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Arriva l’app di DeeBee.it per Android!

Le funzioni principali del sito raccolte in un'unica comoda applicazione per gli smartphone col robottino verde.

Era nell’aria da qualche tempo e, finalmente, siamo arrivati alla prima pubblicazione dell’app DeeBee.it, disponibile in versione ufficiale sul Play Store di Google.

Scopo di questa nuova piattaforma è quello di avere a portata di dito e immediatamente fruibili in un unico contenitore le funzioni e i calcolatori più utilizzati sul sito di DeeBee.it. Conoscere la tabella nutrizionale di un alimento o il suo contenuto in carboidrati non è mai stato così facile. Oppure, calcolare la quantità di zucchero raccomandata per uscire da uno stato ipoglicemico, o conoscere in anticipo la propria glicata e molto altro ancora.

È uno strumento nuovo e dinamico: tutte le prossime funzioni, uniche e da noi concepite, sviluppate e atte a semplificare la vita delle persone con diabete e dei loro familiari, andranno ad arricchire il menù dell’app che, quindi, nel tempo diverrà sempre più completo e variegato.

DeeBee.it, quindi, da oggi è anche un’app gratuita, frutto del lavoro, delle intuizioni e dei suggerimenti dei nostri lettori e dei membri del nostro gruppo Facebook protetto, che gestiscono il diabete quotidianamente. Non resta che scaricarla!

I nostri canali ufficiali

L’app è l’ultima arrivata nella suite di strumenti gratuiti e senza pubblicità che DeeBee Italia mette in campo per divulgare l’informazione libera sul diabete, e si va ad aggiungere al gruppo Facebook protetto, alla pagina Facebook pubblica, all’account Twitter, alla bacheca di Instagram e alla Newsletter.

Siete dei veri navigatori 2.0? Allora, potete usare anche il nostro QR-Code! Enjoy.

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Basta una goccia …

Evento apericena il 17 dicembre a Roma: ogni partecipazione regalerà quattro glicate senza prelievo, quattro bimbi col sorriso.

I muri dell’ambulatorio della Diabetologia Pediatrica del Policlinico Umberto I a Roma sono pieni di personaggi dei cartoni più amati dai bambini, dipinti con colori accessi che mettono allegria. Se ti avvicini senti voci rassicuranti di infermiere che cercano di calmare pianti disperati di bimbi. Dalla porta esce una bimba bionda, gli occhioni grondanti di lacrime e la manica del maglioncino rosa arrotolata. Cerottino con gli animalini su una rabbia che riempie la stanza. “Ti ha fatto male?” Muove la testa da destra a sinistra, come per scrollare  l’angoscia dalle trecce. Dietro il papà che cerca di mandare giù il magone e sorride solo con la bocca.

È il controllo trimestrale dell’emoglobina glicosilata, o semplicemente la glicata, che ogni bambino e adulto affetto da diabete deve fare. Si può fare con un prelievo venoso o con una semplice puntura sul dito, come se fosse un normale controllo di glicemia capillare. A Roma, nei tre centri pediatrici, il controllo viene fatto con un vero e proprio prelievo, per i più piccoli spesso vissuto come un dramma che si ripete ogni tre mesi. Gli ambulatori non hanno la possibilità di avere i reagenti per poter eseguire l’esame con il prelievo da dito e con risultato immediato. Per i diabetologi questo è il modo ideale per poter confrontarsi con i genitori o gli stessi ragazzi diabetici sulla gestione della patologia. “Fare una visita con  il valore della glicata già in mano, per noi medici vuol dire avere chiaro il quadro della situazione e poter dare così precise indicazioni sulla terapia. Mentre per i genitori o i ragazzi significa non solo non subire tre prelievi in più all’anno, ma anche risparmiare tempo e fatica e poter fare tutto insieme: esame e visita”, ci racconta il Prof.  Francesco Costantino, Responsabile del Servizio di Diabetologia Pediatrica del Policlinico Umberto I.

“Fare una visita con il valore della glicata in mano significa poter dare precise indicazioni sulla terapia”, Prof. Francesco Costantino.

Noi di DeeBee Italia abbiamo deciso di fare qualcosa, subito e di concreto per poter attrezzare inizialmente questo centro con il necessario per avere la glicata da dito. Grazie all’idea e alla disponibilità immediata e illimitata dell’Aroma Osteria Fleming in Via Antonio Serra 11 a Roma, del Dj Alessio Galassi che si è offerto senza se e senza ma, prenderà il via la maratona che permetterà di risparmiare a una prima parte dei bambini romani, prelievi inutili e dolorosi. A ridosso di Natale, il 17 dicembre,  a partire dalle ore 19, ci sarà un aperitivo-cena di beneficenza, con tanta musica e buona cucina (per prenotare 06 33218 763).

Sarà una serata speciale che aprirà le porte alla realizzazione di quella che tra noi chiamiamo “un pezzetto di sogno“, alla campagna BASTA UNA GOCCIA.  Vogliamo far diventare quel pezzetto, un puzzle finito, con sopra un meraviglioso disegno che sa di libertà. Non solo per i bimbi del Policlinico e non solo per quelli romani.

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Non solo glicata: la deviazione standard

All’inizio degli anni ’70 un team di ricercatori, dopo aver isolato una frazione emoglobinica di alcuni soggetti diabetici, si rese conto che la sua concentrazione nel sangue era più alta dei valori standard. Con questa scoperta i tre scienziati, L.A. Trivelli, H.M.Ranney e H.T.Lai, posero le basi per la ricerca che mise a disposizione degli medici diabetologi un efficace strumento: l’emoglobina glicata (HbA1c o, semplicemente, glicata).
Si dovettero però aspettare ben vent’anni prima che venisse accertata la correlazione tra questo valore e le complicanze microvascolari. Sempre negli anni ’90, l’emoglobina glicata divenne il metro principale per la valutazione del buon compenso glicemico.

Fu il dottor Ilr B. Hirsch, direttore del Centro di Cura del Diabete presso il Washington University Medical Center, a sottolineare nel 2005 come la semplice media glicemica (e dunque l’emoglobina glicata) non fosse un parametro sufficiente a confermare una buona gestione della malattia: era essenziale accostare all’HbA1c un altro parametro: la deviazione standard.

DEVIAZIONE STANDARD

Premessa: non ci addentreremo nei meandri delle definizioni matematiche, che lasciamo ai più curiosi, bensì cercheremo di capire a cosa serve. La deviazione standard (chiamata anche variabilità glicemica, o SD dall’inglese Standard Deviation), rappresenta la frequenza e l’ampiezza delle oscillazioni glicemiche intorno alla media. Da questa definizione si evince che a parità di emoglobina glicata possono corrispondere valori di SD molto diversi.

Esempio

Prendiamo due amici, Giulia e Andrea, la cui media glicemica è di 150, ma:
A) Giulia con una glicemia che nel tempo oscilla tra 140 a 160;
B) Andrea con una glicemia che nel tempo oscilla tra 50 a 250.

Se ci soffermiamo un attimo sulle considerazioni del dottor Hirsch, è in effetti intuibile che Giulia, pur avendo i due amici la stessa media, presenti una compensazione molto migliore di Andrea.  Oppure, utilizzando la SD, possiamo dire che:
Giulia è meglio compensata perche ha una SD più bassa di Andrea.

In altre parole, pur avendo la medesima glicata, nel caso di Andrea non vi è un buon compenso poiché l’HbA1c è frutto di una media tra molte ipoglicemie e iperglicemie.

IL CALCOLO DELLA DEVIAZIONE STANDARD

A differenza della glicata che, pur essendo la cartina tornasole della media glicemica degli ultimi mesi (l’arco di vita di un globulo rosso è di 120 giorni), esprime un valore reale, la deviazione standard è invece il frutto di un’equazione matematica.

La variabilità glicemica viene calcolata con più affidabilità da chi possiede un sistema di monitoraggio continuo della glicemia, ma è possibile ottenere un valore indicativo anche per chi, sguarnito di CGM, utilizza il solo glucometro. Esistono allo scopo svariati calcolatori online; in aggiunta, esistono servizi orientati al diabete grazie a quali, previo scarico dei dati di sensore e/o glucometro, è possibile ottenere la deviazione standard: uno tra i più famosi e utilizzati è Diasend.
ds

VALUTARE LA DEVIAZIONE STANDARD

Una volta ottenuta la deviazione standard, come facciamo a sapere se è accettabile o meno?

Sempre secondo il dottor Hirsch il compenso glicemico, per definirsi buon compenso, deve generare una deviazione standard pari al massimo ad un terzo della media glicemica. 

BUON COMPENSO

SD <= [media glicemica] / 3

Nell’esempio di Giulia e Andrea, la cui glicemia media era di 150 mg/dl, possiamo dire che Giulia, la cui deviazione standard è minore o uguale a 50 mg/dl, è ben compensata.

Buona glicata a tutti!
Ma non solo.

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Conta dei carboidrati

Non sono molto lontani i tempi in cui un paziente diabetico era “costretto” a mangiare sempre la stessa quantità di carboidrati e, di conseguenza, fare la stessa dose fissa di insulina ad ogni pasto. Il principio di questa dieta rigida e pianificata fu messo in discussione quando nel 1994 l’American Diabetes Association (ADA) propose un nuovo approccio terapeutico sotto il nome di MNT – Medical Nutrition Therapy (Terapia Medica Nutrizionale). In altre parole, si abbandonava il concetto della dieta ferrea e il programma dietetico basato sulla liste di scambio degli alimenti, e si introduceva l’idea di adeguare la terapia alle abitudini alimentari e allo stile di vita del paziente.
Con l’aiuto fondamentale di un diabetologo e di un nutrizionista, seguendo alcune regole empiriche che servono come punto di partenza, il conteggio dei carboidrati (in inglese CHO counting) permette di definire, con una certa precisione, la dose di insulina necessaria per metabolizzare i carboidrati presenti in un determinato alimento. Questa tecnica, che richiede un continuo processo di regolazione e riadattamento, porta indubbiamente effetti positivi sulla qualità della vita e benefici psicologici per il paziente.

Dopo il training, effettuato da un team composto da diabetologi, infermieri, nutrizionisti e dietisti (come da posizione ufficiale dell’ADA) il paziente sarà in grado di conoscere il quantitativo di carboidrati contenuto in ogni alimento e con quanta insulina “coprirlo” senza innalzare troppo la glicemia postprandiale, con un occhio di riguardo a ciò che influisce sull’assorbimento di insulina e carboidrati.

In questa sezione abbiamo raccolto il materiale utile per un primo approccio al conteggio dei carboidrati. Le informazioni riportate non sostituiscono i corsi e i training effettuati da diabetologi e nutrizionisti.

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Insulina faster-acting in arrivo

Non è stato svelato ancora il nome ufficiale della nuova insulina aspart “faster-acting” per la quale Novo Nordisk ha già chiesto l’approvazione alla commercializzazione. Il 4 dicembre 2015 la multinazionale farmaceutica con sede a Bagsværd in Danimarca ha annunciato di aver presentato richiesta di approvazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dopo soli cinque giorni, anche alla Food and Drug Administration (FDA).

Il vice presidente esecutivo e direttore scientifico di Novo Nordisk, Mads Krogsgaard Thomsen, sostiene che la richiesta di approvazione dell’insulina aspart “faster-acting” è un passo avanti nell’aiutare le persone con il diabete a migliorare il loro controllo glicemico post prandiale. “I trial dimostrano che la nuova insulina aiuta nel migliorare le glicemie postprandiali e può portare a un’ulteriore diminuzione dell’emoglobina glicata e maggiore flessibilità rispetto a Novorapid”.

Le due richieste di autorizzazione si basano proprio sui risultati dei trial clinici che hanno coinvolto 2100 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e 2. Durante le quattro differenti prove è stato dimostrato che le persone trattate con questa nuova insulina ad azione più veloce hanno raggiunto un migliore controllo post-prandiale rispetto alla classica NovoRapid e una riduzione dell’emoglobina glicata (HbA 1c) pari a quelli trattati con Novorapid.

insulina_fast

Secondo i dati presentati a settembre del 2015 a Stoccolma al Congresso Europeo di Diabetologia (European Association for the Study of Diabetes, EASD) la nuova insulina raggiunge il 50% del picco dopo 20 minuti dall’iniezione (12 minuti prima della classica Novorapid) e dopo 55 minuti raggiunge il suo picco massimo (contro 82 minuti della Novorapid classica). La nuova formulazione, realizzata grazie all’aggiunta di due eccipienti, sembra assicurare un assorbimento anticipato, rendendo la nuova insulina più efficace sia per l’utilizzo con le penne sia con i microinfusori.

 

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Vuoi conoscere la tua glicata con Nightscout?

Conoscete già il  velocissimo metodo per analizzare i dati del Dexcom e capire dove intervenire per ottenere glicemie sempre migliori?
Una sorta di Diasend online pronto all’utilizzo e con i dati sempre aggiornati, senza dover collegare il Dexcom al PC e quindi preservando la fragile porta del ricevitore.

Per installare l’estensione, dovrete aprire questo link (utilizzando il browser Chrome, mi raccomando!).
Non avete Chrome sul vostro PC? Installatelo ora.

glicata nightscout DeeBee

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Glicata e glicemia media – Tabella di conversione

La media glicemica degli ultimi 3 mesi e la glicata sono strettamente correlate.
In che modo? Scoprilo con questa semplice tabella creata dal nostro gruppo facebook.

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