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Aprite gli occhi, è ora di dormire!

Leggiamo e pubblichiamo una riflessione, con la speranza che questo articolo desti la curiosità e apra gli occhi di chi combatte contro il diabete ogni giorno e ogni notte.

Oggi è la giornata mondiale del diabete. Tutte le persone con diabete di tipo 1 meriterebbero di aver passato una notte così. E invece siamo in pochi, pochissimi. Perché per passare una notte così devi infrangere le regole, devi decidere di hackerare il tuo microinfusore, devi studiare per capire come fare diventare un codice open source una app e devi, spesso, confrontarti con medici che ti dicono, che no, non puoi passare le notti a dormire, ma devi rincorrere grafici e numeri perché “questa soluzione non è ufficiale”. E tutto ciò andrebbe pure bene se fosse una soluzione che esiste da poco, ma no, io dormo così da quasi due anni, da quando ho scoperto (per caso) la realtà del #wearenotwaiting, ma chi quella realtà l’ha scoperta prima dorme così dal 2016. E cinque anni di sonni ininterrotti sono lunghi, ma cinque anni di notti che se non stai sveglio è pericoloso sono più lunghi.

Elena

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Passi

È così difficile, a volte, rimanere al passo.
Ho la glicemia così alta che è difficile anche seguire i miei, di passi.
Avrei dovuto fare mille cose oggi. Invece si snodano faticosi anche i pensieri semplici, sul quotidiano.
È così difficile, questa stanchezza,
che non si vede,
che non ha motivi,
che non si fa alleviare.
Così difficile portarsela in testa e sulle spalle. Se rimanesse solo nel sangue, forse, la si odierebbe di meno.
Avrei dovuto fare mille cose oggi. Ma sto usando tutte le energie -e le poche consunte strategie- per asciugare questo zucchero nel sangue. È un gran lavoro, una fatica degna di applauso.
È così difficile, a volte, rimanere al passo. Con la vita che chiede, chiama, impone e il sangue dolce che frena.
Ho la glicemia così alta che i desideri, i propositi e la volontà si devono fermare, devono mettersi congelati in attesa ad aspettare il corpo, cercando poi di non farlo sentire troppo in colpa.

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Libre Sense di Abbott: glicemia in continuo, ogni minuto

Il nuovo biosensore, pensato per gli sportivi e già calibrato in fabbrica, non ha bisogno di essere "strisciato" (e non servono MiaoMiao, Bubble o BluCon).

Anche se il mondo sembra fermo, alle prese con la pandemia, nel settore dei sensori glicemici c’è un grande, grandissimo fermento. Tra i nuovi dispositivi – alcuni dei quali li stiamo già provando in DeeBee grazie alla disponibilità dei nostri collaboratori – è apparso un vero e proprio ibrido. Si tratta di Libre Sense, un biosensore per sportivi normoglicemici prodotto dalla Abbott con caratteristiche molto interessanti: monitoraggio continuo in tempo reale, aggiornamenti automatici dei dati glicemici ogni minuto, nessuna necessità di calibrazione per  i 14 giorni di durata.

Abbiamo chiesto e ottenuto dalla Abbott Italia un’intervista esclusiva per capire meglio ogni dettaglio e caratteristica di questo nuovo prodotto.

Da poco in Italia è stato lanciato Libre 2 che sembra già “vecchio” se rapportato con questo nuovo sensore. Come mai si è pensato a un prodotto non per uso medico, ma solo sportivo? Uno sportivo perché dovrebbe usare un sensore glicemico?

Abbott sta ampliando l’utilizzo della propria tecnologia rivoluzionaria di rilevamento del glucosio nell’ottica di andare incontro alle esigenze di sempre più persone, in diversi modi. Il monitoraggio e la comprensione dei livelli di glucosio consentono agli atleti di alimentarsi in modo appropriato aiutandoli ad evitare l’affaticamento dovuto a un basso livello di glucosio e di sapere quando reintegrarsi durante l’allenamento o la competizione per mantenere le massime prestazioni.
Il Biosensore Libre Sense e FreeStyle Libre sono progettati ed indicati per usi e scopi diversi: il Biosensore Libre Sense è un prodotto a uso non medicale che non è indicato per l’utilizzo nella diagnosi, nel trattamento o nel monitoraggio del diabete. È un prodotto che permette il monitoraggio del glucosio agli atleti (dai 16 anni in su) ed è quindi indicato solo per uso sportivo. Tutte le versioni di FreeStyle Libre (incluso FreeStyle Libre 3) sono, invece, indicate per le persone che convivono con il diabete.

Esternamente è identico al FreeStyle Libre, il sensore usato dalle persone affette da diabete?

Il Biosensore Libre Sense è simile al sensore FreeStyle Libre e si basa sulla stessa tecnologia wired-enzyme di FreeStyle Libre. Il biosensore viene applicato sulla parte posteriore del braccio con l’ausilio di un applicatore. Il piccolo biosensore usa e getta (delle dimensioni di una moneta da 2 euro) misura il glucosio e può essere indossato fino a 14 giorni. Come già precisato, sono prodotti progettati ed indicati per usi e scopi diversi: il Biosensore Libre Sense non è indicato per l’utilizzo nella diagnosi, nel trattamento o nel monitoraggio del diabete. Il Biosensore Libre Sense offre il monitoraggio del glucosio agli atleti (dai 16 anni in su) ed è quindi indicato solo per uso sportivo. Tutte le versioni di FreeStyle Libre (incluso FreeStyle Libre 3) sono, invece, indicate per le persone che convivono con il diabete.

 L’algoritmo e il MARD sono gli stessi di Libre 2 o Libre3?

Libre Sense si basa sulla stessa tecnologia wired-enzyme utilizzata da FreeStyle Libre. Il Biosensore Libre Sense è clinicamente testato per essere accurato, stabile e coerente fino a 14 giorni. Il Biosensore Libre Sense non è pensato per diagnosticare, trattare o monitorare patologie.

Sarà necessario (o possibile) calibrarlo?

Il sensore è calibrato in fase di produzione, quindi non è necessario calibrarlo.

Cosa vuol dire che il sensore verrà usato in combinazione con un’app o “un prodotto partner compatibile”?

Libre Sense di Abbott, biosensore del glucosio per uso sportivo, è progettato per essere compatibile con l’app mobile di Supersapiens che indicherà i livelli di glucosio, trend e misurazioni sull’esposizione al glucosio e sulla stabilità fornendo informazioni a supporto di un’alimentazione più corretta e di prestazioni ottimali per gli atleti.

 Questo sensore ha una peculiarità vincente: valore glicemico ogni minuto trasmesso a uno smartphone senza scansioni obbligatorie. Sarà questo il futuro anche per il FreeStyle Libre?

Molti utenti di Freestyle Libre/Freestyle Libre 2 trovano beneficio nella scansione perché li mantiene attivamente impegnati nel monitoraggio dei propri livelli di glucosio e delle tendenze, che li aiuta a massimizzare il proprio tempo di autonomia.
Con la tecnologia Freestyle Libre e quello che abbiamo appreso, stiamo guidando il dibattito sulla tecnologia di rilevamento. Innoviamo ogni giorno per portare i benefici di questa tecnologia a più persone.

Nella presentazione leggiamo che è studiato esclusivamente per uso sportivo e che il range sarà da 55 a 200? Secondo voi sarà possibile usarlo anche da tanti diabetici che tengono la glicemia sotto controllo?

Libre Sense di Abbott non è pensato per l’utilizzo nella diagnosi, nel trattamento o nella gestione del diabete. È un prodotto a uso non medicale che fornisce il monitoraggio del glucosio agli atleti (dai 16 anni in su) ed è indicato solo per uso sportivo.
Il biosensore misura il glucosio tra 55 e 200 mg/dL per uso atletico e FreeStyle Libre è indicato per le persone che convivono con il diabete e il sensore misura il glucosio tra 40-500 mg/dL.

Che differenza c’è con Libre 3 e quali sono i tempi di arrivo in Italia di quest’ultimo?

Il Biosensore Libre Sense e FreeStyle Libre hanno indicazioni d’uso diverse e sono progettati in modo diverso per scopi differenti; Libre Sense è un prodotto a uso non medicale e non è indicato per l’utilizzo nella diagnosi, nel trattamento o nel monitoraggio di una malattia/patologia. Tutte le generazioni di FreeStyle Libre (incluso FreeStyle Libre 3) sono indicate per le persone affette da diabete.
Libre Sense non è compatibile con nessuna app o lettore per il diabete.

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Sugarmate – Il diario glicemico che ce l’ha fatta!

Tenere un diario costante dei propri valori glicemici è ormai, soprattutto per utilizzatori di sensori, un mero ausilio che ci viene spesso dato gratuitamente dagli stessi produttori di sensori, come avviene ad esempio per le applicazioni Dexcom.
Esiste in ogni caso una rilevante fetta di pazienti diabetici che sono ancora alle prese con scritture manuali dei propri valori capillari, tramite le decine di applicazioni mobile e desktop ormai note a tutti.
Avendone usate un bel po’, senza esserne particolarmente appassionato, ho potuto nel tempo identificare alcuni (tre) fattori comuni:

1. Nessuna applicazione riesce a creare il giusto compromesso tra utenti manuali che annotano le proprie misurazioni capillari, ed utenti di sensore CGM.
2. Nessuna applicazione ha mai veramente sprecato energie nel tentare di creare un sistema di alerting per ipo ed iper degno di nota.
3. Nessuna applicazione ha mai veramente capito che anche l’occhio vuole la sua parte, anche per applicazioni così di nicchia e destinate all’ambito medico.

Ci sentiamo forse di dire che questo trend si è interrotto con la ormai famosa app di gestione del diario glicemico (e non solo) nota al pubblico come “Sugarmate“.

È notizia recentissima l’acquisizione da parte di Tandem della applicazione a supporto della gestione ed il controllo del diabete Sugarmate, applicazione disponibile su piattaforma iOS ed in modalità “webview” anche per Android e Windows 10, ma soprattutto pronta all’uso su Apple Watch, Car Play, Amazon Alexa, Apple Siri ed integrabile con applicazioni di terze parti tramite uso di componenti API state-of-the-art.

I punti di forza di questa applicazione, che ci spingono senz’altro a dedicarle un articolo sono in sintesi i seguenti:

• Ottima esperienza utente (la migliore in assoluto dal mio punto di vista)
• Integrazione diretta con Dexcom G4, G5 e G6 in modalità follower
• Integrazione tramite bridge nightscout
• Scaricabile da Apple Store o dal sito ufficiale sugarmate.io
• Disponibilità di statistiche base ed avanzate
• Sistema di alerting che sfrutta mobile push e chiamate in entrata
• Presenza di tutto l’armamentario d’obbligo per diari glicemici (misure manuali, registrazione insulina, cibo, attività sportiva, ecc.) che la rendono efficace anche per utenti non CGM

Le funzioni

Andiamo nel dettaglio di alcune componenti applicative, concentrandoci su quelle più importanti ai fini della classificazione di questa categoria di software.

La Dashboard (Home)

Veramente ben fatta, immediata e customizzabile secondo le proprie preferenze tramite numerosi “widgets” che hanno il fine di rendere l’applicazione vicina alle esigenze specifiche di un dato utente. Una gran punto di forza.
I widgets sono tantissimi, tutti personalizzabili e forniscono moltissime informazioni di grande interesse come:

• Time in Range
• Stima della A1C
• Stima del GMI
• Deviazione Standard
• Analisi dei quartili
• Media glicemica al risveglio

Trattasi di tutti indicatori che se utilizzati con costanza permettono l’identificazione di eventuali patterns che possono portare a migliorare il controllo globale.
La dashboard, dal mio punto di vista, racchiude in sintesi quanto di buono fatto questa applicazione riesce ad esprimere rispetto alle concorrenti, a volte fin troppo complesse e poco usabili, per non dire niente affatto usabili.

Come si evince dall’esempio di sotto, che fornisce una vista esplicativa dei widgets, è possibile anche usarla in modalità dark su device iOS.


Una piccola pressione del tastino col simbolo “+” ci permette di aggiungere i soliti “eventi” della gestione del diabete; da notare l’integrazione di Fatsecret che ci permette di scansionare codici a barre dei prodotti per ricavarne, se disponibili, i valori nutrizionali.

Settings

Doverosa sezione, veramente molto ricca, che permette di personalizzare i parametri fondamentali dell’applicazione come i Data Sources, ovvero le sorgenti CGM se disponibili ed anche il look and feel dell’applicazione che come anticipato, si presta tanto all’esperienza utente.

Studiare bene questa intera sezione perchè permette di comprendere a pieno le potenzialità di questo software.
Le sorgenti CGM dirette sono ovviamente limitate a Dexcom che per ora è l’unica azienda produttrice di sensori di largo consumo che permette integrazioni di questo tipo. Questo non impedisce che tramite il bridge Nightscout, la app sia utilizzabile anche da utenti di altri sensori.

Alerts

Questa sezione è una dei fattori di diversificazione di Sugarmate da altre app simili per la facilità di configurazione degli allarmi.
L’applicazione può usare notifiche push personalizzabili, in base ad algoritmi predittivi proprietari che lavorano su misurazioni verso l’alto in caso di iperglicemia, o anche chiaramente verso il basso per gestire eventi di ipoglicemia.
Le notifiche push sono disponibili anche in caso di anomalie nella ricezione di valori dal CGM o per valori alti e stabili che potrebbero portare ad eventi di chetoacidosi diabetica.
L’applicazione è inoltre dotata di 3 particolari allarmi di emergenza molto importanti:

• Invio SMS in caso di ipoglicemia urgente
• Invio posizione GPS tramite SMS
• Telefonata al proprio cellulare in caso di ipoglicemia durante orari notturni prestabiliti

Reports

L’applicazione permette invio per email di un utile spreadsheet che fornisce una vista importante per coloro che hanno l’abitudine di analizzare il proprio andamento su un foglio di calcolo.
La funzione è semplice e funzionale, non una cosa da poco per applicazioni di questa categoria che spesso ne sono sprovviste.

I contro

Chiaramente non è tutto oro ciò che luccica; di seguito qualche difettuccio osservato.

1. È possibile riportare, in maniera poco spiegabile data la completezza dell’applicazione, l’assenza di una funzione intelligente che possa indicare patterns specifici analizzando i dati rilevati, suggerendo in maniera diretta una chiave di lettura tra la miriade di statistiche calcolate. Sarebbe risultato estremamente utile a coloro che necessitano di supporto maggiore nell’interpretazione dei trends glicemici. In ogni caso, la presenza di tutto il set di statistiche rende questa mancanza tutto sommato accettabile.

2. L’applicazione è decisamente scritta per iOS e dunque per il mondo Apple, e ben si presta agli amanti di iPhone, di fatti costringendo gli utenti Android ad un’esperienza leggermente diversa mediante uso della modalità “browser”. Questa volta forse si tratta di una mancanza più grave ma giustificata dal fatto che trattasi di un’applicazione scritta e gestita da una sola persona, Josh Juster,  il lavoro rimane ampiamente apprezzabile.

3. L’applicazione potrebbe tentare un supporto diretto almeno per FreeStyle Libre di Abbott. Questa integrazione potrebbe diventare tangibile dato l’interesse di Tandem nel dotarsi di una integrazione diretta con questi sensori.

Conclusione

Si intuisce chiaramente il motivo che ha spinto Tandem ad acquisire i diritti di questa applicazione, una transazione unica in questo settore. Sugarmate è stato selezionato in una miriade di concorrenti, alcuni peraltro alquanto validi.
Lo sforzo nel fornire funzioni complesse in maniera semplice, permettere ad utenti poco esperti di accedere ad un’esperienza d’uso completa e circoscritta è veramente un bel traguardo degno di un articolo dedicato.
Il futuro di Sugarmate è per ora molto interessante, Tandem ha già fatto capire che occuperà un posto di onore per gli utenti che hanno necessità di accedere ai dati del microinfusore dell’azienda Americana, che a breve arriverà in Italia con l’attesissimo ControIIQ, dalle proprie vetture CarPlay o mediate Amazon Alexa.
Vedremo se in futuro invece Sugarmate diventerà anche l’applicazione che prenderà il controllo remoto della stessa Tandem. Un futuro interessante grazie a Sugarmate!

Francesco Consiglio

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Dexcom G6 PRO: cos’è?

Da qualche mese Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione e del controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha approvato Dexcom G6 Pro, il primo e l’unico sensore in CGM usa e getta per uso professionale.  

Diversamente dal suo simile Libre Pro che funziona solo “in cieco” (cioè senza che sia visibile la glicemia), questa versione di Dexcom G6 prevede anche l’eventuale visione dei valori da parte del paziente e non solo del medico. Anche se Dexcom G6 Pro non arriverà in Italia, è interessante conoscerlo perché il suo utilizzo potrebbe essere anche una sorta di prova sul campo del tanto atteso Dexcom G7 che secondo alcune indiscrezioni sarà proprio usa e getta.

Apparentemente il dispositivo è identico al suo “gemello diverso” G6, ma i due si differenziano per alcune caratteristiche:

  • Se i sensori sono gli stessi, il trasmettitore bluetooth della versione PRO non dura i classici tre mesi ma è, come detto, usa e getta.
  • Durata identica fino a 10 giorni del sensore, nessuna necessità di calibrare e allarmi solo in modalità non “in cieco” (nel momento dell’inserimento del sensore il medico o l’operatore sanitario decide la modalità d’uso: in cieco o meno). Il dispositivo viene usato dal paziente esclusivamente con uno smartphone compatibile.
  • Le letture di Dexcom G6 Pro, come quelle del G6 possono essere utilizzate per prendere decisioni terapeutiche e i dispositivi sono approvati per pazienti dai due anni di età.
  • Il prezzo dello starter kit è molto inferiore ai singoli elementi acquistati separatamente.

 

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FreeStyle Libre 2, già prescrivibile in Campania

Dopo una lunga attesa sono arrivati anche in Italia “i bottoncini bianchi parlanti” o meglio i sensori FreeStyle Libre2, dotati di allarmi.  Li avete conosciuti in queste pagine del sito per via dei vari test comparativi eseguiti dai nostri collaboratori durante gli ultimi mesi e ora i sensori sono acquistabili dal sito della casa produttrice che “sta lavorando con tutte le altre autorità sanitarie per garantire l’inserimento nelle procedure di acquisto regionali”.

Ad oggi, il FreeStyle Libre 2 è prescrivibile nella sola regione Campania dove, dal 22 aprile il sensore della nuova generazione, è stato incluso nella procedura di acquisto. 

Attualmente in Italia non sono in vendita i lettori per FreeStyle 2 e quindi gli utenti dovranno usare gli smartphone per attivare e usare i sensori con l’apposita app LibreLink.

Come avevamo precedentemente scritto, le due generazioni di sensori si differenziano per:

  • la modalità di trasmissione dei dati (NFC/Bluetooth)

  • la presenza degli allarmi

Le letture del sensore quindi avvengono ogni minuto, ma per sapere l’esatto valore del glucosio bisogna scansionare.

In caso di allarmi non confermati di perdita del segnale, di glicemie sopra o sotto il range impostato, il cellulare abbinato al sensore continua a ripetere l’allarme ogni cinque minuti fino a quando si esegue una scansione che permette di avere il valore dello zucchero nel sangue.

Gli allarmi, i valori rilevati con la scansione e i report possono essere condivisi con altri cellulari collegati con il master attraverso l’app LibreLinkUp.

  • Il MARD (Mean Absolute Relative Deviation – l’indice di errore della lettura glicemica; più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare). La versione FreeStyle Libre 2 presenta un miglioramento anche nell’accuratezza; secondo il produttore, usando l’app FreeStyle Libre Link, raggiunge un MARD del 9,2% (contro 9% complessivo dichiarato per Dexcom G6, 9,4% di Eversense e 8,7% dichiarati per Guardian Sensor 3 che, tuttavia, raggiunge questa accuratezza solo sul braccio per pazienti dai 14 anni con tre-quattro calibrazioni al giorno; accuratezza che scende al 9,6% in caso di sole due calibrazioni giornaliere).

 

Il sensore non è approvato per prendere decisioni terapeutiche e la stessa casa farmaceutica consiglia: “Il test tramite puntura del dito con un misuratore della glicemia è necessario quando i livelli di glucosio variano rapidamente, laddove i livelli di glucosio nel fluido interstiziale possono non riflettere accuratamente i livelli glicemici oppure se il sistema rileva un’ipoglicemia o un’imminente ipoglicemia o quando i sintomi non corrispondono alle letture del sistema”.

Chi fino ad ora ha usato FreeStyle 1 con l’aggiunta di dispositivi intermedi come MiaoMiao, BluCon o Bubble potrà liberarsene ed avere glicemie continue sul cellulare o smartwatch usando solo ed esclusivamente il sensore FreeStyle Libre 2?

La risposta è no. Per poter avere le glicemie continue serviranno ancora i vari piccoli lettori da applicare sopra al nuovo sensore di casa Abbott. Per ora non ci sono previsioni e notizie su eventuali progetti ufficiali in tal senso.

Esistono tuttavia delle procedure non ufficiali che eliminerebbero la necessità del MiaoMiao o simili, permettendo quindi di ricevere i valori glicemici sul telefono senza dover strisciare il lettore sul sensore; ma per motivi legali, il cosiddetto patching della app è fortemente contrastato dalla casa madre e deve comunque essere realizzato in autonomia dall’utente.

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Il Pancreas Artificiale AndroidAPS… funziona!

Questa è l’esperienza promettente (e concreta) di Marco Perrone, paziente e precursore italiano.
Oltre ad essere un amante della tecnologia impiegata in ambito diabetico, Marco amministra con passione, insieme ad Elena Romito, il gruppo dedicato al Pancreas Artificiale fai-da-te AndroidAPS, punto di riferimento in Italia per chiunque voglia conoscere e provare il progetto, già adottato nel mondo da migliaia di pazienti.

Ho voluto creare questa presentazione principalmente con due finalità.
✔️ La prima è fornire in italiano, tramite la mia esperienza diretta, una prima e contenuta panoramica della struttura di AndroidAPS, delle sue funzioni e del suo utilizzo.
✔️ La seconda è condividere i risultati ottenuti utilizzando questo sistema di pancreas artificiale open source.

Utilizzo AndroidAPS dal 2019 e all’inizio non è stato così immediato comprenderne il funzionamento; la documentazione è ampia e bisogna approcciarsi a un modo completamente nuovo e innovativo di gestire il diabete di tipo 1. Le slide, che non sostituiscono in alcun modo la documentazione ufficiale, sono strutturate per fornire un primo “contatto” con il sistema, in relazione alla vita di un paziente diabetico e al suo vissuto, anche clinico. Cosa è AndroidAPS? Cosa serve per iniziare? Si continua con le considerazioni sulla sicurezza, l’interfaccia dell’app e la sua configurazione iniziale, gli algoritmi utilizzati e il loro funzionamento, i pro e i contro del sistema. Si termina con le considerazioni finali tramite il confronto dei risultati ottenuti con quattro diverse terapie nel corso di quasi 20 anni. Chiunque abbia voglia di saperne di più è invitato a documentarsi tramite i canali ufficiali del progetto, linkati all’interno della presentazione.

Marco Perrone

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Nuove tecnologie per il diabete: «Noi penalizzati perché siamo sardi»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Angela Sanna, affetta da diabete di tipo 1 e residente in Sardegna.

Uno dei tanti problemi nella vita di un diabetico riscontrato con la sanità pubblica: La mancanza della prescrizione dei dispositivi innovativi.

La Regione Sardegna, nel 2017, ha aderito alla convenzione stipulata dalla Regione Piemonte per la fornitura di microinfusori per insulina (e di tutti i sistemi di monitoraggio in continuo). La Regione Piemonte, e altre regioni interessate che avevano stipulato tale convenzione hanno poi provveduto a stipulare un nuovo contratto “ponte” con le aziende fornitrici, che offrivano prodotti più tecnologici e innovativi, la Sardegna invece è rimasta ferma.

Si…. ferma. Sarebbe bastata una deroga (così come hanno fatto le altre regioni) o un nuovo contratto.

I microinfusori forniti dalla Regione Sardegna ai diabetici sardi sono rimasti, ad oggi, maggio 2020, quelli vecchi proposti nel 2017, ormai obsoleti, superati da dispositivi tecnologicamente più avanzati, e oltretutto se dobbiamo dirla tutta anche in numero insufficiente, troppo poche infatti le concessioni, e visto l’alto tasso di diabetici sardi, senza parole….. 😰

Diabetici che non possono essere penalizzati solo ed esclusivamente perché sardi.

Noi diabetici sardi abbiamo il diritto come tutti i diabetici italiani di curarci al meglio, con dispositivi evoluti, oggi disponibili e prescrivibili, dispositivi che talvolta si discostano di pochissimo rispetto al costo di quelli ormai obsoleti (vedi il Medtronic 640G, unico prescrivibile con il microinfusore successivo prodotto della stessa azienda Medtronic 670G) e proposti nella vecchia convenzione.

Inoltre come tutta la tecnologia a breve avremo dispositivi ancora più evoluti, come il 780G sempre della Medtronic, il prodotto top del periodo, più innovativo, il top proprio nella gestione del diabete e che potrà essere di grande aiuto nella gestione di esso e nella prevenzione delle complicanze di questa subdola malattia.

Perché si, chi non lo vive non lo sa ma avere un microinfusore per la maggior parte di noi diabetici significa rivivere, riavere una vita, con sacrificio, ma rivivere, perché avere un microinfusore significa comunque gestire al meglio il diabete con tanto impegno, studio dei vari fattori che influenzano l’andamento glicemico con il microinfusore ma, un diabetico microinfuso è per la maggior parte delle volte un diabetico, che con l’aiuto del diabetologo e del referente dell’apparecchio che utilizza, attento e che si cura di se stesso per non avere complicanze e non ricadere un domani sul servizio sanitario nazionale come persona invalida.

Quindi: noi diabetici sardi chiediamo agli Assessori, alle Associazione che dicono di lavorare per la nostra tutela, un aiuto …… aiutateci nella lotta per ciò che farà stare bene noi pazienti. bene oggi e domani.

Aiutateci per avere dispositivi di nuova generazione che ci permetterebbero di vivere più a lungo sereni, senza complicanze, senza nessun costo futuro per la sanità pubblica.

Angela Sanna

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YpsoPump, microinfusore piccolo ma grande

In attesa del Pancreas Artificiale, è prevista per fine anno l'integrazione con il sensore glicemico Dexcom G6.

È prodotto da Ypsomed e vi spoileriamo subito il finale: ci piace. Perché riesce a racchiudere in sé molte delle caratteristiche di punta dei concorrenti. E lo sa fare in un modo molto elegante.

PICCOLO È BELLO

Innanzitutto, visto che questo articolo è nato al contrario, partiamo da un aspetto troppo spesso relegato in seconda pagina, ossia dalle dimensioni: le sue misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm) gli consentono di avere un volume che è meno della metà di uno dei diretti concorrenti, il Medtronic 670G, il tutto in 83 grammi, insulina e batteria incluse! Il che lo rende perfetto non soltanto per chi vuole un dispositivo discreto, ma anche per i più piccoli. Se pensate che il Tandem t:slim X2 sia piccolo, rifatevi gli occhi:

PIT-STOP DA MONOPOSTO

Un’altra caratteristica rara, ma molto comoda e apprezzata tra chi ha la possibilità di usufruirne, consiste nella possibilità di utilizzare cartucce d’insulina (NovoRapid PumpCart da 160 U) già preriempite. Grazie a questo sistema le bolle d’aria all’interno del catetere si riducono praticamente a zero, come avviene già con il più famoso Roche Accu-Chek Insight: provare per credere.

Per i più esigenti,  esiste la possibilità di impiegare anche cartucce vuote, da riempirsi con altri tipi d’insulina. Questa doppia possibilità rende YpsoPump unico nel suo genere (l’animo DIY ha registrato pazienti che hanno usato cartucce YpsoPump vuote nel microinfusore Insight, tuttavia questa è una pratica non ufficiale e quindi pericolosa).

IL PANCREAS ARTIFICIALE

Partiamo da un assunto piratesco che, fino ad oggi, non è mai stato disatteso:

Se un microinfusore ha un’interfaccia Bluetooth, allora è il candidato ideale per essere trasformato Pancreas Artificiale con sistemi open source come AndroidAPS

Quindi, dato che YpsoPump ricade in questa categoria, allora ha i numeri per diventare PA.

Tuttavia, senza la reale necessità di addentrarci un questi terreni osteggiati dalla comunità medica, vi diamo una buona notizia: nella tabella di marcia di Ypsomed, la pompa YpsoPump diventerà presto Pancreas Artificiale. Difatti, essendo questo un sistema smarphone-centrico, la sua agile interfaccia si presta a implementazioni veloci e potenti: è già in progettazione l’app ufficiale equipaggiata dell’algoritmo di Pancreas Artificiale chiamato Dexcom TypeZero, che piloterà il microinfusore permettendogli di infondere in modo intelligente l’insulina. Il tutto, interfacciandosi con il migliore dei sensori glicemici oggi sulla piazza: il Dexcom G6.

Ypsomed ci fa sapere che gli obiettivi della società restano ambiziosi:

La scelta è stata, già più di un anno e mezzo fa, di collaborare con JDRF per fornire una pompa interoperabile tramite un percorso autorizzato dai regolatori, ritenuto più sicuro e trasparente rispetto ad “aprire” la pompa al controllo esterno. Attendiamo quindi con ansia la registrazione di algoritmi ACE, secondo JDRF open protocol; a quel punto sarà possibile “aprire” il microinfusore ad applicazioni terze approvate, attraverso la mylife APP, essendo la nostra pompa già oggi Bluetooth Low Energy compliant.

Uno dei più grossi limiti percepiti da utilizzatori e medici è consistito fino ad oggi nel non poter fare interagire un sensore con questo microinfusore. Ed è quindi questa la strada intrapresa da Ypsomed: la disponibilità del primo step del percorso mylife Loop, ovvero l’integrazione su mylife App di Dexcom G6 avverrà a partire da fine anno.

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