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Momenti di libertà

E i giorni passano, le settimane si accavallano… la nostra vita scorre. Non so! Ma ho l’impressione che da quando Giordano ha il diabete, il tempo trascorra più velocemente, forse perché abbiamo in testa un solo pensiero: inseguire il suo andamento glicemico, lottare e affaticarsi a capire, prevedere e anche anticipare le mosse che il suo organismo deciderà di compiere, facendosi beffa di qualunque logica o tattica che noi genitori mettiamo in campo.
È una lotta impari… ma abbiamo accettato il “gioco”, dunque…giochiamo!
Ma, parlavo del tempo che scorre… a scandire le nostre settimane c’è anche un’attività che puntualmente ci si presenta: il cambio del sensore. Per il controllo glicemico utilizziamo un apparecchietto “magico” che ad ogni scansione ci permette di conoscere il valore della glicemia senza bisogno di pungere (salvo particolari situazioni) le dita del mio bambino. Il sensore ha però, una scadenza temporale, quello che utilizziamo noi, deve sostituirsi ogni 14 giorni… così il tempo della nostra vita è scandito da questo ritmo; ogni due settimane procediamo a sostituire il sensore: tolgo il vecchio metto il nuovo.
Giordano non lo ha accettato da subito; dopo l’esordio sono passati circa tre mesi prima che riuscissimo a convincerlo… e come si poteva forzare un bambino di appena tre anni? Non abbiamo avuto il coraggio né le forze… quindi abbiamo aspettato il momento giusto, che fosse lui a dir di si. E da allora abbiamo costruito una nostra precisa ritualità; mamma, papà, Giordano… ognuno ha il suo ruolo: ci sono gesti, movimenti, abbracci anche baci, volti a garantire tutta la sua serenità.
È filato tutto liscio per un anno abbondante fino a quando, un bel giorno, uno di quelli del cambio sensore, guardandomi negli occhi Giordano mi ha chiesto: “…posso stare un poco senza?” Questo non era nel programma… un fuori scaletta… un fulmine che ti sconquassa… È inutile descrivervi come mi sono sentito, ho lanciato uno sguardo a mia moglie e ho risposto “Certo! Mettiamo quello nuovo fra un po’”.
Adesso questa pausa fa parte del nostro “rito”… mi ci sono abituato anch’io! Del resto che importanza ha rimandare per un po’ l’applicazione del nuovo sensore! Perché per un bambino avere il diabete è anche questo… sapersi accontentare e gioire… di poco… anche di molto poco!
Però da quella richiesta continuo a pensare… e a meditare… vorrei essere dentro la sua testina per capire ciò che magari data l’età, non riesce ad esprimere: cosa pensi bimbo mio? Cosa proveresti a non aver addosso nulla di estraneo? Non lo so e forse non lo saprò mai… ma, non nascondo che darei tutto ciò che ho affinché quello spazio temporale, alla fine così breve, tra il cambio di due sensori, nel quale le tue braccine sono libere… potesse durare tutta la tua vita! Potesse essere uno spazio temporale infinito…
Perché se da un lato tutte queste apparecchiature e strumentazioni sempre più all’avanguardia, precise, piccole ci aiutano a gestire al meglio l’andamento glicemico dei bambini, di contro non sappiamo cosa rappresentino, di preciso, ai loro occhi. Noi lo sappiamo bene… con la razionalità di genitori adulti… ma loro che sono gli attori protagonisti? Sentiranno mai il bisogno di sentirsi leggeri… senza cerotti, senza cateteri, senza corpi estranei, senza accessori vari stretti e appiccicati come ventose, ai loro corpi?
Rimango col dubbio… anche se la richiesta di Giordano… in fondo una risposta me l’ha data implicitamente… e aspetto, aspetto il giorno in cui mio figlio potrà esprimermi i suoi sentimenti i suoi pensieri… e non nego di aspettare con ansia quel momento!
Sto scrivendo questa riflessione durante una di queste pause… lascio che queste parole che mi affollano il cuore, volino fuori dalla finestra… il tempo passa in verità: “Dai Giordano! Mettiamo il nuovo sensore!”

Marco Cefalù

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Lista smartphone compatibili con BluCon

Abbiamo raccolto in una lista tutte le segnalazioni, arrivate dagli utenti il cui telefono è compatibile con BluCon

Con la diffusione del nuovo dispositivo non ufficiale BluCon, che rende FreeStyle Libre con letture continue ogni 5 minuti e con allarmi, sempre più persone si chiedono con quali smartphone possono usarlo. Ecco qui una lista provvisoria:

  • Asus Zenfone 3 Deluxe
  • Huawei Honor 8
  • Huawei y5 II
  • Huawei 9 Lite
  • Huawei Nova
  • Huawei P9 Plus
  • iPhone 5
  • iPhone 6
  • iPhone 6s plus
  • iPhone 7
  • iPhone 7 plus
  • iPhone 8
  • iPhone X
  • iPhone SE
  • Jelly Pro
  • LG G6
  • Samsung Galaxy J1
  • Samsung S3 Frontier
  • Samsung S4
  • Samsung J5 2017
  • Samsung S6
  • Samsung S6 Edge
  • Samsung Galaxy S6 Edge Plus
  • Samsung Galaxy S7
  • Samsung Galaxy S7 Edge
  • Samsung Galaxy S8 Plus
  • Samsung Note 3
  • Samsung Note Edge
  • Samsung Note 3 Neo
  • Samsung Note 8
  • Xiaomi Redmi 4x

Invitiamo gli utenti di BluCon che utilizzano un modello non presente nell’elenco, a fornirci un riscontro nei commenti qui sotto o via email all’indirizzo info@deebee.itScriveteci e fateci sapere quale smartphone usate e come vi trovate: lo inseriremo nell’elenco.

DeeBee Italia non è responsabile per eventuali malfunzionamenti derivanti dalle suddette pratiche.

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Un seme nel futuro

Il sensore che si impianta come Eversense, più preciso del Dexcom G4 (per ora) e grande come un semino di sesamo.

Tre uomini e un… sensore glicemico. Il più piccolo mai realizzato al mondo e che, se tutto va come da previsione, entro il 2020  verrà presentato per l’approvazione in Europa e l’anno successivo alla Food and Drug Administration,  ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione e del controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Con il grande successo di Eversense,  ormai il percorso dei sensori glicemici impiantabili sembra davvero la via per un nuovo modo di gestire il diabete. L’idea di questo sensore così miniaturizzato, tanto da essere paragonato a “un seme di sesamo“, a Muhammad Mujeeb-U-Rahman, figlio di una donna diabetica, è nata nel 2010. All’epoca studiava al Caltech (California Institute of Technology di Pasadena), una piccola università dalla quale sono usciti 37 premi Nobel. Successivamente, il talentuoso ingegnere ha creato la startup californiana Integrated Medical Sensors, finanziata principalmente da National Institutes of Health, National Science Foundation e Small Business Innovation Research Fund. Da allora Meisam Honarvar Nazari, Muhammad Mujeeb-U-Rahman e Mehmet Sencan, i tre principali membri del team multidisciplinare, non si sono più fermati. Il prototipo perfettamente funzionante e testato sugli animali, è stato presentato in più occasioni e le sue caratteristiche  hanno già fatto parlare molto, entusiasmando gli addetti ai lavori.

COM’È FATTO?

Il sistema si compone di un sensore che viene impiantato sottopelle, un trasmettitore e un’app. Il punto di forza sono le dimensioni estremamente ridotte del sensore (0,6 mm x 3 mm x 0,1 mm) che viene inserito sottocute a 2-3 mm di profondità, senza bisogno di incisioni, ma attraverso un particolare ago, addirittura più sottile di quelli usati comunemente per i prelievi.

Secondo i dati forniti dai progettisti, il sensore cessa di funzionare dopo 6-9 mesi di vita e necessita di una sola calibrazione a settimana. Per ora il MARD di 12,5% si avvicina all’11,4% del FreeStyle Libre (Mard –Mean Absolute Relative Deviation – è l’indice di errore della lettura glicemica: più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare).  Ora che lo sviluppo della piattaforma hardware si è concluso, dall’IMS fanno sapere che lo sforzo principale sarà  proprio “l’ottimizzazione chimica” per allungare così il più possibile la durata del sensore e migliorare ancora il suo MARD.

Il trasmettitore comunica con l’apposita app attraverso Bluetooth Low Energy. Le sue dimensioni, allo stato attuale dello sviluppo, non sono significative in quanto ancora in fase embrionale di progettazione. La prospettiva è la riduzione di almeno un terzo delle dimensioni del trasmettitore e l’obiettivo finale è quello di integrare le sue funzionalità con la tecnologia indossabile già presente sul mercato.

L’apposita app, che consente la visualizzazione e la condivisione dei dati, fornisce la possibilità di aggiungere opzioni sui diversi aspetti che coinvolgono la gestione del diabete, come cibo ingerito o attività sportiva e permette l’integrazione dei dati con quelli di altri dispositivi.
Se non fosse per le dimensioni estremamente ridotte e il costo, che secondo l’IMS sarà notevolmente più basso, il sensore-semino sembra il gemello diverso di Eversense. Il progetto corre, anche perché la madre di chi l’ha ideato lo aspetta con trepidazione. E con lei centinaia di migliaia di pazienti diabetici sparsi per il mondo.

 

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Il 2018 profuma di Pancreas Artificiale

Tutti i grandi protagonisti si stanno muovendo verso la creazione di un sistema Closed Loop (detto anche ad "ansa chiusa"), il primo vero passo tangibile verso la creazione del Pancreas Artificiale.

La via ormai è segnata e la direzione è soltanto una: demandare alla coppia sensore+microinfusore, sempre più rodata e affiatata, la gestione del valore glicemico mediante la somministrazione automatizzata di insulina. Ciò che fino a pochi anni fa era solo un sogno nell’immaginario collettivo, oggi fa capolino nel nostro panorama, grazie alla miniaturizzazione e all’ingegnerizzazione ma, soprattutto, agli algoritmi messi a punto dai matematici, supportati dagli studi clinici.

Pancreas Artificiale

Se ne parla sempre più spesso, ma per tanti il Pancreas Artificiale, (abbreviato come PA)  è ancora una coppia di parole che richiama alla mente dispositivi futuristici degni di Steve Austin, l’uomo bionico dell’avveniristica serie (o telefilm, per usare il termine un po’ impolverato degli anni ’80).

In realtà, il compito del Pancreas Artificiale è quello di regolare in autonomia il livello di zuccheri nel sangue: abbassandoli quando sono troppo alti, non facendoli scendere ancora se tendono al basso. A ben vedere, è esattamente ciò che un diabetico cerca di fare quotidianamente.

Come lavora il Pancreas Artificiale

In che modo il Pancreas Artificiale, può fare tutto ciò? Semplificando molto il PA si compone di:

  • Un sensore che legge la glicemia;
  • Un microinfusore che infonde insulina;
  • Un algoritmo che fa parlare tra loro sensore e microinfusore, e decide le unità di insulina sulla base dell’andamento glicemico.

Negli anni passati abbiamo visto arrivare sul mercato italiano sensori sempre più precisi e microinfusori sempre più performanti. Il 2018 sarà l’anno in cui vedremo finalmente in Italia, i primi sistemi Closed Loop che prenderanno autonomamente decisioni in merito alla quantità di insulina da somministrare.

I sistemi prossimi alla commercializzazione

Ecco un elenco di sistemi ad ansa chiusa che a breve faranno capolino. Una precisazione è d’obbligo: qui non stiamo prendendo in esame i sistemi fai da te, quali Loop e OpenAPS nati un paio d’anni fa e già utilizzati con successo da alcuni pionieri, ma che, se impostati in modo non ottimale, rappresentano un serio rischio per la salute.

Medtronic MiniMed 670G

Si tratta del successore di MiniMed 640G con sensore Enlite Sensor 2. Oltre ad interrompere la somministrazione di insulina basale in caso di ipoglicemia prevista, questo nuovo microinfusore intelligente automatizza  una parte dell’infusione di insulina.

Credits: Medtronic

È un sistema Hybrid Closed Loop che in modalità Auto Mode, modula il rilascio di insulina basale in modo che la glicemia rimanga in un range ottimale. Il bolo per il pasto dev’essere ancora calcolato ed effettuato manualmente.
Le glicemie sono rilevate dal nuovo sensore Guardian Sensor 3.
La commercializzazione è prevista per il primo trimestre del 2018.

Diabeloop

Diabeloop è il nome della società che ha dato vita all’algoritmo per il Pancreas Artificiale utilizzato da Cellnovo, microinfusore ibrido del quale abbiamo parlato l’anno scorso.
Le glicemie sono rilevate dal sensore Dexcom.

Credits: Michel Le Moine per LExpress

Lo studio pilota è previsto per il primo trimestre del 2018 e la commercializzazione entro  lo stesso anno.

Roche, Senseonics, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Eversense di Senseonics (di cui trovate qui il gruppo degli utenti italiani) in abbinamento al microinfusore Roche.
L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Ecco il nuovo sensore impiantabile, portato da Mario Migliarese (foto dal suo Blog).

Lo studio pilota è previsto per il 2018 con l’utilizzo del sensore Eversense® XL (fino a 180 giorni di durata).

Cellnovo, TypeZero

Sistema che utilizza il nuovo sensore Dexcom (non dichiarato ufficialmente) in abbinamento, nuovamente, al microinfusore Cellnovo.

Credits: Labiotech.eu

L’erogazione di insulina è affidata all’algoritmo TypeZero.
Lo studio pilota è previsto per il 2018.
Non sono stati forniti dettagli sullo studio pilota. Il lancio è previsto per il 2018.

E poi?

In studio ci sono anche altri sistemi, progettati da altrettante società, ognuno con i suoi pro e i suoi contro e che probabilmente saranno commercializzati nei prossimi anni:

  • Tandem, che lavorerà con Dexcom G6;
  • OmniPod DASH, con un sistema senza catetere e più compatto di Cellnovo;
  • Bigfoot Biomedical, che utilizzerà la prossima versione di FreeStyle Libre;
  • Lilly, che ha annunciato un accordo per integrare Dexcom CGM nel proprio sistema ibrido Connected Diabetes Ecosystem
  • Beta Bionics, Pancreas Artificiale biormonale (unico nel suo genere), in grado di secernere insulina, ma anche glucagone per far risalire la glicemia.

La rivoluzione è in atto ed è appena iniziata. Non parliamo ancora di sistemi a guida completamente automatica, bensì di ibridi. Difatti, non sono ancora in grado di gestire l’assunzione di cibo, l’attività fisica e simili. Ma sicuramente rappresentano un grande passo avanti verso ciò che possiamo definire come l’alleggerimento della gestione quotidiana del diabete. Nel 2018 sentiremo il profumo del Pancreas Artificiale. Quando potremo assaggiarne uno? Una cosa è sicura: il fermento e l’innovazione apportati sia dai grandi player sia da promettenti startup è tangibile. E questo non può fare che bene e dare a tutti nuova ottimistica speranza.

«Il nuovo anno porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando».

Lucio Dalla

Fonte “I sistemi prossimi alla commercializzazione”: Diatribe.org

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Installazione di Nightscout per FreeStyle Libre con BluCon e Garmin. La guida italiana ufficiale gratuita, passo passo: step 1

A cura di Mauro Testani e Fabrizio Casellato

Se vuoi vedere le glicemie del FreeStyle Libre sul tuo Garmin personale (e anche da lontano), sei nel posto giusto! Questa è la guida italiana ufficiale, con la quale ti guideremo passo passo nella creazione del tuo sistema Nightscout personale, sistema gratuito e non commerciale messo a punto nel 2014 e in continuo sviluppo. Ti ricordiamo che su Facebook ti aspetta il gruppo ufficiale Nightscout Italia, composto da migliaia di persone che hanno già creato il loro Nightscout e che sono disponibili per rispondere a ogni tua domanda e sciogliere ogni tuo dubbio. Unisciti a noi!

Il funzionamento di Nightscout è riassumibile in pochi semplici concetti e “step”:

  1. Si prelevano le glicemie del sensore;
  2. Si crea una nuvola online, su internet;
  3. Le glicemie vengono messe nella nuvola;
  4. Si leggono le glicemie presenti nella nuvola, da qualsiasi parte del mondo e con i più disparati dispositivi (Garmin, cellulari, orologi, browser…).

Facoltativo: Per chi volesse approfondire i suddetti concetti, rimandiamo a quest’altra pagina (ma è una lettura facoltativa, non necessaria per la creazione di Nightscout).

Questa guida è un estratto dei passi utili alla realizzazione del proprio sistema Nightscout fatto in casa e la parte relativa alla creazione di Nightscout non sostituisce in alcun modo le guide in lingua originale presenti all’indirizzo www.nightscout.info

In caso di incongruenze o di omissioni tra questa guida e quella presente sul sito ufficiale di Nightscout, fa fede quest’ultima.

Abbott non è correlata in alcun modo a questo progetto. Né DeeBee.it né gli autori si assumono la responsabilità per qualsiasi tipo di danno causato da e/o con qualsiasi informazione trovata in queste guide. Non utilizzare le informazioni presenti in questo sito senza aver prima consultato il vostro diabetologo di fiducia. In ogni caso,  se usi la seguente guida, lo fai a tuo rischio e pericolo.

Cosa occorre per cominciare?

  • Sensore FreeStyle Libre Abbott
  • Un dispositivo Apple (verosimilmente un iPhone)
  • Il lettore BluCon.
  • Una fascia, come BluCon DEEfender.
  • Un dispositivo Garmin.
  • (Facoltativo) Lo smartwatch “Pebble” o di altra marca (esempio1, esempio2). È utile per vedere le glicemie da lontano sul polso senza dover consultare il proprio smartphone.

NB: Durante la procedura verrà richiesto l’inserimento dei dati di una carta di credito: seguendo le indicazioni riportate nella nostra guida, non verranno addebitati costi. La richiesta è necessaria ai fini del riconoscimento del nome reale di chi sta effettuando la procedura. 

Disclaimer: vi ricordo che il sistema illustrato non è stata approvato da Abbott e non viene garantita la correttezza dei valori glicemici letti dal sensore Abbott FreeStyle Libre. Questo sistema non è da intendersi come un sostituto del proprio medico e diabetologo. Prima di utilizzarlo, chiedi al tuo medico.

Possiamo procede con il secondo step: la creazione della nuvola Nightscout personale.

 

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DeeBee progetta i DEEfender: le nuove fasce per Medtronic Enlite, FreeStyle Libre e Blucon

Frutto di un attento studio, con mesi di progettazione e analisi, siamo lieti di presentarvi DEEfender, la serie di fasce DeeBee, nata con lo scopo specifico di proteggere i dispositivi usati abitualmente per la gestione del diabete e i cui proventi saranno destinati come sempre a nuovi progetti e iniziative specifiche legate alla patologia.

La scelta iniziale è ricaduta su tre dispositivi: FreeStyle Libre e Enlite  2 per Medtronic 640G, ossia due tra i device maggiormente utilizzati nella moderna gestione del diabete, più un’ulteriore fascia, dedicata a BluCon, lettore in grado di donare al Libre capacità di lettura in continuo della glicemia, con i relativi allarmi.

M640 DEEfender

Fascia elastica con copertura del sensore formata da due sottili unità concentriche a base di Nylon sinterizzato, innestate tra loro, con modulo rotabile a 360° per un’applicazione indipendente dall’inclinazione del sensore sul braccio. Lo scopo della fascia è quello di proteggere il sensore Medtronic Enlite 2 dagli urti e di aiutare a mantenerlo in posizione nel sito prescelto, anche in acqua.

Il progetto si è concluso con successo e ne abbiamo già alcune unità pronte all’uso. Chi è interessato può richiedere M640 DEEfender scrivendoci a info@deebee.it.
Un articolo dettagliato sarà scritto prossimamente su DeeBee.it.

Free DEEfender

Fascia elastica da braccio con copertura del sensore a base di Nylon sinterizzato, di forma circolare e design minimale per un peso irrisorio ma un utilizzo in sicurezza. Lo scopo della fascia è quello di proteggere il sensore FreeStyle Libre dagli urti, aiutando a mantenerlo in posizione nel sito prescelto, anche in acqua.

Il progetto si è concluso con successo e ne abbiamo già alcune unità pronte all’uso. Chi è interessato può richiedere Free DEEfender previa offerta liberale, scrivendoci a info@deebee.it.
Un articolo dettagliato sarà scritto prossimamente su DeeBee.it.

BluCon DEEfender

Fascia elastica da braccio a base di Nylon sinterizzato, design minimale per un peso irrisorio ma un utilizzo in sicurezza. Lo scopo della fascia è quello di proteggere il lettore BluCon dagli urti, aiutando a mantenerlo in posizione nel sito prescelto, anche in acqua. Ma, soprattutto, di estendere l’involucro del piccolo lettore, in modo non invasivo, per mezzo di un “sistema a clip”, unico nel suo genere, al fine di rendere la vestibilità di BluCon più veloce e sicura.

Il progetto si è concluso con successo e ne abbiamo già alcune unità pronte all’uso. Chi è interessato può richiedere BluCon DEEfender scrivendoci a info@deebee.it.
Su DeeBee.it trovate tutti i dettagli di BluCon DEEfender.

Come richiedere il DEEfender desiderato

Nell’attesa della pubblicazione dettagliata su DeeBee.it di ciascun progetto DEEfender (che avverrà nei prossimi giorni), nel caso foste interessati alle prime unità che abbiamo, è possibile sin da ora scrivere un’email a info@deebee.it e farne richiesta. Ricordate di scriverci a quale dei DEEfender siete interessati.

Progetti DEEfender futuri

La linea DeeBee DEEfender si andrà ad arricchire ulteriormente nel corso dei prossimi mesi, con progetti unici nel panorama del diabete, così come avvenuto in passato con i pluriutilizzati DeeBee Bean per Medtronic/Bayer e GlimBee per Abbott FreeStyle Libre.

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BluCon DEEfender: una fascia performante per il lettore che dona gli allarmi a FreeStyle Libre (con video)

DeeBee Italia presenta il progetto che estende BluCon, rendendolo indossabile senza rinunciare alla praticità.

BluCon DEEfender è il progetto pensato da DeeBee Italia per dotare BluCon – il lettore che dona a FreeStyle Libre gli allarmi – di un accessorio che purtroppo nativamente gli manca: la possibilità di utilizzare una fascia che da un lato renda BluCon facile da mettere e togliere, e dall’altro lo difenda dagli urti, grazie ad un guscio in Nylon sinterizzato, sottilissimo ma allo stesso tempo robusto e flessibile.

Grazie di cuore a tutti i nostri lettori che, in questi mesi, ci hanno mostrato le loro idee e fornito un feedback utile a far progredire il progetto verso questo nuovo progetto.

Vi consigliamo di iscrivervi al nostro gruppo Facebook (gruppo chiuso a tutela della privacy), in cui sarete sempre informati su tutte le ultime novità e nel quale potrete confrontarvi con tante altre persone in merito alle tematiche più disparate in tema di diabete.

A cosa serve BluCon DEEfender?

Lo scopo di BluCon DEEfender è quello di estendere il BluCon con una comoda fascia elastica. La principale caratteristica è quella di non presentarsi come un accessorio a sé, bensì di innestarsi con BluCon, rendendo il tutto un’unica entità. E questa caratteristica, unica nel suo genere, rende l’indossabilità di BluCon veloce ed estremamente facile.

Materiale

Il materiale utilizzato per la creazione di BluCon DEEfender è il Nylon (a differenza di ABS, materiale comunemente utilizzato dai negozi di stampa 3D, insieme al più fragile PLA), la cui sinterizzazione conferisce leggerezza ma soprattutto maggiore robustezza, grazie alla quale abbiamo potuto “spingere” il progetto, includendo dettagli progettuali prima impensabili.
Quali sono questi dettagli? Eccoli…

Anatomico

La base di BluCon DEEfender è curva, per meglio adagiarsi alla superficie del sito su cui viene applicato.

Sottile e leggero

Innanzitutto, abbiamo realizzato il progetto affinché fosse estremamente sottile, senza però che questo influisse sulla robustezza della scocca esterna che protegge il lettore BluCon.

Terminazioni stondate

Gli spigoli e i vertici a contatto con il braccio sono  tutti smoothed: una volta indossato, il DEEfender sarà più confortevole, in quanto privo di terminazioni ad angolo, la cui conformazione irriterebbe il sito attorno al FreeStyle Libre.

Sostituzione batteria e reset al volo

Grazie all’apertura superiore, il coperchio della batteria e il foro di reset di BLuCon sono comodamente accessibili, senza la necessità di dover rimuovere il DEEfender. Ciò rende l’operazione di sostituzione della pila a bottone, e la pressione del pulsante per il riavvio – che avviene mediante l’utilizzo di un ago nell’apposito foro – agevole e veloce.

Inserto per fascia

Visto che ci teniamo a curare tutti i dettagli dei nostri progetti, abbiamo previsto un inserto, alla base di BluCon, nel quale scorre la fascia elastica, in modo tale che non crei spessore: ciò rende la scocca del DEEfender più stabile.

Profilo smussato

Più in generale, abbiamo messo al centro di BluCon DEEfender la vestibilità. In quest’ottica, abbiamo pensato a un guscio con spigoli stondati.

Flessibilità

DEEfender, pur essendo progettato per proteggere il lettore BluCon, ha una struttura che gli conferisce flessibilità e gli permette di “clippare” al suo interno il lettore stesso in modo permanente.

Fascia

L’elasticità della fascia permette una maggiore adattabilità e comodità. È inclusa nella spedizione di chi ci chiederà BluCon all’indirizzo info@deebee.it.

Dimensioni e peso ridotti

Benché GlimBee 2 – altro progetto di DeeBee Italia utilizzato in questo anno e mezzo un po’ ovunque, dal Messico alla Russia, dalla Svezia all’India – sia un guscio di indubbia utilità, a nostro avviso è tempo di passare a un sistema più performante, qual è quello che vede l’impiego di BluCon insieme all’app Glimp e al DEEfender.
Il guadagno in comodità di DEEfender, rispetto a GlimBee 2 è innegabile: le minori dimensioni giocano a suo favore.

Richiedi il tuo BluCon DEEfender

Se sei interessato a BluCon DEEfender, puoi richiederlo scrivendo un’email al nostro indirizzo: info@deebee.it

Quanto costa BluCon DEEfender?

BluCon DEEfender, come tutti i progetti DeeBee, è un progetto creato per la community e viene spedito a fronte di un’offerta libera.

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xDrip per iPhone: disponibile per tutti. Richiedi il codice di accesso.

Come scaricare la versione Apple dell'app e interfacciare il sensore glicemico con il proprio telefono, per spedire poi le glicemie in lontananza (e altro ancora).

xDrip per iPhone, recensita su DeeBee.it qualche mese fa (ricevendo l’Award DeeBee per l’innovazione), ha fatto un altro passo verso il rilascio ufficiale. Johan Degraeve, papà dell’app, ci ha informati che da oggi il software è disponibile per tutti sulla piattaforma TestFlight. Ma procediamo per passi e  vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Cos’è TestFlight?

È una novità che fu introdotta con il rilascio di iOS 8 e che permette di installare e testare applicazioni beta sui propri dispositivi Apple. Dopo aver ricevuto l’invito da parte di uno sviluppatore, è possibile installare le nuove versioni dell’app.
L’app in questione, nello specifico, è xDrip per iPhone.

Un passo avanti verso il rilascio ufficiale nell’App Store

Alcuni nostri lettori utilizzano già xDrip su un dispositivo Apple e avranno probabilmente ricevuto, o riceveranno a breve, un’email proveniente da TestFlight, con l’invito a scaricare xDrip.

A cosa serve xDrip per iPhone

Nell’email, oltre all’invito a scaricare, sono specificate le funzionalità di xDrip per iPhone:

  • Serve per leggere e mostrare le letture glicemiche di un trasmettitore CGM.
  • Si connette con xBridge, Dexcom G5, BluCon e BlueReader.
  • Spedisce le glicemie in remoto sulla nuvola di Nightscout.
  • Allarmi: iperglicemia, ipoglicemia, letture non pervenute, batteria scarica.
  • Invia le glicemie all’app Salute.
  • Effettua la sintesi vocale delle glicemie (come già avviene, ad esempio, con Glimp per Android), leggendo il valore ad alta voce per gli ipovedenti o i non vedenti.

Come scaricare xDrip per iPhone

Se non avete ricevuto l’email, potete richiedere espressamente un invito. In questo caso, vi verrà inviato un codice (tecnicamente, codice Redeem), che dovrete utilizzare con TestFlight.
Potete richiedere il codice  scrivendo un’email all’indirizzo xdrip@proximus.be, oppure, potete provare con il bottone sottostante (funzione soggetta alle impostazioni del browser).

Cosa cambia rispetto a prima

Con TestFlight, si supera il “problema” del codice univoco che prima bisognava fornire al programmatore, il cui ulteriore onere consisteva poi nel compilare un’app ad hoc per ogni singolo utilizzatore. Questa evidente forzatura, che sottoponeva lo sviluppatore ad una mole di lavoro maggiore e creava lungaggini nel processo, viene in tal modo eliminata.

Cosa deve fare chi utilizza già xDrip

Innanzitutto, invitiamo tutti a disinstallare la vecchia app e reinstallare l’app utilizzando TestFlight:  con la nuova installazione perderete le vecchie impostazioni nell’app (quindi le soglie di allarme, l’indirizzo di Nightscout, ecc). Poco male: basterà impostare nuovamente l’app con i vostri dati.

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La nuova versione di Nightscout è stata rilasciata

Nightscout Habanero Red (formalmente, versione 0.10.2) è disponibile per il download e l'installazione.

Il team di Nightscout non si ferma mai e ci ha abituati a continue migliorie dell’ormai conosciuto sistema di visione remota della glicemia.  Nel dettaglio, in questa nuova versione sono presenti correzioni a malfunzionamenti pregressi e alcune migliorie.

NOTA. Se non avete riscontrato errori o anomalie nel Nightscout Habanero che usate ora, potete non effettuare l’aggiornamento.

CONTRIBUTO ALLA TRADUZIONE

Se siete interessati a dare il vostro contributo nella traduzione di Nightscout in italiano, iscrivetevi nel gruppo Facebook “Nightscout Translators”.

COME MIGRARE ALLA NUOVA VERSIONE

I passi per migrare alla nuova versione li trovate nel sito Nightscout.info.

COSA È CAMBIATO NELLA NUOVA VERSIONE
  1. La versione Node è ora la 8.9.1, con correzione di bug legati alla sicurezza (@sulkaharo, @PieterGit)
  2. Downgrade di npm alla versione 5.2.0, che corregge i prolbiemi intermittenti con l’installazione di Nightscout (@sulkaharo)
  3. Reso più efficiente il caricamento dei dati sul cibo per il client (@MilosKozak)
  4. Test units addizionali per una migliore copertura sui casi d’uso (@christopher-fredregill)
  5. Corretta la generazione di javascript per la ricerca di bug in sviluppo e produzione (@sulkaharo)
  6. Corretta la gestione delle date nell’API dei treatments (@jamorham, @ecc1)
  7. L’editor di profilo ora calcola la basale totale giornaliera (@alimhassam)
  8. L’orologio BG ha ora la freccia di tendenza della glicemia e il supporto alle 24 ore (@sulkaharo, @danielharrelson)
  9. Nuova vista “2 ore” e predizione openAPS / rendering dei dati caricati migliorato (@scottleibrand)
  10. Ulteriori migliorie nel filtro dei dati sul glucosio per i report (@sulkaharo)
  11. La funzione di cambio profilo AAPS è stata migliorata (@milosKozak)
  12. Il rendering degli eventi non puntuali, bensì con una certa durata, è stato migliorato (@milosKozak)

Tutte le note in lingua inglese sono reperibili qui.

VERSIONAMENTO

Questo update è chiamato Habanero Red (0.10.2). Il precedente era Habanero Yellow (0.10.1) e l’iniziale Habanero era… Habanero “senza colore” (0.10.0).

(credits: Sulka Haro)

©Riproduzione riservata
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Confronto tra sistemi Dexcom: G5 e G4, con e senza Nightscout

Quali sono le differenze salienti tra i sensori di casa Dexcom? Quali sono i vantaggi portati da Nightscout? Proviamo a fare chiarezza.

C’era una volta un bimbo di nome G4. Un giorno chiese a mamma Dexcom un fratellino e la mamma, dopo 3 anni di gestazione, dette alla luce G5. All’inizio G4 fu felice del fratellino ma dopo aver giocato insieme per un anno, si accorse che tutte le attenzioni si erano concentrate sull’ultimo arrivato G5. Nacque così la gelosia tra i due e, nella competizione familiare, ognuno volle far valere le proprie ragioni. G4 disse al fratello: “ueeeè, carettell arruzznut, ma lo sai da quanto tempo sto sul mercato? E poi guàrdati allo specchio, tu G5 sei grassottello”.
Il G5, di tutta risposta, disse al fratello: “Ma guardati, tu sei antico, hai un solo fidanzato. Io, invece, sono social e di tendenza e ho tanti amici iOS e Android, tu invece solo il ricevitore Dexcom”.
Il G4 urlò ad alta voce come ultimo grido: “Ma io ho il Nightscout!!!”, e G5, sornione, rispose: “Anch’io ho Nightscout! Ed in più posso avere i followers!”. G4 scoppiò a piangere e scappò via.

Questa favoletta racchiude un po’ tutte le differenze e i punti comuni tra le due generazioni di sensori. Ora si torna seri per una minuziosa comparazione tra i due sistemi, ai quali aggiungiamo le varianti apportate da Nightscout.

Sistemi Dexcom a confronto:
G5 vs G4 vs G4 con Nightscout

Dimensioni, applicazione e calibrazioni

Malgrado il sensore CGM Dexcom G5 rappresenti la naturale evoluzione tecnologica del Dexcom G4, si presenta leggermente più spesso del suo predecessore.  I due sensori si applicano nello stesso modo e restano invariate le due calibrazioni obbligatorie al giorno (ogni 12 ore, possibilmente con valori glicemici stabili).
Mard e letture  
Il sistema CGM Dexcom G5 per ora è l’unico approvato dalla Food Drug Administration per prendere decisioni terapeutiche, quindi senza effettuare misurazioni aggiuntive con il prelievo capillare. E il 9% contro il 13% di Mard del suo predecessore, parla da sé (Mard –Mean Absolute Relative Deviation – è l’indice di errore della lettura glicemica e ovviamente più è basso, più saranno precise le letture se confrontate con un campione di sangue capillare).
Il Dexcom G5 risulta essere molto più veloce e accurato nelle letture, specialmente con valori alti o bassi. Su questi ultimi, però, in molti hanno notato che “perde qualche colpo”, con ritardi che arrivano fino a 15 minuti in caso di glicemia dagli 80 mg/dl a scendere.
Il G4, dal canto suo, accusa un notevole ritardo, specialmente in caso di variazioni glicemiche particolarmente veloci. Se però al G4 viene associato il sistema Nightscout – che chiamiamo per semplicità “G4+NS” – allora il ritardo si riduce considerevolmente, finanche di 10 minuti, a patto di saper interpretare la glicemia non filtrata.
Modi e portata di trasmissione, ricezione dei dati e range di azione
Nel Dexcom G4 la comunicazione con il ricevitore avviene via wireless utilizzando un sistema non compatibile con il bluetooth, mentre il G5 trasmette i dati via bluetooth BLE non solo al ricevitore, ma anche agli smartphone. G4+NS prevede la creazione facoltativa di xBridge, un ricevitore che sostituisce quello ufficiale.
Chi ha provato sia uno sia l’altro sensore smentisce in parte la portata uguale dei due ricevitori: in molti trovano il Dexcom G5 con una portata minore dei 6 metri dichiarati e il G4 con una portata spesso superiore. Infine, il sistema G4+NS con xBridge prevede una rete opzionale di ripetitori che consentono di estendere ulteriormente il range di ricezione.
Durata del trasmettitore

La differenza è davvero notevole:  la batteria del G4 dura minimo sei mesi (anche se a volte raggiunge e supera il doppio dei mesi) e viene azionata appena il sensore viene estratto dalla scatola. Per il Dexcom G5 la durata è fissa: 112 giorni (90 canonici + 22 ulteriori in attesa del cambio trasmettitore).
La community ha redatto un metodo per estendere ulteriormente la durata della batteria di entrambi i trasmettitori.

Follower
Il sensore CGM Dexcom G5, diversamente dal suo fratello minore Dexcom G4, nasce con la possibilità di controllo remoto utilizzando il sistema Dexcom Share, creato ad hoc dalla casa madre. Dexcom Share permette la condivisione dei dati fino ad un massimo di 5 follower e offre la possibilità di utilizzare come ricevitore un telefono cellulare, liberando quindi l’utente dal vincolo di avere ulteriori dispositivi (come invece avviene per il G4, il cui ricevitore dev’essere connesso al telefono cellulare nel caso in cui si voglia spedire le glicemie in lontananza). Con il Dexcom G5, il cellulare funziona come ricevitore e contemporaneamente invia i dati in lontananza. Si può scegliere di far visualizzare ai follower solo le glicemie o anche gli avvisi.
Chi possiede un G4, per visualizzare le glicemie al polso deve ricorrere necessariamente a Nightscout, ma non c’è limite al numero di device che possono riceverne i dati. Di contro, la creazione di Nightscout è più complessa rispetto al setup del sistema Dexcom Share.
Portabilità del sistema
Ulteriore pro del G5 consiste nel fatto che il telefono usato per la trasmissione delle glicemie in lontananza può essere ricaricato mentre lavora e può essere utilizzato perciò 24 ore no stop, a differenza di G4+NS, che prevede l’utilizzo di due device uno per il giorno (che si ricarica la notte) e uno per la notte (che si ricarica di giorno). L’uso di un solo cellulare/ricevitore/trasmettitore, porta come dote, quindi, una sola sim (è sufficiente un piano dati da 1Gb con abbonamento da 5 euro/mese) e una durata batteria di circa 3 giorni.
Tra le due soluzioni, si pone la soluzione G4+NS con xBridge, che può essere utilizzato anche durante la ricarica (quindi anche lui 24 ore no stop), ma che necessita di un telefono esterno, al quale connettersi per spedire le glicemie.
Glicemie non filtrate e “buio glicemico”
Ormai, grazie ai tanti post scritti nel nostro gruppo Facebook, è appurato che rispetto al Dexcom G4, con il G5 i famigerati punti interrogativi sono molto meno e quindi si sente poco la mancanza dei dati non filtrati. Se con il Dexcom G4 i dati non filtrati erano trasmessi al ricevitore che li interpretava, adesso i dati rilevati dal Dexcom G5, vengono elaborati dal trasmettitore e giungono sul telefono già elaborati e filtrati. Quindi la maggiore precisione del G5 rispetto al G4 porta ragionevolmente ad affidarsi a quanto indicato sul display del cellulare.
Una menzione speciale va in questo caso al G4+NS, che permette di visualizzare la glicemia non filtrata e, soprattutto, l’andamento della glicemia durante le due ore di riavvio del sensore. Al contrario, con il G5 abbiamo due ore di “buio glicemico“, tempo nel quale non si ha a disposizione nessun dato sulla glicemia, a meno di effettuare una misurazione capillare con il glucometro: molti utilizzatori del G5 considerano ciò un prezzo adeguato da pagare, per quello che oggi viene considerato il migliore sensore GCM sul mercato.
APP
Per leggere le glicemie, oltre al ricevitore tradizionale, con il Dexcom G5  è possibile utilizzare uno smartphone. E questo permette di configurare la funzione di condivisione remota, per inviare i dati in the cloud, nella nuvola di Dexcom: queste informazioni potranno essere visualizzate in tempo reale da dispositivi (follower) sia Apple che Android.
L’app è user friendly, cioè ben fatta da vedere e da ut21ilizzare. Si possono configurare gli stessi allarmi presenti nel ricevitore Dexcom. L’app dei followers, però, non ha gli allarmi di velocità calo o salita. Entrambe presentano una carenza importante: non è presente la differenza glicemica (cioè i punti mg/dl) del valore attuale rispetto alla rilevazione precedente.
Di contro, per il G4 non sono previste app ufficiale dedicate. A colmare il divario ci pensa ancora una volta Nightscout: per G4+NS l’ecosistema di applicazioni open, sviluppate da tanti utilizzatori illuminati, fa impallidire il parco applicazioni ufficiali. Probabilmente, per la stragrande maggioranza delle vostre esigenze c’è già un’app che fa ciò che chiedete.
Comunicazione con il microinfusore
Paradossalmente il G5, votato all’intercomunicabilità mediante un protocollo universalmente riconosciuto qual è il Bluetooth, non si interfaccia ad oggi con alcun microinfusore e cede il passo al G4, capace di interfacciarsi, invece, con Animas Vibe.
Il sistema G4+NS, invece è in grado di comunicare con alcuni modelli di microinfusore Medtronic, mediante il sistema open source non certificato OpenAPS (referenti: Scott Leibrand and Dana Lewis), e con il microinfusore DANA Diabecare R, mediante l’app open source non certificata AndroidAPS (referente: Milos Kozak).
Con Nightscout le cose cambiano!
Utilizzando la glicemia non filtrata visualizzata da Nightscout, la precisione del Dexcom G4, al netto dei valori errati a causa di compressioni, filamento esausto e simili, si avvicina molto a quella del Dexcom G5 ma non lo eguaglia: il G5 rimane comunque più preciso.
Come recita la favola di papà Leo, anche con il G5 è possibile utilizzare NS. Non si hanno però a disposizione le glicemie non filtrate, poichè i dati vengono elaborati dal trasmettitore.
Considerazioni finali

Non è così scontato reputare un vero leader indiscusso. Se è vero che il Dexcom G5 è un cecchino e difficilmente sbaglia il valore glicemico rilevato oltre ad avere un’elevata un’elevata portabilità, la portata del segnale e le dimensioni fanno un passo indietro rispetto al G4. Tuttavia, la certificazione FDA relativa al Dexcom G5, che lo innalza a unico sensore CGM, sul mercato, certificato per prendere decisioni terapeutiche, mette un indubbio carico sulle caratteristiche salienti dell’ultimo arrivato di casa Dexcom e ne decreta la miglior scelta. Una menzione d’onore va comunque al sistema G4 con Nightscout, per la maggiore portata, e soprattutto per le dimensioni ridotte che lo rendono particolarmente adatto ai bambini in tenerissima età.
Leo Minno
©Riproduzione riservata
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