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GyroPod, il guscio per proteggere Omnipod. Richiedilo su DeeBee.it

Oggi vogliamo presentarvi GyroPod, il guscio per Omnipod creato per preservare il pod, la preziosa (e amata!) pompa di insulina “senza catetere” di casa Insulet, da urti, agenti atmosferici e raggi UV.

Robustezza, vestibilità e versatilità sono le caratteristiche che contraddistinguono questo prodotto, necessario per evitare distacchi precoci.

Resistenza e resilienza

GyroPod è realizzato in nylon, un materiale professionale che conferisce al guscio una solidità molto superiore ai materiali comunemente utilizzati nelle stampe 3D e gli permette di avere pareti sottili ma resistenti anche agli urti più forti.

Indossabilità

Il particolare profilo, stondato e smussato in ogni sua parte, conferisce a GyroPod vestibilità e adattamento al sito di inserimento del Pod.

Versatilità

La struttura di GyroPod è composta da due moduli tra loro concentrici. Una volta innestati uno nell’altro, questi diventano un corpo unico. Ruotabili indipendentemente tra loro, essi aderiscono perfettamente al pod, in qualunque posizione questo si trovi.

Braccio, gamba e vita

La fascia elastica e allungabile permette di indossare GyroPod in qualunque parte del corpo.

Come ordinare GyroPod

Il progetto del guscio GyroPod, in vendita nel negozio specializzato in fasce e gusci per diabete 3Diabetics.com, ci è stato donato dalla stessa ditta gratuitamente per aiutare la nostra ricerca e la nostra attività. Se anche voi volete aiutarci e riceverlo da DeeBee Italia, potete contattarci all’indirizzo email: info@deebee.it

Dove vanno le donazioni?

Le donazioni, unica fonte di sostentamento per DeeBee Italia, sono  reinvestiti in nuovi progetti per una migliore gestione del diabete, come Glimp for Web, il BluCon DEEfender, il GlimBee, il calcolatore di zuccheri e di carboidrati, e tanti altri. Ma il nostro maggiore sforzo è concentrato sulle iniziative benefiche legate alla campagna “Basta una Goccia“. Per ora abbiamo realizzato un primo (e dispendioso) grande passo: strumento di laboratorio per la glicata dal dito e fornitura a lungo termine per la Diabetologia Pediatrica del Policlinico Umberto I a Roma, di cui proponiamo il servizio del Tg RAI.

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Omnipod e Dexcom G6: intervista al nuovo distributore esclusivo per l’Italia

È recente il cambio di guardia nella distribuzione in Italia di Omnipod, il microinfusore senza catetere, unico per ora nel suo genere. Abbiamo intervistato Cristiano Ferrari, presidente di Theras Group, l’azienda di Salsomaggiore Terme che tra poco porterà nella penisola anche l’ultimo uscito di casa Dexcom: il G6, il sensore che non necessita di calibrazioni.

Grazie per l’intervista che sicuramente sarà d’aiuto ai nostri lettori. Ci racconta qualcosa della Theras, della sua storia e dei campi di cui si occupa oltre al diabete

Theras è una azienda italiana nata nel 2011, fin da subito abbiamo avuto come punto centrale delle nostre attività il paziente, infatti, abbiamo cercato di fornire soluzioni che portassero un reale miglioramento nella qualità della vita e nello stato di salute dei pazienti. Allo stesso tempo abbiamo cercato di portare ai professionisti della salute soluzioni terapeutiche all’avanguardia.
Anche il nome della compagnia racchiude molto bene il significato del nostro impegno, ossia Terapia ed Assistenza, poiché riteniamo che nell’attuale panorama sanitario italiano una azienda debba fornire ai professionisti della salute e di conseguenza ai pazienti assieme a terapie innovative, anche un elevato livello di assistenza e supporto successivo alla vendita.
Per spiegare meglio, la nostra volontà è da sempre stata quella di mettere a disposizione il nostro know-how sui prodotti alla classe medica per elevare lo standard terapeutico offerto ai pazienti.
Oltre al diabete il nostro focus è il dolore cronico anche in questo ambito come nel diabete abbiamo cercato di avere soluzioni terapeutiche non farmacologiche che offrissero al medico una ampia gamma di possibilità.

Dal primo luglio voi distribuite Omnipod, il microinfusore senza fili, unico di questo genere per il momento. Mi sa dire quanti sono in Italia i portatori di questo tipo di dispositivo?

Anche la nostra partnership con Insulet per la distribuzione esclusiva di Omnipod in Italia rientra nella visione aziendale di mettere a disposizione della classe medica e quindi dei pazienti un prodotto assolutamente innovativo e che al momento non ha eguali sul mercato italiano. Non abbiamo dati precisi relativi ai pazienti in trattamento possiamo solo stimare che siano attorno a qualche migliaio.

Spesso leggiamo di diabetologi, principalmente pediatrici, che stentano a prescrivere Omnipod. Secondo lei perché?

La decisione della terapia per ogni paziente è una decisione puramente medica che tiene conto di molti fattori, per cui non possiamo entrare nel merito delle scelte dei clinici. Il nostro impegno è però quello di fornire loro tutte le informazioni possibili per permettere loro la possibilità di prendere quanto più possibili decisioni consapevoli.

Come state gestendo il passaggio degli utenti da Ypsomed?

Abbiamo una rete di professionisti su tutto il territorio nazionale, all’incirca una persona per ogni regione, che lavora fianco a fianco dei medici ed è disponibile a fornire tutto il supporto necessario direttamente nei centri diabete, ma abbiamo anche un numero verde per fornire il più ampio supporto possibile ai pazienti che utilizzano le nostre tecnologie.  Al numero verde 800587270 siamo pronti a fornire assistenza tecnica sull’utilizzo di Omnipod 24 su 24 sette giorni su sette. 

Siete raggiungibili anche dall’estero?

Si

Ci sono state grosse emergenze in questo primissimo periodo?

No, non abbiamo avuto delle vere e proprie emergenze specifiche, sicuramente la transizione da Ypsomed a Theras ha comportato un aumento del volume delle attività del nostro personale sia alla assistenza tecnica che del personale di campo.
Abbiamo concordato con il nostro partner Insulet una serie di procedure per gestire al meglio ogni problema tecnico del sistema Omnipod e come potete immaginare abbiamo cercato di arrivare preparati al meglio per gestire questa fase, ma ovviamente possiamo
migliorare e ci scusiamo con i pazienti che dovessero aver lamentato qualche disservizio.

Il Tandem, micro di prossimo arrivo in Italia, ha la possibilità di aggiornare il proprio sistema operativo e grazie a ciò, implementa nuove funzioni con il passare del tempo, come stop della basale in previsione di ipo, interfacciamento con il Dexcom G6 e in futuro prossimo probabilmente Pancreas Artificiale. Il nuovo Omnipod potrà vantare le stesse caratteristiche ed essere in più senza filo?Che lei sappia ci sono in arrivo altri microinfusori patch?

Questa che mi fa è una serie di domande molto interessanti. Vorrei darle una risposta univoca. Il mondo del diabete è un mondo in  continua evoluzione e le differenti aziende stanno proponendo nuove soluzioni e questo non può essere che un bene per i pazienti che potranno beneficiare di nuove tecnologie che li aiuteranno a gestire meglio la loro patologia.
Posso dirvi che Dexcom e Insulet sono aziende all’avanguardia tanto è che la rivista Forbes le ha classificate rispettivamente 2° e 4° tra le compagnie più innovative del mondo, per cui i prodotti che verranno messi a disposizione della classe medica e dei pazienti porteranno un ulteriore vantaggio in termini di innovazione.

A breve arriverà in Italia il tanto atteso Dexcom G6. Che tempi si prevedono? Che prezzo avrà in rapporto al G5?

Come lei sa noi siamo i distributori di Dexcom per l’Italia e stiamo lavorando con l’azienda per portare quanto prima questa innovazione ai pazienti italiani, i tempi non sono ancora certi in quanto non dipendono solo dalla nostra volontà e da quella di Dexcom, ma sono vincolati anche alle tempistiche burocratiche e amministrative che occorre espletare per rendere disponibile un prodotto sul mercato italiano. Per quanto riguarda i prezzi al momento non sono stati definiti con precisione, ma sicuramente non si discosteranno dai prezzi del G5.

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Cosa mi porto in viaggio?

“La lista è un bene assoluto, la lista è vita”. Questa frase di Itzhak Stern nel film Schindler’s list sembra fatta su misura per chi deve prepararsi per un viaggio con il diabete al seguito.

Noi ne abbiamo preparata una per facilitare l’operazione “bagagli”, croce e delizia delle vacanze. Contiene tutto ciò che può servire in terapia con penne o microinfusore, per chi utilizza sensore, adulti o bambini. Aspettiamo i vostri suggerimenti per rendere questa lista più completa possibile.

    • Glucometro (se dimentichi il glucometro puoi andare in farmacia dove spesso ne hanno di diversi tipi da dare in omaggio, a volte con delle strisce)
    • Cavo di alimentazione del glucometro (ove presente)
    • Strisce reattive
    • Strisce per chetoni
    • Pungidito
    • Lancette
    • Aghi per penne
    • Disinfettante o alcool rosa
    • Cotone o garze
    • Insulina, compresa basale, in fialette o penne preriempite (per sicurezza portare una ricetta bianca del medico di base con la prescrizione -da qualche mese i medicinali si possono prendere anche fuori dalla propria regione-)
    • Borsetta termica e siberini o astucci Frio
    • GlucoDeeBee
    • Glucagone (e ricetta bianca di riserva)
    • Cambio set per microinfusore
    • Sensori di riserva
    • Batterie per microinfusore o PDM
    • Tappino per chiudere il cerotto del microinfusore
    • Crema anestetica
    • Ricevitore o lettore per sensori con i relativi cavi di alimentazione
    • Inseritore e caricabatteria per trasmettitore per gli utilizzatori di Enlite
    • Manuale del microinfusore
    • Numero di assistenza in caso di guasto del microinfusore o sensore
    • Microinfusore sostitutivo, Animas Vibe o Medtronic (in caso di viaggi all’estero o in zone poco raggiungibili è possibile richiedere un microinfusore da utilizzare in caso di guasto, previo contatto con l’assistenza)
    • Cerotti di protezione  e fissaggio– vetrap, tegaderm e simili
    • Fasce, polsini o cover di protezione microinfusore e sensori
    • Siringhe per insulina
    • Prodotti per togliere i cerotti (olio, Niltac o simili)
    • Forbicine (per sagomare i cerotti di rinforzo)
    • Bilancia
    • Un fotodietometro (ce ne sono diversi qui)
    • Tessera sanitaria con l’esenzione
    • Certificato del diabetologo in inglese per viaggi in aereo
    • Numeri d’emergenza diabete o del centro diabetologico del posto in cui stai andando in vacanza

Per chi usa Nightscout

    • Un cavo OTG di scorta (per Dexcom ed Enlite)
    • Il GlimBee 2 (per chi lo usa, per avere gli allarmi con il Libre)
    • Cavo alimentazione per lo smartwatch
    • Per viaggi all’estero prevedere un piano dati apposito nella SIM del telefono predisposto all’invio delle glicemie.
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YpsoPump, il nuovo microinfusore leggero e con cartucce preriempite

L'ultimo arrivato in casa Ypsomed promette buone prestazioni ad un prezzo molto competitivo.

Molto spesso Ypsomed viene associato al suo prodotto di punta, il microinfusore senza fili OmniPod, un dispositivo composto solamente da un serbatoio patch e un “telecomando”, il Personal Diabetes Manager (PDM). Ma, durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, in programma dal 17 al 20 maggio a Napoli, la casa svizzera lancia in Italia un nuovo prodotto, YpsoPump, entrando così nel mercato dei microinfusori tradizionali. L’ultimo arrivato in casa Ypsomed, già in uso in Germania, Olanda, Regno Unito e nella Repubblica Ceca, a breve farà il suo ingresso anche nel mercato scandinavo, spagnolo e quello indiano.

I COSTI
Ciò che distingue questo microinfusore dagli altri è, in primis, il costo contenuto: gli esperti di Ypsomed promettono al Servizio Nazionale Sanitario di poter “ottimizzare del 30-70% l’uso delle risorse”. L’obiettivo è di arrivare perfino a triplicare le possibilità per un paziente di accedere alla terapia insulinica con microinfusore, che in Italia è ancora poco diffusa se confrontata con gli altri paesi (tra le 300 mila persone affette da diabete di tipo 1 nel Belpaese, i micronfusi sono solo il 4-5%, contro i quasi 40% di quelli americani). In rete abbiamo trovato in vendita il nuovo microinfusore a 3.600 Euro, un prezzo molto inferiore dei suoi simili prodotti da altre case.
  

LE SPECIFICHE

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di trovarci davanti a un prodotto con un design accattivante, minimale ma evoluto, in linea con le tendenze del mercato che si evolve.
YpsoPump, progettato nel segno della semplicità e della leggerezza, pesa solo 83 grammi, batteria e cartuccia incluse (viene alimentato da una pila AAA). Le misure ridotte (7,8 cm × 4,6 cm × 1,6 cm), il set d’infusione che ruota liberamente di 360°, l’interfaccia touch, l’uso delle cartucce preriempite NovoRapid PumpCart da 160 U che possono essere cambiate seguendo una procedura semplicissima, unite alla possibilità di portarlo sott’acqua per un’ora fino a un metro di profondità, sono dettagli che lo rendono ideale per chi predilige la praticità. Ha due profili di basali, i classici tre tipi di boli (standard, esteso e combinato), ma manca del suggeritore di bolo. È stato pensato anche per i non vedenti: difatti senza guardare, si può premere tante volte quanti “scatti” d’insulina di desidera fare e, una volta impartito il comando, il microinfusore vibrerà tante volte quante volte si è premuto il tasto per ulteriore conferma, per poi erogare la quantità desiderata. Ognuno può impostare lo “scatto” secondo le proprie necessità. Lo “scatto” (o step) minimo è di 0,1 unità, ma si ha la possibilità di impostarlo anche a mezza, una o due unità.

I set d’infusione Mylife Orbitmicro hanno il cerotto color carne e la cannula da 31 gauge di calibro, che la rende la più sottile attualmente in circolazione. La lunghezza delle cannule è di 5,5 o 8,5 mm ed il catetere è disponibile in quattro lunghezze: 45, 60, 75 e 105 cm.
Le specifiche, soprattutto se correlate ai costi, sono molto interessanti. Non ci resta che attendere le impressioni dei primi utilizzatori.
I VIDEO

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Cagliari: «La burocrazia condanna mio figlio a continue iniezioni»

C’è un bimbo di nove anni in Sardegna che il 6 febbraio, insieme alla sua mamma, dovrebbe andare nell’ospedale di Cagliari, non per un controllo di routine dal suo diabetologo e neanche per mettere il microinfusore, ma per restituirlo. Non è che non lo vuole, anzi. È da quattro mesi che lo usa e non se ne vuole separare. Ma la regole sono regole e diventano molto pesanti e anche assurde quando vengono applicate male, come in questo caso.

“Abbiamo iniziato il periodo di prova con OmniPod il 5 ottobre del 2016. Ci siamo trovati bene da subito, malgrado le difficoltà che comporta, come per tutti, il primo periodo del passaggio dalla terapia multiiniettiva a quella con microinfusore” racconta Nicoletta, la mamma che da mesi sta lottando contro la burocrazia. I due mesi di prova sono volati in fretta, ma non altrettanto in fretta si sono spostate le carte da un ufficio all’altro. A novembre del 2016 è stata presentata la richiesta del diabetologo per la fornitura definitiva e da allora le pratiche sono rimaste ferme nell’Ospedale San Giuseppe di Isili.

Il microinfusore che usa suo figlio, l’OmniPod, è composto da due elementi. Il Pod, un piccolo serbatoio di insulina che si porta attaccato al corpo e si cambia ogni tre giorni, e il PDM (Personal Diabetes Manager), telecomando che serve per gestire l’infusione, la sospensione, le basali e tutto quello che la terapia richiede. “L’azienda che fornisce il dispositivo ci è venuta incontro allungando di altri due mesi il periodo di prova, lasciandoci il PDM per un totale di quattro mesi, ma non sono bastati”.

Il dispositivo che gestisce il sistema di microinfusione ha un costo di circa 1.300 euro. E per poterlo avere in dotazione per un quadriennio, sembra che manchi un codice identificativo. Quindi la concessione è sospesa.

“Se non fosse da piangere, sarebbe una commedia dell’assurdo” dice Nicoletta. “Io ho appena ritirato la fornitura trimestrale dei Pod. Ma devo andare in ospedale lunedì (6 febbraio, ndr) per riconsegnare il telecomando che abbiamo in prova. Quello in dotazione non è arrivato e non so quando e se arriverà. È come essere usciti da una concessionaria solo con le gomme perché la macchina non te la danno”.

Poco dopo il 6 febbraio i bambini che dovrebbero consegnare il telecomando dei loro microinfusori diventeranno due, e dopo ancora tre e così via man mano che finisce il periodo di prova. Saranno i bambini che avranno visto svanire un piccolo scorcio di libertà e quegli attimi di spensieratezza ritrovata senza dover più fare continue iniezioni.

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Dalla penna al microinfusore, dal glucometro al sensore: il diabete negli occhi

Cosa cambia con l'avvento e l'utilizzo di microinfusori e sensori? Ne vale davvero la pena? Ecco le esperienze dei nostri lettori.

Il diabete di tipo 1 viene notoriamente considerato la malattia invisibile per eccellenza. O meglio, veniva considerata tale fino a quando gli unici strumenti per gestirla erano le penne e le misurazioni capillari. L’uso sempre più massiccio di microinfusori e sensori glicemici hanno reso però il diabete più visibile, una presenza fisica, talvolta ingombrante.

Prendendo spunto dal dubbio di una mamma, alle prese con il passaggio dalla terapia multiiniettiva a quella con il microinfusore, nel gruppo Facebook di DeeBee Italia è nato un dibattito ricco e vivace. Cosa pensa e sente un genitore nel vedere in modo tangibile la malattia del proprio figlio, senza poterla dimenticare neanche per un solo attimo? Quanto questo sentimento può condizionare il proprio figlio? 

Pubblichiamo qui parte della bella e fruttuosa discussione che ha portato molti genitori a intervenire con tanti utili spunti e riflessioni sulle varie sfaccettature dell’argomento. A loro un particolare ringraziamento per aver deciso di condividere anche su DeeBee.it i loro pensieri!

M.L.: Ho un parere da chiedervi. Mia figlia dovrebbe mettere sensore e micro a settembre, e ne siamo felici, lo aspettiamo da tanto. Ma c’è un aspetto che mi mette un po’ di ansia psicologicamente: il vedere su di lei sempre dei “marchingegni”. Ora la guardo e a volte mi sembra quasi “come gli altri”, invece poi mi sembrerà di avere sempre sbattuta in faccia la malattia. A voi è mai successo di avere questi pensieri? Come avete vissuto da genitori questo cambiamento?

I GENITORI RISPONDONO
Serenità

V.L.: Non vedevo l’ora di avere il sensore per la mia bambina, ma quando finalmente è arrivato ho avuto proprio la sensazione che dici tu: la malattia sbattuta in faccia. Ma è durato poco, vedere lei molto più serena ha consentito anche a me di rasserenarmi e ora sono proprio contenta, non saprei farne a meno.

Gli occhiali

S.R.: All’inizio lo nascondi un po’, sotto gli slip o sotto la maglietta. Ora non ci facciamo più caso. Dico sempre a mia figlia: “c’è chi porta gli occhiali e chi con il micro. Ognuno il suo”.

Libertà

E.S.: Penso che ci siamo fatti tutti la stessa domanda. Per me è stato difficile durante le prime settimane, anche perché il micro è stato messo immediatamente alla scoperta della malattia, quindi dovevo metabolizzare tutto in una volta. Poi mi sono resa conto di quanto sia tutto più semplice con micro e sensore, e che ti dà una gran libertà. Forza e coraggio, andrà tutto bene.

Un amico che ti aiuta

T.L.: Il nostro bimbo porta il micro quasi da 2 anni su 5 di diabete. Abbiamo atteso tanto prima di proporglielo proprio perché non eravamo pronti a vederlo con qualcosa addosso che ci ricordasse la malattia sempre, di continuo. Il nostro bimbo l’ha indossato e da subito non si è lamentato di questo compagno di vita. Forse è così che dobbiamo pensarlo: un amico che ci aiuta. Il tempo sicuramente aiuterà anche voi a non pensarlo solo come un segno del diabete.

Fierezza

E.S.: Al mare per puro caso avevano una vicina di ombrellone microinfusa e sensorizzata. Mio figlio si sentiva fiero di non essere solo.

Sicurezza

I.P.: Mia figlia vive il micro come “libertà conquistata” ed pure io la vedo così. Libera dalla penna, libera di mangiare quando vuole e soprattutto con uno strumento che le consente di avere una buona glicemia. Vedo la gioia nei suoi occhi per qualcosa che la rende anche più forte e più sicura di se!

Tranquillità

D.C.: Non so quanti anni abbia tua figlia, ma capisco perfettamente. Per 17 anni mi sono rifiutata di mettere il micro e mi sono decisa solo quest’anno. Porto OmniPod e devo dire che non mi pesa più di tanto. Sono al mare in questo momento con il Pod in bella vista e mi sento molto più tranquilla di quando ero in multiiniettiva. Capirai che è proprio un altro mondo!

Prevenzione

C.P.: All’inizio ti fa un po’ impressione soprattutto se sono piccoli ma vedere la linea dritta della glicemia o poter intervenire in tempo reale prevenendo iper/ipo ti toglie ogni dubbio. I bambini si adattano se i genitori sono convinti. L. ha 4 anni, da 2 con micro e sensore e la nostra vita è cambiata.

Praticità

A.F.:  A. ha il micro da 7 anni. Aveva 10 anni, i primi 3 tutto bene, la terza estate c’è stato un rifiuto, senza dramma siamo passati alle penne sospendendo il micro. Durato poco, la praticità del micro è stata più forte della sua visibilità. Adesso ha anche il sensore, le ho fatto dei manicotti per coprirlo, magari quando va a ballare e lei: si mette il cerottone giallo quasi ad evidenziarlo. Non ha problemi a rispondere a domande imbarazzanti. Secondo me noi genitori ci facciamo problemi, per loro è vita. Ogni tanto per sdrammatizzare la chiamo Robocop, lei ride, io sono serena.

Gestione

F.E.: Sono la mamma di un bambino di 9 anni, diabetico da 1. Mio figlio ha voluto il micro perché eravamo sempre con penne e disinfettante in mano, poi bozzi dolorosi sulle cosce e negli ultimi tempi problemi a farsi le iniezioni davanti ad altri, magari al ristorante o a un compleanno. Abbiamo OmniPod ed è davvero un grosso miglioramento per la gestione della vita quotidiana. Mio figlio gira senza maglietta e sembra che non si ricordi neanche di averlo. Io ci ho fatto l’occhio e non lo vedo neache più. Abbiamo messo anche FreeStyle Libre  e si va avanti, tra iper e ipo.

Il meglio

S.C.: Stessi pensieri. Stesse emozioni. Il micro rappresentava addosso al mio cucciolo di 15 mesi la materializzazione fisica della sua malattia. Nonostante questo non ho esitato un attimo a metterlo subito a due mesi dall’esordio perché al di là dell’impatto emotivo era semplicemente il meglio che potessi fare per lui. Sono passati quasi 3 anni. Micro e sensore rendono esplicita una malattia altrimenti invisibile ma rendono anche mio figlio più  libero sereno e in ottimo compenso. Ben vengano quindi ancorché in qualche modo “discriminanti” come lo sono gli occhiali, apparecchi per i denti, protesi acustiche, ecc. Adulti e soprattutto bambini gli chiedono cosa porti nel marsupietto e lui tranquillo risponde e spiega meglio di quanto farei io!

Le feste

B.B.:  Ciao M., il mio piccolo ha 5 anni e mezzo e da quasi 4 con “la sua macchinetta” come compagna di viaggio e da circa 3 mesi abbiamo anche il Libre. Il micro è davvero una meraviglia proprio per quelle piccole abitudini dei bimbi, le feste di compleanno dove per ore e ore trovano il qualsiasi cibo da poter addentare, le vacanze che magari variano un po’ i tempi, si fanno mangiate con i parenti che non finiscono mai e lui non deve rinunciare a nulla anzi il micro più sensore gli danno un’autonomia fantastica. Arrivano sicuramente molte domande: “ma si è fatto male al braccio?”, “Che bella fascia da capitano?” oppure per il micro ti dicono “che bel marsupio!! Già con il cellulare da piccolo!!” La verità è che affrontando tutto con serenità ci accorgiamo che per loro non è un disturbo.

Salvezza

V.L.: All’esordio D. era piccolissimo (13 mesi) e non si riusciva a gestire. A 17 mesi mi feci un mese e mezzo di ospedale per capire. Conclusione ogni mattina rischiava il coma perché non sopportava la Lantus provata ad ogni ora. Unica soluzione il micro perché dalle 6 all’una era senza basale. Mi dissero uno dei primi in Italia quasi 5 anni fa. Ho detto tutto questo per spiegare come vedo il micro, per me è la salvezza di mio figlio, senza quel meccanismo rischiava la vita tutti i giorni e io ho acquistato un po’ di serenità.

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Tutti i numeri di telefono utili

Dal comune glucometro al più sofisticato sensore glicemico, dalla semplice penna per l’insulina al microinfusore di ultima generazione, ogni persona affetta da diabete mellito di tipo 1 usa dispositivi essenziali per la gestione della propria malattia.

Mi manca la penna di insulina con la mezza unità e non so a chi richiederla. Chi possiamo contattare se nel display del glucometro appare un errore insolito? E se il sensore si stacca prima del dovuto? 

Per dare una risposta veloce a queste domande, grazie al prezioso contributo di Lara Crepaldi, membro della community on-line di DeeBee.it, abbiamo raccolto i contatti utili per richiedere assistenza e informazioni.

Se ne hai altri da segnalare, scrivili nei commenti o inviaci una e-mail a info@deebee.it. Sarà nostra premura inserirli quanto prima.

ATTENZIONE! Per una migliore visualizzazione ti consigliamo di ruotare il telefono in orizzontale.

Casa Farmaceutica

Contatti assistenza

AbbottAssistenza per FreeStyle Libre 800088244 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00

Assistenza altri prodotti 800334216 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle ore 17.30
E-mail:abbottdiabetescareitaly@abbott.com
Accu-CheckAssistenza per i sistemi dell’autocontrollo della glicemia 800822189
Assistenza per i microinfusori di insulina 800089300
E-mail: info@accu-chek.it
Animas VibeAssistenza microinfusore 24/24 800272777
Materiali di consumo 0250905325
BayerServizio clienti 800824055 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 16.30
Beurer Medical ItaliaServizio clienti 800 700 806
LifescanAssistenza tecnica e servizio clienti 800822000 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00
E-mail: servizioclienti@lifescan.it
LillyPer richiedere la penna da mezza unità per Humalog 800117678 dalle 8.30 alle 21.30
MedtronicAssistenza tecnica 24/24 800209020
Materiali di consumo 0224137261
Pinze e ganci microinfusori 800601122
MenariniAssistenza tecnica e servizio clienti 800869110 dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 17:00 e il venerdì dalle 9:00 alle 16:00
Movi SpaAssistenza 24/24 800272777
Novo Nordisk SpaPer richiedere la penna da mezza unità per Novorapid, Novomix o Levemir contatti@novonordisk.com
Penna da mezza unità per HumalogLilly 800117678 dalle 8.30 alle 21.30
Penna da mezza unità per Lantus e Insuman RapidAccedere all'area contatti su www.sanofi.it
OmniPod Servizio clienti 0332/1890607 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18
Assistenza tecnica 24/24 800975875
Roche Diabetes CareAssistenza per i microinfusori di insulina 24/24 800089300
SanofiPer richiedere la penna da mezza unità per Lantus e Insuman Rapid accedere all'area contatti su www.sanofi.it.
Per informazioni tecniche relative ai dispositivi per il diabete 800131212
Theras LifetechAssistenza tecnica 800587270
TerumoServizio clienti 800661103

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Applicazione del cerotto: tecniche di fissaggio

Uno dei maggiori problemi che si riscontrano con i sensori e i microinfusori è il distacco prematuro del cerotto.

Per venire incontro alle varie esigenze, abbiamo raccolto le tecniche “fai da te” più usate per l’applicazione e il fissaggio, con una sezione speciale per chi soffre di allergia.

Inoltre, in fondo alla pagina, abbiamo inserito un sondaggio con l’elenco dei prodotti impiegati dai nostri lettori: se utilizzi un prodotto non in elenco, indicalo nei commenti, e lo inseriremo nel sondaggio.

Se sei alla ricerca di soluzioni già pronte, fai un salto su Beezar, il bazar di DeeBee, in cui troverai tanti prodotti che fanno per te.

PRIMA DELL’APPLICAZIONE

La detersione della pelle è un passaggio fondamentale per la presa ottimale del cerotto.emla (2) Alcune persone stendono uno strato di crema anestetizzante che lasciano in posa per almeno 20 minuti coperto da un cerotto o da una pellicola trasparente. Successivamente si procede con la detersione. Questo passo è consigliato per evitare il dolore nei bambini o nelle persone con una bassa soglia di sopportazione.

alcool

La maggior parte delle persone interpellate usa come sgrassante l’alcool rosa e, una volta asciugato il sito, procede con l’applicazione. Altri prodotti utilizzati sono: amuchina, disinfettanti generici, bialcol, sapone neutro e salviettine monouso.

Dopo la detersione qualcuno usa un cerotto spray che dovrebbe favorire l’adesione e minimizzare le allergie, ma questa pratica si è rivelata controversa. Più di una persona, oltre a non avere il beneficio atteso, ha riscontrato un distacco precoce del cerotto.

Un’alternativa efficace è l’accoppiata formata dall’adesivo liquido Mastisol e il relativo prodotto per la sua rimozione, il Detachol, come ci spiega una nostra lettrice, Maria Grazia Ciaramitaro, in questo video.

MODALITÀ DI RINFORZO

Se i prodotti per rinforzare la tenuta dei cerotti di microinfusori e sensori sono i più disparati, le tecniche di rinforzo più usate ed efficaci sembrano essere tre.

Tecnica n.1 – Rinforzo con cerotto sagomato

Sagomare un cerotto con le forbici seguendo queste indicazioni:

  • Creare al centro un foro della dimensione il più possible simile a quella dell’elemento ospitato: con un’apertura larga, la tenuta sarà meno efficace;
  • I bordi esterni non devono essere visibilmente spigolosi per evitare “lembi deboli” che facilitino la scollatura: meglio ancora  stondarli;
  • Lo spessore esterno che eccede la larghezza del cerotto originale deve essere abbastanza esteso da permettere una perfetta tenuta.

cerotto rinforzo

Possono rivelarsi utili alcuni tipi di perforatori con il foro simile alla sagoma del sensore stesso. In commercio ne esistono con forme diverse, basta trovare quello giusto. Assicuratevi che la qualità della lama non sia scadente, poiché alcuni lettori ci segnalano che dopo l’utilizzo di alcuni di essi, il perforatore è diventato inutilizzabile.

Ecco alcune foto gentilmente mandate da chi già adotta questa soluzione.

dexcom_kinesio fixomull_tagliatoSenza titolo-2

ANCORAGGI_FIXOMULL

Tecnica n.2 – Rinforzo con cerotto intero

La seconda tecnica consiste nel coprire completamente  sensore o microinfusore OmniPod con un pezzo di cerotto intero.

Biagio Lamberti, un nostro lettore residente negli Stati Uniti, ci spiega il suo metodo:

“Questo è il mio sistema di ancoraggio. Si tratta del nastro chirurgico 3M Durapore fatto di tela di seta artificiale ipoallergenica (artificial silk) che fa respirare la pelle ed aiuta ad eliminare velocemente umidità e sudore prima che questi abbiano la possibilità di interagire con l’adesivo compromettendolo. L’ancoraggio che vedete sul Pod (foto sotto) è già in uso da 2-1/2 giorni, quello messo sopra il sensore invece è già vecchio di 5 giorni ed ha subito e resistito ad immersioni nell’oceano Atlantico per 4 ore circa, a 9 o 10 docce ed in più è stato esposto a sudate continue durante 4 battute di pesca. Come potete vedere e’ ancora in buone condizioni. Io non vado molto per il sottile quando metto l’ancoraggio e non curo molto la parte estetica, ma se ci si vuole perdere un po di tempo si possono arrotondare gli angoli con le forbici e spianare quelle pieghe facendo più attenzione nella fase di applicazione e presentarlo quindi più carino. Un’applicazione di questo nastro a me dura una settimana circa e poi sul sensore lo cambio, mentre con il Pod ad ogni tre giorni circa non ci sono problemi di cambio ma lo tolgo insieme al Pod. Io lo trovo molto forte e sicuro e resiste a qualsiasi tipo di impatto; anche quando sono a fare pesca d’alto mare non ho alcuna preoccupazione. Poi non mi da alcuna forma di allergia, arrossamenti o prurito. La scatola nella foto contiene quattro di questi nastri larghi 3 pollici (7.5 cm. circa); io li strappo ( non c’è bisogno di forbici) a circa la stessa lunghezza facendone dei pezzi quadrati 7.5 x 7.5 cm. e li applico molto velocemente senza prendere molti accorgimenti estetici. La scatola su Amazon.com costa $13 dollari e con quattro rotoli di 9 metri circa di lunghezza ciascuno ho calcolato che ci possono fare 160 applicazioni al costo di 8 centesimi circa.”ANCORAGGI_DURAPORE

Ecco alcune foto da cui prendere spunto.

libre_ancoraggio

libre_ancoraggio2

Tecnica n.3 – Rinforzo con fasce e polsini

E’ immediato, ma un po’ più vistoso, il rinforzo con fasciature di materiali e fogge varie.

Fascia elastica Vetrap

Fascia elastica in lycra

Senza titolo-3Polsino da tennis

Oltre agli acquisti di fasce già pronte è possibile optare per soluzioni fai da te. Ecco alcune suggerite dai nostri lettori.

Fasce per capelli

Questa è la soluzione trovata da una mamma per il figlio che usa il FreeStyle Libre:
“Aveva comprato delle fasce per il polso, però erano comunque strette al braccio. Ieri ho acquistato al mercato 4 fasce per i cappelli da un euro. Ne ho prese 4 di diversi colori. Tagliandole a metà, da ogni fascia ne ho ricavate due adatte per il braccio.
Sono di un cotone morbido con un po’ di stretch. Perfette!
Ora ho 8 fasce al costo di € 4,00″

fascia4

Calzini

“Io per coprire il sensore sul braccio riciclo i calzini! Taglio la punta e il tallone così sono comodi, colorati e farne tanti non mi costa nulla”, ce lo racconta G.A. che da qualche tempo porta il sensore FreeStyle Libre.

giulia_am

RIMOZIONE

Se l’ancoraggio è un buon ancoraggio, la rimozione del cerotto potrebbe diventare dolorosa! Mentre per alcune “pelli fortunate” non servono prodotti che ammorbidiscano il grip del collante, con altre è invece un passaggio obbligatorio. Per evitare fastidiose irritazioni si usano vari prodotti; gli oli per bambini, Niltac spray  e alcool rosa sono le prime scelte.

MEDTRONIC ENLITE

In caso di distacco prematuro o di dolore durante l’inserimento, per chi utilizza il sensore Enlite di Medtronic sono disponibili due video tutorial, preparati e condivisi da nostri lettori, e che potrebbero tornare molto utili.

IN CASO DI ALLERGIA?

L’allergia verso il collante è purtroppo sempre più diffusa e spesso porta all’abbandono dell’uso di sensori o microinfusori. Per evitare questa scelta drastica, ecco alcune soluzioni a lieto fine per Dexcom e per FreeStyle Libre.


SONDAGGIO – COSA USI…

Prima dell'applicazione?

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Per rinforzare?

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Per rimuovere?

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Iperglicemia persistente: cosa fare?

Nel diabete di tipo 1 l’iperglicemia, cioè un aumentato livello di glucosio nel sangue,  può derivare da diverse cause e non sempre sono imputabili alla variabilità della malattia. Somministrazione di insulina insufficiente, infezioni, stress e ormoni non sono i soli motivi, possono infatti presentarsi dei fattori ‘esterni’.

Come procedere in caso di iperglicemia persistente? Quali possono essere i motivi per i quali le correzioni non fanno effetto? Vediamoli insieme:

Somministrazione tramite penne o siringhe

In caso di terapia multiniettiva, i motivi esterni sono di facile individuazione e i passi da compiere in caso di iperglicemie che non vogliono scendere sono essenzialmente due:

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra (in caso di insulina ultrarapida).

Le iniezioni di insulina praticate troppo spesso negli  stessi punti possono essere causa di lipodistrofia, cioè di una modificazione dell’aspetto della cute. In caso ciò avvenisse occorre evitare di praticarvi iniezioni: l’insulina viene parzialmente assorbita, l’effetto diminuisce e la glicemia aumenta. La normalizzazione della superficie della cute richiede qualche mese e per prevenirne la formazione è essenziale praticare la rotazione dei siti.

rotazione

  • Sostituire la penna con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

Somministrazione tramite microinfusore

In caso di terapia tramite microinfusore, invece, i motivi da vagliare e i passi da compiere possono essere diversi:

  • Verificare la presenza di bolle ed effettuare un riempiset  in caso di microinfusore con catetere.

bolla

  • Effettuare un cambio set completo e a seguire bolo correttivo.

Tramite microinfusore, l’insulina viene erogata per mezzo di una cannula flessibile nel sottocute. Può capitare che la cannula si ostruisca o si pieghi causando quindi un afflusso anomalo e ridotto con relativo innalzamento glicemico. E’ essenziale quindi procedere alla sostituzione completa.

cannula

  • Effettuare correzione con penna, in una zona integra, attendendo almeno 2 ore tra una somministrazione e l’altra.
  • Sostituire l’insulina con una da nuova confezione.

Se nonostante le correzioni la glicemia non ritorna a valori ottimali è necessario sostituire l’insulina in uso, prendendola possibilmente da una nuova confezione. Può capitare infatti che si deteriori a causa di sbalzi di temperatura o errata conservazione.

 

Ringraziamo per la supervisione il Dott. Riccardo Schiaffini Dirigente Medico I Livello- Endocrinologia e Diabetologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma.

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A6 TouchCare: il nuovo sistema integrato che fa parlare di sé

Previene le ipoglicemie come Medtronic 640G, si applica come OmniPod e promette la precisione del Dexcom G5

E’ nata da poco l’azienda cinese Medtrum che tra qualche settimana farà irruzione nel mercato europeo dei dispositivi per il diabete con l’innovativo sistema A6 TouchCare System, unico nel suo genere. Una sorta di cavallino rampante asiatico che vanta grossi investitori come il Fondo Sequoia, il prestigioso capital venture che ha in parte finanziato Google, Apple e YouTube.

Il nuovo sistema, già provvisto di marchio di approvazione CE, non solo racchiude le caratteristiche dei dispositivi più avanzati attualmente in uso, ma è stato ulteriormente arricchito e migliorato in ogni singolo aspetto. Ma andiamo per ordine:

A6 TouchCare System è  composto da un microinfusore senza catetere (P6 EasyPatch  simile a OmniPod) e un sensore (S6 EasySense – affine a Dexcom G5). I due dispositivi sono integrati in un unico sistema dotato di funzionalità di pancreas artificiale come la PLGS (Predictive Low Glucose Suspend), ovvero sospensione automatica della basale in predizione di glicemia in discesa e riavvio automatico una volta raggiunta una soglia di sicurezza. In questo ricorda il  Sistema Integrato MiniMed™ 640G.

A6 system_biagio

P6 EasyPatch

La patch pump contiene un serbatoio da 200 unità d’insulina e, diversamente dal suo predecessore OmniPod, ha un tasto laterale per poter dispensare il bolo anche senza il dispositivo di controllo remoto (PDM). E’ certificata come waterproof IPX8 e resistente all’acqua per 60 minuti fino a 2.5 m di profondità.  Risulta più leggera, più sottile e leggermente più larga del suo cugino svizzero.

Dimensioni
P6 EasyPatch: 56.5 mm x 33.3 mm x 13.3 mm
OmniPod: 52 mm x 39 mm x 14.5 mm

Peso
P6 EasyPatch: 21.5 g senza insulina
OmniPod: 25 g senza insulina

p6 patch2_biagio

La patch pump è composta da due elementi:

  • la pump base (sotto a destra): è riutilizzabile e contiene tutta la parte elettronica e le impostazioni collegate al PDM del microinfusore;
  • un reservoire patch (sotto a sinistra): è usa e getta (ogni 3 giorni va sostituito) e contiene la fiala d’insulina, l’ago, l’avvisatore acustico e la batteria.

cerotto

S6 EasySense

Il sistema CGM per il monitoraggio continuo del glucosio si chiama S6 EasySense e possiede lo stesso MARD al 9% di Dexcom G5. Risulta essere così tra i più precisi in commercio, ma con un costo inferiore del 40%.
E’ composto da un sensore usa e getta a inserzione automatica, con una durata garantita di 7 giorni, e da un trasmettitore riutilizzabile; quest’ultimo garantito per un anno. A differenza degli altri sensori in commercio, le letture del S6 EasySense vengono effettuate ogni 2 minuti, per un totale di 720 giornaliere. Inoltre il trasmettitore comunica tramite wireless o bluetooth con il PDM (distanza fino a 10 metri) e l’app EasyTouch installata in uno smartphone. Il sensore memorizza fino a 15 giorni di dati, quindi nessuna lettura viene persa in caso di lontananza dai dispositivi abbinati. Come gli altri sensori in circolazione visualizza fino a sette diversi livelli di trend indicati con frecce (orizzontale stabile, 45° per discese o salite lente, una/due frecce verticali per discese o salite rapide). Resiste all’acqua fino a 2.5 metri per 60 minuti.

Dimensioni
S6 EasySense:
  36,1 mm x 19,4mm x 12 mm
Dexcom G5:  38,1 mm x 22,86mm x  12,7 mm

cgm_medtrum

PDM

È il dispositivo di controllo remoto wireless per la gestione sia della pompa d’insulina sia del CGM e serve per la somministrazione dei boli, la programmazione di basali e la visualizzazione dei dati del sensore. Comunica con il trasmettitore CGM fino a una distanza di 10 metri e con la patch pump fino a 4 metri.

Dimensioni:  80 mm x 50 mm  x 18.55 mm
Peso: 43 g
Schermo: 1.8 pollici

pdm

EasyTouch mobile app

Tramite l’app EasyTouch mobile è possibile connettere  sia il microinfusore che il sensore CGM ad uno smartphone utilizzando la connessione bluetooth. Non è tuttavia stato ancora precisato se l’app sarà disponibile sia per iOS che per Android. I dati saranno poi pubblicati su internet, tramite piattaforma cloud rendendo possibile quindi la visualizzazione a distanza dei valori glicemici e le varie somministrazioni di insulina da medici e familiari.

app_medtrum

Medtrum ha inoltre depositato una serie di brevetti tra i quali spicca un’idea interessante ed ambiziosa, certo non facile da realizzare per via delle molteplici variabili e problematiche. Si tratta di un ago d’inserzione unico per l’applicazione della cannula del microinfusore e del filamento del sensore.

brevetto

download2 Manuale in inglese

 

Ringraziamo Biagio Barletta per il prezioso e fondamentale contributo.

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