Archivi tag: Luisa Codeluppi

Sottile

Quella che mi è saltata addosso è una malattia davvero sottile.
Non è insozzata di sangue né di bubboni. Non ti cambia il colorito.
All’inizio sembra non pesare quintali, sta lì sulle spalle, le mani al collo, non troppo strette. E la morsa solo quando vuole.
Ti permette una certa libertà: un metro a destra, uno a sinistra, due passi avanti, che non siano tre.
Impartisce ordini senza urlare. Preferisce le stilettate dentro le orecchie, dritte pulsanti sul nervo.
E’ mortifera, ma con eleganza, come le femmes fatales del ‘900, capaci di avvelenare lentamente.
La sua doppiezza l’ho riconosciuta quasi da subito, anche se dicevano che mi sbagliavo io: non si mostra se non per accecarti, quando non te l’aspetti, con incontri raggelanti -una donna con le gambe inutili, un ragazzo col bastone-.
Ti fa concessioni e quando allunghi le mani le bacchetta con una canna tagliente. Non sempre, solo quando le va.
Se fosse una persona sarebbe una persona intelligente. Cattiva, infida, antipatica, stronza e intelligente.
E’ doppia, ma forse anche tripla: ti illude, ti fa male e solleva i tuoi sensi di colpa. E’ così abile anche a sporcarti di vergogna, che dopo ci pensi da solo a infliggerti l’adeguata punizione.
Le piace il lavoro pulito, insomma.
E’ tanto attenta a non svelarsi troppo che qualcuno sostiene che non c’è. Forse è in questi casi che si diverte di più. L’ ho sentita sussurrare, una volta, che la vendetta si consuma fredda.
Quella che mi è saltata addosso è una malattia davvero sottile.
Ma i miei occhi vedono a fondo e le mie spalle la reggono come si reggono le ombre, che possono calpestarti solo all’indietro.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Paranobetica

Per essere il mio giorno libero ho avuto sufficiente stress. Un’ora e mezza di attesa al negozio Wind, la scoperta di furti mensili da parte di ‘internet’, i casini con la posta elettronica, i geloni che mi fanno male.
Insomma ho bisogno di un risarcimento dolce. Di un premietto, proprio come Elio, quando dà la zampa.
Mi precipito nel bar pasticceria col fiato sospeso.
Voglio il caffè con un chilo di panna montata, proprio quella che prepara G., densa come il mascarpone, pesante come un quintale di nuvole. Ma ho bisogno anche di una pastazza con la crema gialla sopra e la frolla compatta e lucida di zucchero.
Mi sale il desiderio, l’urgenza. All’unisono mi assalgono gli scrupoli: impossibile contare i carboidrati, impossibile contare i grassi. Non ho voglia di casini glicemici, che ho già dato a sufficienza stanotte.
Il mio corpo urla: “Voglio il premietto! il premietto! il premietto!”, la razionalità impone: “Frena Ciccio,che dopo sono ca@@i.”
Vince lei: per togliermi dai guai ordino un caffè marocchino e un mignon.
Divoro il mignon, minuscolo, inconsistente, in un solo boccone. Neanche mi sforzo che siano due, per eleganza femminile. Dura il piacere di 3 o 4 secondi. Mi assale immediatamente un’insoddisfazione lancinante.
Che cacchio, mi sento infelicissima.
Esco con un buco nella pancia che prima non avevo.
Mi distraggo per una mezz’ora finché infilo in un altro bar e mi prendo la panna che desideravo prima.
Solo che è scioltarella, e l’orzo è freddo.
Troppo tardi.
Se questo mio branetto può insegnare qualcosa, questo qualcosa è: la volta che hai BISOGNO di un premietto, regalati IMMEDIATAMENTE il premietto adeguato.
Tappa la bocca alla razionalità, fai festa col corpo e la tua anima sarà soddisfatta.
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Mum and me

Mia mamma e io camminavamo nella notte, dopo cena, perché la mia diabetologa me lo aveva prescritto. Attraversavamo la nebbia, la pioggerella e l’aria ghiacciata imbacuccate nei cappelloni e nelle sciarpe di lana. Ogni tanto ci prendevamo a braccetto, quando una delle due era troppo pensierosa. Finché una sera mi disse: -Luisina, stasera sono troppo stanca, puoi andare da sola?- da quel giorno le camminate ipoglicemizzanti sono state cosa mia.
Mi ha accompagnata per anni a tutte le visite mediche. Raggiunti i 18 anni le ho imposto di rimanere a casa. L’ha presa come un’offesa personale, ha recriminato come una fidanzata tradita, ci ha  ritentato inutilmente per anni.
Fin dai primi mesi di malattia veniva a provarmi la glicemia alle 3.00 di notte. La odiavo per questo e glielo dicevo. Rispondeva ‘va bene’, strizzava il dito e mi prendeva la goccia.
Finché, com’è come non è, negli anni, al timbro della sua voce si è sostituita la sveglia, che puntavo prima di dormire.
Ha continuato imperterrita a cucinare leggero anche nel breve periodo in cui mi ingozzavo di nascosto di dolci e lardume.
Per una vita ha azzeccato le mie glicemie scrutandomi gli occhi o la postura, finché ai gonfiori oculari delle mie iperglicemie si sono sommati troppi segni del tempo e di altre fatiche.
Grazie al mio diabete ha pronunciato il suo primo ‘CAZZO!’ ad alta voce: ‘Il dott.M. dice sempre che basta che ti curi e puoi fare una vita normale, ma qui col cazzo che facciamo una vita normale!”.
Al telefono ha riso rumorosamente o tirato su col naso a seconda dell’esito dell’emoglobina che le comunicavo, fino a…no, questo succede ancora oggi.

E così ieri mi si è scritto questo pensiero in testa, perché l’ho trovata in cucina, noiosetta e melanconica come sempre nei giorni di pioggia.
E glielo dedico oggi,
che è tornato il sole.

Sunset Beach Abendstimmung Sun Sky Panorama Sea
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Quando capita

Il diabete è più leggero se c’è il sole. Quando cammino coi muscoli sciolti.
E’ più leggero se non ho l’agenda piena, se posso concedermi di stare fissa
con gli occhi alla finestra.
È più leggero se non leggo scemate sulla mia malattia,
se fingo che la gente abbia criterio.
È più leggero se sono innamorata, e non solo della vita. Che l’ossitocina mi dà una spinta ed è amica dell’insulina.
È più leggero dopo il mestruo, quando diventa mansueto.
È più leggero se la gente non mi dice cosa fare,
se non mi vuole salvare.
È più leggero se non sono troppo severa, se mi accarezzo un po’ il cuore.
È più leggero dopo la panna montata, sempre.
Il diabete è più leggero se la vita fila liscia,
se non è arrabbiata con me.
È più leggero se c’è speranza,
se la speranza non sa di sogno.
Il diabete è più leggero oggi,
che sto in buona compagnia
di me stessa.
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Narrazione

In quest’ultimo anno mi sono interessata meno del “mondo diabete”. Dopo una vita ad occuparmi di questa mia malattia, ho bisogno di fisiologici momenti di allontanamento, causati soprattutto dalla sensazione di deja vu.
Certe parole le hai già sentite, molte battaglie le hai già vissute, troppe cose le hai già scritte.
In questi giorni di tempo libero ho passeggiato velocemente in rete e ciò che mi ha colpito è che la nostra malattia è rimasta, come molti anni fa, una malattia dalla narrazione contraddittoria e multiforme.
Si affiancano a post che declamano la possibilità, per i diabetici, di “poter mangiare tutto” grazie al calcolo dei carboidrati, i post di tutti coloro che, nonostante il calcolo dei carboidrati, stanno vivendo questi giorni di festa con glicemie devastanti.
Di fianco al comprensibile sfogo di una madre che vede squartare la propria famiglia per la seconda volta dal diabete di tipo 1, e che ha bisogno di sostegno nei tragici momenti precedenti la raccolta delle forze, i consueti post risolutivi e conclusivi del “C’è di peggio”.
Parallelamente alla notizia -assurda, scioccante- dell’ennesima morte in giovane età per mancata diagnosi (ancora, ancora, ancora!) testimonianze di chi porta avanti la confusione tra tipi di diabete e definisce genericamente il “diabete” come la “malattia del benessere”.
In alternanza a post esultanti perchè sulla carta si dice che nella regione X i sensori saranno distribuiti gratuitamente, sfoghi di chi lotta inutilmente per avere un numero di strisce glicemiche sufficienti a stare a galla.
Lamentele di chi si trova a 180 due ore dopo un pasto a base di pane e lardo accanto a chi chiede al Cielo di donargli un 180 due ore dopo la bistecca di tacchino.
Racconti di chi afferma che la malattia non pone limiti e parole pudiche di chi sente la necessità, ma si vergogna, di parlare dei limiti che questa malattia ha tracciato nella sua vita.
A differenza del passato, tra questi scambi dalle molteplici sfumature c’è anche spazio per quelli che parlano di ricerca, di “lavoro sul diabete”. Quindi di futuro. E anche di leggi da cambiare. Quindi del potere che abbiamo in mano.
Credo che una delle caratteristiche che distingue la nostra da altre malattie sia questa: la profonda contraddittorietà della narrazione.
Anche per questo il mondo di fuori fatica a capire. E quindi ad ascoltare.
Il mio diabete dopo pochi anni dall’esordio è diventato cattivo e ha gonfiato la sua cattiveria con il procedere del tempo, parallelamente all’aumentare della mia forza. Le sfumature, le sue e le mie, in 32 anni le ho vissute e raccontate quasi tutte.
Quello che mi auguro è che nella molteplicità delle varie narrazioni, sempre di più si cerchi di seguire le fila della propria “verità interiore”, senza necessità di fingere, con sé e con gli altri.
Solo così il racconto, qualunque esso sia, non sarà esposizione sterile ma potrà essere strumento di aiuto agli altri.
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale, per 31 anni ti ho scritto per chiederti qualcosa riguardante il mio futuro e quello di molti altri. Per questo 32esimo anno invece, ti chiedo di voltarti, insieme a me, all’indietro.
Ho vissuto in un’epoca in cui di diabete di tipo 1 non si poteva parlare, non si poteva parlare ‘veramente’, intendo. Il diabete era il centro di un mondo in cui le cose andavano MOLTO MOLTO MOLTO bene e quando mi ostinavo a raccontare che le cose andavano a volte meno bene, venivo classificata come ‘diversa’. Diversa è stato per molto tempo l’unico modo in cui mi sono potuta sentire. Questa diversità è diventata un abito tanto aderente da fondersi con la mia identità.
Ho vissuto decenni circondata da muri di gomma: da una parte il muro della rappresentazione semplicistica della malattia, dall’altra un muro che sembrava bloccare ogni passo avanti nelle cure e nella ricerca.
Poi, Caro Babbo Natale, se guardi bene, a un certo punto le cose, una manciata di anni fa, hanno cominciato a cambiare in modo significativo. Sono cambiati i colori, la quantità di ossigeno nell’ aria, la trasparenza delle parole: la tecnologia ha cominciato a darci una mano, i muri della rappresentazione ipocrita della malattia hanno cominciato a sgretolarsi, sono usciti come lucertoline al sole alcuni ricercatori col cuore in mano a ricordarci che la Speranza è qualcosa di più di una parola scritta in un diario segreto. Sono comparsi addirittura cantanti dalla voce attenta che hanno voluto offrire fondi per la ricerca sulla nostra malattia.
Insomma, Babbo Natale, che tu c’entri o meno, qualche regalo negli ultimi periodi l’abbiamo ricevuto.
Devo dirti che il percorso degli anni più importanti della mia vita non è stato esattamente come avrei voluto, il disegno è risultato spigoloso, poco lineare e pieno di cancellature di gomma sporca. Ma, se non il miglior disegno tra i disegni possibili, se lo guardo dall’ inizio, il mio percorso ha comunque una sua profonda bellezza.
So che il tragitto di chi è entrato in questo mondo da poco tempo sarà più armonioso, più morbido.
Caro Babbo, non ti ho fatto girare le spalle per desiderio di non guardare avanti, ma per la voglia di guardarci e di avanzare con i piedi ben ancorati al suolo del presente. Che secondo me è un modo alternativo di volare.
Anche se forse non abbiamo più così tanto bisogno di te, Babbo, tu stacci vicino.
Che sei pur sempre una bella compagnia. E almeno ci si sente tutti più giovani e magri.
Ciao Lu
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Quella stanchezza

Se ti dico che sono stanca,
è perché sono stanca
DAVVERO.
Perché con voce proiettata
ho parlato tutta la mattina
a quarantasei occhi adolescenti
Con la glicemia fissa a 350
e la gola secca
tesa
dolorante
e la bocca ammalata di zucchero.
Ho gestito la classe con finta energia
e ho strappato lucidità dal fondo della pancia,
con le unghie.
E se ti dico che sono stanca
è perché gli occhi sono stanchi di stare aperti
a guardare cose in movimento
e i muscoli sono stanchi
di nascondere tensione.
E il pensiero si ripara
su un letto silenzioso
mentre il giorno lo strattona.
Se ti dico che sono stanca
è perché
“sono una donna normale
e faccio una vita normale”
ma la faccio con la glicemia
alta
bassa
alta
bassa
alta
e con l’anima sbattuta dall’onda.
Se ti dico che sono stanca
è perché devo cercare un riparo
sfilare un istante il corpo
e poggiare il resto su un cuscino.
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

Diversa

Sono nella sala d’attesa della mia diabetologia. Senza contare le visite extra per problemi particolari, dovrebbe essere, circa, la 140esima visita diabetologica di routine della mia vita. Devo discutere della mia emoglobina sempre zoppicante e dei miei esami generali, spavaldamente perfetti.
Intorno a me moltissimi vecchi. Come se i diabetici di tipo 1 stessero in letargo, o comunque alla larga.
Vecchi sovrappeso, per lo più.
Solo due i quarantenni, ammalatisi da bambini, uno quasi cieco, uno claudicante.
Si mescola al fastidio di queste lamentele di anziani che vorrebbero continuare a mangiare la stessa quantità di tortelli o di tigelle che mangiavano ‘prima’, al loro scoramento per essere passati a farsi addirittura una insulina al giorno, al loro ‘diabete al femminile’, al loro ‘diabete alto’, o ai loro ‘abeti’, la sensazione di essere diversa. ‘Diversa’ come mi sentivo a 13 anni, dentro al medesimo poco ameno contesto, ma ‘diversa’ in modo meno spaventato di allora.
Diversa e orgogliosa che il diabete non mi abbia affossata e che il mio corpo resista. Che anche il cervello non sia messo così male.
A differenza di un tempo questo contesto mi tocca meno, mi feriscono meno gli occhi vuoti e la gamba claudicante di questi due uomini ancora giovani e l’ ignorante sovrappeso di queste persone altrimenti sane.
Niente mi incide a fondo la pelle, dopo tanti anni.
Perché qui in mezzo sento come non mai che la mia corazza è dura e, a beffa della mia vita di diabete, ostinatamente ‘sana’.

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

14 novembre

Oggi è domenica. C’è fresco e, seppur velato, è uscito il sole.
Da stamattina presto ho la glicemia molto alta. Chissà perché. Forse gli ormoni o il dolore al fianco. Forse ieri ho esagerato con la maionese. Ma il perché non conta più, da tanti anni.
Mi sento stanca e i pensieri sono lenti. Per fortuna, non essendo giorno di lavoro, posso permettermi di sdraiarmi un po’.
Sto sul divano e continuo a farmi iniezioni, anche se sembra non servire.
Fuori c’è il mondo: la piazza vociante i giornali le passeggiate le campane i motorini le bici le colazioni i capannelli eleganti le pastarelle le foglie gialle al vento gli incontri.
Qui con me l’ allarme sordo del sensore ribadisce a intervalli regolari la persistenza interna del mio veleno.
Da qualche parte, là fuori, un treno è diretto verso una meta. In questo momento io sto giù, immobile.

Ne parlo e ne scrivo da sempre perché si sappia che cosa è il diabete di tipo 1, la mia malattia autoimmune.

Senza fondi alla ricerca sul diabete di tipo 1 il nostro domani non sarà diverso.

-14 novembre 2017 giornata mondiale del diabete-

https://dri.hsr.it/sostienici/

Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!

L’isola che non c’è

Non è un immagine romantica…o forse sì, se smuove gli affetti e i desideri di tanti.
La passione non c’entra, se non quella di coloro che ci ricercano intorno.
Non si tratta di fosforescenze pubblicitarie né di effetti speciali. Anche se gli effetti sarebbero veramente speciali nelle vite di coloro che quest’immagine la guardano con rimpianto.
Non è un elemento astrale, non c’entra il sole e non c’entrano i pianeti.
È un firmamento che sta dentro di noi.
In alcuni, però, è un firmamento definitivamente spento, senza illusione di scia.
È un’ isola di Langerhans. Un’isola senza mare e, per qualcuno, senza insulina.
Ai miei amici T1, con la speranza di poterne parlare un giorno con parole nuove.
Ti è piaciuto questo scritto di Lu? Clicca qui per leggerne altri ancor più belli!
©Riproduzione riservata
Print Friendly, PDF & Email

Vuoi parlare con le centinaia di amici che hanno già sperimentato le soluzioni proposte su DeeBee.it? Vuoi fare qualche domanda su un argomento specifico per conoscere le opinioni ed i suggerimenti di chi ci è già passato? Vuoi suggerire tu qualcosa dicendo la tua?
Non devi fare altro che iscriverti nel gruppo Nightscout Italia ed otterrai risposta ad ogni tua domanda!
Enjoy!