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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Seconda parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sto facendo impazzire i sensori. Un’iperglicemia continua e ancora non ne ho capito il motivo. Ho il sentore di un problema con l’erogazione dell’insulina stanotte che mi trascino anche in giornata.

Eversense: 273
Dexcom G5: 218
Dexcom G6: 236

La cosa strana è che non sono riuscito ad allineare perfettamente i tre sensori. Ho addirittura evitato di calibrare Eversense fino a che potevo tirare la corda proprio per capire se era un disallineamento momentaneo o no.

Il disallineamento è proseguito non solo per valori alti, ma anche per quelli bassi. Per esempio i due “gemelli” segnano 80-85 mentre Eversense 150. Ovvio che per i valori alti lo scarto tende ad accentuarsi. Per scongiurare qualche errore del glucometro, quando vedo differenze così notevoli, faccio due o tre misurazioni capillari di seguito. So che anche il glucometro può sbagliarsi, ma di poco.

La scelta secondo me resta sempre molto, ma molto soggettiva. Quando hai la possibilità di fare un confronto del genere, come quello che ho fatto lo scorso anno G5 ed Eversense, o come lo stiamo facendo ora ancora più completo, ti si accendono non le lampadine, ti si accende un albero di Natale. Se riesci a leggere ed interpretare per bene quello che i sensori cercano di dirti, ti rendi conto che tra di loro le differenze ci sono eccome e sono davvero notevoli.

Naturalmente l’aspetto fisico dell’impianto di Eversense, rappresenta una barriera per molti, mentre a me non crea nessun problema. Ma con questi dati alla mano, ad oggi io non me la sentirei di prendere decisioni terapeutiche basandomi sui Dexcom, cosa che faccio tranquillamente con Eversense.

La giornata inizia con colori pastello che invitano al relax. Se non fosse per i miei impegni di lavoro, sarei stato volentieri a riposo oggi.

In gergo a casa nostra si chiamano venerdì gastronomici. I sensori li chiamano così:

Eversense: 305
Dexcom G5: 331
Dexcom G6: 347

Sembrava tutto a posto fino alle 2.30, con glicemie tra 170-180. Successivamente i valori sono saliti a dismisura e a niente sono servite le correzioni. Verso le 5 e mezza Eversense mi dava 330, i gemelli HIGH (fuori intervallo) e il glucometro 322. Al di là dei miei errori di calcolo, della nottataccia e il nervosismo, dei cavi, cavetti, riavvi e perdita di segnale, mi rendo conto che io senza un sensore CGM non ci saprei più stare.

Situazione rientrata pian piano e giornata che si appresta a chiudersi in bellezza. Appena si è tutto assestato, ho calibrato i tre sensori. Il G6 l’avevo calibrato per la prima volta il terzo giorno e questa è la seconda calibrazione.

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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Prima parte.

Abbiamo messo alla prova i due sensori di punta di casa Dexcom e il sensore impiantabile Eversense. Ecco cosa è successo.

Di Mario Migliarese

Sabato è stato sempre il mio giorno preferito, settimana lavorativa conclusa, la prospettiva della domenica in famiglia. Giorno perfetto per iniziare il test. Sarà sicuramente impegnativo, ci vorrà grande attenzione e spirito di osservazione, ma sono sicuro che ne varrà la pena. Porterò contemporaneamente Eversense XL, il mio ormai fedele di glicemie da più di un anno, Dexcom G5 e l’ultimo arrivato in casa Dexcom, il tanto atteso G6. Ho avuto un piccolo intoppo iniziale con le applicazioni perché sto facendo girare tutto sullo stesso cellulare.

Eccoli qui, tutti insieme dopo un viaggio rocambolesco, in Italia e non solo. Eversense, già impiantato il 24 luglio, resta ovviamente al braccio, gli altri due “ospiti” li metto sull’addome. Uno per lato, in modo da avere un sito identico per tutti e due.

L’inserzione del G6 è clamorosamente più facile. Un click ed è fatta. Peccato che resta una quantità impressionante di plastica da smaltire, nulla a che vedere con gli altri sensori. Non è da sottovalutare, perché preservare l’ambiente secondo me è importantissimo.

Per evitare distacchi precoci, visto il mio stile di vita molto movimentato e il Dexcom G5 abbastanza datato, ho preferito usare un velo di Mastisol per aumentare l’aderenza.

A prima vista il G6 resisterà più a lungo. Per com’è stato progettato, molto aderente al cerotto e non basculante come il suoi fratelli nati prima, difficilmente si potrà impigliare ai vestiti. Sarò forse abituato ormai ad Eversense, che una volta tolto il trasmettitore è come se non ci fosse, ma devo fare molto attenzione ai due Dexcom per non portarli via asciugandomi dopo una doccia o durante una partita.

Sono sbalordito dall’iniziale allineamento dei tre sensori, non ci posso credere ai pochissimi punti di differenza tra le diverse tecnologie. Sembrerò esagerato, ma è davvero emozionante:

Eversense: 127
Dexcom G5: 121
Dexcom G6:116

La danza dei valori glicemici inizia a cambiare ritmo quando (di proposito) mangio un dolcetto a metà mattinata. E questa schermata la dice tutta.

Eversense: avviso predittivo di iperglicemie
Dexcom G5: freccia obliqua in rialzo
Dexcom G6: freccia stabile

Eversense è da subito reattivo nel percepire le risalite e le discese, lo segue a ruota il G5 e più lentamente il G6. Ma stiamo parlando di qualche minuto, non di più. E non so se questo possa dipendere anche dai siti in cui ho inserito i due Dexcom.

Ma anche tra i due sensori della casa Dexcom noto differenze: il G5 tende ad essere più “pronto” alla risalita, mentre nelle discese succede l’opposto. Il nuovo arrivato è più pronto.

Ho notato che i due Dexcom tengono l’asticella un po’ più alta rispetto a Eversense, i valori distano di pochi punti, ma in rialzo.

Glucometro: 110
Eversense: 106 (scostamento dalla capillare: -3,5 %)
Dexcom G5: 120 (scostamento dalla capillare: +9,0 %)
Dexcom G6: 134 (scostamento dalla capillare: +21,8 %)

Indubbiamente, le osservazioni più succose sono quelle relative a glicemie fuori range. E’ interessante vedere cosa succede durante le ipoglicemie. Quindi, ho appositamente fatto un bolo leggermente abbondante (voi non fatelo!). Ecco il risultato:

Eversense: 66
Dexcom G5: 72
Dexcom G6: 66

Nota bene: ho calibrato solo Eversense e il Dexcom G5: vedere questa precisione è davvero sorprendente!

E se in giornata le glicemie sono state accettabili, la sera del sabato, complice una cena tra amici, un’iperglicemia prolungata ha messo a dura prova tutto il sistema. Vi lascio immaginare una notte “canterina” tra allarmi dei Dexcom e vibrazioni di Eversense. Per preservare il mio sistema nervoso, abbiamo deciso di togliere gli allarmi ai due gemelli diversi e farli seguire a distanza da qualcun altro del team. Mal comune mezzo gaudio? Era così il detto?

Ma di questo dolce concerto notturno vi parlerò nel prossimo articolo…

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Intervista a Massimo Balestri, l’AD di Roche Italia che ha provato Eversense

"L'ho fatto per capire quali siano le sensazioni dei pazienti diabetici".

Grazie intanto per averci concesso quest’intervista. Roche Diabetes Care Italy è un’azienda abbastanza giovane e da subito ha messo al centro la terapia sul singolo paziente. Siete riusciti ad oggi a mantenere questa promessa?

Ci piace definirci una start up con oltre 40 anni di esperienza nella gestione del diabete. Operiamo infatti solo da due anni come società indipendente interamente dedicata alla gestione e cura del diabete, dopo aver operato per lungo tempo come Business Unit di Roche Diagnostics, sempre nell’ambito del Gruppo Roche.
Nella mia ormai ventennale esperienza in materia, posso dire che una delle cose più importanti per tutte le persone che lavorano in Roche Diabetes Care Italy è l’impegno a svolgere il proprio lavoro con sempre chiaro in mente per chi lo fanno. Non importa se fa training dei nostri dispositivi, se promuove l’informazione scientifica o si occupa di evasione ordini, chiunque svolge la propria attività pensando a come ridurre la complessità per le persone con diabete, nella gestione già difficile della patologia. Come alleviare il peso della cronicità? Come sostenerle concretamente ogni giorno? E per farlo a mio avviso esiste solo un modo, ed è quello di mettere la persone al centro della nostra attenzione. Questo ha anche significato battersi per dare la possibilità a chi vive in Italia di essere tra i primi al mondo ad utilizzare la tecnologia dei sensori impiantabili. E così è stato.

Nel campo dei sensori glicemici ora Eversense, sembra essere il prodotto di punta per la vostra azienda. E’ così o avete in serbo altri progetti?

Eversense è l’unico sensore impiantabile esistente sul mercato e rappresenta davvero un’importante innovazione tecnologica. Si tratta del primo sensore che ha una durata fino a 180 giorni, dispone di allarmi predittivi, e inoltre rispetto ai sensori tradizionali ha delle caratteristiche distintive come ad esempio la vibrazione del trasmettitore sul braccio. Inoltre il trasmettitore è removibile in qualsiasi momento.
Per quanto riguarda i progetti che abbiamo in piano, posso dire che Roche è sempre alla ricerca di soluzioni innovative per i pazienti, anche in partnership con altre Società, come appunto con Senseonics, oppure in collaborazione con le Società Scientifiche come JDRF. In questo momento storico, infatti, è importante creare valore attraverso la collaborazione e l’interazione tra diversi attori.

Dai riscontri che abbiamo avuto, sia nel gruppo italiano di utenti Eversense, sia tra diabetologi che abbiamo interpellato, la definizione che torna più spesso è: con Eversense, cambia il modo di gestire il diabete. E’ così? Lo aspettavate una tale affermazione così rapida di questo prodotto?

Eversense ci ha colpito subito per le sue caratteristiche innovative ed abbiamo fortemente creduto nelle sue potenzialità. Devo ammettere però che il riscontro dalle parole di pazienti e medici è stata una soddisfazione enorme. Sapere che Eversense ha cambiato e migliorato significativamente la vita di queste persone è per tutti noi di Roche Diabetes Care la motivazione più grande. E un fortissimo stimolo a continuare in questa direzione.

I dati dell’andamento glicemico dei pazienti (se ne avete), confermano miglioramenti nella gestione con Eversense?

I medici ci riferiscono che le persone che utilizzano Eversense ne hanno tratto un beneficio clinico importante, ci raccontano di persone che trascorrono maggior tempo a target e hanno ridotto l’emoglobina glicata. E non meno importante, una miglior qualità di vita sembra essere un fattore comune molto diffuso.

Massimo Balestri, Amministratore Delegato di Roche Italia

So che magari non le piace molto, ma proviamo a parlare un po’ di lei. Come ci è finito nel mondo dei dispositivi per la gestione del diabete?

Ho una formazione economica ed ho iniziato a lavorare nel marketing del settore del baby food. Più di vent’anni fa mi sono poi avvicinato al mondo della salute, occupandomi prima di farmaci da banco e poi di sistemi per la gestione del diabete. Devo dire che mi sono subito innamorato di questo settore, per la possibilità di avere un impatto sulla qualità della vita delle persone, per il valore sociale, per il ruolo della tecnologia, per la complessità nascosta dietro alla gestione di una patologia solo apparentemente banale. Dopo tanti anni sono ancora qui, con la passione del primo giorno e tante nuove sfide da affrontare.

È vero che si è fatto impiantare un sensore Eversense?

È vero, nel gennaio di quest’anno ho impiantato Eversense.

Ci racconta qualcosa di questa sua esperienza, molto singolare direi. Non è un dispositivo qualunque; prevede un piccolo intervento invasivo. Come mai ha sentito l’esigenza di volerlo provare in prima persona?

Quando abbiamo iniziato a promuovere l’utilizzo di Eversense la prima barriera da superare è stata proprio la gestione dell’impianto. In tanti hanno reagito inizialmente dicendo che mai si sarebbero fatti inserire un sensore sotto la pelle. Sembrava particolarmente invasivo sia fisicamente che psicologicamente. Noi sostenevamo che la procedura fosse molto semplice e indolore, ma come potevo dirlo se non lo avevo provato? Per questo ho voluto sperimentare in prima persona che cosa significa inserirsi un piccolo sensore sotto pelle ed avere la conferma di quello che pensavo.

Per quanto tempo l’ha portato?

Una volta inserito, l’ho portato ogni giorno per tutti i tre mesi di funzionamento. Ho fatto tutte le calibrazioni richieste ed ho tenuto sotto controllo l’evoluzione della mia glicemia. Ho così constatato direttamente che anche chi non ha il diabete può avere escursioni significative, che ci sono giorni positivi e giorni negativi per tutti, che l’impatto dell’attività fisica a volte è strano, che certe pizze sono particolarmente deleterie… che ognuno di noi può beneficiare da un regime di controllo. In particolare, ho capito che se voglio prevenire l’insorgenza del diabete Tipo 2 devo prestare maggiore attenzione al mio stile di vita.

È stata la prima volta da sensorizzato o ha già provato altri dispositivi?

Non ho provato altri dispositivi. Eversense è l’unico sistema che ho sentito il desiderio di utilizzare, fino a questo momento.

Come definirebbe quest’esperienza, a parte molto singolare?

Mi è capitato spesso di parlare con persone con il diabete che nell’affrontare in profondità alcuni aspetti della patologia ad un certo punto si adombrano e ti dicono: “che cosa ne sapete voi del diabete, della sua presenza costante nella mia vita, ogni giorno, ogni ora”. Questa esperienza per me è solo un piccolissimo tentativo di avvicinarmi alle problematiche quotidiane di chi deve convivere con la patologia, per poter essergli ancora di più di aiuto.

Si prevede nel futuro prossimo un Eversense che duri ancora più a lungo?

Recentemente all’ADA sono state presentate diverse esperienze tra cui una sull’utilizzo fino a 250 giorni, all’interno di uno studio della durata di 365 giorni. La tecnologia è in rapida e continua evoluzione per cui ci aspettiamo ulteriori sviluppi nel prossimo futuro e non solo in termini di durata del sensore.

Avete qualche previsione per quanto riguarda l’uso pediatrico di Eversense?

Posso solo dire che ci sono degli studi in corso e ci auguriamo di aver presto degli aggiornamenti in merito da potervi raccontare.

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DeeBee ha messo le aaaaaaali! (al BluCon Viaggiatore)

Le iscrizioni sono aperte: chi vuole ricevere in prova gratuita il BluCon e dotare FreeStyle Libre di allarmi e visione remota, da oggi può farlo.

In tanti si ricorderanno del famoso spot di Red Bull che “ti mette le aaaaaaaali”. Questa volta le ali le abbiamo messe a due BluCon che, dopo essere stati ostaggi delle nostre prove, da questo mese si libereranno in viaggio.

In collaborazione con il gruppo portoghese DiabeT1cos, i due BluCon “viaggiatori” inizieranno così il loro pellegrinaggio, uno in Portogallo e l’altro in Italia. Andranno di casa in casa, di famiglia in famiglia, presso chi vuole provarlo prima dell’eventuale acquisto nel sito ufficiale o per altri canali. Chi ha dubbi e vorrebbe vederlo, toccarlo con mano e provarlo, avrà 10 giorni di tempo per usarlo e decidere.

L’idea è nata dalla richiesta di aiuto, giunta a DeeBee da un papà portoghese al quale abbiamo spedito il nostro BluCon , in attesa che arrivasse il suo dalla California. Prendendo ispirazione dal post, abbiamo pensato che quei dispositivi, usati per le prove quando erano appena usciti, avrebbero potuto aiutare anche altrove bambini e grandi, portando con loro attimi di “vita dolce” spediti come abbracci.

Regolamento

Abbiamo stilato un regolamento che prevede una serie di requisiti per poter partecipare all’iniziativa e che dovrà essere accettato nella sua totalità:

  1. Essere residenti in Italia. Essere affetti da diabete o avere un familiare con diabete.
  2. Avere uno dei cellulari presenti in questa listacon a bordo Android 4, 6 o superiore (non la versione 5, che presenta alcuni problemi con il Bluetooth) oppure iPhone 4S o superiore.
  3. Avere applicazioni xDrip+, Glimp (Android) o Spike su (iPhone).
  4. Insieme al BluCon vi verrà inviato il BluCon DEEfender, la fascia da braccio utile per sorreggerlo.
  5. Non usate mai il BluCon in acqua, perché questa versione non è impermeabile!
  6. Verrà seguito l’ordine di risposta al post nel nostro gruppo Facebook. Chi è interessato, dovrà scrivere nei commenti “Mi interessa”: prima si risponde, prima arriverà il BluCon. Sarà nostra cura contattare il membro a ridosso della spedizione presso la sua abitazione.
  7. Tutti i partecipanti dovranno accettare di fornire i propri dati (Nome usato su Facebook, nominativo reale, indirizzo, email e telefono) inviando un’email a info@deebee.it. In caso sia utile per garantire “il buon volo” del BluCon, tutti i dati saranno anche comunicati alla persona che precede nella lista e a quella che segue.
  8. Coloro che partecipano avranno il diritto di usare BluCon per 10 giorni dalla data in cui lo riceveranno, anche se avessero in famiglia più di una persona affetta da diabete.
  9. Il giorno lavorativo successivo ai 10 giorni di utilizzo, è necessario inviare il BluCon per raccomandata, prendendo nota del tracking number – nelle stesse condizioni in cui è stato ricevuto – all’utente successivo insieme a una nuova batteria DL/CR2032 Duracell o Sony (non è consentito l’invio di batterie diverse). 
  10. Il tracking number dev’essere spedito via email a info@deebee.it.
  11. Chi riceve il BluCon dovrà inviare tassativamente una foto del dispositivo all’indirizzo email info@deebee.it, al fine di:
    – confermare lo stato di buona conservazione del BluCon;
    – confermare che gli è stata spedita una batteria nuova e sigillata.
  12. Le informazioni sul luogo, la data di ricezione e il nome del membro da cui si sta utilizzando BluCon verranno aggiornate pubblicamente, in modo da avere l’idea del percorso che il BluCon viaggiatore sta compiendo.
  13. Nel caso in cui un membro non riesce ad usare il BluCon nelle prime 24 ore o comunque per 24 ore di fila, dovrà inviare il dispositivo alla persona successiva: sfortunatamente, ci sono casi di errori di connessione, in cui banalmente non è possibile connettere il BluCon.
  14. In caso di dubbio si potrà ricorrere al nostro gruppo Facebook ufficiale, o ai gruppi ufficiali BluCon o Spike. I messaggi privati ​​che richiedono il supporto per il BluCon viaggiatore saranno ignorati: ponete le vostre domande nel gruppo.
  15. Seguite le buone pratiche di calibrazione, installate le versioni aggiornate di Android e iOS, e delle rispettive App. Preparate il telefono con i programmi prima di ricevere BluCon, altrimenti rischiereste di dover spedire il BluCon al membro successivo (cfr. punto 13).
  16. Ogni violazione del regolamento potrà essere notificata pubblicamente al fine di tenere aggiornati i membri.
  17. I punti sopra riportati potranno subire variazioni così come la durata e/o  l’attribuzione del BluCon al membro successivo, secondo le decisioni insindacabili dello staff di DeeBee.it

Dove scaricare le app

xDrip+ (Android):
https://github.com/NightscoutFoundation/xDrip/releases
Glimp (Android):
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ct.glicemia
Spike (Apple):
https://spike-app.com/

Gruppi di supporto

DeeBee Italiahttps://www.facebook.com/groups/DeeBee.it/
Blucon: https://www.facebook.com/groups/589746638029399

Glimphttps://www.facebook.com/groups/GlimpOfficial/
xDrip+: https://gitter.im/jamorham/xDrip-plus
Spike: https://www.facebook.com/groups/spikeapp

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Prima assoluta in Italia: DeeBee.it sta testando per voi il Dexcom G6

Ben approdati nel primo dei tanti articoli che parleranno di Dexcom G6. Abbiamo in programma test comparativi con i più disparati sensori, con il Pancreas Artificiale e molto altro!

In tanti usano l’espressione “il postino suona sempre due volte”, ma direi che oggi il titolo del famoso libro e film io l’avrei trasformato in “Il corriere basta che suoni una sola volta“. A condizione che mi consegni un pacco come questo!

Lo aspettavamo trepidanti ed è arrivato alla vigilia di Ferragosto. Non poteva non partecipare alla tradizionale grigliata, ospite silenzioso di una giornata di festa, la sua prima giornata di lavoro a tempo pieno in suolo italiano.

Non avrei mai immaginato di emozionarmi nell’avere tra le mani quello che io considero il vero erede del Dexcom G4, il sensore che tutti aspettano da tanto, che può diventare più preciso del G5, o davvero senza la necessità di misurazioni capillari (come nessun altro sensore al mondo prima di lui). Per come la vedo io è una pietra miliare della storia del diabete: un vero mini glucometro che si attacca al braccio, indipendente e preciso. Completo, finito. Il Re indiscusso dei Sensori.

Dexcom G6, il Re dei Sensori ;)Primo unboxing italiano!

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su Martedì 14 agosto 2018

È ora. Al posto del vecchio set di inserimento, chiamato affettuosamente “il siringone“, ora c’è un applicatore che con un click fa tutto. Molto più facile e indolore.

Mani tremanti come fosse un primo appuntamento, in effetti è una sorta di primo appuntamento con quello che forse accompagnerà i nostri giorni e le notti nella danza delle glicemie.

Ecco l'innesto del primo sensore Dexcom G6 in Italia. Con tanta, tanta emozione! A breve, tante notizie e prove su DeeBee.it

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su Venerdì 17 agosto 2018

Portabilità

Vedere vicini Dexcom G4 e Dexcom G6 aiuta a capire già a occhio nudo il salto di qualità fatto nella portabilità dei sensori. Se il G4 è attaccato nella tipica posizione da “tappo della birra” (per non parlare del G5, che è persino più grosso del G4!), il Dexcom G6 è completamente aderente e “a filo” del sito di inserzione: questa posizione molto “stealth” gli conferisce un profilo meno ingombrante, più naturale.

I progettisti hanno davvero curato ogni dettaglio, compresa la finitura che, a differenza dei predecessori, non è più liscia ma a grana fine. Ciò conferisce al trasmettitore un “feel” molto gradevole al tocco.

Ora mi resta in mano l’ingombrante applicatore, che devo ancora capire come smaltire.

App non ufficiale e app ufficiale

Il mio animo un po’ nerd mi ha spinto a iniziare la prova da subito con una delle app non ufficiali. Ho scaricato l’ultima versione di xDrip+ su uno smartwatch Finowatch Q1 PRO con Android 6.0, usato precedentemente per altri test su FreeStyle Libre in CGM. Ho inserito i codici di trasmettitore/sensore e poi atteso 2 ore. Niente altro. E, come per magia, è apparsa la glicemia. Senza calibrazioni, senza fare null’altro!

I giorni successivi, complici alcune interruzioni nella comunicazione tra orologio e G6 (ancora da indagare) ho deciso di usare l’app ufficiale, facile da impostare e gestire. La precisione mi mette quasi timore; continuo a non calibrare.

Il comando della calibrazione opzionale, necessaria quando i valori  si discostano troppo dal sensore, non a caso è poco visibile nell’app: nascosta all’interno del menu impostazioni e non direttamente accessibile dalla schermata principale. Fatta proprio per non abusarne.

Come i suoi predecessori, anche il G6 è sensibile alle compressioni. Ne ha sofferto già la prima notte e a breve forse è il caso di provare a usare un’apposita protezione.

Riconosco di essere preso da una sorta di entusiasmo da questo primo test del Dexcom G6 che sarà viaggiatore: non rimarrà molto qui con me. Passerà nei prossimi mesi di mano in mano, contestualmente all’esaurirsi del sensore. Per cui le prove di varia natura saranno multiple, su diabetici di età diversa ed eseguiti da teste con visioni diverse. E se uno dei tester – ma non ditegli quello che sto per scrivere! – fosse raffreddato mentre lo usa, sarebbe veramente la prova del nove: il G6 consente letture glicemiche senza interferire con il paracetamolo e altre sostanze.

Continuate a seguirci su DeeBee.it, ma anche nel nostro gruppo Facebook privato, nella nostra pagina Facebook pubblica, su Twitter e tramite la nostra newsletter. Perché dopo questo articolo introduttivo e conoscitivo, ne pubblicheremo altri estremamente interessanti, con test comparativi sul campo e tanto altro…

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Glicemia al polso con Fitbit. Ecco la guida pratica

Fi Fiiii, Fitbit! Con il fischio d’inizio mi è stato annunciato l’arrivo in casa DeeBee del top di gamma della Fitbit, lo Ionic, nome altisonante e dalle premesse interessanti, specialmente dopo la promessa (ancora non mantenuta) di lettura diretta del trasmettitore Dexcom G5. Così, dopo le prime prove non ufficiali svolte da DeeBee presso la sede, mi sono offerto di effettuare alcuni test approfonditi per capire se potesse presentare qualche vantaggio in più rispetto ad altri prodotti consolidati. Così “Fi Fiii”, un bel giorno, arriva con il corriere mandato da DeeBee e, preso dall’entusiasmo di un giovane ragazzino attempato, ho provato subito a stabilirci un contatto e ho cominciato a testare le watch face disponibili, compatibili con Nightscout. Ne ho trovate quattro: se le prime due mi hanno lasciato perplesso per una carenza lampante dal punto di vista grafico, le altre due, molto belle esteticamente e molto funzionali, hanno invece catturato la mia attenzione. Parliamo di GlanceFlashCGM .

Se è vero che l’installazione del software Fitbit, l’abbinamento tra orologio e telefono e l’installazione delle watch face richiedono pochissimo tempo, lo stesso non si può dire per la configurazione delle stesse: difatti, l’azione diventa un po’ più complessa a causa delle stringhe da compilare per l’indicazione corretta dell’endpoint.

Ma facciamo un passetto indietro. Cos’è l’endpoint? L’endpoint è un indirizzo, un link, e rappresenta la fonte da cui l’orologio “pesca” i valori glicemici da visualizzare sul quadrante. Se non viene impostato, la watch face non funzionerà!

Provate quindi le watch face, e ritenendole entrambe valide, la scelta cadrà su quella che visivamente sarà più di vostro gradimento.

La watch face FlashCGM è più colorata e “giocattolosa”, mentre la Glance è più elegante e seriosa.

Le due watch face

Ma passiamo alle cose serie. I successivi passaggi configurano il Fitbit per l’utilizzo con iPhone, ma verosimilmente la procedura è la stessa anche per dispositivi Android. Dopo aver scaricato dallo store l’applicazione Fitbit, si procede con creare un account Fitbit. Una volta registrato l’account, il programma Fitbit permette di accoppiare lo smartwatch Ionic (nel mio caso, ma vale anche per il Fitbit Versa, altro orologio della casa californiana) e contestualmente viene controllata la disponibilità di aggiornamenti; in caso positivo, lo smartwatch viene aggiornato all’ultima release software. Terminati questi passi obbligati, si entra nel vivo, andando quindi a scegliere la watch face da installare.

Installazione watch face

Innanzitutto, occorre scegliere quale dei due quadranti installare. Per farlo, cerchiamo il nome della watch face desiderata.

(clicca le immagini per ingrandire)

Watch Face Glance

Nel caso in cui la vostra scelta sia ricaduta su Glance, per impostarla seguite questi passi:

Endpoint

Una volta completata l’installazione, il passaggio più importante sarà l’impostazione dell’endpoint (croce e delizia…).
Per la Glance dovremo configurare l’Api endpoint, che varierà al variare del sistema di origine da cui provengono i dati. Ossia, a seconda che voi utilizziate Azure, Heroku, xDrip+ oppure Spike, dovrete impostare parametri differenti.

Ecco quale stringa impostare, sulla base del sistema da voi utilizzato.

Nightscout con Azure
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/entries/sgv.json

 

Nightscout con Heroku
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/entries/sgv.json

 

xDrip+
http://127.0.0.1:17580/sgv.json

 

Spike
http://127.0.0.1:1979/sgv.json

Watch Face FlashCGM

Nel caso in cui la vostra scelta sia ricaduta su FlashCGM, per impostarla seguite questi passi:

Endpoint

Per in quadrante FlashCGM, dovremo configurare sia “Settings API URL” che il “Data API URL”, che varieranno al variare del sistema di origine da cui provengono i dati. Ossia, a seconda che voi utilizziate Azure, Heroku, xDrip+ oppure Spike, dovrete impostare parametri differenti.

Ecco quali stringhe impostare, sulla base del sistema da voi utilizzato.

API URL Nightscout con Azure
Settings
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/status.json
Data
https://nomesito.azurewebsites
.net/api/v1/entries/sgv.json?count=24

 

API URL Nightscout con Heroku
Settings
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/status.json
Data
https://nomesito.herokuapp
.com/api/v1/entries/sgv.json?count=24

 

API URL xDrip+
Settings
Lasciare vuoto
Data Lasciare vuoto

 

API URL Spike
Settings
http://127.0.0.1:1979/api/v1/status.json
Data
http://127.0.0.1:1979/api/v1/sgv.json?count=24

xDrip+

Qualora voleste utilizzare il Fitbit in abbinamento con xDrip+ (Android), dovrete abilitare sul telefono la voce “xDrip Web Service”, accessibile mediante il menù “Inter-app Settings”.

Spike

Qualora voleste utilizzare il Fitbit in abbinamento con Spike (Apple), dovrete abilitare sul telefono funzione “Internal HTTP Server”, accessibile mediante il menù “Integration”. 

Considerazioni finali

Pro: Smartwatch dal design ricercato, costruito con materiali pregiati, molto indicato per gli sportivi, vista l’ottima integrazione della piattaforma Fitbit, con rilevatore di frequenza cardiaca in continuo e dalla buona autonomia (3-4 giorni).

Contro: Prezzo di mercato mediamente superiore rispetto alla concorrenza, mancanza di applicazioni degne di nota, mancato supporto, ad oggi, della connessione diretta con il Dexcom G5.

In sintesi: Il Fitbit Ionic resta uno smartwatch da prendere in considerazione solo se si è particolarmente sportivi, mentre resta una valida alternativa l’ultimo arrivato della casa, il Fitbit Versa, che oltre a strizzare l’occhio al vecchio Pebble Time di cui ricalca l’estetica, cerca di essere sbarazzino, potendo contare su un nutrito set di cinturini colorati ed alla moda, pur rimanendo in un target di prezzo più accessibile.

Leo Minno

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Omnipod e Dexcom G6: intervista al nuovo distributore esclusivo per l’Italia

È recente il cambio di guardia nella distribuzione in Italia di Omnipod, il microinfusore senza catetere, unico per ora nel suo genere. Abbiamo intervistato Cristiano Ferrari, presidente di Theras Group, l’azienda di Salsomaggiore Terme che tra poco porterà nella penisola anche l’ultimo uscito di casa Dexcom: il G6, il sensore che non necessita di calibrazioni.

Grazie per l’intervista che sicuramente sarà d’aiuto ai nostri lettori. Ci racconta qualcosa della Theras, della sua storia e dei campi di cui si occupa oltre al diabete

Theras è una azienda italiana nata nel 2011, fin da subito abbiamo avuto come punto centrale delle nostre attività il paziente, infatti, abbiamo cercato di fornire soluzioni che portassero un reale miglioramento nella qualità della vita e nello stato di salute dei pazienti. Allo stesso tempo abbiamo cercato di portare ai professionisti della salute soluzioni terapeutiche all’avanguardia.
Anche il nome della compagnia racchiude molto bene il significato del nostro impegno, ossia Terapia ed Assistenza, poiché riteniamo che nell’attuale panorama sanitario italiano una azienda debba fornire ai professionisti della salute e di conseguenza ai pazienti assieme a terapie innovative, anche un elevato livello di assistenza e supporto successivo alla vendita.
Per spiegare meglio, la nostra volontà è da sempre stata quella di mettere a disposizione il nostro know-how sui prodotti alla classe medica per elevare lo standard terapeutico offerto ai pazienti.
Oltre al diabete il nostro focus è il dolore cronico anche in questo ambito come nel diabete abbiamo cercato di avere soluzioni terapeutiche non farmacologiche che offrissero al medico una ampia gamma di possibilità.

Dal primo luglio voi distribuite Omnipod, il microinfusore senza fili, unico di questo genere per il momento. Mi sa dire quanti sono in Italia i portatori di questo tipo di dispositivo?

Anche la nostra partnership con Insulet per la distribuzione esclusiva di Omnipod in Italia rientra nella visione aziendale di mettere a disposizione della classe medica e quindi dei pazienti un prodotto assolutamente innovativo e che al momento non ha eguali sul mercato italiano. Non abbiamo dati precisi relativi ai pazienti in trattamento possiamo solo stimare che siano attorno a qualche migliaio.

Spesso leggiamo di diabetologi, principalmente pediatrici, che stentano a prescrivere Omnipod. Secondo lei perché?

La decisione della terapia per ogni paziente è una decisione puramente medica che tiene conto di molti fattori, per cui non possiamo entrare nel merito delle scelte dei clinici. Il nostro impegno è però quello di fornire loro tutte le informazioni possibili per permettere loro la possibilità di prendere quanto più possibili decisioni consapevoli.

Come state gestendo il passaggio degli utenti da Ypsomed?

Abbiamo una rete di professionisti su tutto il territorio nazionale, all’incirca una persona per ogni regione, che lavora fianco a fianco dei medici ed è disponibile a fornire tutto il supporto necessario direttamente nei centri diabete, ma abbiamo anche un numero verde per fornire il più ampio supporto possibile ai pazienti che utilizzano le nostre tecnologie.  Al numero verde 800587270 siamo pronti a fornire assistenza tecnica sull’utilizzo di Omnipod 24 su 24 sette giorni su sette. 

Siete raggiungibili anche dall’estero?

Si

Ci sono state grosse emergenze in questo primissimo periodo?

No, non abbiamo avuto delle vere e proprie emergenze specifiche, sicuramente la transizione da Ypsomed a Theras ha comportato un aumento del volume delle attività del nostro personale sia alla assistenza tecnica che del personale di campo.
Abbiamo concordato con il nostro partner Insulet una serie di procedure per gestire al meglio ogni problema tecnico del sistema Omnipod e come potete immaginare abbiamo cercato di arrivare preparati al meglio per gestire questa fase, ma ovviamente possiamo
migliorare e ci scusiamo con i pazienti che dovessero aver lamentato qualche disservizio.

Il Tandem, micro di prossimo arrivo in Italia, ha la possibilità di aggiornare il proprio sistema operativo e grazie a ciò, implementa nuove funzioni con il passare del tempo, come stop della basale in previsione di ipo, interfacciamento con il Dexcom G6 e in futuro prossimo probabilmente Pancreas Artificiale. Il nuovo Omnipod potrà vantare le stesse caratteristiche ed essere in più senza filo?Che lei sappia ci sono in arrivo altri microinfusori patch?

Questa che mi fa è una serie di domande molto interessanti. Vorrei darle una risposta univoca. Il mondo del diabete è un mondo in  continua evoluzione e le differenti aziende stanno proponendo nuove soluzioni e questo non può essere che un bene per i pazienti che potranno beneficiare di nuove tecnologie che li aiuteranno a gestire meglio la loro patologia.
Posso dirvi che Dexcom e Insulet sono aziende all’avanguardia tanto è che la rivista Forbes le ha classificate rispettivamente 2° e 4° tra le compagnie più innovative del mondo, per cui i prodotti che verranno messi a disposizione della classe medica e dei pazienti porteranno un ulteriore vantaggio in termini di innovazione.

A breve arriverà in Italia il tanto atteso Dexcom G6. Che tempi si prevedono? Che prezzo avrà in rapporto al G5?

Come lei sa noi siamo i distributori di Dexcom per l’Italia e stiamo lavorando con l’azienda per portare quanto prima questa innovazione ai pazienti italiani, i tempi non sono ancora certi in quanto non dipendono solo dalla nostra volontà e da quella di Dexcom, ma sono vincolati anche alle tempistiche burocratiche e amministrative che occorre espletare per rendere disponibile un prodotto sul mercato italiano. Per quanto riguarda i prezzi al momento non sono stati definiti con precisione, ma sicuramente non si discosteranno dai prezzi del G5.

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L’algoritmo del lettore FreeStyle Libre sull’app xDrip+

Fino a ieri, ogni dispositivo non ufficiale che dotava FreeStyle Libre di allarmi visualizzava una glicemia dissimile da quella rilevata dal lettore ufficiale (ossia la famosa “glicemia non filtrata”). Ebbene da oggi, grazie all’utente tzachi-dar di GitHub, chi vorrà potrà invece visualizzare una glicemia molto aderente, se non identica, a quella del lettore ufficiale.

Per farlo, occorre innanzitutto installare sul proprio cellulare xDrip+ e, nella fattispecie, una versione uguale o successiva a quella del 21 maggio 2018. Ciò fatto, è necessario installare sullo stesso telefono anche un secondo file apk chiamato plugin e che, per motivi legali, non è immediatamente scaricabile.
Per ottenerlo, dovrete effettuare alcuni passi. Eccoli, per Windows.

Android Studio

Installate sul vostro PC il programma Android Studio, scaricandolo da qui. cliccando su “Download Android Studio”.

Dopo l’installazione, eseguitelo e seguite tutte le raccomandazioni che compariranno sullo schermo, grazie alle quali verranno eseguiti alcuni altri download in sequenza. Il processo potrebbe venire reiterato più volte e durare anche un’ora o più.
Al termine di questo primo step, andate nella voce di menù “Help” e selezionate “Check for Update”. Anche qui, come sopra, seguite le istruzioni che compaiono sul monitor e procedere sino alla fine.

Se può tornare utile, qui trovate un video che mostra lo stesso procedimento sopra descritto.

Creazione dell’apk

In questo modo, avete installato lo strumento utile alla creazione del file apk, che spiegheremo più avanti come va utilizzato.

Aprite il votro browser Chrome, dal vostro PC Windows:

Navigate in questa pagina, e cliccate “Clone or download”, poi “Download ZIP”.

Cliccate su “Mostra nella cartella”, come vedete in foto.

Cliccate con il tasto destro del mouse e selezionate “Estrai tutto”.

Verrà aperta una nuovo finestra.
Fate doppio click sulla cartella: LibreOOPAlgorithm-master.
Ora doppio click su: windows_create_apk.cmd

Nel caso in cui compaia una finistra in cui viene richiesto il permesso per l’esecuzione di file potenzialmente dannosi, cliccate su “Esegui”

Comparirà una finestra nera in cui si susseguiranno alcune scritte. È il processo di creazione del file apk…

Al termine, come per magia nella cartella, vicino al file che avete cliccato pocanzi, comparirà un file chiamato:

LibreOOPAlgorithm.apk

Installazione sul telefono

Inviate il file apk appena creato, via email oppure collegando il cavo USB al PC, al vostro telefono, e installate l’apk.
Se comparirà il messaggio: “The algorithm worked successfully”, allora significa che avrete fatto tutto nel modo corretto e potete procedere oltre.

Integrazione con xDrip+

Attualmente, sia MiaoMiao che BluCon e il Sony Smartwatch 3, supportano questo plugin.

Per attivare il plugin, aprite xDrip+ poi andate sul menù:

  • Impostazioni
    • Impostazioni Meno Usate
      • Other misc options
        • Out of process libre algorithm

e selezionate la spunta. Se non potete selezionarla, allora significa che avete una versione di xDrip vecchia. Effettuate l’upgrade.

Lo sapevi? L’apk non è legato a chi crea il file, ma “un apk vale per tutti”. Se non riuscissi a crearlo, iscriviti e prova a chiedere a qualche membro della community DeeBee

Considerazioni finali

Se ben interpretato, il valore della glicemia non filtrata offre un valore aggiunto. Pur tuttavia, questo plugin è di indubbio valore per chi non ha dimestichezza con le glicemie non filtrate, per le persone che reputano la differenza tra i due valori come fonte di confusione e per chi preferisce affidarsi ai valori ricalcolati dall’algoritmo.

*Il procedimento è da considerarsi sperimentale e non dev’essere utilizzato per prendere decisioni terapeutiche. Prima di ogni trattamento medico, chiedere consiglio al proprio diabetologo di fiducia.

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Telefono incompatibile con il Dexcom? Ecco la soluzione (guida passo passo)

Riceviamo e pubblichiamo la guida di Marco Lusvarghi, che ci spiega come collegare uno smartphone – dichiarato “non compatibile” dalla casa madre – al Dexcom G5 per poter visualizzare il grafico al polso, su uno smartwatch.

Dispositivi utilizzati

Al momento sono in possesso di:

PREMESSA IMPORTANTE: Ci tengo a precisare subito che questa guida permette di visualizzare il grafico delle glicemie su smartwatch solo se si ha con se il proprio smartphone; infatti, il collegamento bluetooth avviene prima tra sensore e smartphone, e poi successivamente tra smartphone e orologio. Ne segue che l’orologio non può ricevere direttamente le glicemie (per ora), per cui bisogna sempre avere il telefono con se.

Per me è stato molto utile in quanto, essendo studente universitario, durante gli esami non posso tenere lo smartphone con me (che viene posato sulla cattedra a pochi metri, quindi in grado di ricevere glicemie dal sensore) ma mi permette di tenere sotto controllo in modo comodo glicemie e orario costantemente.

I passi da seguire

Andate nelle impostazioni del vostro smartphone e autorizzate l’installazione di applicazioni da fonti sconosciute.

Per farlo, sbloccate il sistema di sicurezza Android seguendo questi semplici passaggi:

  1. Aprite le Impostazioni.
  2. Andate nella sezione Sicurezza.
  3. Attivate le Sorgenti/Origini sconosciute.

Ciò fatto, ho scaricato l’app modificata, da qui.

Tramite il link sopra riportato, sarete in grado di creare la vostra personalissima app compatibile con Dexcom G5/G6 e per ogni smartphone.

L’utente di Reddit che ha condiviso questa cosa ha inoltre aggiunto le opzioni per ridurre il tempo di warmup del sensore a 10 minuti, ridurre vibrazioni e altre cose utili.

Il questionario per scaricare l’app personalizzata è in inglese, ma di facile comprensione.

COSA ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE: se avete il G5, scaricate la versione americana, ovvero G5 US v1.7.6.1 (Android 6.0+) BETA.

Questo risulta fondamentale poichè l’app presenta funzioni in più e permette la compatibilità con Clarity per fare i vari report. Al momento infatti non sembrano essere disponibili per chi utilizza app europea che è ancora alla versione 1.2.

Una volta installata l’app, vi verrà chiesto di iscrivervi al sito Dexcom americano che risulta essere diverso dal sito europeo. Fatelo, poi effettuate l’accesso con i dati con cui vi siete appena iscritte e configurate l’app seguendo le istruzioni.

Essendo l’app americana, le scritte saranno tutte in inglese, per cui dovrete familiarizzare un attimo con qualche parola (nulla di difficile in ogni caso)

Suggerisco di scaricare subito da indirizzo anche l’app Clarity americana (che risulta più aggiornata) e fare subito login con dati di accesso americani, per avere dalle prime rilevazioni le glicemie e fare così i primi report.

Lo smartwatch

Una volta arrivati a questo punto, presumendo che lo smartwatch sia già abbinato al vostro smartphone (se non lo è seguite la procedura guidata dallo stesso) scaricate l’app WearOS sul vostro telefono e sincronizzate lo smartwatch.

Assicuratevi che:

  • Lo smartphone sia connesso al wifi
  • Lo smartwatch sia connesso via bluetooth al telefono

in quanto ora andremo a installare il quadrante di Dexcom sull’orologio!

Prendete l’orologio e spostatevi nel Playstore dello smartwatch. Scorrete giù la schermata che vi si presenta, finché non vedete l’app di Dexcom. Entrate e toccate “Installa”.

Nota geek: l’app Dexcom che installate sullo smartwatch è quella ufficiale a tutti gli effetti. L’orologio, vedendo l’app sul telefono, scaricherà dai server di Google l’app originale e la sincronizzerà con quella “modificata” del vostro telefono.

Una volta scaricata l’app sullo smartwatch, vi comparirà la scritta “imposta quadrante”; toccatelo e automaticamente avrete le glicemie visualizzate sull’orologio.

Per concludere, consiglio questo metodo a tutti coloro che spesso sono in giro e sono scomodi nel tirare fuori spesso il telefono dalla tasca. Infatti l’orologio Ticwatch E ha il grande vantaggio di durare anche due giorni utilizzandolo soltanto come ricevitore di glicemie.

Glicemia sempre visibile sull’orololgio

Lo smartwatch Ticwatch E presenta anche la modalità Ambient, ovvero la capacità di lasciare lo schermo dell’orologio sempre attivo in bianco e nero in modo da farvi vedere costantemente le glicemie girando semplicemente il polso.

Nota: l’app permette condivisione con piattaforma Dexcom ma non con Diasend, in quanto Diasend non è compatibile con app americana.

In conclusione, riportiamo un suggerimento che potrebbe risolvere alcuni eventuali malfunzionamenti: sul telefono non deve essere installato nulla di ufficiale; inoltre è buona norma disinstallare altre app non ufficiali, programmi alternativi e/o precedenti.

*Il procedimento è da considerarsi sperimentale e non dev’essere utilizzato per prendere decisioni terapeutiche. Prima di ogni trattamento medico, chiedere consiglio al proprio diabetologo di fiducia.

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Abbiamo messo alla prova MiaoMiao, il “gatto portafortuna” per Freestyle Libre

Abbiamo messo MiaoMiao sotto torchio. Gli abbiamo tirato la coda, abbiamo condiviso la sua ciotola con altri due gattini, l'abbiamo persino immerso in acqua calda e fatto passare attraverso i metal detector. Ma lui non ha mai smesso di "miagolare", funzionando alla grande.

Se fosse vero il detto cinese “Padrone felice, gatto felice”, il mio MiaoMiao dovrebbe fare i salti di gioia. Da poco ci siamo separati, dopo una prova durata due settimane durante le quali il gatto venuto da lontano ne ha passate di tutti i colori.

La prova è stata fatta su una normoglicemica con una particolare caratteristica motoria: ogni angolo e spigolo è suo.

E se le prime impressioni  avevano portato a considerare MiaoMiao imbarazzante per le sue dimensioni e l’aspetto, alla fine di queste due settimane, l’imbarazzo è diventato certezza.

Acquisto

Lo store dell’azienda di Shanghai resta per ora l’unica opzione di acquisto. Insieme al MiaoMiao arrivano anche il cavetto per la ricarica e 60 biadesivi. Uno sconto di 10$ per chi inserisce il codice ENERGETIC e possibilità di seguire la propria spedizione. Nello stesso store si possono acquistare separatamente anche solo i biadesivi o il cavetto.

Battezziamolo

Dopo averlo immerso per prova in acqua calda e fredda (il dispositivo è testato per temperature da -10°C a +75°), lo carico con l’apposito cavetto magnetico, come da consiglio in un caricabatterie da 2.1 A. La luce rossa lampeggiante dà il via alle due ore di carica. Ogni 7 secondi pulsa come per dirmi: “ci sono, mi sto preparando per il lungo viaggio“.  E in effetti sarà così; alla fine delle mie due settimane, la batteria del MiaoMiao è ancora a quasi 70% della sua carica che sembra davvero infinita.

Il foro del reset, coperto da uno strato di lattice per non compromettere l’impermeabilità, sarà il punto meno toccato. Una sola volta: la prima. Avranno pensato la stessa cosa i progettisti, che molto coraggiosamente hanno collocato il foro non sopra, ma sotto il dispositivo, proprio nella parte a contatto con la pelle.

MiaoMiao

Il nuovo dispositivo che trasforma il FreeStyle Libre in CGM dotato di allarmi continual il suo lavoro. Adesivo perfetto e funzionamento con xDrip+ che non perde un colpo!Questo il gruppo italiano per avere tutte le informazioni e scambiare esperienze https://www.facebook.com/groups/miaomiaoitalia/

Pubblicato da DeeBee Italia – Associazione di Volontariato su lunedì 23 aprile 2018

Applicazione

Per un funzionamento impeccabile è importante il contatto perfetto tra il sensore e il MiaoMiao. Difficilmente ci si può sbagliare, poiché l’arcata del dispositivo ti guida da sola nella collocazione migliore.

Se fossi Forrest Gump direi…
Devono stare insieme e vicini come il pane e il burro

Inizialmente ho usato solo un polsino di spugna per non dover attaccare e staccare in continuazione MiaoMiao, non tanto dal mio braccio, ma dal Libre. Temevo che lo strappo portasse via tutto o semplicemente smuovere il sensore e renderlo poco affidabile, se non inutilizzabile.

Una volta preso confidenza, ho usato l’apposito biadesivo. Insieme al MiaoMiao ne arrivano 60, sufficienti per un paio di anni se è vero che resistono per le due settimane della vita del sensore. Ecco, questo non l’ho potuto verificare. Per poter fare varie prove ho staccato molte volte MiaoMiao dal braccio ma, come per incanto, anche se non perfettamente, il biadesivo ha continuato ad aderire con grande dignità. Negli ultimi giorni, complice una lieve irritazione della pelle, ho concluso con un apposito guscio.

Rimozione residui di biadesivo

Il biadesivo, proprio perché estremamente resistente, una volta tolto può diventare un problema. Residui di colla rendono il candido MiaoMiao un gattino appiccicoso e macchiato. Non voglio usare l’acetone, temo di rovinare la plastica lucida e decido per questi fazzoletti specifici che funzionano perfettamente. Pochi giorni dopo, leggo che la casa di produzione del dispositivo consiglia uno di questi prodotti. In effetti, ripensandoci, spesso si consiglia l’olio di eucalipto per pulizie del genere.

Metaldetector, mare e saune

Il certificato da esibire ai controlli aeroportuali non include il MiaoMiao: il diabetologo ha elencato con cura sensore, microinfusore e materiali di consumo. Ma il dispositivo passa lo stesso sotto i metaldetector senza farsi notare e senza subire nessun danno.

Non sono un tecnico, ma l’idea di immergere nell’acqua del mare un dispositivo che ha dei punti metallici scoperti (dove si ricarica), non mi convinceva. Ho naturalmente evitato e successivamente lo stesso produttore ci ha confermato: non fatelo.

Con le alte temperature, il dispositivo non ha nessun problema strutturale. Il vero problema in queste condizioni sono i valori glicemici rilevati. Mentre l’algoritmo della Abbott, quindi il lettore di Libre,  elabora anche il dato “temperatura”, lo stesso non succede con le varie app usate per MiaoMiao. L’unico accorgimento in questo caso è qualche glicemia capillare e qualche calibrazione in più.

Durata delle batterie

Alla fine delle due settimane il mio MiaoMiao aveva ancora 73% di carica e, secondo molti, la durata delle batterie sfiora i 40 giorni. Ma allora, è proprio vero che tutti i gatti hanno 7 vite…

Foto: Paul Plant

MiaoMiao può essere caricato anche mentre è applicato sul FreeStyle; nessun problema di letture e ricarica andata a buon fine. Si consiglia comunque una ricarica quando il livello delle batterie si avvicina al 30%.

Cellulari compatibili e app

Per poter usare MiaoMiao non serve uno smartphone particolare, basta uno qualsiasi che abbia un Bluetooth 4.0. Ma se si decide di prendere un telefono in grado di eseguire letture anche scansionando il sensore, bisogna sceglierne uno che abbia l’antenna NFC e sia compatibile con Libre.

Il dispositivo, che si collega con uno smartphone per volta, non perde un colpo. Senza bisogno di reset, si associa alla sua app appena rientra nel raggio di collegamento e come per magia inizia le letture. Fino a sei-sette metri di distanza MiaoMiao continua a captare e a trasmettere i valori come se nulla fosse. Mi ricorda molto il Supertelegattone, il “gatto sul tetto che ascolta tutto”.

Per ovvi motivi linguistici non ho usato l’app natia di MiaoMiao. Mi sono cimentata con xDrip+ e Glimp per Android e con Spike per iOS.

L’ultimo giorno della vita di Libre, ho collegato al sensore tre dispositivi MiaoMiao, cortesemente prestati dai vari sviluppatori per qualche giorno. Ognuno era collegato con uno smartphone e app diversa: eravamo curiosi di vedere l’allineamento e la tenuta di Libre in CGM. Il timore principale era quello di ottenere solo un sensore bruciato, dopo essere stato messo sotto torchio da tre dispositivi con letture continue ogni 5 minuti. Non è successo: le letture sono continuate, allineate e senza problemi.

Vuoi essere sempre aggiornato su MiaoMiao? Iscriviti nella community MiaoMiao italiana, dedicata a questo lettore. È un gruppo chiuso, nel rispetto della privacy di ogni membro.

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