia Teresa MasselliPoliambulatorio Teresa Masselli
PugliaFoggiaSan Marco in LamisVia SannicandroOspedale Umberto I
PugliaLecceCasaranoViale Francesco FerrariOspedale Ferrari
PugliaLecceLeccePiazza Filippo MuratoreOspedale Vito Fazzi
PugliaLecceUgentoVia Vincenzo ArmidaPoliambulatorio Asl Lecce
PugliaTarantoTarantoVia Francesco Bruno 1Ospedale SS.Annunziata
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FreeStyle Libre 2. Anteprima: le prime foto della glicemia… su smartphone!

Se nell’aria ci sono novità nelle tecnologie legate al diabete, una particolare calamita glicemica le porta in DeeBee. Spesso siamo noi alla ricerca di tutto quello che c’è di nuovo, altre volte in redazione arrivano inaspettatamente mail come questa di Christian R.:

“Innanzitutto vorrei farvi i complimenti per il vostro fantastico sito, grazie al quale mi sono fatto una cultura sulla tecnologia al servizio del diabete. Vi seguo con orgoglio dalla Germania. Pensavo che potrei spedirvi dei sensori Libre 2 con lettore se volete fare un’anteprima per l’Italia. La spedizione e le spese sono il mio contributo a DeeBee”.

Pochi giorni dopo abbiamo in mano i nuovi sensori e il lettore del tanto atteso FreeStyle Libre 2, quello che affettuosamente chiamiamo FreeStyle parlante. Se non fosse per quel “2” blu ovunque nelle confezioni, il nuovo sistema sembrerebbe identico al suo fratello muto.

 

Il lettore che ci è arrivato si può impostare in quattro lingue: inglese, tedesco, olandese e francese. I tanto attesi allarmi sono personalizzabili in soli tre modi: suono alto, basso o vibrazione.

Sistemi non ufficiali

I precedenti test, pubblicati qualche giorno fa, sono stati fatti solo ed esclusivamente con i due lettori e non includevano la possibilità, da parte del nuovo sensore, di interagire con sistemi non ufficiali. Ora, a distanza di pochissimo, il panorama è già cambiato!
Il primo a leggere il FreeStyle Libre 2 senza il suo lettore, ma usando il dispositivo T-mini con un software modificato, è stato poche ore fa il gruppo di lavoro capeggiato da Marek Macner, che è riuscito a spedire le glicemie sulla tanto amata app  Spike per iPhone. Sono soli i primi promettenti passi nel tentativo della comunità open di interfacciarsi con il nuovo sensore che, diversamente dal precedente, trasmette sia in NFC sia in Bluetooth. In molti considerano quest’ultima la vera chimera, per poter finalmente leggere il nuovo sensore in CGM senza dover applicare sopra nessun ulteriore dispositivo.

In foto, le glicemie di FreeStyle Libre 2 su smartphone, lette con T-mini

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FreeStyle Libre 2 vs FreeStyle Libre

Si chiama FreeStyle Libre 2 la nuova generazione di sensori di casa Abbott, già arrivato in Germania da qualche settimana e che a breve dovrebbe approdare nel Bel Paese. Dopo aver ottenuto il primo ottobre 2018 il marchio CE (Conformité Européenne), il tanto atteso Libre con allarmi è diventato realtà, senza dover usare altri dispositivi non ufficiali.

Il nuovo sistema usa la tecnologia Bluetooth e offre allarmi relativi a tre eventi: glucosio basso, glucosio alto e un terzo allarme in caso di perdita del segnale. Gli avvisi sono personalizzabili, con suoni o vibrazioni e la possibilità di silenziarli. Per visualizzare il valore della glicemia bisognerà comunque scansionare il sensore, anche questo di nuova generazione. Esternamente i nuovi sensori sono identici a quelli precedenti, mentre il lettore non è più con il frontalino nero, ma blu. La batteria di quest’ultimo, diversamente dalla durata quasi infinita della prima generazione, dura sì e no tre giorni scarsi.

Alcuni utenti tedeschi hanno condiviso con noi la loro esperienza; uno di loro ha portato contemporaneamente per qualche giorno due sensori: FreeStyle Libre e FreeStyle Libre 2 per fare una prova comparativa.

I valori della glicemia capillare rilevati dal sangue si collocano a metà strada tra le glicemie fornite dai due sensori di vecchia e nuova generazione.

Il tester fa notare che lo scarto tra i due sistemi non segue un andamento omogeneo o un determinato trend. In alcuni casi il nuovo FreeStyle fornisce glicemie più alte, e in altri, più basse del suo predecessore.

Le app

E le applicazioni, ufficiali e non, come si sono comportate con FreeStyle Libre 2? Per ora la domanda resta senza risposta. La stessa Abbott non ha ancora un’app per il nuovo sistema, quindi il lettore è indispensabile e resta l’unico device in grado di riportare i valori rilevati. L’impossibilità di usare lo smartphone per le letture viene considerata una grande pecca del nuovo Libre.

D’altro canto i team delle  varie app non ufficiali, xDrip, Glimp e Spike, sono ancora al lavoro per decriptare il protocollo di comunicazione del nuovo sensore. Che ad oggi resta chiuso come un’ostrica bianca, leggibile solo dal lettore, senza possibilità di inviare dati a distanza, rifiutandosi di portare sulla schiena BluCon o MiaoMiao utili per rilevare letture continue, comodamente visibili in remoto e online con i sistemi Yagi e Nightscout.

Gli allarmi

Gli allarmi del lettore hanno scarsissima possibilità di personalizzazione. Per chi preferisce la discrezione è possibile impostare solo la vibrazione del lettore, ma, come scrive uno dei tester “alla fine il lettore vibrava sempre, spesso quando magari era appoggiato sul tavolo o ero in lontananza, diventando un vero e proprio fastidio, soprattutto mentre ero al lavoro. Alla fine ho disattivato completamente gli allarmi, tornando in pratica alla versione precedente del FreeStyle”.

La connessione Bluetooth non viene sfruttata per trasmettere i valori glicemici al lettore, ma solo per avvisare se i valori sono alti o bassi rispetto al range e, successivamente, ad ogni allarme, bisogna scansionare esattamente come il precedente FreeStyle.

Nota di DeeBee.it: Il tester ha applicato sul braccio Libre 2 quando il vecchio Libre era vicino alla scadenza del periodo di utilizzo quindi, inevitabilmente, nelle considerazioni finali tratte dal lettore, questi dovrà computare anche il fattore “tempo di vita del sensore“.

Un ringraziamento particolare a Enrico P., Christian R. e a Bruno Bolli per le prove e i suggerimenti.

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Microinfusore Accu-Chek Insight: come eliminare l’allarme di fine PBT e dormire di più

Sono già passati più di quattro anni dall’esordio di mia figlia che come pochi, anzi pochissimi bambini, è uscita dall’ospedale con microinfusore e sensore. Come vola il tempo… Ma sto già divagando! Torniamo all’argomento oggetto di questo articolo.

Abbiamo sentito la necessità di passare a un microinfusore che permettesse di essere pilotato da lontano. Senza entrare nel merito delle riflessioni che ci hanno spinto verso questa scelta, insieme al diabetologo, abbiamo deciso di passare al modello Accu-Chek Insight della Roche.

Benché il sistema soddisfacesse le nostre necessità, c’era tuttavia una specifica della pompa d’insulina che stava per farci desistere e migrare verso altre soluzioni… salvo poi ovviare al problema con una soluzione che voglio condividere con voi.
Ma andiamo per ordine.

I nostri primi quattro anni li abbiamo passati con il microinfusore Animas Vibe, ora fuori produzione. Una sua caratteristica (che fosse sua l’abbiamo scoperto soltanto dopo il passaggio al nuovo Insight;  eravamo convinti che fosse così per tutti i microinfusori) consisteva nella gestione silente del “fine periodo della basale temporanea“.

Per capire bene il problema, vi porto un esempio pratico molto ricorrente nelle nostre nottate. Capita che la glicemia della nostra bimba inizi a scendere sotto certi livelli di soglia, oppure a galoppare verso il basso con una rapidità che ci porta a rizzare le antenne, subodorando un’imminente ipoglicemia. Al fine di ovviare al problema, se pensiamo che il lasso di tempo sia sufficientemente lungo, usiamo sospendere l’erogazione basale per un’oretta (a volte meno, altre più). Quindi, in pratica, ciò che facciamo consiste nello svegliarci, alzarci, andare nella cameretta di nostra figlia e sospendere la basale (un po’ ciò che fa lo SmartGuard del Medtronic 640G, anche se ritengo che il cervello e il sentore umano possano ancora gestire meglio di un algoritmo questo tipo di situazioni – ma è una considerazione soggettiva e personale). Ciò fatto, passato il periodo prestabilito, la basale temporanea viene interrotta automaticamente dal microinfusore e riprende l’erogazione standard di insulina basale. Con Animas Vibe questo avviene in modo silente.

Se prima di passare a Accu-Chek Insight eravamo convinti che questo fosse il comportamento standard di ogni pompa d’insulina, dopo aver usato il microinfusore Roche, la sorpresa. Difatti, a differenza del Vibe, una volta scaduto il periodo di basale temporanea, il microinfusore Insight notifica la ripresa dell’erogazione della basale standard con un segnale (sonoro o vibrato). Questo allarme continua a trillare/vibrare sino a che non si preme il tasto OK sul microinfusore: ciò fatto, il dispositivo si zittisce.
In sostanza, l’effetto collaterale di un sistema così concepito è quello di obbligare un genitore a svegliarsi e alzarsi la notte il doppio delle volte: una prima volta per attaccare la basale temporanea, e una seconda dopo un’ora (o altro) per zittire il microinfusore.

Mi sono informato sulla possibilità di modificare questa impostazione. E ho scoperto (altre) tre cose:

  1. Tanti genitori vogliono e apprezzano questo allarme (che io trovo scomodissimo),
  2. Pochissimi hanno saputo aiutarmi, sostenendo che non fosse possibile fare ciò che mi ero ripromesso (cioè zittire per sempre quella notifica),
  3. Quasi nessun utente di Insight ha zittito questa notifica, per i punti di cui sopra.

Avete letto bene: quasi. Perché in realtà, incrociando una serie di messaggi che mi sono arrivati da alcuni utilizzatori illuminati (tra cui gli amici Mario MigliaresePaolo Toni dall’Italia e Cathy Van de Moortele dal Belgio) ho scoperto l’arcano: questo allarme si può disattivare. Allora, dato che in pochissimi lo sanno, voglio spiegare qui, su DeeBee.it, come si fa.

Se non siete coadiuvati e guidati da un medico o da un rappresentante, non proseguite oltre! Le informazioni che seguono sono ai soli fini didattici. Prima di cambiare una qualsiasi impostazione dei vostri dispositivi medici, confrontatevi con il vostro medico di fiducia. Ogni modifica in tal senso è a rischio e pericolo del lettore. DeeBee Italia e l’autore dell’articolo si dissociano dal proseguire in autonomia e si reputano sollevati da qualsiasi implicazione derivante dal successivo procedimento.

Accu-Chek Insight. Come disattivare la notifica di fine PBT

Innanzitutto, dovete procurarvi un’applicazione (ufficiale) da installare sul vostro PC: Accu-Chek 360. L’applicazione può essere acquistata online oppure, se siete fortunati, vi è già stata fornita insieme al microinfusore (potete provare a farne richiesta al vostro rappresentante Roche).

State ora nei pressi del microinfusore e collegate il telecomando con il cavetto micro-USB al PC: sarà lui a fare da ponte tra l’applicazione e il microinfusore. Automaticamente, verranno installati i driver sul computer.

Prendete in mano il telecomando e toccate in sequenza:

  1. Comunicazione
  2. Collega al PC

Dopo pochi secondi, il telecomando mostrerà il messaggio: “Connesso”.

Ok. Siete ora pronti per eseguire il programma “Accu-Chek 360”. Appena lo lancerete verrà mostrata una finestra di scelta. Cliccate su “Leggi il dispositivo”.

Ora su “Cerca il dispositivo”.

L’applicazione si metterà alla ricerca dei dispositivi Accu-Chek connessi al computer.

Fino a che rileverà il telecomando e il microinfusore Insight ad esso connesso. Siccome l’impostazione che ci interessa modificare appartiene al microinfusore, selezionate “ACCU-CHEK Insight”.

Il PC inizierà a scaricare le informazioni presenti sul microinfusore.

Ciò fatto, cliccate sul bottone “FINE”.

Finalmente, vi verrà mostrato il pannello dal quale modificare le impostazioni. Se non siete coadiuvati dal vostro medico o da un rappresentante Roche, che decideranno se operare i successivi passi, il mio consiglio è quello di non proseguire oltre.

Per disabilitare il segnale di “fine profilo basale temporaneo”, cliccate sul bottone “Disattivo“, come indicato in figura.

Ciò fatto, verrà visualizzato un promemoria. Leggetelo e poi cliccate OK. 

In alto a sinistra sullo schermo, è presente il bottone di salvataggio: premetelo.

Ancora una volta il programma richiederà di premere un ulteriore bottone di salvataggio. Premetelo nuovamente per proseguire oltre.

Ciò fatto, il programma vi chiederà su quale dispositivo volete effettuare il salvataggio delle nuove impostazioni. Scegliete il microinfusore ACCU-CHEK cliccando su “Usa ancora ultimo dispositivo”.

Una volta premuto il bottone “AVANTI”, il PC si metterà in comunicazione con il microinfusore. Attendete alcuni secondi.

Vi verrà chiesto di confermare le modifiche che stanno per essere effettuate sul dispositivo. Mettete la sputa sulla voce “Modifiche da confermare: 1” e cliccate il bottone “AVANTI”.

Finalmente, inizierà il salvataggio delle nuove impostazioni su Insight!

Al termine del processo, verrà visualizzato il messaggio: “Impostazioni salvate correttamente sul dispositivo”.

Buone nanne a tutti!
Fabrizio

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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Seconda parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sto facendo impazzire i sensori. Un’iperglicemia continua e ancora non ne ho capito il motivo. Ho il sentore di un problema con l’erogazione dell’insulina stanotte che mi trascino anche in giornata.

Eversense: 273
Dexcom G5: 218
Dexcom G6: 236

La cosa strana è che non sono riuscito ad allineare perfettamente i tre sensori. Ho addirittura evitato di calibrare Eversense fino a che potevo tirare la corda proprio per capire se era un disallineamento momentaneo o no.

Il disallineamento è proseguito non solo per valori alti, ma anche per quelli bassi. Per esempio i due “gemelli” segnano 80-85 mentre Eversense 150. Ovvio che per i valori alti lo scarto tende ad accentuarsi. Per scongiurare qualche errore del glucometro, quando vedo differenze così notevoli, faccio due o tre misurazioni capillari di seguito. So che anche il glucometro può sbagliarsi, ma di poco.

La scelta secondo me resta sempre molto, ma molto soggettiva. Quando hai la possibilità di fare un confronto del genere, come quello che ho fatto lo scorso anno G5 ed Eversense, o come lo stiamo facendo ora ancora più completo, ti si accendono non le lampadine, ti si accende un albero di Natale. Se riesci a leggere ed interpretare per bene quello che i sensori cercano di dirti, ti rendi conto che tra di loro le differenze ci sono eccome e sono davvero notevoli.

Naturalmente l’aspetto fisico dell’impianto di Eversense, rappresenta una barriera per molti, mentre a me non crea nessun problema. Ma con questi dati alla mano, ad oggi io non me la sentirei di prendere decisioni terapeutiche basandomi sui Dexcom, cosa che faccio tranquillamente con Eversense.

La giornata inizia con colori pastello che invitano al relax. Se non fosse per i miei impegni di lavoro, sarei stato volentieri a riposo oggi.

In gergo a casa nostra si chiamano venerdì gastronomici. I sensori li chiamano così:

Eversense: 305
Dexcom G5: 331
Dexcom G6: 347

Sembrava tutto a posto fino alle 2.30, con glicemie tra 170-180. Successivamente i valori sono saliti a dismisura e a niente sono servite le correzioni. Verso le 5 e mezza Eversense mi dava 330, i gemelli HIGH (fuori intervallo) e il glucometro 322. Al di là dei miei errori di calcolo, della nottataccia e il nervosismo, dei cavi, cavetti, riavvi e perdita di segnale, mi rendo conto che io senza un sensore CGM non ci saprei più stare.

Situazione rientrata pian piano e giornata che si appresta a chiudersi in bellezza. Appena si è tutto assestato, ho calibrato i tre sensori. Il G6 l’avevo calibrato per la prima volta il terzo giorno e questa è la seconda calibrazione.

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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Prima parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sabato è stato sempre il mio giorno preferito, settimana lavorativa conclusa, la prospettiva della domenica in famiglia. Giorno perfetto per iniziare il test. Sarà sicuramente impegnativo, ci vorrà grande attenzione e spirito di osservazione, ma sono sicuro che ne varrà la pena. Porterò contemporaneamente Eversense XL, il mio ormai fedele di glicemie da più di un anno, Dexcom G5 e l’ultimo arrivato in casa Dexcom, il tanto atteso G6. Ho avuto un piccolo intoppo iniziale con le applicazioni perché sto facendo girare tutto sullo stesso cellulare.

Eccoli qui, tutti insieme dopo un viaggio rocambolesco, in Italia e non solo. Eversense, già impiantato il 24 luglio, resta ovviamente al braccio, gli altri due “ospiti” li metto sull’addome. Uno per lato, in modo da avere un sito identico per tutti e due.

L’inserzione del G6 è clamorosamente più facile. Un click ed è fatta. Peccato che resta una quantità impressionante di plastica da smaltire, nulla a che vedere con gli altri sensori. Non è da sottovalutare, perché preservare l’ambiente secondo me è importantissimo.

Per evitare distacchi precoci, visto il mio stile di vita molto movimentato e il Dexcom G5 abbastanza datato, ho preferito usare un velo di Mastisol per aumentare l’aderenza.

A prima vista il G6 resisterà più a lungo. Per com’è stato progettato, molto aderente al cerotto e non basculante come il suoi fratelli nati prima, difficilmente si potrà impigliare ai vestiti. Sarò forse abituato ormai ad Eversense, che una volta tolto il trasmettitore è come se non ci fosse, ma devo fare molto attenzione ai due Dexcom per non portarli via asciugandomi dopo una doccia o durante una partita.

Sono sbalordito dall’iniziale allineamento dei tre sensori, non ci posso credere ai pochissimi punti di differenza tra le diverse tecnologie. Sembrerò esagerato, ma è davvero emozionante:

Eversense: 127
Dexcom G5: 121
Dexcom G6:116

La danza dei valori glicemici inizia a cambiare ritmo quando (di proposito) mangio un dolcetto a metà mattinata. E questa schermata la dice tutta.

Eversense: avviso predittivo di iperglicemie
Dexcom G5: freccia obliqua in rialzo
Dexcom G6: freccia stabile

Eversense è da subito reattivo nel percepire le risalite e le discese, lo segue a ruota il G5 e più lentamente il G6. Ma stiamo parlando di qualche minuto, non di più. E non so se questo possa dipendere anche dai siti in cui ho inserito i due Dexcom.

Ma anche tra i due sensori della casa Dexcom noto differenze: il G5 tende ad essere più “pronto” alla risalita, mentre nelle discese succede l’opposto. Il nuovo arrivato è più pronto.

Ho notato che i due Dexcom tengono l’asticella un po’ più alta rispetto a Eversense, i valori distano di pochi punti, ma in rialzo.

Glucometro: 110
Eversense: 106 (scostamento dalla capillare: -3,5 %)
Dexcom G5: 120 (scostamento dalla capillare: +9,0 %)
Dexcom G6: 134 (scostamento dalla capillare: +21,8 %)

Indubbiamente, le osservazioni più succose sono quelle relative a glicemie fuori range. E’ interessante vedere cosa succede durante le ipoglicemie. Quindi, ho appositamente fatto un bolo leggermente abbondante (voi non fatelo!). Ecco il risultato:

Eversense: 66
Dexcom G5: 72
Dexcom G6: 66

Nota bene: ho calibrato solo Eversense e il Dexcom G5: vedere questa precisione è davvero sorprendente!

E se in giornata le glicemie sono state accettabili, la sera del sabato, complice una cena tra amici, un’iperglicemia prolungata ha messo a dura prova tutto il sistema. Vi lascio immaginare una notte “canterina” tra allarmi dei Dexcom e vibrazioni di Eversense. Per preservare il mio sistema nervoso, abbiamo deciso di togliere gli allarmi ai due gemelli diversi e farli seguire a distanza da qualcun altro del team. Mal comune mezzo gaudio? Era così il detto?

Ma di questo dolce concerto notturno vi parlerò nel prossimo articolo…

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Intervista a Massimo Balestri, l’AD di Roche Italia che ha provato Eversense

"L'ho fatto per capire quali siano le sensazioni dei pazienti diabetici".

Grazie intanto per averci concesso quest’intervista. Roche Diabetes Care Italy è un’azienda abbastanza giovane e da subito ha messo al centro la terapia sul singolo paziente. Siete riusciti ad oggi a mantenere questa promessa?

Ci piace definirci una start up con oltre 40 anni di esperienza nella gestione del diabete. Operiamo infatti solo da due anni come società indipendente interamente dedicata alla gestione e cura del diabete, dopo aver operato per lungo tempo come Business Unit di Roche Diagnostics, sempre nell’ambito del Gruppo Roche.
Nella mia ormai ventennale esperienza in materia, posso dire che una delle cose più importanti per tutte le persone che lavorano in Roche Diabetes Care Italy è l’impegno a svolgere il proprio lavoro con sempre chiaro in mente per chi lo fanno. Non importa se fa training dei nostri dispositivi, se promuove l’informazione scientifica o si occupa di evasione ordini, chiunque svolge la propria attività pensando a come ridurre la complessità per le persone con diabete, nella gestione già difficile della patologia. Come alleviare il peso della cronicità? Come sostenerle concretamente ogni giorno? E per farlo a mio avviso esiste solo un modo, ed è quello di mettere la persone al centro della nostra attenzione. Questo ha anche significato battersi per dare la possibilità a chi vive in Italia di essere tra i primi al mondo ad utilizzare la tecnologia dei sensori impiantabili. E così è stato.

Nel campo dei sensori glicemici ora Eversense, sembra essere il prodotto di punta per la vostra azienda. E’ così o avete in serbo altri progetti?

Eversense è l’unico sensore impiantabile esistente sul mercato e rappresenta davvero un’importante innovazione tecnologica. Si tratta del primo sensore che ha una durata fino a 180 giorni, dispone di allarmi predittivi, e inoltre rispetto ai sensori tradizionali ha delle caratteristiche distintive come ad esempio la vibrazione del trasmettitore sul braccio. Inoltre il trasmettitore è removibile in qualsiasi momento.
Per quanto riguarda i progetti che abbiamo in piano, posso dire che Roche è sempre alla ricerca di soluzioni innovative per i pazienti, anche in partnership con altre Società, come appunto con Senseonics, oppure in collaborazione con le Società Scientifiche come JDRF. In questo momento storico, infatti, è importante creare valore attraverso la collaborazione e l’interazione tra diversi attori.

Dai riscontri che abbiamo avuto, sia nel gruppo italiano di utenti Eversense, sia tra diabetologi che abbiamo interpellato, la definizione che torna più spesso è: con Eversense, cambia il modo di gestire il diabete. E’ così? Lo aspettavate una tale affermazione così rapida di questo prodotto?

Eversense ci ha colpito subito per le sue caratteristiche innovative ed abbiamo fortemente creduto nelle sue potenzialità. Devo ammettere però che il riscontro dalle parole di pazienti e medici è stata una soddisfazione enorme. Sapere che Eversense ha cambiato e migliorato significativamente la vita di queste persone è per tutti noi di Roche Diabetes Care la motivazione più grande. E un fortissimo stimolo a continuare in questa direzione.

I dati dell’andamento glicemico dei pazienti (se ne avete), confermano miglioramenti nella gestione con Eversense?

I medici ci riferiscono che le persone che utilizzano Eversense ne hanno tratto un beneficio clinico importante, ci raccontano di persone che trascorrono maggior tempo a target e hanno ridotto l’emoglobina glicata. E non meno importante, una miglior qualità di vita sembra essere un fattore comune molto diffuso.

Massimo Balestri, Amministratore Delegato di Roche Italia

So che magari non le piace molto, ma proviamo a parlare un po’ di lei. Come ci è finito nel mondo dei dispositivi per la gestione del diabete?

Ho una formazione economica ed ho iniziato a lavorare nel marketing del settore del baby food. Più di vent’anni fa mi sono poi avvicinato al mondo della salute, occupandomi prima di farmaci da banco e poi di sistemi per la gestione del diabete. Devo dire che mi sono subito innamorato di questo settore, per la possibilità di avere un impatto sulla qualità della vita delle persone, per il valore sociale, per il ruolo della tecnologia, per la complessità nascosta dietro alla gestione di una patologia solo apparentemente banale. Dopo tanti anni sono ancora qui, con la passione del primo giorno e tante nuove sfide da affrontare.

È vero che si è fatto impiantare un sensore Eversense?

È vero, nel gennaio di quest’anno ho impiantato Eversense.

Ci racconta qualcosa di questa sua esperienza, molto singolare direi. Non è un dispositivo qualunque; prevede un piccolo intervento invasivo. Come mai ha sentito l’esigenza di volerlo provare in prima persona?

Quando abbiamo iniziato a promuovere l’utilizzo di Eversense la prima barriera da superare è stata proprio la gestione dell’impianto. In tanti hanno reagito inizialmente dicendo che mai si sarebbero fatti inserire un sensore sotto la pelle. Sembrava particolarmente invasivo sia fisicamente che psicologicamente. Noi sostenevamo che la procedura fosse molto semplice e indolore, ma come potevo dirlo se non lo avevo provato? Per questo ho voluto sperimentare in prima persona che cosa significa inserirsi un piccolo sensore sotto pelle ed avere la conferma di quello che pensavo.

Per quanto tempo l’ha portato?

Una volta inserito, l’ho portato ogni giorno per tutti i tre mesi di funzionamento. Ho fatto tutte le calibrazioni richieste ed ho tenuto sotto controllo l’evoluzione della mia glicemia. Ho così constatato direttamente che anche chi non ha il diabete può avere escursioni significative, che ci sono giorni positivi e giorni negativi per tutti, che l’impatto dell’attività fisica a volte è strano, che certe pizze sono particolarmente deleterie… che ognuno di noi può beneficiare da un regime di controllo. In particolare, ho capito che se voglio prevenire l’insorgenza del diabete Tipo 2 devo prestare maggiore attenzione al mio stile di vita.

È stata la prima volta da sensorizzato o ha già provato altri dispositivi?

Non ho provato altri dispositivi. Eversense è l’unico sistema che ho sentito il desiderio di utilizzare, fino a questo momento.

Come definirebbe quest’esperienza, a parte molto singolare?

Mi è capitato spesso di parlare con persone con il diabete che nell’affrontare in profondità alcuni aspetti della patologia ad un certo punto si adombrano e ti dicono: “che cosa ne sapete voi del diabete, della sua presenza costante nella mia vita, ogni giorno, ogni ora”. Questa esperienza per me è solo un piccolissimo tentativo di avvicinarmi alle problematiche quotidiane di chi deve convivere con la patologia, per poter essergli ancora di più di aiuto.

Si prevede nel futuro prossimo un Eversense che duri ancora più a lungo?

Recentemente all’ADA sono state presentate diverse esperienze tra cui una sull’utilizzo fino a 250 giorni, all’interno di uno studio della durata di 365 giorni. La tecnologia è in rapida e continua evoluzione per cui ci aspettiamo ulteriori sviluppi nel prossimo futuro e non solo in termini di durata del sensore.

Avete qualche previsione per quanto riguarda l’uso pediatrico di Eversense?

Posso solo dire che ci sono degli studi in corso e ci auguriamo di aver presto degli aggiornamenti in merito da potervi raccontare.

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