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Il 2018 profuma di Pancreas Artificiale

Tutti i grandi protagonisti si stanno muovendo verso la creazione di un sistema Closed Loop (detto anche ad "ansa chiusa"), il primo vero passo tangibile verso la creazione del Pancreas Artificiale.

La via ormai è segnata e la direzione è soltanto una: demandare alla coppia sensore+microinfusore, sempre più rodata e affiatata, la gestione del valore glicemico mediante la somministrazione automatizzata di insulina. Ciò che fino a pochi anni fa era solo un sogno nell’immaginario collettivo, oggi fa capolino nel nostro panorama, grazie alla miniaturizzazione e all’ingegnerizzazione ma, soprattutto, agli algoritmi messi a punto dai matematici, supportati dagli studi clinici.

Pancreas Artificiale

Se ne parla sempre più spesso, ma per tanti il Pancreas Artificiale, (abbreviato come PA)  è ancora una coppia di parole che richiama alla mente dispositivi futuristici degni di Steve Austin, l’uomo bionico dell’avveniristica serie (o telefilm, per usare il termine un po’ impolverato degli anni ’80).

In realtà, il compito del Pancreas Artificiale è quello di regolare in autonomia il livello di zuccheri nel sangue: abbassandoli quando sono troppo alti, non facendoli scendere ancora se tendono al basso. A ben vedere, è esattamente ciò che un diabetico cerca di fare quotidianamente.

Come lavora il Pancreas Artificiale

In che modo il Pancreas Artificiale, può fare tutto ciò? Semplificando molto il PA si compone di:

  • Un sensore che legge la glicemia;
  • Un microinfusore che infonde insulina;
  • Un algoritmo che fa parlare tra loro sensore e microinfusore, e decide le unità di insulina sulla base dell’andamento glicemico.

Negli anni passati abbiamo visto arrivare sul mercato italiano sensori sempre più precisi e microinfusori sempre più performanti. Il 2018 sarà l’anno in cui vedremo finalmente in Italia, i primi sistemi Closed Loop che prenderanno autonomamente decisioni in merito alla quantità di insulina da somministrare.

I sistemi prossimi alla commercializzazione

Ecco un elenco di sistemi ad ansa chiusa che a breve faranno capolino. Una precisazione è d’obbligo: qui non stiamo prendendo in esame i sistemi fai da te, quali Loop e OpenAPS nati un paio d’anni fa e già utilizzati con successo da alcuni pionieri, ma che, se impostati in modo non ottimale, rappresentano un serio rischio per la salute.

Medtronic MiniMed 670G

Si tratta del successore di MiniMed 640G con sensore Enlite Sensor 2. Oltre ad interrompere la somministrazione di insulina basale in caso di ipoglicemia prevista, questo nuovo microinfusore intelligente automatizza  una parte dell’infusione di insulina.

Credits: Medtronic

È un sistema Hybrid Closed Loop che in modalità Auto Mode, modula il rilascio di insulina basale in modo che la glicemia rimanga in un range ottimale. Il bolo per il pasto dev’essere ancora calcolato ed effettuato manualmente.
Le glicemie sono rilevate dal nuovo sensore Guardian Sensor 3.
La commercializzazione è prevista per il primo trimestre del 2018.

Diabeloop

Diabeloop è il nome della società che ha dato vita all’algoritmo per il Pancreas Artificiale utilizzato da Cellnovo, microinfusore ibrido del quale abbiamo parlato l’anno scorso.
Le glicemie sono rilevate dal sensore Dexcom.

Credits: Michel Le Moine per LExpress

Lo studio pilota è previsto per il primo trimestre del 2018 e la commercializzazione entro  lo stesso anno.

Roche, Senseonics, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Eversense di Senseonics (di cui trovate qui il gruppo degli utenti italiani) in abbinamento al microinfusore Roche.
L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Ecco il nuovo sensore impiantabile, portato da Mario Migliarese (foto dal suo Blog).

Lo studio pilota è previsto per il 2018 con l’utilizzo del sensore Eversense® XL (fino a 180 giorni di durata).

Cellnovo, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Dexcom (non dichiarato ufficialmente) in abbinamento, nuovamente, al microinfusore Cellnovo.

Credits: Labiotech.eu

L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Lo studio pilota è previsto per il 2018.
Non sono stati forniti dettagli sullo studio pilota. Il lancio è previsto per il 2018.

E poi?

In studio ci sono anche altri sistemi, progettati da altrettante società, ognuno con i suoi pro e i suoi contro e che probabilmente saranno commercializzati nei prossimi anni:

  • Tandem, che lavorerà con Dexcom G6;
  • OmniPod DASH, con un sistema senza catetere e più compatto di Cellnovo;
  • Bigfoot Biomedical, che utilizzerà la prossima versione di FreeStyle Libre;
  • Lilly, che ha annunciato un accordo per integrare Dexcom CGM nel proprio sistema ibrido Connected Diabetes Ecosystem
  • Beta Bionics, Pancreas Artificiale biormonale (unico nel suo genere), in grado di secernere insulina, ma anche glucagone per far risalire la glicemia.

La rivoluzione è in atto ed è appena iniziata. Non parliamo ancora di sistemi a guida completamente automatica, bensì di ibridi. Difatti, non sono ancora in grado di gestire l’assunzione di cibo, l’attività fisica e simili. Ma sicuramente rappresentano un grande passo avanti verso ciò che possiamo definire come l’alleggerimento della gestione quotidiana del diabete. Nel 2018 sentiremo il profumo del Pancreas Artificiale. Quando potremo assaggiarne uno? Una cosa è sicura: il fermento e l’innovazione apportati sia dai grandi player sia da promettenti startup è tangibile. E questo non può fare che bene e dare a tutti nuova ottimistica speranza.

«Il nuovo anno porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando».

Lucio Dalla

Fonte “I sistemi prossimi alla commercializzazione”: Diatribe.org

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xDrip per iPhone: disponibile per tutti. Richiedi il codice di accesso.

Come scaricare la versione Apple dell'app e interfacciare il sensore glicemico con il proprio telefono, per spedire poi le glicemie in lontananza (e altro ancora).

xDrip per iPhone, recensita su DeeBee.it qualche mese fa (ricevendo l’Award DeeBee per l’innovazione), ha fatto un altro passo verso il rilascio ufficiale. Johan Degraeve, papà dell’app, ci ha informati che da oggi il software è disponibile per tutti sulla piattaforma TestFlight. Ma procediamo per passi e  vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è TestFlight?

È una novità che fu introdotta con il rilascio di iOS 8 e che permette di installare e testare applicazioni beta sui propri dispositivi Apple. Dopo aver ricevuto l’invito da parte di uno sviluppatore, è possibile installare le nuove versioni dell’app.
L’app in questione, nello specifico, è xDrip per iPhone.

Un passo avanti verso il rilascio ufficiale nell’App Store

Alcuni nostri lettori utilizzano già xDrip su un dispositivo Apple e avranno probabilmente ricevuto, o riceveranno a breve, un’email proveniente da TestFlight, con l’invito a scaricare xDrip.

A cosa serve xDrip per iPhone

Nell’email, oltre all’invito a scaricare, sono specificate le funzionalità di xDrip per iPhone:

  • Serve per leggere e mostrare le letture glicemiche di un trasmettitore CGM.
  • Si connette con xBridge, Dexcom G5, BluCon e BlueReader.
  • Spedisce le glicemie in remoto sulla nuvola di Nightscout.
  • Allarmi: iperglicemia, ipoglicemia, letture non pervenute, batteria scarica.
  • Invia le glicemie all’app Salute.
  • Effettua la sintesi vocale delle glicemie (come già avviene, ad esempio, con Glimp per Android), leggendo il valore ad alta voce per gli ipovedenti o i non vedenti.

Come scaricare xDrip per iPhone

Se non avete ricevuto l’email, potete richiedere espressamente un invito. In questo caso, vi verrà inviato un codice (tecnicamente, codice Redeem), che dovrete utilizzare con TestFlight.
Potete richiedere il codice  scrivendo un’email all’indirizzo xdrip@proximus.be, oppure, potete provare con il bottone sottostante (funzione soggetta alle impostazioni del browser).

Cosa cambia rispetto a prima

Con TestFlight, si supera il “problema” del codice univoco che prima bisognava fornire al programmatore, il cui ulteriore onere consisteva poi nel compilare un’app ad hoc per ogni singolo utilizzatore. Questa evidente forzatura, che sottoponeva lo sviluppatore ad una mole di lavoro maggiore e creava lungaggini nel processo, viene in tal modo eliminata.

Cosa deve fare chi utilizza già xDrip

Innanzitutto, invitiamo tutti a disinstallare la vecchia app e reinstallare l’app utilizzando TestFlight:  con la nuova installazione perderete le vecchie impostazioni nell’app (quindi le soglie di allarme, l’indirizzo di Nightscout, ecc). Poco male: basterà impostare nuovamente l’app con i vostri dati.

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La nuova versione di Nightscout è stata rilasciata

Nightscout Habanero Red (formalmente, versione 0.10.2) è disponibile per il download e l'installazione.

Il team di Nightscout non si ferma mai e ci ha abituati a continue migliorie dell’ormai conosciuto sistema di visione remota della glicemia.  Nel dettaglio, in questa nuova versione sono presenti correzioni a malfunzionamenti pregressi e alcune migliorie.

NOTA. Se non avete riscontrato errori o anomalie nel Nightscout Habanero che usate ora, potete non effettuare l’aggiornamento.

CONTRIBUTO ALLA TRADUZIONE

Se siete interessati a dare il vostro contributo nella traduzione di Nightscout in italiano, iscrivetevi nel gruppo Facebook “Nightscout Translators”.

COME MIGRARE ALLA NUOVA VERSIONE

I passi per migrare alla nuova versione li trovate nel sito Nightscout.info.

COSA È CAMBIATO NELLA NUOVA VERSIONE
  1. La versione Node è ora la 8.9.1, con correzione di bug legati alla sicurezza (@sulkaharo, @PieterGit)
  2. Downgrade di npm alla versione 5.2.0, che corregge i prolbiemi intermittenti con l’installazione di Nightscout (@sulkaharo)
  3. Reso più efficiente il caricamento dei dati sul cibo per il client (@MilosKozak)
  4. Test units addizionali per una migliore copertura sui casi d’uso (@christopher-fredregill)
  5. Corretta la generazione di javascript per la ricerca di bug in sviluppo e produzione (@sulkaharo)
  6. Corretta la gestione delle date nell’API dei treatments (@jamorham, @ecc1)
  7. L’editor di profilo ora calcola la basale totale giornaliera (@alimhassam)
  8. L’orologio BG ha ora la freccia di tendenza della glicemia e il supporto alle 24 ore (@sulkaharo, @danielharrelson)
  9. Nuova vista “2 ore” e predizione openAPS / rendering dei dati caricati migliorato (@scottleibrand)
  10. Ulteriori migliorie nel filtro dei dati sul glucosio per i report (@sulkaharo)
  11. La funzione di cambio profilo AAPS è stata migliorata (@milosKozak)
  12. Il rendering degli eventi non puntuali, bensì con una certa durata, è stato migliorato (@milosKozak)

Tutte le note in lingua inglese sono reperibili qui.

VERSIONAMENTO

Questo update è chiamato Habanero Red (0.10.2). Il precedente era Habanero Yellow (0.10.1) e l’iniziale Habanero era… Habanero “senza colore” (0.10.0).

(credits: Sulka Haro)

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Confronto tra sistemi Dexcom: G5 e G4, con e senza Nightscout

Quali sono le differenze salienti tra i sensori di casa Dexcom? Quali sono i vantaggi portati da Nightscout? Proviamo a fare chiarezza.

C’era una volta un bimbo di nome G4. Un giorno chiese a mamma Dexcom un fratellino e la mamma, dopo 3 anni di gestazione, dette alla luce G5. All’inizio G4 fu felice del fratellino ma dopo aver giocato insieme per un anno, si accorse che tutte le attenzioni si erano concentrate sull’ultimo arrivato G5. Nacque così la gelosia tra i due e, nella competizione familiare, ognuno volle far valere le proprie ragioni. G4 disse al fratello: “ueeeè, carettell arruzznut, ma lo sai da quanto tempo sto sul mercato? E poi guàrdati allo specchio, tu G5 sei grassottello”.
Il G5, di tutta risposta, disse al fratello: “Ma guardati, tu sei antico, hai un solo fidanzato. Io, invece, sono social e di tendenza e ho tanti amici iOS e Android, tu invece solo il ricevitore Dexcom”.
Il G4 urlò ad alta voce come ultimo grido: “Ma io ho il Nightscout!!!”, e G5, sornione, rispose: “Anch’io ho Nightscout! Ed in più posso avere i followers!”. G4 scoppiò a piangere e scappò via.

Questa favoletta racchiude un po’ tutte le differenze e i punti comuni tra le due generazioni di sensori. Ora si torna seri per una minuziosa comparazione tra i due sistemi, ai quali aggiungiamo le varianti apportate da Nightscout.

Sistemi Dexcom a confronto:
G5 vs G4 vs G4 con Nightscout

Dimensioni, applicazione e calibrazioni

Malgrado il sensore CGM Dexcom G5 rappresenti la naturale evoluzione tecnologica del Dexcom G4, si presenta leggermente più spesso del suo predecessore.  I due sensori si applicano nello stesso modo e restano invariate le due calibrazioni obbligatorie al giorno (ogni 12 ore, possibilmente con valori glicemici stabili).
Mard e letture  
Il sistema CGM Dexcom G5 per ora è l’unico approvato dalla Food Drug Administration per prendere decisioni terapeutiche, quindi senza effettuare misurazioni aggiuntive con il prelievo capillare. E il 9% contro il 13% di Mard del suo predecessore, parla da sé (Mard –Mean Absolute Relative Deviation – è l’indice di errore della lettura glicemica e ovviamente più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare).
Il Dexcom G5 risulta essere molto più veloce e accurato nelle letture, specialmente con valori alti o bassi. Su questi ultimi, però, in molti hanno notato che “perde qualche colpo”, con ritardi che arrivano fino a 15 minuti in caso di glicemia dagli 80 mg/dl a scendere.
Il G4, dal canto suo, accusa un notevole ritardo, specialmente in caso di variazioni glicemiche particolarmente veloci. Se però al G4 viene associato il sistema Nightscout – che chiamiamo per semplicità “G4+NS” – allora il ritardo si riduce considerevolmente, finanche di 10 minuti, a patto di saper interpretare la glicemia non filtrata.
Modi e portata di trasmissione, ricezione dei dati e range di azione
Nel Dexcom G4 la comunicazione con il ricevitore avviene via wireless utilizzando un sistema non compatibile con il bluetooth, mentre il G5 trasmette i dati via bluetooth BLE non solo al ricevitore, ma anche agli smartphone. G4+NS prevede la creazione facoltativa di xBridge, un ricevitore che sostituisce quello ufficiale.
Chi ha provato sia uno sia l’altro sensore smentisce in parte la portata uguale dei due ricevitori: in molti trovano il Dexcom G5 con una portata minore dei 6 metri dichiarati e il G4 con una portata spesso superiore. Infine, il sistema G4+NS con xBridge prevede una rete opzionale di ripetitori che consentono di estendere ulteriormente il range di ricezione.
Durata del trasmettitore

La differenza è davvero notevole:  la batteria del G4 dura minimo sei mesi (anche se a volte raggiunge e supera il doppio dei mesi) e viene azionata appena il sensore viene estratto dalla scatola. Per il Dexcom G5 la durata è fissa: 112 giorni (90 canonici + 22 ulteriori in attesa del cambio trasmettitore).
La community ha redatto un metodo per estendere ulteriormente la durata della batteria di entrambi i trasmettitori.

Follower
Il sensore CGM Dexcom G5, diversamente dal suo fratello minore Dexcom G4, nasce con la possibilità di controllo remoto utilizzando il sistema Dexcom Share, creato ad hoc dalla casa madre. Dexcom Share permette la condivisione dei dati fino ad un massimo di 5 follower e offre la possibilità di utilizzare come ricevitore un telefono cellulare, liberando quindi l’utente dal vincolo di avere ulteriori dispositivi (come invece avviene per il G4, il cui ricevitore dev’essere connesso al telefono cellulare nel caso in cui si voglia spedire le glicemie in lontananza). Con il Dexcom G5, il cellulare funziona come ricevitore e contemporaneamente invia i dati in lontananza. Si può scegliere di far visualizzare ai follower solo le glicemie o anche gli avvisi.
Chi possiede un G4, per visualizzare le glicemie al polso deve ricorrere necessariamente a Nightscout, ma non c’è limite al numero di device che possono riceverne i dati. Di contro, la creazione di Nightscout è più complessa rispetto al setup del sistema Dexcom Share.
Portabilità del sistema
Ulteriore pro del G5 consiste nel fatto che il telefono usato per la trasmissione delle glicemie in lontananza può essere ricaricato mentre lavora e può essere utilizzato perciò 24 ore no stop, a differenza di G4+NS, che prevede l’utilizzo di due device uno per il giorno (che si ricarica la notte) e uno per la notte (che si ricarica di giorno). L’uso di un solo cellulare/ricevitore/trasmettitore, porta come dote, quindi, una sola sim (è sufficiente un piano dati da 1Gb con abbonamento da 5 euro/mese) e una durata batteria di circa 3 giorni.
Tra le due soluzioni, si pone la soluzione G4+NS con xBridge, che può essere utilizzato anche durante la ricarica (quindi anche lui 24 ore no stop), ma che necessita di un telefono esterno, al quale connettersi per spedire le glicemie.
Glicemie non filtrate e “buio glicemico”
Ormai, grazie ai tanti post scritti nel nostro gruppo Facebook, è appurato che rispetto al Dexcom G4, con il G5 i famigerati punti interrogativi sono molto meno e quindi si sente poco la mancanza dei dati non filtrati. Se con il Dexcom G4 i dati non filtrati erano trasmessi al ricevitore che li interpretava, adesso i dati rilevati dal Dexcom G5, vengono elaborati dal trasmettitore e giungono sul telefono già elaborati e filtrati. Quindi la maggiore precisione del G5 rispetto al G4 porta ragionevolmente ad affidarsi a quanto indicato sul display del cellulare.
Una menzione speciale va in questo caso al G4+NS, che permette di visualizzare la glicemia non filtrata e, soprattutto, l’andamento della glicemia durante le due ore di riavvio del sensore. Al contrario, con il G5 abbiamo due ore di “buio glicemico“, tempo nel quale non si ha a disposizione nessun dato sulla glicemia, a meno di effettuare una misurazione capillare con il glucometro: molti utilizzatori del G5 considerano ciò un prezzo adeguato da pagare, per quello che oggi viene considerato il migliore sensore GCM sul mercato.
APP
Per leggere le glicemie, oltre al ricevitore tradizionale, con il Dexcom G5  è possibile utilizzare uno smartphone. E questo permette di configurare la funzione di condivisione remota, per inviare i dati in the cloud, nella nuvola di Dexcom: queste informazioni potranno essere visualizzate in tempo reale da dispositivi (follower) sia Apple che Android.
L’app è user friendly, cioè ben fatta da vedere e da ut21ilizzare. Si possono configurare gli stessi allarmi presenti nel ricevitore Dexcom. L’app dei followers, però, non ha gli allarmi di velocità calo o salita. Entrambe presentano una carenza importante: non è presente la differenza glicemica (cioè i punti mg/dl) del valore attuale rispetto alla rilevazione precedente.
Di contro, per il G4 non sono previste app ufficiale dedicate. A colmare il divario ci pensa ancora una volta Nightscout: per G4+NS l’ecosistema di applicazioni open, sviluppate da tanti utilizzatori illuminati, fa impallidire il parco applicazioni ufficiali. Probabilmente, per la stragrande maggioranza delle vostre esigenze c’è già un’app che fa ciò che chiedete.
Comunicazione con il microinfusore
Paradossalmente il G5, votato all’intercomunicabilità mediante un protocollo universalmente riconosciuto qual è il Bluetooth, non si interfaccia ad oggi con alcun microinfusore e cede il passo al G4, capace di interfacciarsi, invece, con Animas Vibe.
Il sistema G4+NS, invece è in grado di comunicare con alcuni modelli di microinfusore Medtronic, mediante il sistema open source non certificato OpenAPS (referenti: Scott Leibrand and Dana Lewis), e con il microinfusore DANA Diabecare R, mediante l’app open source non certificata AndroidAPS (referente: Milos Kozak).
Con Nightscout le cose cambiano!
Utilizzando la glicemia non filtrata visualizzata da Nightscout, la precisione del Dexcom G4, al netto dei valori errati a causa di compressioni, filamento esausto e simili, si avvicina molto a quella del Dexcom G5 ma non lo eguaglia: il G5 rimane comunque più preciso.
Come recita la favola di papà Leo, anche con il G5 è possibile utilizzare NS. Non si hanno però a disposizione le glicemie non filtrate, poichè i dati vengono elaborati dal trasmettitore.
Considerazioni finali

Non è così scontato reputare un vero leader indiscusso. Se è vero che il Dexcom G5 è un cecchino e difficilmente sbaglia il valore glicemico rilevato oltre ad avere un’elevata un’elevata portabilità, la portata del segnale e le dimensioni fanno un passo indietro rispetto al G4. Tuttavia, la certificazione FDA relativa al Dexcom G5, che lo innalza a unico sensore CGM, sul mercato, certificato per prendere decisioni terapeutiche, mette un indubbio carico sulle caratteristiche salienti dell’ultimo arrivato di casa Dexcom e ne decreta la miglior scelta. Una menzione d’onore va comunque al sistema G4 con Nightscout, per la maggiore portata, e soprattutto per le dimensioni ridotte che lo rendono particolarmente adatto ai bambini in tenerissima età.
Leo Minno
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È arrivata la watchface “4 in a Raw!” 2.0: finalmente gli allarmi che anticipano il Dexcom G4 sono realtà

Come molti dei nostri lettori ormai già sanno, “glicemie in remoto” significa anche poter vedere il valore degli zuccheri del sangue di una persona lontana, sul proprio smartwatch. E per fare questo, occorre installare sull’orologio una delle watchface (o quadranti) create appositamente per questo scopo.

Grazie a una funzionalità sviluppata da DeeBee Italia, una delle watchface, chiamata 4 in a Raw!, mette al centro la cosiddetta “glicemia non filtrata“, ossia un valore glicemico che anticipa* ciò che il ricevitore ufficiale Dexcom mostrerà tra 8-10 minuti.

Ma la nuova versione 2.0 della nostra watchface offre nuove utilissime funzioni, che vanno così ad aggiungersi alla già lunga lista di strumenti offerti dalla prima, storica versione, frutto di una fork del quadrante open source Urchin CGM.

ALLARMI

4 in a Raw! 2.0 offre un nutrito sistema di allarmi. A differenza delle watchfaces sino ad oggi disponibili, la sua peculiarità (unica nel suo genere) è quella di basare le sue decisioni esclusivamente sulla “glicemia non filtrata” (o “raw data”). Il grande vantaggio di questo approccio consiste nel venire allertati con una manciata di minuti di anticipo di uno stato ipoglicemico. Come sappiamo bene, pochi minuti di anticipo nella gestione di un probabile stato ipoglicemico possono cambiare l’esito della correzione, scongiurando un’ipoglicemia altrimenti inevitabile.

Soglia di ipo e iper

Dalle impostazioni è ora possibile stabilire il target glicemico, superato il quale l’orologio vibrerà, avvertendo chi lo indossa: due vibrazioni per sopraggiunta ipergliemia, tre vibrazioni per ipoglicemia (con pattern vibratori simili alle segnalazioni del ricevitore Dexcom ufficiale).
Inoltre, è possibile stabilire le fasce orarie (suddivise in ipo e iper) in cui il sistema di allarmi deve essere vigile e pronto a scattare.

allarmi

In caso di impostazione degli allarmi, in alto a sinistra del display dell’orologio vengono riportati i valori di soglia.

allarmi1

All’interno di una fascia oraria in cui il sistema di allarmi dev’essere attivo, comparirà sul quadrante la relativa soglia, riportata mediante una linea rossa: l’assenza della linea indicherà, invece, l’assenza di allarmi per quella determinata fascia oraria. Quindi, ad esempio, se nel quadrante non è tracciata nessuna soglia (cioè nessuna linea rossa), allora significa che in quel momento nessun allarme è attivo.

allarmi2

Snooze di ipo e iper

A fronte di un allarme che scatta, è possibile definire un intervallo temporale dopo il quale, se il valore glicemico fuori target persiste, l’orologio vibrerà nuovamente. È possibile indicare un intervallo per l’iperglicemia e uno per l’ipoglicemia: mentre sappiamo che l’assunzione di glucosio (come la nostra soluzione rapida Glucodeebee 15) fa alzare velocemente la glicemia, per far rientrare un’iperglicemia è necessario più tempo. Ecco quindi che, ad esempio, l’utente può impostare uno snooze per l’ipo di mezz’ora e per l’iper di 2 ore; si presume che, in caso di ipo, entro 30 minuti la glicemia sia risalita e invece, in caso di iper, entro 2 ore sia scesa.

Allarmi attivi in presenza di  “???”

Come sappiamo, se è vero che la glicemia non filtrata può aiutare anticipando il ricevitore ufficiale, è vero anche che in caso di molto rumore nella lettura del valore degli zuccheri nel sangue,  potrebbe fornire valori errati. Quando il rumore è eccessivo, il ricevitore ufficiale mostra tre punti interrogativi. Quindi, l’utente ha facoltà di decidere se gli allarmi devono scattare anche in questa condizione oppure no. Nota bene: l’allarme non scatta contestualmente alla comparsa dei “???”, ma in caso di ipo o iper anche  in presenza dei “???”.

snooze

Dati non ricevuti

In caso di dati non pervenuti per più di 15 minuti, l’orologio può emettere una vibrazione: è l’utente a decidere se attivare o meno questa funzione.

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RUMORE DEL VALORE GLICEMICO

In questa nuova versione, durante il riavvio o in presenza di forte rumore (cioè in presenza dei “???”), la glicemia del Dexcom sarà scritta in rosso, al fine di catturare l’attenzione dell’utente (e, in pratica, invitandolo a ponderare con ancora più attenzione il valore riportato sul quadrante).

allarmi3

CURVA NON FILTRATA

A differenza della precedente versione del quadrante, adesso il grafico mostrato è quello relativo alla glicemia non filtrata: in questo modo, la curva glicemia visualizzata è congruente con le ultime quattro glicemie riportate nella parte bassa della watchface.

SCARICA 4 in a Raw! 2.0

Attenzione: a causa di un bug dell’app Pebble, a volte l’installazione non va a buon fine. In tal caso, per aggirare il problema si consiglia di scaricare prima la watchface sullo smartphone (senza eseguirla); e solo in un secondo momento accedere alla sezione “Download” e, da lì, eseguire il file scaricato.

Download “4 in a Raw! 2.01 per Pebble Classic e Pebble Time” 4inaRaw 2.01.aplite.beta.pbw – Scaricato 80 volte – 143 KB

Problemi di installazione?

A causa di un bug dell’app Pebble, alcuni lettori segnalano di non riuscire a installare la watchface. Ecco come procedere, allora:

  1. Installate Firefox sul cellulare;
  2. Navigate nuovamente con Firefox (dal cellulare) su questa pagina;
  3. Scaricate la watchface “4 in a RAW!”;
  4. Tra le app proposte da Firefox per l’apertura del file scaricato, scegliete “Pebble”.

Ringraziamo Barbara Lovrencic, che ci ha confermato il funzionamento di questa procedura alternativa, scrivendo nel nostro gruppo ufficiale.

*Come spiegato approfonditamente qui, l’anticipo può variare ed arriva fino a circa 7-10 minuti; inoltre la glicemia mostrata può essere non attendibile in determinate circostanze.

DISCLAIMER – La watchface 4 in a RAW! è un quadrante sperimentale per Pebble e non dev’essere usato ai fini terapeutici come già avviene per il sistema Nightscout. Tutte le considerazione riportate in questa pagina sono state scritte da persone diabetiche e/o con familiari diabetici e sono frutto di progetti fai da te non riconosciuti a livello scientifico. Prima di ogni trattamento terapeutico consultare SEMPRE il proprio diabetologo. DeeBee Italia non è responsabile per decisioni terapeutiche sulla base della watchface 4 in a RAW! e diffidiamo chiunque dall’utilizzo in tal senso. La watchface 4 in a RAW! è stata resa disponibile per il download ai soli fini didattici.

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DeeBee Award: finalmente è arrivato l’xDrip per iPhone

L'app, gratuita e non ufficiale, nasce per interfacciarsi con il Dexcom G5 e con tutti i dispositivi della famiglia xDrip.

Lo stavamo aspettando da tempo e per gli amanti della mela morsicata è arrivato finalmente xDrip; ma andiamo per ordine. xDrip è un software che permette di interfacciarsi con i più disparati trasmettitori glicemici per visualizzare le glicemie e renderle disponibili, tramite Nightscout, da qualsiasi dispositivo connesso alla rete (computer, tablet, smartphone, smartwatch). Fino a questo momento è stato solo appannaggio degli utenti Android, ma il talentuoso Johan Degraeve ha deciso che fosse il momento di lavorare alla trasposizione del programma su dispositivi Apple. E così, anche se ancora molto acerbo nelle funzionalità e nella grafica, il piccolo xDrip o se vi piace di più, iosxdripreader, riesce già ad interfacciarsi con vari sensori (il Dexcom G5, originale o rigenerato che sia, BluCon, ecc…) e a mostrare il grafico delle glicemie, trasmettere le letture su Nightscout, e programmare i principali avvisi a cui siamo abituati.

Come posso ottenerla?

L’applicazione non è disponibile in App Store, per poterla installare c’è bisogno che sia firmata con il codice identificativo univoco (UDID) del vostro dispositivo Apple. Per trovare il vostro UDID, occorre raggiungere questa schermata di iTunes e cliccare più volte sul codice ECID, fino a far apparire la scritta UDID. A quel punto potrete comunicare al programmatore il codice, così ottenuto, per firmare l’applicazione.

Dopo aver inviato l’email di richiesta (johan.degraeve@gmail.com), il programmatore inserirà il vostro codice all’interno dell’app, che sarà quindi installabile da quel momento in poi e per tutti i successivi aggiornamenti sul vostro dispositivo. Per avere disponibile sempre la versione più aggiornata dell’app, controllate periodicamente la seguente pagina:

https://github.com/JohanDegraeve/iosxdripreader/releases

Scaricare il file iosxdripreader.ipa

Procedura d’installazione

Con l’iPhone collegato al computer, aprire iTunes, cliccare sul menù “file”, scendere sino alla voce “aggiungi file alla libreria…” e selezionare il file precedentemente scaricato. Avviando la sincronizzazione, partirà automaticamente la procedura d’installazione del programma sull’iPhone.

Funzionamento dell’app

Dopo aver avviato il programma, selezioniamo il sensore che si desidera abbinare all’app; selezioniamo avvia sensore. Poi, sulla schermata principale, teniamo premuto sullo schermo sino ad ottenere una vibrazione. Questo passaggio serve per mantenere il display acceso e facilitare l’abbinamento del trasmettitore. Se si abbina a un Dexcom G5, dopo circa una decina di minuti, riceveremo la notifica per l’inserimento della doppia calibrazione, al termine della quale, apparirà la glicemia ed inizierà la costruzione del grafico. Di default ad ogni lettura, il programma accende il display e mostra il valore glicemico, ma questa opzione è configurabile, così come gli avvisi e la stringa di connessione a Nightscout, dal menù accessibile dal simbolo dell’ingranaggio.

Precisazioni

All’interno dell’app è possibile inserire massimo 100 chiavi UDID univoche. Il programmatore, si è reso disponibile a trovare un metodo tramite altri suoi amici con account Apple sviluppatori, a replicare l’app per avere la possibilità di generare altre chiavi, ma coordinare il tutto non è facile. La cortesia che si chiede, quindi, è quella di richiedere l’attivazione, solo ed esclusivamente se si ha intenzione di utilizzare il programma, altrimenti queste chiavi andrebbero perse. In caso di incertezza e per evitare quindi sprechi, vi invitiamo a desistere, in attesa di un rilascio ufficiale nell’App Store.

Ecco gli screenshot principali dell’app:

Range, menu e preferenze

La grafica è acerba, ma siamo certi che il tempo farà sbocciare questa nuova app come un bel fiore.

L’app, benché neonata e in rapido sviluppo, riceve il DeeBee Award per l’indubbia innovazione portata.

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Ecco tutte le risposte alle domande pratiche più frequenti

«Aiuto! Il mio microinfusore ha smesso di funzionare! Sono diventato intollerante al cerotto del sensore! Mio figlio ha mangiato tre biscotti “nuovi”, come conto i carboidrati? Devo somministrare il glucagone ma non so come fare! Quanto GlucoDeeBee devo somministrare per correggere l’ipo?»

Certo, se uno si facesse insieme tutte queste domande, sarebbe la persona più sfortunata dell’universo! Ma chi di noi non si è mai posto uno dei quesiti appena letti? Abbiamo quindi raccolto in un unico contenitore di veloce consultazione le risposte alle domande pratiche più frequenti, per offrire a tutti una fruizione più immediata. Eccolo.

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Cosa mi porto in viaggio?

“La lista è un bene assoluto, la lista è vita”. Questa frase di Itzhak Stern nel film Schindler’s list sembra fatta su misura per chi deve prepararsi per un viaggio con il diabete al seguito.

Noi ne abbiamo preparata una per facilitare l’operazione “bagagli”, croce e delizia delle vacanze. Contiene tutto ciò che può servire in terapia con penne o microinfusore, per chi utilizza sensore, adulti o bambini. Aspettiamo i vostri suggerimenti per rendere questa lista più completa possibile.

    • Glucometro (se dimentichi il glucometro puoi andare in farmacia dove spesso ne hanno di diversi tipi da dare in omaggio, a volte con delle strisce)
    • Cavo di alimentazione del glucometro (ove presente)
    • Strisce reattive
    • Strisce per chetoni
    • Pungidito
    • Lancette
    • Aghi per penne
    • Disinfettante o alcool rosa
    • Cotone o garze
    • Insulina, compresa basale, in fialette o penne preriempite (per sicurezza portare una ricetta bianca del medico di base con la prescrizione -da qualche mese i medicinali si possono prendere anche fuori dalla propria regione-)
    • Borsetta termica e siberini o astucci Frio
    • GlucoDeeBee
    • Glucagone (e ricetta bianca di riserva)
    • Cambio set per microinfusore
    • Sensori di riserva
    • Batterie per microinfusore o PDM
    • Tappino per chiudere il cerotto del microinfusore
    • Crema anestetica
    • Ricevitore o lettore per sensori con i relativi cavi di alimentazione
    • Inseritore e caricabatteria per trasmettitore per gli utilizzatori di Enlite
    • Manuale del microinfusore
    • Numero di assistenza in caso di guasto del microinfusore o sensore
    • Microinfusore sostitutivo, Animas Vibe o Medtronic (in caso di viaggi all’estero o in zone poco raggiungibili è possibile richiedere un microinfusore da utilizzare in caso di guasto, previo contatto con l’assistenza)
    • Cerotti di protezione  e fissaggio– vetrap, tegaderm e simili
    • Fasce, polsini o cover di protezione microinfusore e sensori
    • Siringhe per insulina
    • Prodotti per togliere i cerotti (olio, Niltac o simili)
    • Forbicine (per sagomare i cerotti di rinforzo)
    • Bilancia
    • Un fotodietometro (ce ne sono diversi qui)
    • Tessera sanitaria con l’esenzione
    • Certificato del diabetologo in inglese per viaggi in aereo
    • Numeri d’emergenza diabete o del centro diabetologico del posto in cui stai andando in vacanza

Per chi usa Nightscout

    • Un cavo OTG di scorta (per Dexcom ed Enlite)
    • Il GlimBee 2 (per chi lo usa, per avere gli allarmi con il Libre)
    • Cavo alimentazione per lo smartwatch
    • Per viaggi all’estero prevedere un piano dati apposito nella SIM del telefono predisposto all’invio delle glicemie.
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Ricevitore fai da te per Dexcom G4: xBridge si rinnova

Per chi non lo conoscesse, xBridge è il software che governa il circuito fai da te, chiamato xDrip, che intercetta le glicemie del Dexcom G4 e le trasmette allo smartphone facendole comparire sul display. Questo circuito è il cuore pulsante anche dei progetti DeeBee chiamati xItaly (il piccolo ciondolo intelligente) e xMelrose (il ricevitore tutto in uno).

Creatore di xBridge è John Stevens, membro del nostro gruppo Facebook e geniale ragazzo australiano con la passione per l’elettronica (ma anche per la bici e per la musica, come testimonia l’immagine di testata).

John ha appena rilasciato la nuova versione 2.47 dell’algoritmo xBridge2, liberamente scaricabile da GitHub. È stato lui stesso ad informarci che questa sarà l’ultima versione ufficiale di xBridge2, poiché è già al lavoro sul nuovo algoritmo xBridge3, che sarà sicuramente foriero di molte soddisfazioni. 

COSA OFFRE LA NUOVA VERSIONE 2.47
  1. Migliore gestione del tempo di sleep. Grazie a questa modifica, la durata della batteria è leggermente inferiore ma la percentuale di pacchetti ricevuti è sensibilmente migliorata (ossia, è molto minore la possibilità che il ricevitore perda le glicemie trasmesse dal Dexcom); 
  2. Al fine di sopperire al bug riscontrato da alcuni utilizzatori inerente l’errato calcolo della batteria residua, è ora possibile ripristinare il valore corretto, resettando il calcolo della capacità mediante un apposito comando;
  3. È stato modificato il codice sorgente dell’algoritmo in modo da evitare il ripresentarsi del difetto della batteria, sopra riportato. 
COME UTILIZZARE IL NUOVO XBRIDGE v2.47

È sufficiente scaricarle il nuovo file e utilizzarlo per programmare il chip Wixel, come spiegato nella guida italiana alla programmazione del Wixel di DeeBee.it

Download “xBridge 2.47” xBridge2_47.wxl – Scaricato 15 volte – 67 KB

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Apple strizza l’occhio al Dexcom G5 (e si dimentica di FreeStyle Libre)

Sarà il nome FreeStyle, che sa di free, libero, o sarà forse perché Dexcom, a differenza del bottone smart di casa Abbott è molto utilizzato negli Stati Uniti, sta di fatto che le ultime notizie giunte da Cupertino riguardanti ciò che sta a cuore a tutti noi (vale a dire il mondo dell’hi-tech dedicato al diabete) fanno intendere proprio una precisa preferenza.

Facciamo un piccolo passo indietro per spiegare brevemente in cosa differiscono Dexcom G5 e FreeStyle Libre.

Dexcom G5 è un sensore che, applicato in specifiche zone del corpo, legge in continuo la glicemia (ogni 5 minuti, allertando anche il paziente in caso di ipo e iperglicemia). La glicemia rilevata viene trasferita via Bluetooth all’iPhone, che la mostra sul display del telefono. La sua estrema precisione rende Dexcom G5 l’unico sul mercato approvato dal FDA come strumento idoneo a prendere decisioni terapeutiche, in alternativa al glucometro.

FreeStyle Libre, invece, pur essendo applicato sul corpo come il Dexcom, fornisce la glicemia soltanto nel momento in cui vicino ad esso vengono passati il lettore ufficiale Abbott oppure uno smartphone Android, che “leggono” il valore per mezzo della tecnologia NFC (Near Field Communication, che in italiano sarebbe appunto “Comunicazione in prossimità“).

Un device ideale sarebbe quindi quello universale e “multisensore”, capace cioè di interrogare e mostrare sul display sia le glicemie del Dexcom G5 mediante Bluetooth e sia quelle del FreeStyle Libre via NFC.

Apple e FreeStyle Libre

È di questi giorni la notizia che Apple ha in previsione il rilascio della nuova versione del sistema operativo, la iOS 11. Tra le sue funzioni primitive esposte ai programmatori (le cosiddette API) ve ne sono alcune nuove, interessanti e che permettono ad applicazioni terze l’utilizzo del lettore NFC del telefono. Questa apertura, quindi, sembrerebbe portare nella giusta direzione: la possibile creazione di un’app per la lettura del Libre basata proprio su queste nuove funzioni.
Leggendo però più attentamente la notizia, secondo quanto dice l’articolo, iOS 11 permetterà la lettura di un formato di dati standardizzato, chiamato NDEF, che non è quello utilizzato da Libre. Il prodotto di punta della Abbott utilizza invece lo standard binario. A chi non è del settore il concetto potrebbe risultare un po’ ostico. Facendo un parallelo linguistico, è come se iPhone fosse in grado di leggere ed interpretare soltanto le parole contenute in un classico vocabolario della lingua italiana e, quando da Libre arriva la frase “la glicemia è centocinquantasette”, il melafonino non riesce a capirla perché, a pensarci bene, la parola “centocinquantasette” sul vocabolario non la troverete.

Apple e Dexcom G5

Sempre di questi giorni è anche un’altra notizia:  con l’avvento a breve del nuovo aggiornamento watchOS 4 per Apple Watch, sarà possibile vedere la glicemia al polso senza la necessità di avere con sé anche l’iPhone.
Anche in DeeBee ci stiamo muovendo in una direzione simile, ma sul versante Android: siamo in fase di test, che speriamo conducano ad un risultato positivo tale da permetterci di leggere la glicemia direttamente sullo smartwatch, spedendola anche in remoto.

Conclusioni

Sicuramente la lettura del Dexcom G5 direttamente sull’orologio dona un piccolo grado di libertà in più anche se, a onor del vero, quasi ogni persona ha ormai lo smartphone sempre con sè e quindi questa funzione non è così indispensabile…
Sul versante Abbott, invece, Apple ha deciso di rendere finalmente utilizzabile il comparto NFC del telefono. Visto il cambio di direzione intrapreso, la speranza è che in un futuro prossimo questo venga aperto del tutto, permettendo agli sviluppatori di creare un’app per la lettura del Libre con iPhone, ad oggi impossibile. Come già avviene ormai da tempo con Android, donando al Libre nuove funzioni e potenzialità.

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