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Dexcom G6 vs Eversense XL vs Dexcom G5. Terza parte.

Come riavviare il Dexcom G6

A differenza di Eversense, che dura 6 mesi, il sensore del Dexcom G6 dev’essere sostituito ogni 10 giorni. Oggi, però, vi parlo del riavvio del Dexcom G6, che permette di estendere la durata a più di 10 giorni.

Ufficialmente non si deve fare, ma vince la necessità di arginare il più possibile la spesa per l’acquisto dei dispositivi. E riavvio sia! Il primo tentativo fallisce perché non ricordavo di dover stoppare il sensore prima della scadenza. Il messaggio “il sensore non può essere riutilizzato” non mi piace per nulla, ma non demordo. Riprovo facendo “stop sensor” e in questo modo è come se il sensore fosse non utilizzato. Al riavvio ho inserito il codice che c’è sulla confezione, cosa che non avevo fatto al primo avvio dieci giorni fa. Dopo due ore dal riavvio eccoci nuovamente online: la tripletta glicemica va!

La cosa singolare è che il G6 non mi ha richiesto le due calibrazioni o altro, semplicemente mi ha dato un primo valore, anche abbastanza allineato. Nei vari tutorial che avevo consultato c’erano delle indicazioni specifiche che non ho seguito, con il mio smartphone Android è andato tutto a buon fine senza problemi.

Però sta diventando un problema la tenuta dei cerotti. I bordi iniziano ad alzarsi e il prurito sta diventando fastidioso. Le temperature di questi giorni non aiutano, il mio continuo movimento neanche. Non resta altro che rinforzare con Fixomull Stretch…

COME RIAVVIARE IL DEXCOM G6

Voglio condividere con voi i passi che ho seguito per riavviare il mio Dexcom G6.

  1. Aspettare la scadenza del sensore e l’avviso,
  2. Avviare selezionando “nessun codice”,
  3. Aspettare 15 minuti di riscaldamento,
  4. Stoppare la sessione,
  5. Sfilare il trasmettitore dal sensore,
  6. Riavviare il telefono,
  7. Riattaccare il trasmettitore,
  8. Avviare la sessione inserendo il codice,
  9. Aspettare le 2 ore,
  10. Le letture iniziano senza la richiesta di calibrazione,
  11. Controllare nelle impostazioni la data di scadenza della sessione,
  12. Appena si presenta un momento di curva piatta, calibrare,
  13. Se il valore del Dexcom G6 non si allinea al glucometro, inserire il valore una seconda volta.

Se si possiede un iPhone, i punti 5, 6 e 7 possono essere saltati. Con Android è preferibile seguire anche questi punti.

Per sfilare il trasmettitore (punto 5) io ho preso una tessera, l’ho tagliata con le forbici ricavando una striscetta larga 1 cm. Che ho poi limato da un lato, rendendola estremamente affilata (ho usato la lima per unghie di mia moglie, ma non diteglielo!).

Poi, ho infilato questa striscia sul lato, tra il trasmettitore e il bordo di plastica trasparente del sensore. Prima da un lato e poi dall’altro.
Ecco una foto che indica dove inserire la striscia aguzza, dalla parte della punta limata (chiaramente, voi non dovrete staccare il sensore dal braccio, come invece vedete nella foto, il sensore deve rimanere incollato sul corpo e dovete sfilare solo il trasmettitore grigio!).

Un’ultima raccomandazione: quando inserite un nuovo sensore, non perdete il codice a 4 cifre. Copiatelo o fate una foto, perché vi servirà per il successivo riavvio!

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Server Dexcom offline: come continuare a vedere le glicemie da lontano

Nel pomeriggio del 29 settembre 2019 abbiamo assistito a un disservizio dei server Dexcom che ha provocato scompiglio tra i T3 della community (i genitori di figli affetti di da diabete e, più in genere, i caregiver). La conseguenza di questa interruzione temporanea dell’accesso online ha comportato l’impossibilità di monitorare le glicemie da remoto.

COME OVVIARE AL PROBLEMA: TEAMVIEWER

Come tanti nostri assidui lettori già sanno, oltre alla trasmissione delle glicemie attraverso il cloud ufficiale Dexcom, per la condivisione remota dei valori glicemici esistono sistemi alternativi, quali Yagi di DeeBee.it e Nightscout.

Oggi, però, vogliamo presentarvi un’alternativa. È una soluzione tampone immediata, utile soprattutto in circostanze come quelle presentatesi domenica, da utilizzarsi per poter dare “un’occhiatina” alla glicemia quando i valori non arrivano più sui nostri cellulari. Insomma, è proprio quella che fa per noi!
L’app di cui parliamo si chiama TeamViewer, e il suo scopo è quello di mostrare in lontananza il display di un telefono, come se questo fosse nelle nostre mani.

A sinistra, il master che riceve le glicemie del Dexcom.
A destra il telefono del genitore, che può essere usato in lontananza per visualizzare e comandare il master.

COSA INSTALLARE

La soluzione di per sé è concettualmente semplice (però, diamo credito a chi l’ha creata: la realizzazione è tutt’altro che banale!) e consiste di due moduli:

  1. Un’app che spedisce le videate del telefono in tempo reale (e in movimento);
  2. Una seconda app che riceve le videate e le visualizza.

Un enorme pro di TeamViewer è portato dal suo team di sviluppo, che ha creato questa piattaforma per innumerevoli sistemi operativi. Cioè, oltre ad Android e Apple, si potrà usare anche con Windows, Mac e addirittura Windows Mobile e BlackBerry! E, tutto ciò, ricordando che è gratuito per un utilizzo non commerciale. Chapeau.

L’APP CHE SPEDISCE/1: QUICKSUPPORT

Sul master occorre installare l’app che permette di condividere le videate dello smartphone, che si chiama TeamViewer QuickSupport. È disponibile sia per Android che per dispositivi Apple. C’è però una differenza sostanziale tra le due piattaforme: prima della sessione di condivisione da parte di QuickSupport, è necessario che chi possiede il master, acconsenta estemporaneamente alla connessione del dispositivo remoto. Ciò significa che ogni inizio connessione dovrà essere autorizzata da chi fisicamente ha con sé il telefono master.

L’APP CHE SPEDISCE/2: HOST

A risolvere questo nodo ci pensa una seconda app, dedicata sempre alla spedizione, da installare sempre sul master (in alternativa a QuickSupport), che si chiama TeamViewer Host. A causa delle policy più stringenti dei device della mela morsicata, questa app è disponibile solo per dispositivi Android. In sostanza, grazie a Host, chi desidera può connettersi in qualsiasi istante e in modo sicuro al telefono master (previo inserimento di email e password), perfino se questo ha il display spento. Mela morsicata ma, questa volta, anche mani…

L’APP CHE RICEVE: REMOTE CONTROL

Il realtà, definire il ricevente come “app” è riduttivo (e formalmente sbagliato). Difatti, per visualizzare la schermata del master, si può usare un’app come anche un browser.

Per una consultazione in mobilità, noi abbiamo testato con successo TeamViewer Remote Control, ossia l’app per la ricezione dello schermo del master, installabile sia su dispositivi Apple che Android.

SICUREZZA DEL SISTEMA

La connessione è sicura poiché, per ogni accesso relativo a un dispositivo non censito prima, riceveremo dai server di TeamViewer un’email che avvisa della nuova connessione e ci richiede l’autorizzazione a procedere. Inoltre, oltre all’utilizzo di una password, è possibile abilitare l’autenticazione a due fattori.

Come ci ricorda il sito: “Le connessioni di TeamViewer avvengono attraverso canali completamente sicuri, basati sul RSA Public-/Private Key Exchange a 2048 bit e crittrografia AES 256 bit. Questa tecnologia è la stessa impiegata dal protocollo https/SSL ed è considerata estremamente sicura secondo gli standard attuali. L’autenticazione a due fattori offre un ulteriore livello di sicurezza per proteggere gli account TeamViewer da accessi non autorizzati. In abbinamento al controllo dell’accesso attraverso la whitelist, TeamViewer consente all’utente di soddisfare le direttive HIPAA e PCI. Con l’autenticazione a due fattori, che si aggiunge al nome utente e password, per effettuare il login a un account TeamViewer occorre un codice generato su un dispositivo mobile. Un apposito algoritmo genera il codice password con scadenza a tempo, utilizzabile una sola volta”.

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Sistema integrato Medtrum A6 TouchCare®

La mia esperienza con Medtrum A6 TouchCare® è stata semplicemente commovente. Giorni di utilizzo 40 (al momento della stesura di questo pezzo). Premetto che prima di questo sistema ho utilizzato il microinfusore Cellnovo con sensore Dexcom G5 per 2 anni e mezzo. Trovo il sistema Medtrum A6 TouchCare® nel suo insieme (micro + sensore) preciso, affidabile, comodo e molto user friendly. Se dovessi mettere in elenco le caratteristiche che mi hanno stupito positivamente del sistema, sicuramente le dettaglierei così…

Nota. L’articolo, scritto da Maria Lorenza Dalle Pezze, lettrice di DeeBee.it a cui vanno i nostri ringraziamenti, riporta dati oggettivi insieme a impressioni soggettive. Le considerazione finali sono da ritenersi a carattere personale dell’autrice.

MICROINFUSORE
  • Caricamento della cartuccia semplice e veloce, pare non avere problemi di bolle o di occlusione; almeno, per me è stato così fino ad ora.
  • Inserimento manuale e assolutamente indolore (e io il dolore lo sento!): dopo aver collegato la nuova patch serbatoio (monouso che si sostituisce ogni 3 giorni, ovvero 72 ore + 8 ore) alla pompa riutilizzabile, si fissa con l’adesivo il microinfusore al corpo e si spinge il pulsante che inserisce l’ago. Questo inserimento è risultato per me praticamente indolore, decisamente meno fastidioso del sistema utilizzato nella mia precedente esperienza di microinfusore Cellnovo che aveva un ago in teflon inserito tramite un insertore. L’ago di Medtrum è in metallo, lungo 5 mm (32G).
  • Il cerotto del microinfusore è molto resistente. Forse io non sono il miglior tester perché ho la pelle molto secca e sudo davvero poco, ma non ho mai avuto necessità di rinforzarlo, neanche durante il running, la bicicletta o la piscina. Trovo invece meno saldo il cerotto biadesivo che unisce la pompa (la parte colorata che si riutilizza) al cerotto della patch serbatoio che a volte si stacca un po’. Nessun problema circa la sicurezza della tenuta del microinfusore, che rimane ancora saldamente incollato al corpo, ma non è bello da vedere e si ha anche la sensazione che si possa staccare da un momento all’altro. In questi casi è comunque stato sufficiente attaccarlo con del nastro trasparente (tipo Fixomull Trasparent). Faccio anche presente che il passaggio del fissaggio con il biadesivo non è, al momento, presente sul manuale ma è importante e lo si trova anche nei video ufficiali di Medtrum. Metto un immagine per cercare di spiegarmi.Il nastro biadesivo va posizionato sulla pompa

Il nastro biadesivo permette alla pompa di attaccarsi al cerotto bianco della patch serbatoio.

  • Calcolatore di bolo. Inserendo i carboidrati che si intendono assumere, questa funzione calcola la quantità di insulina necessaria in base al rapporto insulina/carboidrati impostato. È anche possibile inserire manualmente la glicemia che verrà, se necessario, utilizzata nel calcolare la quantità di insulina dovuta se la glicemia è al di sopra o al di sotto del target impostato per una determinata fascia oraria, utilizzando il fattore di correzione settato (ad esempio se si è impostato un target glicemico compreso tra 90 e 110, il calcolatore di bolo aggiungerà insulina al calcolo se la glicemia inserita è maggiore di 110, oppure la toglierà se è minore di 90) . Il calcolatore di bolo tiene in considerazione l’insulina ancora attiva da un precedente bolo e la sottrae a quella suggerita in caso di bolo di correzione, mentre i carboidrati inseriti sono sempre considerati nella loro totalità. Il bolo può essere normale, esteso oppure combo. Infine è anche possibile somministrare un bolo manuale, cioè senza utilizzare il calcolatore.
  • Allarmi sonori, vibrazione e volume: Il microinfusore è dotato di allarme acustico e anche di vibrazione che intervengono solo nei casi di allarmi che impongono il cambio set (ad esempio ostruzione, scadenza della pompa comprese le 8 ore oltre le 72), ma anche quando il microinfusore sospende in automatico la basale per prevista ipoglicemia. Questi allarmi non sono molto forti e non sono silenziabili o disattivabili. Personalmente fatico a sentirli, il che può essere pregio o difetto a seconda delle situazioni, cioè in ufficio non disturba ma neanche si sente in situazioni di rumore medio tipo passeggiando in città. Anche la vibrazione non è forte e personalmente non sempre la sento, ma dipende anche da dove è posizionato il micro. Il PDM, invece suona o vibra in caso di avviso o allarme e ripete il suono o la vibrazione fino a quando non si dà l’ok alla lettura della notifica. Il volume del PDM non è modificabile e personalmente lo trovo assolutamente poco invadente e questa è una caratteristica che apprezzo molto. Per avere avvisi e allarmi a volume alto è necessario impostare un buon volume sul proprio smartphone grazie all’app collegata (di cui scriverò più avanti).
  • L’estetica non è la più elegante in circolazione, ma nulla vieta di abbellire il microinfusore con stickers!

  • Il microinfusore è resistente alle immersioni con certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min).Omnipod a sinistra – Medtrum a destra

IL PDM

Il PDM (Personal Diabetes Management – Gestore Personale del Diabete) è il palmare che permette di impostare tutte le preferenze del Microinfusore e del Sensore e di dare gli input dispositivi, attraverso il touch screen a colori intuitivo e molto reattivo al touch.
Anche il PDM mi ha subito colpito per le sue caratteristiche di facilità di utilizzo, piccole dimensioni, ottima risoluzione dello schermo e durata della batteria.

Facilità di utilizzo: il PDM presenta una schermata principale che visualizza la situazione del momento:

Una volta sbloccato il PDM, questa schermata viene aggiornata con anche l’icona di EasyLoop (sospensione automatica della basale – l’icona grigia a sinistra) e  l’icona che indica quanto manca alla successiva calibrazione (l’icona rossa a destra).

E poi scorrendo con il dito si accede:

  • a sinistra al menu a icone
  • in basso al riepilogo degli avvisi/allarmi attivi
  • a destra al riepilogo di stato

  • in alto al menu veloce per attivare un bolo utilizzando il calcolatore di bolo, inserire una calibrazione attivare/disattivare l’audio o la vibrazione del PDM e regolare la luminosità

Caratteristiche

  • Piccole dimensioni: il PDM misura 76,2 x 48,4 x 9,375 mm, schermo da 2,4 pollici, peso 42,4 g.
  • La custodia in gomma antiscivolo è fornita e in genere di colore abbinato con il microinfusore ed è, a mio avviso, indispensabile soprattutto per la funzione antiscivolo. Lo schermo è in plastica.
  • Risoluzione dello schermo: davvero ottima, anche sotto il pieno sole del mezzogiorno estivo si riescono a leggere chiaramente tutti i dati. L’illuminazione è comunque regolabile.
  • Batteria: il PDM è alimentato con una batteria Li-Po integrata da 3,8 V che dura in carica, secondo il manuale, circa una settimana. In realtà difficilmente dura una settimana ma sicuramente almeno 4-5 giorni, poi chiaramente dipende anche da alcuni fattori di utilizzo ed impostazioni come la frequenza di utilizzo del PDM, dall’illuminazione e la durata di retroilluminazione impostata, ecc. Vengono forniti alimentatore e cavo di ricarica, che comunque sono microUSB standard.
  • Comunicazione: il PDM interagisce con il microinfusore e il sensore tramite comunicazione wireless in RF, dichiarata comunicazione a 10 metri con il trasmettitore e a 4 con il microinfusore. Dall’esperienza posso dire che la comunicazione è ottima e anche in caso di perdita di segnale per distanza o barriera (acqua), la comunicazione viene ripresa davvero molto velocemente una volta riavvicinati, cioè al massimo nell’arco di alcuni minuti.

Il sensore Medtrum A6 ha caratteristiche molto simili al sensore A7 di cui DeeBee.it ha già parlato e da cui differisce soprattutto per la durata (7 giorni, anziché 14) e per il fatto che il trasmettitore debba essere ricaricato ad ogni cambio.


Il sensore A6 è integrato con il microinfusore quindi comunica direttamente ed possibile attivare la tecnologia EasyLoop con sospensione automatica della basale in caso di previsione di ipoglicemia.

CARATTERISTICHE DEL SENSORE

  • durata 7 giorni (poi va sostituito);
  • necessita di due ore di riscaldamento;
  • richiede una calibrazione ogni 12 ore (due al giorno);
  • rilevazioni glicemiche ogni 2 minuti;
  • precisione dichiarata MARD 9%;
  • applicazione praticamente indolore, estremamente semplice e possibile anche con una sola mano.

CARATTERISTICHE DEL TRASMETTITORE

  • le dimensioni sono identiche a quelle del trasmettitore S7;
  • dura un anno, ma va ricaricato ogni volta che si sostituisce il sensore attraverso una stazione di ricarica e si ricarica completamente in circa 15-20 minuti;
  • subacqueo, con certificazione IPX8 ovvero resiste a 2,5 metri di profondità per 60 minuti;
  • comunicazione wireless con il PDM fino a 10 metri (dichiarati).

TECNOLOGIA EASYLOOP

La tecnologia EasyLoop è attiva quando microinfusore e sensore sono entrambi on line, ovvero quando comunicano con il PDM. È possibile settare il tempo di attivazione della sospensione della basale rispetto a quando il sensore prevede che la glicemia raggiunga il limite basso impostato e si può impostare anche la velocità di discesa. La sospensione della basale viene attivata quando entrambe le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • il valore della glicemia da sensore è uguale o inferiore a 70 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo;
  • il valore della glicemia da sensore previsto è in discesa o entro 15 mg/dl oltre il limite di sospensione minimo nel periodo di tempo stabilito, con tasso di variazione negativo.

Un esempio pratico per meglio comprendere: se io ho impostato il limite di sospensione minimo a 70 mg/dl e il tempo di previsione di raggiungimento del minimo in 30 minuti, la tecnologia EasyLoop sospenderà la basale se la mia glicemia al momento è minore di 140 mg/dl e il sensore prevede che potrebbe raggiungere i 70 mg/dl entro 30 minuti.
La sospensione della basale sarà attiva da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 2 ore e la somministrazione della basale riprenderà in autonomia qualora vengano soddisfatte entrambe queste condizioni:

  • il valore della glicemia da sensore è superiore di almeno 15 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo;
  • il valore di glicemia da sensore prevista è superiore di almeno 30 mg/dl rispetto al limite di sospensione minimo nell’arco di 30 minuti.

Nel caso preso come esempio, per la ripresa della basale è necessario che la glicemia attuale sia di almeno 85 mg/dl e sia prevista una glicemia di almeno 100 mg/dl nell’arco di mezz’ora.

Il sensore dispone anche di analoghi avvisi predittivi per il raggiungimento del limite alto di glicemia impostato nell’arco di tempo settato, che al momento non ha alcun effetto automatico sulla somministrazione dell’insulina.

Personalmente sono molto entusiasta della precisione e dell’affidabilità del sensore e di conseguenza della tecnologia EasyLoop che sicuramente ha migliorato di molto la mia qualità di vita di giorno e di notte.

Nel grafico, la linea rossa tratteggiata indica le sospensioni automatiche della basale che, come si vede dall’andamento in verde, hanno mantenuto la glicemia in range, evitando ipoglicemie.

Nel periodo di utilizzo i sensori sono sempre durati i 7 giorni previsti con valori molto allineati dall’inizio alla fine; fanno eccezione solo un paio di sensori, ma il problema sembra essere stato il sito di inserimento (in entrambi i casi il gluteo, che in effetti non è indicato sul manuale come sito adatto per gli adulti, mentre lo è per i bambini).

APP EASYTOUCH

L’Applicazione EasyTouch, disponibile per Android e per Apple, è in sola visualizzazione e riproduce quanto visibile sul PDM, ovvero non è possibile impostare alcun parametro per microinfusore o sensore (né calibrare, effettuare boli o modificare la basale). I dati real time sull’applicazione sono quindi visibili solo se il telefono comunica con il PDM (in altre parole, l’app non riceve i dati direttamente dal sensore o dal microinfusore).

Le informazioni riportate dall’app sono molto esaustive: in una schermata riepiloga agevolmente i dati di microinfusore e sensore, quali glicemia attuale con freccia di tendenza, basale attiva, insulina residua, eventuali boli estesi/combo attivi, durata residua del sensore e del microinfusore, insulina residua nella pompa, ora e quantità dell’ultimo bolo, totale unità basale e bolo giornaliero fino a quel momento, eventuale sospensione per minimo previsto.

Nell’app si possono settare gli avvisi sonori o di sola vibrazione di glicemia bassa/alta e i relativi predittivi. È presente anche una sezione statistiche in real time o con dati storici, ben dettagliata. L’app è altresì necessaria per inviare i dati al portale on line Medtrum EasyView, utile alla consultazione e condivisione dei dati.
Nota per i genitori e i caregiver: è disponibile anche l’app per i follower.

PORTALE EASYVIEW

EasyView è un portale on line per la visualizzazione e condivisione dei dati. E’ realizzato molto bene, con possibilità di accedere a diverse reportistiche e dati di sintesi.


Sicuramente il plus di questo portale è che integra in un’unica schermata tutti i dati di sensore e microinfusore (boli, basale, basale temporanea, sospensioni), i carboidrati registrati ed eventuali inserimenti di dati relativi all’esercizio fisico, alla malattia o note libere. Trovo questa funzionalità veramente eccellente perché permette uno scambio con il medico davvero a 360 gradi. Per il team diabetologico è inoltre attivo il portale è EasyView Pro.

L’azienda dichiara che a breve ci sarà anche l’integrazione con Diasend.

SPECIFICHE TECNICHE DEL MICROINFUSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello microinfusore: MD-114-012
Modello patch Serbatoio: MD-1N-011
Dimensioni: 56,5 mm x 33,3 mm x 13,3 mm
Peso: 21,5 g (senza insulina)
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: *10 °C ∼+55 °C
Intervallo dell’umidita relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: alimentazione interna, parti applicate di tipo BF, funzionamento continuo
Batteria: Alimentato da due batterie a bottone (1,5 V)
Distanza di comunicazione wireless: 4 m
Resistenza all’acqua: certificazione IPX8 (2,5 m, 60 min)
Garanzia limitata del Microinfusore: 1 anno
Durata della Patch Serbatoio: 2 anni
Metodo di sterilizzazione della Patch Serbatoio: Mediante ossido di etilene
Volume del serbatoio: 200 U
Intervallo del tasso basale: 0,00 ∼ 10 U/h (incremento: 0,05 U/h)
Intervallo del bolo: 0,05 ∼ 25 U/h (incremento: 0,05 o 0,1 U)
Tasso di erogazione del bolo: 0,05 U/2 s
Massima pressione di infusione e soglia di pressione di occlusione: 15 psi
Tempo massimo prima dell’allarme di occlusione:
Erogazione basale (0,1 U/h): < 30 h
Erogazione basale (1 U/h): < 3 h
Erogazione bolo (3 U a 1,5 U/min):<120 s
Volume del bolo dopo la risoluzione dell’occlusione: < 3 U
Precisione dell’erogazione:
Basale: +/- 5% (a tassi: 0,1 ∼ 10 U/h)
Bolo: +/- 5% (per tutti i valori impostati: 0,05 ∼ 25 U)
Risultati del test di precisione (ciclo di test: 29 h, tasso di erogazione: 1,0 U/H, errore medio: 0.40%):

Nota: II Microinfusore potrebbe non riuscire a raggiungere l’accuratezza della summenzionata misurazione in determinate circostanze quali l’esercizio intenso o eventuali condizioni di funzionamento anomalo.

SPECIFICHE TECNICHE DEL PDM

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-FM-008
Dimensioni: 76,2 x 48,4 x 9,375 mm
Peso: 42,4 g
Schermo: 2,4 ponies
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ 40° C
Intervallo dell’umidita relativa d&#39;esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: -10 ∼ +55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Classificazione: Alimentazione interna, funzionamento continuo
Batteria: Batteria Litio-ione-polimero integrata da 3,8 V
Alimentazione: 5,0 V CC, 1,0A
Autonomia della batteria: Una settimana circa se completamente carica
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 90 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m con il Trasmettitore, 4 m con il microinfusore
Tipo di allarme: Visivo, acustico, vibratorio
Volume: 52,3 dB(A) misurato a 1 m di distanza
Garanzia limitata: 4 anni
Resistenza all’acqua e alla polvere: IP22

SPECIFICHE TECNICHE DEL TRASMETTOTIRE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-TY-012
Dimensioni: 36,1 mm x 19,4 mm x 12 mm
Peso: 4,8 g
Intervallo della temperatura di esercizio: +5° C ∼ +40° C
Intervallo dell’umidità relativa d’esercizio: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica d’esercizio: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo della temperatura di conservazione: +10° C ∼ + 55° C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Batteria: Batteria litio-ione-polimero integrata da 3,7 V
Resistenza all’acqua: certificazione IPXS (2,5 m, 60 min)
Classificazione: Apparecchiatura di tipo BF, funzionamento continuo
Archiviazione dati: Archivia automaticamente i dati degli ultimi 14 giorni
Distanza di comunicazione wireless: 10 m
Garanzia limitata: 1 anno

SPECIFICHE TECNICHE DEL SENSORE

(Fonte: manuale operativo)

Modello: MD-N-006 (EasySense A6)

Intervallo della temperatura di conservazione: +2 °C ∼ +30 °C
Intervallo dell’umidità relativa di conservazione: UR 20% ∼ 90%
Pressione atmosferica di conservazione: 700 ∼ 1.060 hPa
Intervallo glicemico: 40-400 mg/dl
Metodo di sterilizzazione: Per irraggiamento
Vita utile del Sensore: Fino a 7 giorni

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Freestyle Libre: quale smartwatch per MiaoMiao e BluCon?

Sempre più persone chiedono aiuto e chiarimenti per poter avere al polso le glicemie rilevate da FreeStyle Libre con MiaoMiao e Blucon. Secondo le rispettive necessità ed esigenze, le risposte sono spesso tante, con il rischio di confondere le idee. Ci ha pensato Sérgio Silva, amministratore del gruppo portoghese www.diabet1cos.pt, a mettere un po’ di ordine.

Quale smartwatch scegliere?

In commercio esistono smartwatch  in grado di leggere direttamente i valori di MiaoMiao e Blucon, ma non tutti possono inviare questi valori glicemici ai follower (cioè a distanza, ai familiari). Ce ne sono altri che possono soltanto mostrare i valori delle app xDrip+, Glimp o Spike installate nel cellulare. È fondamentale capire esattamente cosa fanno i vari smartwatch per evitare un’acquisto errato e inutile.

È necessario non lasciarsi ingannare da siti che offrono imitazioni degli smartwatch e che, per il prezzo conveniente, finiscono per essere allettanti.

Mai comprare uno smartwatch che indica solo “Compatibile con Android o iOS”. E’ importante che abbiano tra le loro specifiche l’utilizzo di uno dei seguenti sistemi operativi: Android 4.4, 6, 7 o più -NO 5!-, oppure Android Wear o, ancora, che dispongano di un quadrante dedicato alla visione della glicemia.

Molti acquirenti fanno confusione tra “Android” (nelle sue varie versioni: 4.4, 6, 7, ecc.), “compatibile con Android” e “Android Wear” (quest’ultimo ribattezzato recentemente in “WearOS”): sono tre sistemi differenti:

  1. “Compatibile con Android”: non va bene per i nostri scopi;
  2. “Android” (nelle sue varie versioni: 4.4, 6, 7, ecc.): va bene, ma dipende dall’utilizzo che ne fate;
  3. “Android Wear” (o “WearOS”): va bene, ma dipende dall’utilizzo che ne fate.

Sistema operativo Android (4.4, 6.0, 7.0…)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con Android a bordo.

PRO
  • Prezzo accessibile: a partire da 60€
  • Offre la possibilità di alloggiare una SIM 4G al suo interno, per inviare dati ai follower (attenzione: *solo se* nelle specifiche è scritto che supporta la SIM telefonica).
  • Funziona come se fosse un telefono cellulare, cioè riceve le glicemie direttamente da MiaoMiao/BluCon.
  • Se si vuole avere il valore in un altro telefono cellulare, sarà necessario impostarlo come master: in tal caso potrà spedire i dati in lontananza tramite SIM o WiFi.
CONTRO
  • Non permette di avere i valori nella schermata principale. Sarà sempre necessario aprire l’applicazione! Questo richiede tempo e per chi pratica sport non è affatto pratico; e lo stesso deve essere fatto per silenziare gli allarmi.
  • Poca autonomia. La durata è compresa tra le 8 e le 12 ore: è importante non consultare in continuazione i valori perché il consumo della batteria è molto rapido.
  • Un orologio in particolare, il Finowatch Q1 PRO, è usato principalmente dai bambini per inviare i dati ai loro genitori, anche se la dimensione non è molto piccola. Alcuni tolgono il cinturino e portano lo smartwatch in una borsa, in tasca, oppure in custodie create ad hoc.
  • Non ho menzionato la versione Android 5 perché c’è qualche problema con il Bluetooth.

Quali sono gli smartwatch Android più usati?
1. Finowatch Q1 PRO, acquistabile dal rivenditore italiano usando il buono sconto DeeBee oppure da qui.
2. Lemfo 7, 8, 9 e X, acquistabile qui.

Sistema operativo WearOS (Android Wear)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con WearOS a bordo.

PRO
  • Consente di ricevere valori da MiaoMiao senza bisogno di un telefono cellulare nelle vicinanze. I valori ricompaiono sul telefono cellulare quando ci si avvicina con l’orologio.
  • Permette di avere i valori da visualizzare sullo schermo, il che lo rende molto adatto per chi pratica sport o per chi, per altri motivi, non può toccare in continuazione lo smartwatch o il telefono.
  • Hanno 24 ore o anche più di autonomia, a seconda del modello.
CONTRO
  • Prezzo superiore a 120€
  • È necessario uno smartphone Android per configurare, calibrare o avviare un nuovo sensore.
  • Non c’è la possibilità di inviare i dati ad un follower; per farlo serve necessariamente un telefono cellulare nelle vicinanze (ad eccezione di alcuni modelli, come Huawei Watch 2 con SIM 4G, il cui telefono cellulare può essere anche lontano – ma acceso e connesso al web -: in tal caso spedirà anche i dati ai follower).
  • Alcuni modelli non hanno altoparlante, ma vibrano soltanto in caso di ipo, iper, ecc.

Quali sono gli smartwatch WearOS più usati?
Ticwatch E, S, E2, S2, S2, C2, PRO
Fossil, acquistabili anche su Amazon
– Huawei Watch 2 (in foto)

Quali sono le differenze tra i modelli Ticwatch? Eccole, riassunte in uno schema di facile consultazione.

Bisogna tenere presente che i modelli C2, S2 e E2 non hanno lo speaker, quindi vibrano solamente.

Oltre a questi orologi, ve ne sono altri non Android che permettono di avere la glicemia al polso…

Smartwatch non Android (hanno un sistema operativo proprio, ma con quadranti dedicati alla glicemia)

Ecco le caratteristiche offerte da un orologio con un sistema proprietario a bordo.

PRO
  • Permette di avere i valori da visualizzare sullo schermo, il che lo rende molto adatto per chi pratica sport o per chi, per altri motivi, non può toccare in continuazione lo smartwatch o il telefono.
  • Hanno molte ore di autonomia (anche 3-4 giorni), a seconda del modello.
CONTRO
  • È necessario uno smartphone Android per configurare, calibrare o avviare un nuovo sensore.
  • Non c’è la possibilità di inviare i dati ad un follower; per farlo serve necessariamente un telefono cellulare nelle vicinanze.
  • Non consente di ricevere valori da MiaoMiao senza bisogno di un telefono cellulare nelle vicinanze.

Da sinistra a destra: Pebble Time, Fitbit Versa,
Sony Smartwatch3 (Android Wear), Fitbit Ionic
(fonte: community Facebook DeeBee.it)

Quali sono gli smartwatch “non Android” più usati?

  • FitBit Ionic e Versa (consigliati): qui trovate una recensione
  • Samsung (vari modelli – metodo sconsigliato): i Samsung hanno come sistema operativo TIZEN, che permette di avere solo i valori da inviare tramite Nightwatch oppure xDrip, con il cellulare nelle vicinanze.
  • Garmin (vari modelli).
  • Pebble (sconsigliato): sebbene questi orologi si prestino molto bene per avere la glicemia al polso, sono andati fuori produzione per cui, una volta acquistati, c’è il rischio di non sostituzione in caso di malfunzionamenti.
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Glicemia su smartwatch Samsung: come fare

Riceviamo nel gruppo della community DeeBee e pubblichiamo su DeeBee.it questa mini guida, scritta da un papà T3, Ezio Principato, che ci spiega come fare per visualizzare la glicemia sul quadrante di un orologio Samsung Active.

Ecco i passi da seguire:
1. Installate xDrip+ sul proprio smartphone
2. Installate Wearable Widgets scaricabile dall’app store

3. Lanciate l’app Wearable Widgets e selezionate il widget xDrip+. Così facendo, avete detto al telefono che volete poter visualizzare il widget di xDrip+ non soltanto sul telefono ma anche sull’orologio.

4. Lanciate il software Galaxy Wearable (di solito già installato su tutti i nuovi telefoni Galaxy).

5. Ricercate, sul Galaxy Store, Wearable Widgets” e installatelo. A questo punto, Wearable Widgets sarà installato anche sull’orologio.

6. Sul vostro orologio, aprite l’app Wearable Widgets: così facendo, comparirà il widget di xDrip+ sul display dell’orologio e, quindi, la glicemia!

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Open source e diabete. «Da medico e papà T3? Cinque»

Continuiamo a parlare di sistemi open, con un occhio di riguardo ai software di Pancreas Artificiale non autorizzati ufficialmente dalla comunità scientifica. A seguito della bocciatura sonora dei sistemi open source da parte della prof.ssa Ivana Rabbone, vicepresidente SIEDP, e dell’acclamazione a pieni polmoni (e voti) di chi lo usa quotidianamente su se stessa, oggi vi proponiamo un punto di vista a metà strada: quello del dott. Alessandro Rapellino, medico normoglicemico e papà di un bimbo effetto da diabete (che in gergo possiamo definire papà T3).

Le soluzioni proposte dalla community del diabete, quindi arrivate “dal basso” e non ufficiali (chiamiamole soluzioni fai-da-te) tentano di risolvere spesso problemi laddove le soluzioni offerte dai canali ufficiali sono invece lacunose. Basti pensare alla visione a distanza della glicemia: nata nel 2014 con il sistema Nightscout, è stata lanciata ufficialmente da Dexcom, con il sensore G5, ben 3 anni dopo. Diventando parte integrante, spesso irrinunciabile, della gestione anche da parte dei medici.

D’altro canto, è di poche settimane fa il comunicato FDA (l’ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti farmaceutici) che mette in guardia i pazienti dall’utilizzo di soluzioni non ufficiali di qualsiasi genere.

Dopo la visione a distanza delle glicemie, la community non si è fermata. Forse perché ha libertà di movimento e persone molto motivate (una mamma T3 esperta di informatica o elettronica, ovviamente ha una spinta maggiore di un qualsiasi ingegnere di una qualsiasi casa farmaceutica). Tra i sistemi non ufficiali, ve ne sono alcuni ancora oggi definibili pionieristici. Ci sono quelli che permettono la sostituzione del telecomando con lo smartphone, quelli che somministrano l’insulina a distanza, per arrivare al “Closed Loop” open source (o “Pancreas Artificiale”).

Andiamo per gradi e le faccio un primo esempio: alcune app (come AndroidAPS, o la – ormai deprecata – SightRemote per Roche Insight) consentono di usare lo smartphone per pilotare il microinfusore in modo più fluido e veloce, sostituendo di fatto il telecomando bluetooth in dotazione. Che ne pensa?

Non conosco precisamente il microinfusore in questione ma ho sentito parlare di diverse difficoltà incontrate dagli utenti con il telecomando bluetooth in dotazione. Immagino che con questa app si riescano ad evitare varie problematiche e quindi ritengo che se utilizzata in maniera corretta possa essere un’ottima soluzione per le persone che posseggono questo microinfusore o i loro caregiver se parliamo di bambini.

Parliamo di somministrazione dell’insulina a distanza, il cosiddetto “bolo remoto”. L’app AndroidAPS permette di comandare il microinfusore da lontano: somministrazione del bolo e modifica della basale si possono comandare via SMS e vanno a sostituire di fatto “la telefonata e la mano” dell’insegnante a scuola o dei nonni. Come ritiene questa pratica? Secondo lei è prematuro in generale, o soltanto pericoloso a livello medico (basti pensare all’allarme hacker lanciato tempo fa)?

Sinceramente ritengo questa pratica rischiosa per una semplice motivazione, tralasciando le possibili problematiche derivanti dall’uso improprio di sms remoti per eseguire boli o modificare le basali: anche se i genitori di un bambino che hanno questa possibilità sono coloro che conoscono perfettamente le dosi di insulina da somministrare, ritengo che il non avere il bambino presente possa essere un problema perché non si possono rendere conto di svariate situazioni quotidiane, come per esempio l’attività fisica svolta o che si svolgerà, lo scarso appetito prima di un pasto o nei bambini molto piccoli uno stato d’umore alterato. Questi fattori potrebbero portare ad un’errata valutazione della dose di insulina da somministrare con le conseguenze che tutti conosciamo.

Boli via SMS: la mamma comanda
il microinfusore con un SMS

Visto l’argomento, è inevitabile non passare a un gradino più alto: ai sistemi definiti “Closed Loop” open source (o, per gli amici, “Pancreas Artificiali”) che promettono di gestire autonomamente la glicemia del paziente diabetico. Loop e AndroidAPS, nello specifico, modulano il rilascio di insulina sulla base di andamento glicemico, IOB, attività fisica e carboidrati ingeriti. Tutto non ufficiale, quindi a rischio e pericolo del paziente. Ma è una realtà, sempre più allargata e numerosa, e la controparte “ufficiale” (diabetologi, case farmaceutiche, ecc. ecc.) non possono far finta che non ci sia.

Perché in Italia non si parla del Pancreas Artificiale fai-da-te, certamente con tutte le precauzioni e le attenzioni del caso?

Credo che la questione principale sia dovuta alla scarsa diffusione dei microinfusori sul suolo italico.
La maggior parte della popolazione che usa questo genere di device sono pazienti pediatrici e quindi maggiormente a rischio di problematiche relative alla safety con l’utilizzo di queste pratiche.
Inoltre i microinfusori che sono compatibili con questo genere di applicazione homebrew [fatte in casa, ndr.] sono vecchi microinfusori Medtronic che hanno una scarsa diffusione nel nostro Paese. Diverso il discorso di AndroidAPS che sfrutta Device DANA o, recentemente, anche Roche. Quest’ultima applicazione closed-loop, a quanto mi risulta, conta diversi utilizzatori nel nostro paese.

Abbiamo cercato testimonianze di chi usa felicemente e con grandi soddisfazioni il Closed Loop open, che riportiamo qui, e abbiamo visto curve glicemiche da fare invidia. Lei cosa ne pensa, dopo aver letto le parole di genitori e pazienti?

È proprio grazie a questa possibilità di hacking dei microinfusori se questo fenomeno si è sviluppato. Il primo pancreas artificiale Closed loop home made è nato proprio grazie alla decodifica del sistema di trasmissione di microinfusori Medtronic. Successivamente lo sviluppo della tecnologia bluetooth ha reso questo ancora più facile. I microinfusori Roche e Dana sfruttando tale protocollo non necessitano di hardware particolare per tale decodifica ed è una questione di conoscere i comandi e replicarli via software fatti in casa.

Lo smartwatch visualizza i carboidrati che occorre ingerire
oppure l’insulina da somministrare (ed effettua anche il bolo!)

Va anche sottolineato come alcune aziende (come appunto DANA) stiano spontaneamente aderendo a questo movimento per lo sviluppo di sistemi Closed Loop fornendo i comandi a distanza del microinfusore agli sviluppatori di tali software.
Tornando in tema sicurezza ritengo che attualmente, in considerazione della scarsa diffusione di questi sistemi non vi siano particolari problematiche, a meno che non si incontri qualche malintenzionato, ma lo ritengo in questo momento scarsamente probabile.

Lei cosa pensa di questi sistemi open, dopo aver letto le parole di genitori e pazienti entusiasti e dopo – soprattutto – la sua esperienza diretta?

Personalmente ritengo questi sistemi da un lato eccezionali per i risultati che permettono di ottenere. Il compenso glicemico diventa pressoché perfetto e l’attenzione alla patologia in determinati situazioni critiche (per esempio l’assunzione di determinati cibi difficili da gestire) si riduce di molto.

L’app AndroidAPS (a destra) comanda
in autonomia un microinfusore (a sinistra)

Dall’altra parte è assolutamente indispensabile partire da una base molto solida, con un compenso già ottimale. Alcuni di questi strumenti non possono essere utilizzati se non si ha già la situazione in mano altrimenti diventano delle vere e proprie armi. Ulteriormente necessitano di sensori perfettamente funzionanti e perfettamente calibrati. E infine quando si iniziano ad utilizzare questi strumenti si passano dei momenti di grande frustrazione perché purtroppo non basta premere il pulsante magico “closed-loop” perché tutto vada a posto, ma servono anche mesi di prove e tentativi.

In relazione ai sistemi Closed Loop fai-da-te che, ricordiamolo, comandano il microinfusore e infondono insulina automaticamente, secondo lei, questi possono essere usati:
A) Da chiunque
B) Con cautela, solo da pazienti adulti e illuminati
C) Con cautela, anche su minorenni, da genitori illuminati
D) Non dovrebbero essere mai usati, da nessuno
E) Altro (specificare)

Va detto che attualmente le aziende stanno facendo passi da gigante in questa direzione e stanno iniziando a proporre soluzioni analoghe commerciali che sono testate, sicure e altrettanto efficaci. Quindi credo che la risposta attualmente sia la D (i sistemi Closed Loop fai-da-te non dovrebbero essere mai usati da nessuno), mentre se mi fosse stato chiesto un paio di anni fa avrei detto C. Ad ogni modo ritengo che nel giro di 12-18 mesi tutti i Pazienti potranno utilizzare soluzioni di questo genere in piena sicurezza, tanto vale aspettare ancora questo tempo senza rischiare nulla.

Da zero (bocciate, assolutamente contrario) a dieci (promosse a pieni voti, assolutamente pro), quanto considera papabili tutte queste soluzioni open source applicate al diabete?

Come ho detto poco fa avrei detto 10 qualche tempo fa, adesso come adesso non impazzirei per invischiarmi in questo genere di soluzioni, quando a breve arriverà qualcosa di pronto, finito, scientifico e pienamente legale. Quindi mi fermo a metà scala: cinque!

Se vuoi confrontarti e parlare con chi già sperimenta il Pancreas Artificiale AndroidAPS, allora il gruppo AndroidAPS Italia fa per te. Ti aspettiamo!
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Sistemi non ufficiali. Arriva la community italiana del Pancreas Artificiale fai-da-te: AndroidAPS

Lo dice la parola stessa: “fai-da-te”. Ossia, un sistema non approvato dalla medicina internazionale, bocciato da alcuni diabetologi di primo piano eppure osannato da chi lo utilizza.

Prima di proseguire nella lettura dell’articolo, ricordiamo al lettore di non utilizzare dispositivi o applicazioni se non espressamente indicate, mediante esplicito consenso, dal proprio diabetologo. DeeBee.it diffida dall’utilizzo privato di sistemi di erogazione automatici di insulina, quali il Pancreas Artificiale AndroidAPS, o di qualsivoglia pratica che possa mettere in pericolo la propria incolumità o cagionare danni alla persona.

L’avevamo fatto poco tempo fa durante l’intervista al Prof. Camillo Ricordi e successivamente con una finestra di approfondimento sul mondo dell’open source dedicato al diabete. Alle varie interviste di medici autorevoli, pazienti utilizzatori o attivisti e tecnici che operano in questo ambiente e si spendono per migliorare la vita della comunità, abbiamo pensato di affiancare una piazza “virtuale” italiana. Un luogo dove poter far confluire le informazioni offerte dai pionieri del diabete“, quelli che hanno lavorato per la creazione di un Pancreas Artificiale fai-da-te, le domande di chi è curioso di addentrarsi in questo mondo affascinante o le esperienze di quelli che questi sistemi li usano da più o meno tempo.

Oramai è un dato di fatto: queste applicazioni non ufficiali sono sempre più stabili, in costante sviluppo e miglioramento grazie a tanti programmatori (a cominciare dallo stesso Milos Kozak, creatore di AndroidAPS) e ai suggerimenti di chi le usa. Supportano sempre più sensori (Dexcom, Libre in CGM, Eversense, ecc.) e microinfusori (alcuni in modo stabile, altri in fase avanzata di integrazione (Insight, Combo, i vecchi Medtronic, Omnipod…).

Quindi, senza ulteriori indugi, siamo qui a presentare il nuovo gruppo di DeeBee “AndroidAPS Italia“, un gruppo diverso e all’avanguardia perché tratta le soluzioni proposte dalla community del diabete, quindi arrivate “dal basso” e non ufficiali. E spesso queste arrivano in anticipo rispetto alle soluzioni offerte dai canali ufficiali. Il primo membro in assoluto, che in qualche modo “battezza” il nuovo gruppo è proprio lui, Milos Kozak, quello che ha reso possibile tutto ciò.

Resta ovviamente da sottolineare quello che è cosa nota: seppur testati, questi sistemi restano dei “sorvegliati speciali” perché somministrano l’insulina in autonomia attraverso l’integrazione tra sensori e microinfusori.

Open source e sistemi non ufficiali, il parere del Prof. Camillo Ricordi durante l'intervista rilasciata per DeeBee Italia.

Geplaatst door DeeBee Italia – Associazione di Volontariato op Woensdag 14 augustus 2019

Se siete interessati all’argomento, vi aspettiamo nel nuovo gruppo di casa DeeBee!

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Il nuovo libro dei diabetologi italiani

Basta leggere il titolo per capire che è un libro che ci interessa molto. “Diabete e tecnologia“, a cura della Prof.ssa Ivana Rabbone, edito da Edizioni Minerva Medica, racchiude in 120 pagine l’evoluzione della tecnologia applicata al diabete. 46 firme di vari esperti dei più disparati centri diabetologici d’Italia hanno dato vita a un volume che mancava, una panoramica completa dei molteplici aspetti che la patologia coinvolge. Da un percorso diacronico che racconta il passaggio “Dalle siringhe ai dispositivi iniettivi”, si passa alla “Tecnologia e nutrizione”, o alla “Tecnologia applicata allo sport e diabete” per arrivare alla telemedicina e alle prospettive del Pancreas Artificiale.

La pubblicazione, pensata prevalentemente per i professionisti del settore, delinea tuttavia un caleidoscopio di spunti e riflessioni che offrono un approccio adatto anche al paziente. Oggi un diabetologo si trova inevitabilmente a dover conoscere e gestire tecnologie sempre più avanzate. E un buon diabetologo ha la necessità di aggiornarsi in continuazione, perché le stesse tecnologie crescono e cambiano sempre più in fretta. D’altro canto, il libro è anche fonte di informazioni, novità e – perché no – ispirazione per i pazienti o le loro famiglie. Pregi e limiti dei vari sensori glicemici, il rovescio della medaglia nell’uso dei microinfusori (“i microinfusori maggiormente sostituiti sono quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico”), la limitazione della tecnica dei CHO (conteggio dei carboidrati), tecnologia nelle categorie più fragili: neonati e adolescenti, i vantaggi e svantaggi della telemedicina, sono solo alcuni degli argomenti trattati.

Accanto alle tematiche “ufficiali”, c’è un capitolo che ci riguarda molto da vicino. “Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica” di D.Iafusco, S.Confetto, A.Piscopo, A.Chianese, A.Zanfardino, A.Troncone ripercorre tutte le tappe del percorso, fermandosi ovviamente all’Italia dove: “Il movimento dei Nightscout ha preso via in una data ben precisa: 1 ottobre 2015, giorno in cui viene creato da un piccolo gruppo di genitori della community, il sito internet www.deebee.it”. Oltre al lavoro dei nightscouters per la diffusione del sistema di monitoraggio da remoto (all’epoca sembrava una fanta-idea), gli autori elencano il grande lavoro a 360° dei volontari di DeeBee Italia nelle varie campagne civili definite “molto interessanti” come la petizione per la parità di accesso al sensore glicemico, la mappa delle “scuole diabetiche”, la mozione in Senato per la regolamentazione delle norme per la somministrazione dell’insulina a scuola. Una realtà che

“ha fatto sì che coagulasse intorno ai volontari assenso e positività di molte componenti, non solo famiglie di pazienti con diabete, ma anche di pediatri, personale sanitario e personaggi famosi”

Leggendo il volume si ha la netta sensazione che, rispetto a qualche anno fa, il rapporto diabete-tecnologia stia cambiando in tutti gli attori che la patologia coinvolge. Gli stessi pazienti, i loro familiari, le varie figure intermedie (psicologi, nutrizionisti o infermieri) e in primis i diabetologi sono parte attiva non solo nella diffusione della tecnologica, ma anche nella sua evoluzione. Tanto veloce, da rendere alcune pagine del libro (finito di stampare a dicembre del 2018) già superate, come previsto nella prefazione dalla stessa curatrice del volume, Prof.ssa Ivana Rabbone.

Chi legge probabilmente lo sa molto bene: il diabete ha molteplici facce. E questa caratteristica rende ardua la stesura di un libro di questo genere! Nondimeno, l’autore è riuscito ad aggregare in modo armonico i vari aspetti della patologia e i team di diabetologi che hanno prestato le loro penne.

INDICE CAPITOLI
  • La terapia multiiniettiva: dalle siringhe ai dispositivi iniettivi – F. Cerutti, M. Trada, M. G. Ignaccolo
  • Terapia con microinfusore: ad ogni paziente il suo dispositivo verso la personalizzazione – R. Schiaffini
  • Dal monitoraggio glicemico capillare alla determinazione del glucosio interstiziale: per quanto servirà ancora bucare le dita? – G. Frontino, A. Rigamonti, C. Bonura, V. Favalli, E. Tirelli, R. Di Tonno, F. Meschi, R. Bonfanti
  • Microinfusore e sensore verso l’automatismo: sistemi (s)combinati, combinati e ibridi – A. Scaramuzza, D. Tinti
  • Il pancreas artificiale – D. Bruttomesso, F. Boscari, S. Del Favero, S. Galasso, R. Visentin, A. Avogaro, C. Cobelli
  • Il rovescio della medaglia: i problemi della tecnologia – N. Minuto, G. d’Annunzio, M. Bassi, C. Rebora, A. Parodi
  • Analisi del fenomeno Nightscout e la ricaduta sulla pratica clinica – D. Iafusco, S. Confetto, A. Piscopo, A. Chianese, A. Zanfardino, A. Troncone
  • Tecnologia e nutrizione – C. Maffeis, M. Marigliano
  • Tecnologia applicata allo sport e diabete – F. Lombardo, G. Salzano
  • Tecnologia e categorie fragili – D. Tinti, I. Rabbone, G. Grassi
  • Telemedicina e analisi dei dati: semplificazione o complicazione della pratica clinica? – S. Toni, A. Pulcina, L. Lenzi, F. Barni, E. Casalini, E. Corsini, M. Guasti, B. Piccini
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YagiClock: cos’è e come richiedere la “sveglia glicemica” da tavolo

Visto il successo dell'iniziativa, vi raccontiamo YagiClock: a cosa serve, quali sono le sue funzioni, come riceverla e come fare l'upgrade con versioni sempre più evolute e intelligenti della "sveglia glicemica" marchiata DeeBee.it
Cos’è YagiClock

È la sveglia creata al 100% per DeeBee, da Fabrizio Casellato, sia nella foggia e sia nel software che la governa. Oltre all’ora corrente, come un comune orologio da tavolo, è in grado di mostrare la glicemia di un qualsiasi sensore glicemico in tempo reale, anche a distanza e di suonare in caso di ipo o iperglicemia.

Con quali sensori funziona?

YagiClock funziona con tutte le marche e modelli (FreeStyle Libre, Dexcom G6, G5 e G4, Medtronic 670G, 640G e Veo, Eversense, Medtrum, ecc.), con o senza Nightscout. Per i meno informatici, al posto di Nightscout si può usare il sistema Yagi (a eccezione di Veo e Medtrum S7), creato da DeeBee Italia, senza possedere nessuna nozione tecnica: in pratica, “lo installi e va”.

Vi consigliamo di navigare nei link sopra riportati, per capire esattamente in che modo il vostro sensore può spedire le glicemie in lontananza e sulla YagiClock (ad esempio, chi ha Dexcom potrà utilizzare l’app xDrip+Yagi, chi ha Libre dovrà munirsi di un dispositivo che legge le glicemie in tempo reale 24/24, chi ha Medtronic dovrà collegare un cellulare al glucometro).

Quante versioni di YagiClock ci sono?

Esistono 2 tipi di YagiClock, uguali nel funzionamento ma molto diverse dal punto di vista estetico:

  1. Il modello BASIC, di colore è nero.
  2. Il modello TOP. I colori del modello TOP sono: arancione, bianco, rosso, fucsia, viola, blu, giallo, verde e nero.

Come faccio a richiedere la mia YagiClock?

Per ricevere YagiClock è sufficiente un’offerta. Mandateci un’email a: richieste@deebee.it e vi daremo tutte le indicazioni.
Quando vi spediremo la YagiClock, vi forniremo il codice di tracciabilità e saprete in ogni istante dove si trova il vostro pacco.
Un cavetto microUSB è incluso.

Posso aggiornare la YagiClock quando esce un nuovo software con più funzionalità?

Sì. Per farlo è sufficiente seguire una semplice procedura, collegando la YagiClock al cavetto USB.

YagiClock funziona senza essere attaccata alla presa?

Sì, ma per poco meno di un’ora! La sveglia dev’essere collegata a una fonte di corrente (presa USB, trasformatore del telefono, PC, ecc.), poiché è fornita di una batteria tampone, che le consente di non spegnersi durante eventuali blackout di corrente.

Serve il WiFi per ottenere le glicemie?

Sì, per ricevere le glicemie YagiClock si deve connettere a Internet. E per farlo utilizza la rete WiFi.

Ci sono gli allarmi?

Sì, YagiClock può suonare in caso di ipo o iperglicemia. Qui trovate le semplici istruzioni per impostare le soglie e gli allarmi.

Serve per forza Nightscout o occorre seguire procedure complesse?

No. E non è necessario neppure creare Nightscout per vedere la glicemia e i valori capillari (ossia le calibrazioni). Se siete interessati a visualizzare anche i boli, allora – per ora – serve Nightscout.

Quale progetto finanzierò se richiedo YagiClock a DeeBee Italia?
Il ricavato viene come sempre investito totalmente nelle iniziative di DeeBee. Ovviamente, donazioni più grandi sono molto ben accette (ringraziamo di cuore tutti i donatori che fino ad oggi, ognuno secondo le proprie possibilità, ha già sostenuto i nostri progetti).  Per esempio: oltre a qualsiasi previsione, nell’ambito della nostra campagna “Basta una Goccia”, abbiamo iniziato per il secondo anno consecutivo la fornitura del materiale necessario per la glicata da dito per tutti i bambini seguiti al Policlinico Umberto I di Roma  e… a breve inizieremo altrove. Quindi AIUTATECI! E se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato a questo progetto, passate parola.

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Arriva in Italia il sensore Medtrum S7, che vuole fare concorrenza ai big

Scopriamo insieme il nuovo nato e guardiamo insieme come si comporta vicino a Dexcom G5 e FreeStyle Libre.

Da poco nel panorama italiano dei sensori e microinfusori, in grande fermento in questo 2019, è entrato il sistema integrato Medtrum, in Italia distribuito da Biochemical Systems International. In rete abbiamo trovato anche store europei che vendono il sensore S7 senza necessità di prescrizione medica.

Abbiamo avuto modo di provare il sensore Medtrum S7 su un normoglicemico e successivamente, grazie alla gentile collaborazione di Maria Lorenza Dalle Pezze siamo riusciti a conoscerlo meglio. Addirittura abbiamo avuto modo di fare una breve comparazione con Dexcom G5 e FreeStyle Libre.

DIMENSIONI E PORTABILITA’

Se per voi lo spessore del sensore è un criterio di scelta, Medtrum S7 non fa per voi. Ecco qui il confronto del suo trasmettitore con FreeStyle Libre e il trasmettitore del Dexcom G5.

FreeStyle Libre, Medtrum S7 e Dexcom G5

Sensori Medtrum S7 e Dexcom G5

Il sensore completo di trasmettitore ha più o meno lo spessore di un POD del sistema Omnipod.

Omnipod e Medtrum S7 a confronto

L’applicatore è davvero facilissimo da utilizzare e soprattutto indolore (e se lo dice una persona mooolto sensibile, lo è davvero!). Assomiglia ad un pungidito e si riesce ad applicare con estrema facilità anche con una mano sola, ad esempio sul braccio.In effetti, una volta tolto, è evidente che il filamento del S7 è molto più sottile se confrontato con quello di FreeStyle Libre.

Durante il periodo di prova, il cerotto si è dimostrato molto resistente anche senza necessità di essere rinforzato. Niente fastidi o allergie (ma parliamo di persone che in genere non sono sensibili ai collanti).

DURATA

Il sensore S7 dichiara una durata di 14 giorni (con 720 rilevazioni dichiarate al giorno, quindi una ogni 2 minuti) e poi si spegne. Richiede una calibrazione giornaliera e dichiara un MARD di 9%sui pazienti adulti.

Il primo sensore del tester diabetico è durato 10 giorni, il secondo 6 giorni. Entrambi hanno dato errore ‘Anomalia sensore’ che non è risolvibile se non con il cambio. Nel normoglicemico il sensore è stato usato per oltre 14 giorni. Infatti esiste una procedura di riavvio che potrebbe regalare al sensore altri giorni di vita con la sua app ufficiale. Altrimenti, come per il Dexcom G5 e G6, è possibile usare xDrip+ .

Prima lettura dell’S7 con xDrip+

Il sistema è impermeabile con approvazione IP68 e consente sia il bagno che l’immersione a 2,5 mt per un massimo di 60 minuti.

Il prodotto include una batteria al litio non ricaricabile. La durata della batteria è di 3 mesi dall’accoppiamento del trasmettitore con il sensore.

L’App: Medtrum EasySense

Diversamente da altri sensori, il prodotto della Medtrum non ha un suo ricevitore, ma solo l’app Medtrum EasySense che funziona su qualsiasi device e sistema operativo, pregio evidente.

Come il Dexcom G5 necessità di 2 ore di riscaldamento e di una calibrazione iniziale.

L’app, molto spartana, ha una comoda funzione di ‘Ricerca sensore’ che ricollega molto rapidamente il sensore in caso di perdita segnale (funzione non presente nel Dexcom G5 che impiega parecchio tempo a ritrovare il segnale perso). Abbiamo notato che il segnale viene perso con facilità da EasySense S7 se il sensore è posizionato sul gluteo, va meglio invece se posizionato sul braccio.

Le impostazioni sono personalizzabili e dettagliate, ad esempio è possibile scegliere i livelli di glucosio alto o basso per 8 diverse fasce orarie nelle 24 ore, funzione non presente in Dexcom G5, ma che può risultare comoda per differenziare i limiti giornalieri dai notturni, o i pre dai post prandiali.

Ha la possibilità di impostare gli avvisi predittivi di raggiungimento della soglia bassa o alta di glicemia impostata, con tempistiche e velocità di variazione che si possono impostare a seconda delle esigenze.

Diversamente dal Dexcom G5, i suoni dei diversi avvisi non sono differenziabili. È disponibile l’app per i follower.

Oltre alle applicazioni mobili, l’utente del sistema S7 di Medtrum dispone di un portale Web in cui è possibile visualizzare tutti i dati e generare report sia per la propria gestione che per condividerli con il proprio medico.

Il portale on line è migliorabile e con qualche imprecisione (es. alcuni report sono solo in mmol/L e non è sempre possibile selezionare la data di inizio report), ma comunque è più che fruibile. Inoltre è in previsione lo sviluppo di importazione dati su Diasend.

L’accesso alla piattaforma avviene con lo stesso nome utente e password utilizzati nell’applicazione e accessibili sia agli utenti che ai seguaci.

Medtrum S7 vs Dexcom G5

La prova è durata qualche giorno e il tester portava per la prima volta il sensore Medtrum S7. Ecco qui un breve resoconto della sua esperienza personale…

«Il primo sensore non era molto preciso, nemmeno in momenti di stabilità glicemica, ma segnava sempre una glicemia superiore a quella rilevata dal Dexcom G5 e dalla misurazione capillare anche di 30-40 mg/dl.

Poi, su suggerimento di un amico che lo stava testando, ho provato a calibrare più spesso, e in particolare dopo ipoglicemie o iperglicemie e da allora il sensore ha funzionato bene.

Quindi, nonostante teoricamente sia sufficiente una calibrazione ogni 24 ore, in pratica è necessario ricalibrare più spesso e soprattutto dopo momenti di variabilità.

Il secondo sensore ha funzionato molto meglio da subito, soprattutto nei momenti di stabilità e con l’accortezza di ricalibrare quando necessario.

Con le dovute attenzioni EasySense S7 ha quindi retto bene il confronto con Dexcom G5

Medtrum S7 vs FreeStyle Libre (con GNSentry)

Abbiamo messo alla prova il sensore prodotto a Shangai anche su una persona normoglicemica, che portava Libre con GNSentry, un piccolo dispositivo che permette letture continue e allarmi. Una versione europea del più famoso MiaoMiao.

Alla fine, in condizioni di glicemie senza sbalzi,  Medtrum S7 si è rivelato molto vicino ai valori rilevati sia dal lettore di Libre, sia a quelle rilevare dal lettore GnSentry e alle misurazioni capillari.

La nostra recensione su questo sistema non finisce qui: a breve conoscerete direttamente da chi lo usa, il sistema ibrido Medtrum A6 TouchCare, che sta già entrando in uso presso alcuni centri italiani di diabetologia.

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